PerChiunqueHaCompreso: COME NE USCIAMO? - ALEX FOCUS:
Come PREMESSA al mio commento riassumo il percorso della conoscenza come mostratomi da un mio maestro di arti marziali orientali (ma credo che non si discosti dai concetti diciamo "occidentali", se non nella forma):
Gli stadi della conoscenza sono cinque:
1) osservazione (mia traduzione: se non ti accorgi di ciò che è intorno a te, come farai a comprendere?)
2) comprensione (mia traduzione: la realtà va non solo osservata ma va anche capita, nel senso "accolta" come la legge naturale che scolpita nel cuore dell'uomo quindi è più forte della legge positiva che è scritta su un pezzo di carta, la tradizione che è la narrazione del mito e della religione, della storia e della sua perversione, della scienza e della tecnica ma anche del teatro e della falsificazione, la patria che è la terra dei padri, etc.)
3) memorizzazione (non possediamo nulla se non ciò che ricordiamo, anzi noi siamo il ricordo continuo di un passato vivente)
4) replicazione (i precedenti passi si realizzano e si verificano nell'attuazione da parte del discente di ciò che ha fatto il maestro, altrimenti nulla è stato fatto di valido)
5) creazione (questo è l'atto del maestro, egli raggiunge il massimo della propria conoscenza, dopo aver superato il proprio maestro, nell'atto creativo con ciò portando avanti il lavoro di tutti i maestri prima di lui).
Orbene, la maggior parte delle persone (la cui opinione condiziona anche la nostra vita) è ferma al punto 1.
O, per meglio dire, il potere (al solo scopo di conservare ed estendere se stesso) fa in modo che quanti più individui possibile siano "distratti" dai mezzi di disinformazione di massa, concentrati su cose futili invece di sottolineare le cose importanti.
A riguardo del punto 2, anche quelli che vorrebbero saperne di più, sono avvolti in una tempesta di sabbia, un turbine di micro-informazioni (magari anche false e tendenziose) che hanno non solo lo scopo di non far capire niente ma anche di coprire quelle poche fonti "genuine" che, in quanto minoritarie, sono considerate dai comuni mortali "inaffidabili".
Stessa cosa per quanto riguarda il punto 3: il "sistema" fa in modo che vi sia una "damnatio memoriae" a riguardo di ciò che in passato era valido ed è stato scartato solo perchè "vecchio", "sorpassato", "obsoleto", etc. specie le società basate su autocrazie sacrali in cui vi erano dei limiti etico-morali (cioè uno scheletro di sane norme inviolabili e delle buone prassi che a tali norme si conformavano).
Per il punto 4 sembra che non ci sia niente da fare: se si prende in esame solo il dissesto idrogeologico, la cosiddetta società "avanzata" del terzo millennio non è nemmeno lontanamente in grado di uguagliare il Regno delle Due Sicilie od il fascismo. Tutto va in rovina, i boschi non sono più coltivati (cioè manutenuti) e persino i vecchi invasi per il deflusso delle piene occasionali sono stati ricoperti di terra, ci hanno fatto delle strade, intorno alle quali sono sorti "boschi" di case che, quando è venuta giù l'acqua sul serio, sono stati devastati da fiumi di fango (vedi Sarno nel 1998 fino alle più recenti tragedie "annunciate", altro che "imprevedibili").
Non parliamo proprio del punto 5: nella nostra società si assiste al fenomeno della "promozione del peggiore". Nel senso che solo chi è senza alcuna remora può andare vanti e salire l'ascensore sociale, gli altri si fermano davanti a scelte che, pur essendo possibili alla loro scienza, ripugnalo alla loro coscienza. Infatti la maggior parte dei creativi viene schiacciata dai vertici come un verme, senza pietà, anche con la complicità di chi sta affianco all' "alieno".
Gli stadi della conoscenza sono cinque:
1) osservazione (mia traduzione: se non ti accorgi di ciò che è intorno a te, come farai a comprendere?)
2) comprensione (mia traduzione: la realtà va non solo osservata ma va anche capita, nel senso "accolta" come la legge naturale che scolpita nel cuore dell'uomo quindi è più forte della legge positiva che è scritta su un pezzo di carta, la tradizione che è la narrazione del mito e della religione, della storia e della sua perversione, della scienza e della tecnica ma anche del teatro e della falsificazione, la patria che è la terra dei padri, etc.)
