jeudi 30 octobre 2014

nocensura.com - Le "marocchinate", la parte censurata della nostra "liberazione"- stupri di massa, gli abusi e le feroci torture subite dal popolo italiano nel 1944, quando inquadrati nel "Corpo di spedizione francese in Italia" sbarcarono in Italia i soldati marocchini, passati alla storia come liberatori.


A cura di Alessandro Raffa per nocensura.com 

Sui libri di storia che fanno studiare nelle nostro scuole non c'è scrittoniente. 
Nessun tribunale internazionale si è mai interessato alla vicenda, enessun soldato è mai stato punito per "crimini di guerra" o contro l'umanità.

Stiamo parlando delle cosiddette "marocchinate". Con questo termine vengono chiamati gli stupri di massa, gli abusi e le feroci torture subite dal popolo italiano nel 1944, quando inquadrati nel "Corpo di spedizione francese in Italia" sbarcarono in Italia i soldati marocchini,passati alla storia come liberatori.

Gli "alleati" avevano bisogno di soldati per scacciare i tedeschi dall'Italia, e pensarono bene di assoldare le truppe marocchine, con una promessa: il diritto di preda: tra i cosiddettiGoumiers fu distribuito un volantino, redatto dai francesi, che recitava quanto segue: (fonte: Wikipedia)

« Soldati! Questa volta non è solo la libertà delle vostre terre che vi offro se vincerete questa battaglia. Alle spalle del nemico vi sono donne, case, c'è un vino tra i migliori del mondo, c'è dell'oro. Tutto ciò sarà vostro se vincerete. Dovrete uccidere i tedeschi fino all’ultimo uomo e passare ad ogni costo. Quello che vi ho detto e promesso mantengo.Per cinquanta ore sarete i padroni assoluti di ciò che troverete al di là del nemico. Nessuno vi punirà per ciò che farete, nessuno vi chiederà conto di ciò che prenderete »
(Traduzione dell'associazione nazionale vittime civili)
Ed è proprio così che andarono le cose. Le truppe marocchine scacciarono i tedeschi, e ne combinarono di tutti i colori. Furti nelle abitazioni, violenze, omicidi, feroci stupri di gruppo ai danni prevalentemente di donne e bambini, ma anche di uomini.

Le violenze non durarono solamente 50 ore; andarono ben oltre al lasso temporale di anarchia concesso dai francesi alle truppe marocchine, anche se certamente quelle ore furono le più terrificanti, con i soldati marocchini che spadroneggiavano come predatori, saccheggiando, picchiando, stuprando, uccidendo. 

Riporto dalla pagina di Wikipedia dedicata alle marocchinate

Il Presidente dell'Associazione Nazionale Vittime delle "Marocchinate" Emiliano Ciotti fa una stima dello stupro di massa:
« Dalle numerose documentazioni raccolte oggi possiamo affermare che ci furono un minimo di 20.000 casi accertati di violenze, numero che comunque non rispecchia la verità; diversi referti medici dell'epoca riferirono che un terzo delle donne violentate, sia per vergogna o pudore, preferì non denunciare. Facendo una valutazione complessiva delle violenze commesse dal "Corpo di Spedizione Francese", che iniziò la proprie attività in Sicilia e le terminò alle porte di Firenze, possiamo affermare con certezza che ci fu un minimo di 60.000 donne stuprate, e ben 18.000 violenze carnali. I soldati magrebini mediamente stupravano in gruppi da 2 (due) o 3 (tre), ma abbiamo raccolto testimonianze di donne violentate anche da 100,200 e 300 magrebini »
 Le testimonianze sono atroci, capaci di far accapponare la pelle ancora oggi, dopo 70 anni.

Su Wikipedia sono disponibili sommarie informazioni sui fatti alle voci marocchinate,Goumiers e battaglia di MontecassinoFacendo ricerche sul web (cercate "marocchinate" e le altre voci correlate) potete trovare ulteriore materiale.

