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dimanche 23 août 2026
PATTO INTERNAZIONALE.ORG: QUANDO L’AVIARIA ENTRA NEL PIANO PANDEMICO
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Sorveglianza umana, vaccini H5, contratti e preparedness
A cura di Associazione Trilly – La gente come noi APS
AVIARIA H5: DAL POLLAME ALLA PREPAREDNESS PANDEMICA
DOSSIER INVESTIGATIVO –
Dal focolaio animale alla sorveglianza umana, fino ai vaccini H5 già predisposti
DOVE ERAVAMO ARRIVATI
Nella prima parte abbiamo seguito il virus nel territorio.
Nella seconda abbiamo seguito la rete scientifica.
Adesso dobbiamo fare l’ultimo passaggio:
SE H5 ESCE DAL PERIMETRO VETERINARIO, COSA SUCCEDE?
La risposta è scritta nel nuovo:
Piano strategico operativo di preparazione e risposta ad una pandemia da patogeni a trasmissione respiratoria a maggiore potenziale pandemico 2025-2029.
Il Piano viene approvato definitivamente il:
30 APRILE 2026.
Cinque giorni dopo, il 5 maggio, parte il primo progetto pilota italiano di vaccinazione H5 negli allevamenti.
IL PIANO PREVEDE ESPRESSAMENTE LA SORVEGLIANZA DEGLI ESPOSTI ALL’AVIARIA
Tra i sistemi di sorveglianza compare una voce inequivocabile:
“Sorveglianza degli esposti ad influenza aviaria”.
Il sistema è destinato a monitorare le persone che entrano in contatto con focolai animali.
Tra le informazioni raccolte figurano:
codice del focolaio SIMAN;
provincia;
località;
numero delle persone esposte;
numero di persone alle quali viene offerto il test;
numero di persone sottoposte a PCR;
eventuali positività;
eventuali soggetti esposti a casi umani A/H5N1;
eventuali test sierologici retrospettivi.
Il focolaio animale acquisisce un codice.
Quel codice viene associato alla sorveglianza delle persone esposte.
SIMAN: IL FOCOLAIO ANIMALE DIVENTA UN EVENTO DI INTERESSE UMANO
SIMAN è il sistema utilizzato per la notifica delle malattie infettive animali.
Quando si identifica un focolaio:
il dato nasce nel sistema veterinario.
Ma quando vengono registrate le persone esposte a quello stesso focolaio:
il confine tra sistema veterinario e sistema umano viene attraversato epidemiologicamente.
Non abbiamo un documento che dimostri una fusione materiale SIMAN-PREMAL.
Ma la connessione funzionale è chiara:
focolaio animale identificato → persone esposte individuate → eventuali test umani.
COSA SUCCEDE SE DAL FOCOLAIO EMERGE UN RISCHIO DI SPILLOVER?
Qui il Piano diventa ancora più esplicito.
Nelle tabelle operative compare uno scenario:
“CLUSTER VETERINARIO IN ITALIA”
La fonte dell’informazione è:
sorveglianza veterinaria.
Il rischio da valutare è:
“spillover e trasmissibilità”.
Gli organismi coinvolti comprendono:
MiRiK
DISPATCH
preparedness network.
L’output previsto è:
“valutazione rischio, parere per fase di allerta”.
CLUSTER VETERINARIO
↓
SPILLOVER E TRASMISSIBILITÀ
↓
VALUTAZIONE DEL RISCHIO
↓
POSSIBILE FASE DI ALLERTA
Questo è il punto istituzionale nel quale un problema nato negli animali può entrare nella macchina della preparedness pandemica umana.
NON BASTA UNA MUTAZIONE PER “CHIUDERE IL PAESE”
Il Piano non dice che la semplice individuazione di una mutazione in un virus aviario attivi automaticamente misure emergenziali.
Prevede invece:
analisi del segnale;
valutazione epidemiologica;
stima della trasmissibilità;
valutazione del rischio;
decisione da parte delle strutture competenti.
Questa distinzione è essenziale.
Ma dimostra ugualmente che il sistema è costruito per trasformare rapidamente un evento veterinario significativo in:
evento di preparedness umana.
LA SORVEGLIANZA GENOMICA
Il nuovo Piano prevede inoltre l’estensione della piattaforma genomica nazionale I-Co-Gen agli altri virus respiratori, compresi quelli influenzali.