3) memorizzazione (non possediamo nulla se non ciò che ricordiamo, anzi noi siamo il ricordo continuo di un passato vivente)
4) replicazione (i precedenti passi si realizzano e si verificano nell'attuazione da parte del discente di ciò che ha fatto il maestro, altrimenti nulla è stato fatto di valido)
5) creazione (questo è l'atto del maestro, egli raggiunge il massimo della propria conoscenza, dopo aver superato il proprio maestro, nell'atto creativo con ciò portando avanti il lavoro di tutti i maestri prima di lui).
Orbene, la maggior parte delle persone (la cui opinione condiziona anche la nostra vita) è ferma al punto 1.
O, per meglio dire, il potere (al solo scopo di conservare ed estendere se stesso) fa in modo che quanti più individui possibile siano "distratti" dai mezzi di disinformazione di massa, concentrati su cose futili invece di sottolineare le cose importanti.
A riguardo del punto 2, anche quelli che vorrebbero saperne di più, sono avvolti in una tempesta di sabbia, un turbine di micro-informazioni (magari anche false e tendenziose) che hanno non solo lo scopo di non far capire niente ma anche di coprire quelle poche fonti "genuine" che, in quanto minoritarie, sono considerate dai comuni mortali "inaffidabili".
Stessa cosa per quanto riguarda il punto 3: il "sistema" fa in modo che vi sia una "damnatio memoriae" a riguardo di ciò che in passato era valido ed è stato scartato solo perchè "vecchio", "sorpassato", "obsoleto", etc. specie le società basate su autocrazie sacrali in cui vi erano dei limiti etico-morali (cioè uno scheletro di sane norme inviolabili e delle buone prassi che a tali norme si conformavano).
Per il punto 4 sembra che non ci sia niente da fare: se si prende in esame solo il dissesto idrogeologico, la cosiddetta società "avanzata" del terzo millennio non è nemmeno lontanamente in grado di uguagliare il Regno delle Due Sicilie od il fascismo. Tutto va in rovina, i boschi non sono più coltivati (cioè manutenuti) e persino i vecchi invasi per il deflusso delle piene occasionali sono stati ricoperti di terra, ci hanno fatto delle strade, intorno alle quali sono sorti "boschi" di case che, quando è venuta giù l'acqua sul serio, sono stati devastati da fiumi di fango (vedi Sarno nel 1998 fino alle più recenti tragedie "annunciate", altro che "imprevedibili").
Non parliamo proprio del punto 5: nella nostra società si assiste al fenomeno della "promozione del peggiore". Nel senso che solo chi è senza alcuna remora può andare vanti e salire l'ascensore sociale, gli altri si fermano davanti a scelte che, pur essendo possibili alla loro scienza, ripugnalo alla loro coscienza. Infatti la maggior parte dei creativi viene schiacciata dai vertici come un verme, senza pietà, anche con la complicità di chi sta affianco all' "alieno".
A proposito di quel signore che scarta l'ipotesi di extraterrestri come se fosse una fantasia: degli scienziati che si sono fatti due conti, senza la hubris antropocentrica, hanno calcolato che, nel solo universo conosciuto (nel senso "visibile" ai telescopi terrestri od a quelli viaggianti nello spazio) vi sono milioni di possibili pianeti nelle condizioni della Terra, anche se, ovviamente, molto lontane da noi (la stella più vicina è Alpha Centauri che si trova a circa 2'000 anni luce dal Sole)
Allora alla domanda "come ne usciamo?" la mia risposta è: fare ancor di più quel che già sta facendo Elia ed una schiera di blogger alternativi al mainstream.
Cioè DIFFONDERE la CONOSCENZA VERA e COMBATTERE quella FALSA.
Allora alla domanda "come ne usciamo?" la mia risposta è: fare ancor di più quel che già sta facendo Elia ed una schiera di blogger alternativi al mainstream.
Cioè DIFFONDERE la CONOSCENZA VERA e COMBATTERE quella FALSA.
Alex Focus
