Affichage des articles dont le libellé est aviaria. Afficher tous les articles
Affichage des articles dont le libellé est aviaria. Afficher tous les articles

dimanche 23 août 2026

PATTO INTERNAZIONALE.ORG: QUANDO L’AVIARIA ENTRA NEL PIANO PANDEMICO

https://t.me/pattointernazionale/637@@@@@@@@ https://www.pattointernazionale.org/quando-laviaria-entra-nel-piano-pandemico/@@@@@@@@@@@@@ Sorveglianza umana, vaccini H5, contratti e preparedness A cura di Associazione Trilly – La gente come noi APS AVIARIA H5: DAL POLLAME ALLA PREPAREDNESS PANDEMICA DOSSIER INVESTIGATIVO – Dal focolaio animale alla sorveglianza umana, fino ai vaccini H5 già predisposti DOVE ERAVAMO ARRIVATI Nella prima parte abbiamo seguito il virus nel territorio. Nella seconda abbiamo seguito la rete scientifica. Adesso dobbiamo fare l’ultimo passaggio: SE H5 ESCE DAL PERIMETRO VETERINARIO, COSA SUCCEDE? La risposta è scritta nel nuovo: Piano strategico operativo di preparazione e risposta ad una pandemia da patogeni a trasmissione respiratoria a maggiore potenziale pandemico 2025-2029. Il Piano viene approvato definitivamente il: 30 APRILE 2026. Cinque giorni dopo, il 5 maggio, parte il primo progetto pilota italiano di vaccinazione H5 negli allevamenti. IL PIANO PREVEDE ESPRESSAMENTE LA SORVEGLIANZA DEGLI ESPOSTI ALL’AVIARIA Tra i sistemi di sorveglianza compare una voce inequivocabile: “Sorveglianza degli esposti ad influenza aviaria”. Il sistema è destinato a monitorare le persone che entrano in contatto con focolai animali. Tra le informazioni raccolte figurano: codice del focolaio SIMAN; provincia; località; numero delle persone esposte; numero di persone alle quali viene offerto il test; numero di persone sottoposte a PCR; eventuali positività; eventuali soggetti esposti a casi umani A/H5N1; eventuali test sierologici retrospettivi. Il focolaio animale acquisisce un codice. Quel codice viene associato alla sorveglianza delle persone esposte. SIMAN: IL FOCOLAIO ANIMALE DIVENTA UN EVENTO DI INTERESSE UMANO SIMAN è il sistema utilizzato per la notifica delle malattie infettive animali. Quando si identifica un focolaio: il dato nasce nel sistema veterinario. Ma quando vengono registrate le persone esposte a quello stesso focolaio: il confine tra sistema veterinario e sistema umano viene attraversato epidemiologicamente. Non abbiamo un documento che dimostri una fusione materiale SIMAN-PREMAL. Ma la connessione funzionale è chiara: focolaio animale identificato → persone esposte individuate → eventuali test umani. COSA SUCCEDE SE DAL FOCOLAIO EMERGE UN RISCHIO DI SPILLOVER? Qui il Piano diventa ancora più esplicito. Nelle tabelle operative compare uno scenario: “CLUSTER VETERINARIO IN ITALIA” La fonte dell’informazione è: sorveglianza veterinaria. Il rischio da valutare è: “spillover e trasmissibilità”. Gli organismi coinvolti comprendono: MiRiK DISPATCH preparedness network. L’output previsto è: “valutazione rischio, parere per fase di allerta”. CLUSTER VETERINARIO ↓ SPILLOVER E TRASMISSIBILITÀ ↓ VALUTAZIONE DEL RISCHIO ↓ POSSIBILE FASE DI ALLERTA Questo è il punto istituzionale nel quale un problema nato negli animali può entrare nella macchina della preparedness pandemica umana. NON BASTA UNA MUTAZIONE PER “CHIUDERE IL PAESE” Il Piano non dice che la semplice individuazione di una mutazione in un virus aviario attivi automaticamente misure emergenziali. Prevede invece: analisi del segnale; valutazione epidemiologica; stima della trasmissibilità; valutazione del rischio; decisione da parte delle strutture competenti. Questa distinzione è essenziale. Ma dimostra ugualmente che il sistema è costruito per trasformare rapidamente un evento veterinario significativo in: evento di preparedness umana. LA SORVEGLIANZA