https://www.byoblu.com/2021/11/02/papa-e-antipapa-linchiesta-lantimessa-di-bergoglio-per-i-goumiers-delle-marocchinate-60-000-stupri-e-omicidi-di-italiani-parte-37/
Questa mattina alle 11.00, l’antipapa Francesco ha celebrato una “Messa per i defunti” del 2 novembre presso il Cimitero di Guerra francese di Roma, a Monte Mario. (...)
“Questa BRAVA GENTE è morta in guerra, chiamata a
difendere la patria, valori e ideali. E tante altre volte a difendere
situazioni politiche tristi. Sono le vittime, le vittime della guerra
che mangia i figli della patria”.
“Brava gente”: ricordate questa espressione.
Così, a due giorni dal Centenario del Milite Ignoto italiano, la
messa per le vittime della violenza della guerra è stata celebrata (per
fortuna, a questo punto) da Bergoglio sulle tombe degli AUTORI –
franco-coloniali e islamici – di quelle atroci e bestiali
violenze che passano con il nome di “MAROCCHINATE” di cui fecero le
spese decine di migliaia di civili italiani.
Ovviamente, non poteva essere che un’anti-messa, un rito alla rovescia, probabilmente non inconsapevole: forse un complimento a Macron, reduce dalla recente visita per il G 20, oppure qualcosa di deliberatamente offensivo per l’Italia e spiritualmente inversivo, come i rituali di adorazione alla Pachamama o altre iniziative non infrequenti nelle sue “liturgie” che abbiamo già indagato.
In quel cimitero, infatti, riposano 1888 soldati francesi, ma, come cita la pro loco di Roma QUI , “la maggior parte dei caduti, tuttavia, non è di origine francese. Molte delle vittime sono i “Goumiers”,
soldati di nazionalità marocchina, chiamati a combattere nelle truppe
francesi per circa 50 anni. LO CAPIAMO ANCHE DALLA MEZZALUNA ISLAMICA
INCISA SULLA LAPIDE. Tutti i soldati sono stati seppelliti allo stesso
modo, con una croce in marmo sovrastante e la scritta “mort pour la
France“.
E ora vediamo chi era questa “brava gente”, questi famigerati goumiers,
autori di oltre 60.000 stupri ai danni di donne, uomini, bambini
italiani, assassinii, rapine perpetrate per tutta Italia, dalla Sicilia
alla Toscana dal ’43 al ’45. Perfino un prete, don Alberto Terrilli, fu violentat