La logica è evidente:
un virus emergente non viene soltanto rilevato.
Viene:
sequenziato;
confrontato;
monitorato per nuove varianti;
analizzato per mutazioni potenzialmente rilevanti.
E qui torniamo alla Parte II.
Chi possiede in Italia una delle maggiori capacità specialistiche di sequenziamento dell’influenza aviaria?
IZSVe.
La stessa istituzione che segue il virus negli animali.
EPIDEMIC INTELLIGENCE: NON SOLO LABORATORI
Il Piano introduce anche una sorveglianza basata sugli eventi, la cosiddetta:
Event Based Surveillance – EBS
che integra le tradizionali fonti sanitarie con informazioni provenienti da:
giornali;
fonti pubbliche;
social media;
piattaforme dedicate.
L’obiettivo dichiarato è intercettare precocemente segnali che possano anticipare un rischio sanitario.
Non abbiamo trovato nel Piano una disposizione che parli di “controllo del dissenso” o di monitoraggio dei messaggi privati.
Ma è certamente previsto un sistema istituzionale che osserva anche fonti informative non convenzionali e social pubblici come componente dell’epidemic intelligence.
È una trasformazione importante della sorveglianza sanitaria.
L’H5 È CONSIDERATO UN CANDIDATO REALE PER UNA FUTURA PANDEMIA
Ed è qui che troviamo una delle frasi più significative del Piano.
Nel capitolo dedicato ai vaccini contro l’influenza zoonotica viene ricordato che i virus H5 provocano ripetutamente focolai animali e:
si ritiene che potrebbero causare una futura pandemia influenzale.
L’H5 non viene considerato semplicemente:
malattia dei polli.
Viene considerato:
una delle minacce concrete che possono trasformarsi in pandemia umana.
E I VACCINI UMANI H5 ESISTONO GIÀ
Non bisogna aspettare una pandemia per cominciare a produrre tutto da zero.
L’Unione europea dispone già di vaccini autorizzati contro virus influenzali H5 destinati alla preparedness o al rischio zoonotico.
Tra essi il Piano considera:
vaccini zoonotici;
vaccini di pandemic preparedness;
e procedure di:
Joint Procurement;
diritto di prelazione;
scorte strategiche.
Prima si costruisce la capacità di risposta.
Poi, se il rischio si materializza, la capacità viene attivata.
IL CONTRATTO GSK: ADJUPANRIX
Nel 2022 HERA ha sottoscritto un contratto quadro europeo con GSK relativo ad:
ADJUPANRIX
vaccino di preparedness contro l’influenza pandemica.
Il contratto europeo consente ai Paesi partecipanti di accedere fino a decine di milioni di dosi in caso di necessità.
Nel Piano Pandemico italiano, secondo la documentazione che abbiamo trascritto, compare l’impegno finanziario relativo alla partecipazione italiana alla procedura congiunta per il diritto di prelazione.
La cifra è:
€ 7.667.300,91 ALL’ANNO
con una proiezione quinquennale di:
€ 38.336.504,54.
Il Piano prevede quindi una spesa continuativa per mantenere pronta una capacità vaccinale influenzale pandemica.
IL VACCINO ZOONOTICO SEQIRUS
Ma esiste un’altra linea ancora più direttamente collegata all’aviaria.
Nel giugno 2024 HERA sottoscrive un contratto con Seqirus per vaccino contro l’influenza zoonotica H5.
Il contratto europeo riguarda inizialmente:
665.000 dosi
con la possibilità di arrivare a:
40 milioni di dosi aggiuntive.
E la Commissione indica tra i destinatari prioritari:
lavoratori degli allevamenti avicoli;
veterinari;
persone professionalmente esposte al virus animale.
La strategia europea H5 è già strutturata sui due lati:
vaccino dell’animale
vaccino dell’uomo esposto all’animale.
IL PARERE NITAG DEL 28 FEBBRAIO 2025
Il Piano riporta anche il parere del NITAG italiano relativo al vaccino zoonotico e pandemico.
Il NITAG riconosce che:
le esperienze di implementazione di strategie vaccinali sui soggetti a rischio e i relativi dati di efficacia sul campo sono al momento limitati.
Ma aggiunge:
in un’ottica di preparedness potrebbe essere comunque preso in considerazione l’approvvigionamento di una scortaper una pronta risposta.