Riportiamo questa significativa testimonianza da Wikipedia:

Il sindaco di Esperia (comune in provincia di Frosinone) affermò che nella sua città 700 donne su un totale di 2.500 abitanti furono stuprate, e alcune di esse, in seguito a ciò, morirono. Con l'avanzare degli Alleati lungo la penisola, eventi di questo tipo si verificarono altrove: nel Lazio settentrionale e nella Toscana meridionale.

Lo scrittore Norman Lewis, all'epoca ufficiale britannico sul fronte di Montecassino, narrò gli eventi:
« Tutte le donne di Patrica, Pofi, Isoletta, Supino, e Morolo sono state violentate... A Lenola il 21 maggio hanno stuprato cinquanta donne, e siccome non ce n'erano abbastanza per tutti hanno violentato anche i bambini e i vecchi. I Marocchini di solito aggrediscono le donne in due - uno ha un rapporto normale, mentre l'altro la sodomizza. »
(Norman Lewis nel libro Napoli '44[2])

Il popolo italiano, stremato dalla guerra, dopo aver subito le violenze degli "oppressori" tedeschi, dovette subire anche quelle dei "liberatori", che per 50 lunghissime ore scatenarono l'inferno, dettero sfogo ad una violenza disumana.

Merita menzione il blog dell'Associazione nazionale vittime delle Marocchinate:http://vittimemarocchinate.blogspot.it che riporta testimonianze sconvolgenti; di seguito ve ne riporto una, breve ma significativa:

Tre soldati(marocchini) hanno completato il loro turno di esercitazione e si avviano verso la baracca della mensa.
Parlano tra di loro, Lorenzo esce allo scoperto e li saluta in arabo.
I tre restano sorpresi, poi, sorridendo, si avvicinano al bambino ed uno di essi lo carezza sui fianchi e sulle cosce. Lorenzo allora comprende il suo fatale errore ed inizia a correre urlando: “Mario resta
nascosto, dopo scappa via ed avverti mia madre”.
I tre non capiscono le parole di Lorenzo, ma lo inseguono e si allontanano da dove è nascosto Mario che attraverso il foro del recinto riesce a uscire e mettersi in salvo.
Arriva a casa di Lorenzo, ma la porta è chiusa, Fedora non è ancora tornata.
Si siede sul primo gradino ed aspetta piangendo.
Trascorre un’ora.
Un contadino di Cardito trova Lorenzo seminudo, ricoperto di sangue, abbandonato in un viottolo
di campagna, non lontano dal campo dei marocchini.
Lo porta in Ospedale.
Il referto riporta: stato di choc, ferite lacero contuse sul viso, sulle gambe e sulla schiena,
lacerazioni nella zona anale da penetrazioni multiple, lacerazioni delle corde vocali da penetrazione
orale, i denti completamente rotti per evitare morsi difensivi .
Da qual giorno Lorenzo non disse più una parola
 

Fonte: brano tratto dal libro Canapa - estratto dal blog dell'Associazione nazionale vittime delle marocchinate. 

Parlando con amici e conoscenti mi sono reso conto che molti non sanno niente in proposito; questa pagina nera della nostra storia è stata "rimossa" dai libri, dalla memoria, ed è per questo che ho deciso di dedicargli un articolo. Tanto sappiamo sulle brutalità dei nazisti, mentre di quelle degli "alleati" che ci hanno insegnato fin da piccoli a ringraziare non vogliono che ce ne ricordiamo.

Le marocchinate non sono state "le uniche" violenze subite dagli italiani da parte dei "liberatori", anche se probabilmente sono state le più feroci e disumane. Si, disumane è la parola giusta.

Acquisterò il libro controstoria della liberazione, che ho conosciuto sul sito dell'Associazione, dove ne viene riportato uno stralcio.


Alessandro Raffa per nocensura.com

AGGIORNAMENTO: Le "marocchinate" la parte censurata della liberazione - PARTE 2 

nocensura.com - Storia censurata: i campi di concentramento USA nella 2° guerra mondiale.- Chi parla, ad esempio dei campi di concentramento PER tedeschi in Germania e USA?