GENOMICA Il nuovo Piano prevede inoltre l’estensione della piattaforma genomica nazionale I-Co-Gen agli altri virus respiratori, compresi quelli influenzali. La logica è evidente: un virus emergente non viene soltanto rilevato. Viene: sequenziato; confrontato; monitorato per nuove varianti; analizzato per mutazioni potenzialmente rilevanti. E qui torniamo alla Parte II. Chi possiede in Italia una delle maggiori capacità specialistiche di sequenziamento dell’influenza aviaria? IZSVe. La stessa istituzione che segue il virus negli animali. EPIDEMIC INTELLIGENCE: NON SOLO LABORATORI Il Piano introduce anche una sorveglianza basata sugli eventi, la cosiddetta: Event Based Surveillance – EBS che integra le tradizionali fonti sanitarie con informazioni provenienti da: giornali; fonti pubbliche; social media; piattaforme dedicate. L’obiettivo dichiarato è intercettare precocemente segnali che possano anticipare un rischio sanitario. Non abbiamo trovato nel Piano una disposizione che parli di “controllo del dissenso” o di monitoraggio dei messaggi privati. Ma è certamente previsto un sistema istituzionale che osserva anche fonti informative non convenzionali e social pubblici come componente dell’epidemic intelligence. È una trasformazione importante della sorveglianza sanitaria. L’H5 È CONSIDERATO UN CANDIDATO REALE PER UNA FUTURA PANDEMIA Ed è qui che troviamo una delle frasi più significative del Piano. Nel capitolo dedicato ai vaccini contro l’influenza zoonotica viene ricordato che i virus H5 provocano ripetutamente focolai animali e: si ritiene che potrebbero causare una futura pandemia influenzale. L’H5 non viene considerato semplicemente: malattia dei polli. Viene considerato: una delle minacce concrete che possono trasformarsi in pandemia umana. E I VACCINI UMANI H5 ESISTONO GIÀ Non bisogna aspettare una pandemia per cominciare a produrre tutto da zero. L’Unione europea dispone già di vaccini autorizzati contro virus influenzali H5 destinati alla preparedness o al rischio zoonotico. Tra essi il Piano considera: vaccini zoonotici; vaccini di pandemic preparedness; e procedure di: Joint Procurement; diritto di prelazione; scorte strategiche. Prima si costruisce la capacità di risposta. Poi, se il rischio si materializza, la capacità viene attivata. IL CONTRATTO GSK: ADJUPANRIX Nel 2022 HERA ha sottoscritto un contratto quadro europeo con GSK relativo ad: ADJUPANRIX vaccino di preparedness contro l’influenza pandemica. Il contratto europeo consente ai Paesi partecipanti di accedere fino a decine di milioni di dosi in caso di necessità. Nel Piano Pandemico italiano, secondo la documentazione che abbiamo trascritto, compare l’impegno finanziario relativo alla partecipazione italiana alla procedura congiunta per il diritto di prelazione. La cifra è: € 7.667.300,91 ALL’ANNO con una proiezione quinquennale di: € 38.336.504,54. Il Piano prevede quindi una spesa continuativa per mantenere pronta una capacità vaccinale influenzale pandemica. IL VACCINO ZOONOTICO SEQIRUS Ma esiste un’altra linea ancora più direttamente collegata all’aviaria. Nel giugno 2024 HERA sottoscrive un contratto con Seqirus per vaccino contro l’influenza zoonotica H5. Il contratto europeo riguarda inizialmente: 665.000 dosi con la possibilità di arrivare a: 40 milioni di dosi aggiuntive. E la Commissione indica tra i destinatari prioritari: lavoratori degli allevamenti avicoli; veterinari; persone professionalmente esposte al virus animale. La strategia europea H5 è già strutturata sui due lati: vaccino dell’animale vaccino dell’uomo esposto all’animale. IL PARERE NITAG DEL 28 FEBBRAIO 2025 Il Piano riporta anche il parere del NITAG italiano relativo al vaccino zoonotico e pandemico. Il NITAG riconosce che: le esperienze di implementazione di strategie vaccinali sui soggetti a rischio e i relativi dati di efficacia sul campo sono al momento limitati. Ma aggiunge: in un’ottica di preparedness potrebbe essere comunque preso in considerazione l’approvvigionamento di una scortaper una pronta risposta. IL PIANO ARRIVA A STIMARE LA POPOLAZIONE ITALIANA POTENZIALMENTE ESPOSTA-Il Piano arriva poi a stimare la popolazione italiana potenzialmente esposta.