IL PIANO ARRIVA A STIMARE LA POPOLAZIONE ITALIANA POTENZIALMENTE ESPOSTA-Il Piano arriva poi a stimare la popolazione italiana potenzialmente esposta.-La stima alta indicata è: 51.500 PERSONE.
Si tratta essenzialmente di soggetti legati alla filiera avicola e alle attività che possono comportare esposizione professionale.
Il vaccino Seqirus prevede due somministrazioni.
Costo indicato per dose: 16 EURO.
Due dosi: 32 EURO PER PERSONA.
Il calcolo riportato nel Piano è quindi: 51.500 × 32 = €1.648.000 all’anno.
Su cinque anni: €8.240.000.
Non è una cifra ricostruita da noi.
È la quantificazione inserita nella pianificazione nazionale.
. DAL POLLO VACCINATO AL LAVORATORE VACCINABILE
A questo punto possiamo vedere il sistema completo.
LATO ANIMALE
H5 nei selvatici
↓
rischio di introduzione nell’allevamento
↓
vaccinazione del pollame
↓
DIVA
↓
sorveglianza
↓
eventuale focolaio breakthrough
↓
sequenziamento e valutazione.
INTERFACCIA
focolaio SIMAN
↓
identificazione delle persone esposte
↓
test PCR
↓
sorveglianza umana.
LATO UMANO
rischio zoonotico
↓
valutazione spillover
↓
MiRiK / DISPATCH
↓
fase di allerta
↓
vaccino zoonotico
↓
eventuale preparedness pandemica.
E QUI TORNIAMO A VERONA E MANTOVA
Adesso possiamo riguardare con occhi diversi i cinque allevamenti del progetto pilota.
Sono semplicemente cinque stabilimenti nei quali viene provata una nuova procedura organizzativa?
Formalmente sì.
Ma esistono dentro un sistema nel quale:
il virus animale viene sorvegliato;
l’animale vaccinato viene monitorato;
il focolaio viene codificato;
l’uomo esposto viene identificato;
lo spillover viene valutato;
esistono già vaccini H5 per l’uomo;
esistono già contratti europei di preparedness;
esiste già una rete europea per sviluppare rapidamente nuovi vaccini pandemici.
Quindi l’esperimento organizzativo sugli allevamenti non vive in un universo separato.
È inserito nella stessa architettura generale di gestione della minaccia zoonotica
IL PUNTO PIÙ DELICATO: L’EMERGENZA—quando una pandemia viene riconosciuta pienamente, può essere già troppo tardi per iniziare a costruire gli strumenti necessari.-Per questo vengono predisposti in anticipo:-contratti;-vaccini;-scorte;-piattaforme tecnologiche;-capacità produttiva;-sistemi di sorveglianza;-procedure accelerate.-QUANTO DELLE DECISIONI CHE IN PASSATO VENIVANO PRESE DURANTE L’EMERGENZA VIENE OGGI ANTICIPATO ALLA FASE DI PREPAREDNESS?–Con quali controlli?–con quale trasparenza?–con quale valutazione indipendente dei rapporti fra ricerca pubblica e industria?–con quale informazione ai cittadini?
NON STIAMO DICENDO CHE “LA PANDEMIA H5 È GIÀ DECISA”
Non sarebbe sostenibile.
Nessun documento che abbiamo analizzato dimostra che una futura pandemia H5 sia programmata o inevitabile.
Ma i documenti dimostrano qualcosa di diverso e molto importante:
le istituzioni europee e italiane considerano H5 una minaccia pandemica sufficientemente concreta da giustificare già oggi sorveglianza, vaccini umani, contratti, scorte e infrastrutture di risposta.
Questa è una constatazione documentale.
E allora non è allarmismo chiedere:
come si collega questa preparedness al progetto veterinario che viene avviato proprio nel territorio maggiormente esposto all’aviaria?
17. LA CRONOLOGIA CHE NON POSSIAMO IGNORARE
Mettiamo in fila gli eventi.
2021/22
La più grande epidemia HPAI mai registrata fino ad allora in Europa.
Il Veneto diventa l’epicentro italiano.
2022
HERA firma il contratto GSK per Adjupanrix.
2022-2023
IZSVe approfondisce gli studi sui vaccini H5 nel pollame.
2023
Parte KAPPA-FLU.
2023
EFSA valuta formalmente le strategie vaccinali H5 per l’Europa.
