mercredi 10 juin 2026

Nuovo interessantissimo articolo di Carmen Tortora, nel suo efficace stile incalzante

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Belfast, la direzione è già tracciata: dal video del crimine alla rimozione preventiva dei contenuti

Dal crimine filmato alla censura preventiva: Belfast mostra la nuova gestione dell’ordine pubblico digitale...

 https://carmen975.substack.com/p/belfast-la-direzione-e-gia-tracciata

 "La “democrazia occidentale” ha sempre rivendicato il diritto dei cittadini a sapere. Ora tende a correggerlo con una formula nuova: sapere sì, ma attraverso canali sicuri; vedere sì, ma entro limiti regolati; condividere sì, ma sotto sorveglianza; reagire sì, ma dentro il recinto dell’accettabile. Il cittadino adulto viene progressivamente trattato come un soggetto da stabilizzare, più che da informare."

"La linea internazionale va nella stessa direzione. L’Unione europea, con il Digital Services Act, ha già costruito un sistema in cui le grandi piattaforme devono valutare e mitigare i rischi sistemici, compresi quelli legati a contenuti illegali, sicurezza pubblica, disinformazione e tutela dei minori [11]. Per i contenuti terroristici online, l’UE ha introdotto il modello più duro: ordini di rimozione entro un’ora [12]. Il precedente riguarda il terrorismo, ma il principio può allargarsi: quando un’immagine violenta produce effetti sociali, l’immagine stessa diventa oggetto di intervento.

La linea internazionale va nella stessa direzione. L’Unione europea, con il Digital Services Act, ha già costruito un sistema in cui le grandi piattaforme devono valutare e mitigare i rischi sistemici, compresi quelli legati a contenuti illegali, sicurezza pubblica, disinformazione e tutela dei minori [11]. Per i contenuti terroristici online, l’UE ha introdotto il modello più duro: ordini di rimozione entro un’ora [12]. Il precedente riguarda il terrorismo, ma il principio può allargarsi: quando un’immagine violenta produce effetti sociali, l’immagine stessa diventa oggetto di intervento.

Belfast, quindi, non è solo Belfast. È un banco di prova narrativo."

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La coincidenza temporale tra il nuovo protocollo Ofcom e le rivolte nordirlandesi non prova una regia. Prova però qualcosa di più concreto: l’infrastruttura regolatoria era pronta, il linguaggio era pronto, il precedente Southport era pronto, il discorso politico sulla stretta ai social era già apparecchiato. Belfast ha fornito il caso vivo, emotivo, perfetto per renderlo urgente.

È sempre così nelle nuove architetture di controllo. Prima si costruisce il vocabolario. Poi si attende l’evento che lo renda necessario.

La traiettoria è ormai leggibile. Un uomo viene massacrato in strada. Un video circola. La popolazione reagisce. Le rivolte bruciano case e auto. I politici condannano. I regolatori chiamano in causa le piattaforme. I social diventano il nuovo bersaglio. La soluzione proposta non riguarda solo più polizia, più indagini o più sicurezza concreta nei quartieri; riguarda la capacità di fermare, filtrare, rallentare e rimuovere ciò che i cittadini vedono.

La censura preventiva non si presenterà mai come censura. Arriverà come protezione delle vittime, lotta all’odio, prevenzione della violenza, tutela dei minori, ordine pubblico, responsabilità digitale. Ogni argomento conterrà una parte di verità, ed è proprio questo a renderlo efficace. Il problema nasce quando l’eccezione diventa protocollo, quando il protocollo diventa abitudine, quando l’abitudine diventa potere.

Chi controlla le immagini controlla il primo impatto emotivo dei fatti. Chi controlla il primo impatto controlla il tempo della reazione. Chi controlla il tempo della reazione controlla una parte decisiva della politica.

Belfast non chiude il discorso. Lo apre. E lo apre nel momento più conveniente possibile per chi chiedeva già nuovi poteri sui social."

Fonti