mardi 2 juillet 2019

Maurizio Blondet: NEL LAGER ARCOBALENO

https://www.maurizioblondet.it/nel-lager-arcobaleno/
Loro sono “gay” e si divertono. Ma il mondo che stanno imponendo agli eterosessuali e normali non ha niente di divertente: è un universo concentrazionaario dove si devono controllare  le carezze che si fanno ai figli, i pensieri ,  le parole per non farsi accusare di “omofobia”e vedersi strappata la patria potestà. Ovviamente, quando  la anormalità è diventata “Un diritto”, è la normalità che diventa delitto.  Punibile per legge, “perché la legislazione sta andando in quella direzione e bisogna includerele persone LGBTQ”.   La nuova ideologia totalitaria   dispone di  mezzi di repressione, censura e  distruzione della personalità  tipici delle vecchie.    Il totalitarismo sodomitico ci farà rimpiangere la Rivoluzioone Culturale di Mao  come  una stagione di libertà..
(Trovo sul web):
“Sembra che anni fa una psicologa a Torino denunciò dei casi come quelli di  e che per questo sarebbe stata mobbizzata e isolata, al punto da farla cadere in depressione e rinchiudersi in casa. Purtroppo è scomparsa. Si chiamava Laura Metitieri.
Questa pover signora  ha scritto un libro che resta su internet:
Qui le prime righe:
“…Sono stata  costretta a interrompere il mio lavoro di psicologa e psicoterapeuta, che svolgevo come libero professionista per i clienti privati, per il Tribunale, per l’Universita’, a causa di una serie di atti intimidatori e vessatori, a me rivolti, che tuttora continuano.
“Ho presentato, sin dal 2012, e nel corso degli anni successivi fino ad oggi, diverse denunce penali, accompagnate da  esposti, segnalazioni, istanze, comunicazioni, indirizzate alla Magistratura e alle altre Istituzioni competenti, senza ottenere adeguate risposte. Alcune denunce sono state archiviate con motivazioni false e scorrette, altre sono risultate irreperibili o non consultabili.
“Ho contattato anche diversi rappresentanti politici ed alcuni quotidiani, senza ottenere, anche in questo caso, riscontri positivi.
“E’ stata anche socialmente diffusa la voce di una mia presunta “ insanita’ “ mentale, così da mettere in dubbio l’attendibilita’ delle mie dichiarazioni.
“Spesso accade così quando si cerca di contrastare affari e scambi illeciti direttamente o indirettamente riconducibili a forme organizzate, e istituzionalmente protette, di criminalita’.
“Come le ultime inchieste giudiziarie hanno dimostrato, la criminalita’ organizzata, le lobbies collegate ad associazioni coperte e settori della delinquenza comune collaborano insieme, se così si puo’ dire, per realizzare affari illeciti, espandendosi nel nostro Paese con l’appoggio e i favori della maggior parte della nostra classe politica e delle nostre istituzioni, che ne ricavano sommersi, ma profittevoli vantaggi.
“Così e’ accaduto nel mio caso quando, ad esempio, nel mio lavoro di consulente presso il Tribunale, per molte volte ha cercato di oppormi alla realizzazione di scopi illeciti.
“Penso, in particolare, a quando ho cercato di impedire, talvolta riuscendo, talvolta no, l‘allontanamento ingiustificato di bambini dalle loro famiglie di origine, per essere avviati verso il mercato, illecito, ma legalizzato, che si espande nel sommerso del settore degli affidi e delle adozioni.
“O quando ho cercato di aiutare dei genitori i cui bambini erano vittime di abusi sessuali che non si intendeva riconoscere e perseguire.
“Oppure quando, al contrario, ho cercato di difendere dei miei clienti ingiustamente e strumentalmente accusati, a scopo intimidatorio, di aver compiuto abusi sessuali inesistenti.
“Di fronte alle prime intimidazioni, senza comprenderne le origini, nonostante alcuni suggerimenti allusivi ricevuti all’interno delle stesse istituzioni, mi sono rivolta, ingenuamente e fiduciosa, alle Autorita’, pensando di ricevere risposte pronte ed effricaci.
“Ma ho dovuto, dopo lunghe e inutili attese, rendermi conto di essere in errore.
“Le riposte non sono arrivate, oppure si sono indirizzate ad impedire la prosecuzione delle mie azioni legali e a consentire, se non a sollecitare, la prosecuzione delle attivita’ intimidatorie e vessatore.
“Sono stata quindi costretta alla sospensione della mia attivita’ professionale, da affrontare nell’isolamento, giacche’ quasi tutti, compresa la natura e le origini della mia situazione, hanno scelto di prendere le distanze.
“Durante la sospensione della attivita’ lavorativa, ho iniziato a riflettere sul funzionamento delle nostre istituzioni, sui meccanismi che operano nella nostra comunita’ civile e professionale e sulla natura probabilmente non eccezionale, ma purtroppo ampiamente diffusa in tutti i settori, di quanto stava accadendo a me.
“Approfittando del tempo libero, se così lo vogliamo chiamare, ho iniziato ad approfondire la lettura delle notizie di carattere politico e sociale sui media”.