Di Salvatore Santoru

La 2 guerra mondiale fu una tremenda carneficina, con tremendi crimini  da parte di tutte le fazioni coinvolte.
Purtroppo, nella versione ufficiale che ci viene inculcata sin da bambini, ci viene raccontata solo una minima parte degli avvenimenti, o meglio una parte molto parziale: la propaganda dei vincitori.

Solitamente si parla di essa come una "guerra buona", come se esistessero guerre buone.

Nella realtà, le cose sono molto più complesse rispetto alle limitanti convinzioni che abbiamo imparato a introiettare su questa delicata tematica storica.

Pensiamo all'orrenda politica dei campi di concentramento.


Ciò che purtroppo poche persone sanno è che questa pratica brutale non fu inventata negli anni 40, ma risale a molto prima e, come riporta anche Wikipedia, precisamente al 1896, e fu praticata dagli spagnoli contro la popolazione cubana, seguiti nel 1899 dagli statunitensi contro i filippini, e nel 1900 dagli inglesi contro i boeri ( su quest'ultimo è famoso il campo di Krugersdorp, in cui i boeri venivano concentrati in tende, e molti di essi morirono di fame e malattie).




Un pò più noti sono i campi di concentramento (gulag) fondati nel 1918 in URSS sotto il regime di Lenin, per internare qualunque persona era dissidente o presunto tale del bolscevismo, e quindi etichettato come "reazionario", "borghese" o "controrivoluzionario" per ciò era considerato meritevole di essere schiavizzato e sterminato.



Sull'URSS, è anche utile ricordare il tremendo sterminio di massa che i contadini ucraini subirono tra il 1932 e il 1933, a causa delle politiche staliniane, noto come "Holodomor", l'Olocausto ucraino, in cui si stima che morirono 7 milioni di persone, ma di cui si è sempre parlato relativamente poco.




Ma oltre ai gulag sovietici, di cui negli ultimi tempi si è parlato e si parla sempre di più, vi erano anche dei campi di concentramento costruiti dagli USA durante e dopo la guerra, di cui non si parla mai e la cui stessa esistenza non è nota alla maggioranza della popolazione.

Nei campi di concentramento statunitensi vennero internati bambini,donne e uomini giapponesi, tedeschi e italiani, per il solo fatto di essere tali.


Per i giapponesi, tutto iniziò nel 1941, quando vennero internati 110.000 nippo-americani che vivevano lungo la costa del Pacifico degli Stati Uniti, e tale fatto fu giustificato come rappresaglia per l'attacco di Pearl Harbor ( che tra l'altro poteva pure essere evitato ).

Il presidente Roosevelt autorizzò l'internamento con l' Ordine Esecutivo 9066 il 19 febbraio 1942,  che come riporta Wikipedia, permetteva "ai locali comandanti militari di stabilire all'interno delle "aree militari" delle "zone di esclusione", in cui "persone possano essere in tutto o in parte isolati".



La politica di internamento durò sino al 1944, e coinvolse per la maggior parte (62%) cittadini statunitensi di origine giapponese.

Come riporta ancora Wikipedia, "quelli che vivevano sulla costa occidentale degli Stati Uniti sono stati tutti internati, mentre nelle Hawaii, dove gli americani di origine giapponese erano oltre 150.000, e formavano quindi più di un terzo della popolazione, solo tra i 1.200 e i 1.800 furono internati".

La politica di internamento di giapponesi, tedeschi e italo-americani fu gestita dall'ente governativo "War Relocation Authority", costituito il 18 marzo 1942 da Roosevelt con l'Ordine Esecutivo 9102.



Oltre ai giapponesi, anche gli italiani vennero internati dal 1941 al 1944, e a differenza dei primi, non hanno nemmeno ricevuto risarcimenti.

 Solo nel 2010 è stata approvata una risoluzione da parte della legislatura della California con cui si è chiesta scusa per i maltrattamenti subiti dai residenti di origini italiane.

La loro unica colpa erano le loro origini etniche, per le quali erano considerati "enemy aliens" ("nemici stranieri").



Photo of alien registraton card

Oltre gli USA, molti italiani furono internati anche nei campi di concentramento francesi e inglesi, difatti questa criminale politica durante quel periodo era una "norma".