2024
HERA sottoscrive il contratto Seqirus per vaccino zoonotico H5 destinato anche agli esposti professionali.
2025
Nasce European Vaccines Hub.
2025
Siena entra nei trial umani H5.
2025
Il NITAG italiano suggerisce di considerare una scorta di vaccino zoonotico in ottica preparedness.
30 aprile 2026
Viene approvato il nuovo Piano Pandemico.
5 maggio 2026
Parte il pilota vaccinale H5 negli allevamenti italiani.
7 maggio
IZSVe lo presenta pubblicamente.
22 maggio
lo stesso Centro celebra i progressi dell’European Vaccines Hub.
Questa sequenza non dimostra un progetto unitario occulto.
Ma dimostra senza dubbio:
UNA CONVERGENZA.
Scientifica.
Normativa.
Industriale.
Veterinaria.
Pandemica.
18. LE DOMANDE CHE RESTANO
Alla fine di questa inchiesta, le domande sono forse ancora più importanti delle risposte.
Perché proprio quei cinque allevamenti?
La probabilità di incontro con H5 selvaggio costituiva un criterio specifico di scelta?
Ogni eventuale virus breakthrough sarà sequenziato?
Saranno ricercate mutazioni associate all’adattamento ai mammiferi?
I dati prodotti dal pilota potranno confluire in KAPPA-FLU, EVH, EURL o altre reti europee?
Quale rapporto operativo esiste fra IZSVe e Siena nello sviluppo dei vaccini pandemici?
Quali ricercatori pubblici coinvolti nella valutazione dei vaccini possiedono brevetti o collaborazioni industriali sulla stessa tecnologia?
Quali soglie attivano MiRiK e DISPATCH dopo un cluster veterinario?
Quando un lavoratore esposto passa dalla semplice sorveglianza all’indicazione vaccinale?
Perché l’Italia predispone contemporaneamente vaccinazione del pollame e scorte di vaccino H5 per l’uomo?
Quanto del nuovo paradigma pandemico nasce dalla grande crisi aviaria del 2021/22?
E infine:
SIAMO DAVANTI SOLTANTO A UNA NUOVA STRATEGIA DI CONTROLLO DI UNA MALATTIA ANIMALE, O ALLA COSTRUZIONE DI UN SISTEMA MOLTO PIÙ AMPIO NEL QUALE LA GESTIONE DELL’H5 PARTE DAL SELVATICO, ATTRAVERSA L’ALLEVAMENTO E ARRIVA FINO ALLA PREPARAZIONE DELLA RISPOSTA PANDEMICA UMANA?
I documenti consentono ormai di rispondere almeno a una parte della domanda.
Quel sistema più ampio esiste.
Ciò che resta da capire è quanto i singoli pezzi siano già operativamente collegati e con quali finalità specifiche vengano utilizzati i dati prodotti da ciascun livello.
CONCLUSIONE DEL DOSSIER
IL FILO CHE UNISCE I DOCUMENTI
Questa inchiesta è partita da cinque allevamenti.
Seguendo i documenti siamo arrivati:
agli uccelli migratori;
all’epidemia 2021/22;
alla vaccinazione animale;
alla strategia DIVA;
all’IZSVe;
alla sorveglianza genomica;
a KAPPA-FLU;
all’European Vaccines Hub;
a Siena;
a HERA;
ai vaccini H5 per l’uomo;
e infine al nuovo Piano Pandemico italiano.
Non abbiamo bisogno di sostenere che una pandemia sia programmata.
Non abbiamo bisogno di attribuire intenzioni che i documenti non dimostrano.
È sufficiente formulare la domanda che emerge dalla sequenza dei fatti:
PERCHÉ TUTTI QUESTI PEZZI STANNO CONVERGENDO SULL’H5 NELLO STESSO PERIODO?
E soprattutto:
CHI CONTROLLA LA CATENA CHE VA DAL VIRUS ANIMALE ALLA DECISIONE PANDEMICA?
È questa la domanda che riteniamo debba essere posta pubblicamente.
Perché quando ricerca, industria, sorveglianza veterinaria, salute umana, vaccini, finanziamenti e procedure emergenziali entrano nello stesso ecosistema, la trasparenza non è un dettaglio.
È parte della sicurezza sanitaria stessa.
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Raffaella Laghi Raffaella Laghi
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