Nella Francia, uno dei più noti campi di concentramento era quello di Le Vernet d'Ariège.




La più dura fu la situazione dei tedeschi.
Negli States, la politica di internamento verso cittadini statunitensi "colpevoli" di essere di origine tedesca, incominciò nel 1939 e finì nel 1946, e venne giustificata in quanto essi, al pari degli italiani, erano visti come "enemy aliens".

Non hanno mai ricevuto nè scuse, nè risarcimenti per questo.

Quella di seguito è la mappa dei luoghi dove sono stati internati.


Molto più duro fu però il trattamento che molti tedeschi subirono nei campi di prigionia istituti dagli USA in Germania nel 1945.

Difatti, come riportato da un articolo di Repubblica del 23 febbraio 1992, all'incirca un milione di tedeschi morirono nei campi di prigionia istituiti dagli USA in Germania nel solo 1945.

L'articolo riporta anche le affermazioni del capitano francese Julien del 3° Reggimento Fucilieri Algerino, che il 27 luglio 1945  a Dietersheim visitò uno dei campi di concentramento USA per prigionieri tedeschi ( visto che cinque campi di prigionia erano stati "passati" dagli USA ai francesi), secondo cui tale campo era popolato da scheletri viventi, e ricordava "Buchenwald e Dachau".

Furono molti i campi di concentramento per prigionieri tedeschi nella stessa Germania ma anche in Francia, in Gran Bretagna e negli stessi USA ( nella foto campo di Remagen ).


Alcuni di tali prigionieri erano soldati ma sopratutto vi erano cittadini comuni, compresi molti bambini.





Come riportato anche in un bell'articolo dell'Huffington Post, tali fatti storici sono stati portati alla ribalta nell'opinione pubblica dallo storico canadese James Bacque, grazie alla pubblicazione del libro "Other Losses" nel 1989 (pubblicato in Italia da Mursia col titolo Gli altri Lager nel 1993).



Bacque, aiutato dallo storico militare Ernest Fisher Jr., avvalendosi di numerose testimonianze orali e archivistiche, giunse alla conclusione che le morti dei prigionieri tedeschi nei campi di concentramento statunitensi e francesi ( per fame o malattie ) non furono inevitabili, perché in Europa vi erano allora sufficienti scorte per garantire la sopravvivenza di essi.

Inoltre, c'è anche da ricordare che sempre nel 45 statunitensi e inglesi si adoperano in una feroce repressione contro i cosiddetti "Werwolf", un'organizzazione di guerriglieri volontari, composta da molte donne e sopratutto da giovani, anche ragazzini al di sotto di tredici anni.


Come riporta Wikipedia, "anche ragazzi di 12 anni subirono processi e condanne all’ergastolo da parte delle corti marziali statunitensi. Due membri di 16 e 17 anni furono condannati a morte alla fine del marzo del 1945 e giustiziati il 5 di giugno.




 A Budeburg vicino al Wesel l’8 aprile del 1945 uomini della 116 Divisione Corazzata furono fucilati, senza processo, dai soldati dell’esercito americano a seguito della scoperta di volantini del Werwolf che invitavano alla resistenza".


Le forze angloamericane avevano stabilito, come riporta ancora Wikipedia, che :  "ogni combattente Werwolf catturato dovesse essere fucilato sul posto. Furono infatti considerati, per il diritto internazionale, non come membri di una milizia partigiana, ma come spie (anche perché non agivano in divisa), e quindi passibili di fucilazione immediata".


Come già scritto, ci furono molte tremende esecuzioni, ed inoltre molte ragazze che venivano catturate, finivano per essere torturate e stuprate prima di venire assassinate dagli occupanti angloamericani.


Su questa come su molte altre vicende ci sarebbe ancora da scrivere e approfondire, perchè ciò che più conta è la verità, e non una parziale visione dei fatti come ci viene promossa oggi per questa, come per altre, questioni.


Fonte: informazioneconsapevole.blogspot.it


 
 Leggi anche: Le "marocchinate", la parte censurata della nostra "liberazione"

Tratto da: informatitalia.blogspot.com