-La stima alta indicata è: 51.500 PERSONE. Si tratta essenzialmente di soggetti legati alla filiera avicola e alle attività che possono comportare esposizione professionale. Il vaccino Seqirus prevede due somministrazioni. Costo indicato per dose: 16 EURO. Due dosi: 32 EURO PER PERSONA. Il calcolo riportato nel Piano è quindi: 51.500 × 32 = €1.648.000 all’anno. Su cinque anni: €8.240.000. Non è una cifra ricostruita da noi. È la quantificazione inserita nella pianificazione nazionale. . DAL POLLO VACCINATO AL LAVORATORE VACCINABILE A questo punto possiamo vedere il sistema completo. LATO ANIMALE H5 nei selvatici ↓ rischio di introduzione nell’allevamento ↓ vaccinazione del pollame ↓ DIVA ↓ sorveglianza ↓ eventuale focolaio breakthrough ↓ sequenziamento e valutazione. INTERFACCIA focolaio SIMAN ↓ identificazione delle persone esposte ↓ test PCR ↓ sorveglianza umana. LATO UMANO rischio zoonotico ↓ valutazione spillover ↓ MiRiK / DISPATCH ↓ fase di allerta ↓ vaccino zoonotico ↓ eventuale preparedness pandemica. E QUI TORNIAMO A VERONA E MANTOVA Adesso possiamo riguardare con occhi diversi i cinque allevamenti del progetto pilota. Sono semplicemente cinque stabilimenti nei quali viene provata una nuova procedura organizzativa? Formalmente sì. Ma esistono dentro un sistema nel quale: il virus animale viene sorvegliato; l’animale vaccinato viene monitorato; il focolaio viene codificato; l’uomo esposto viene identificato; lo spillover viene valutato; esistono già vaccini H5 per l’uomo; esistono già contratti europei di preparedness; esiste già una rete europea per sviluppare rapidamente nuovi vaccini pandemici. Quindi l’esperimento organizzativo sugli allevamenti non vive in un universo separato. È inserito nella stessa architettura generale di gestione della minaccia zoonotica IL PUNTO PIÙ DELICATO: L’EMERGENZA—quando una pandemia viene riconosciuta pienamente, può essere già troppo tardi per iniziare a costruire gli strumenti necessari.-Per questo vengono predisposti in anticipo:-contratti;-vaccini;-scorte;-piattaforme tecnologiche;-capacità produttiva;-sistemi di sorveglianza;-procedure accelerate.-QUANTO DELLE DECISIONI CHE IN PASSATO VENIVANO PRESE DURANTE L’EMERGENZA VIENE OGGI ANTICIPATO ALLA FASE DI PREPAREDNESS?–Con quali controlli?–con quale trasparenza?–con quale valutazione indipendente dei rapporti fra ricerca pubblica e industria?–con quale informazione ai cittadini? NON STIAMO DICENDO CHE “LA PANDEMIA H5 È GIÀ DECISA” Non sarebbe sostenibile. Nessun documento che abbiamo analizzato dimostra che una futura pandemia H5 sia programmata o inevitabile. Ma i documenti dimostrano qualcosa di diverso e molto importante: le istituzioni europee e italiane considerano H5 una minaccia pandemica sufficientemente concreta da giustificare già oggi sorveglianza, vaccini umani, contratti, scorte e infrastrutture di risposta. Questa è una constatazione documentale. E allora non è allarmismo chiedere: come si collega questa preparedness al progetto veterinario che viene avviato proprio nel territorio maggiormente esposto all’aviaria? 17. LA CRONOLOGIA CHE NON POSSIAMO IGNORARE Mettiamo in fila gli eventi. 2021/22 La più grande epidemia HPAI mai registrata fino ad allora in Europa. Il Veneto diventa l’epicentro italiano. 2022 HERA firma il contratto GSK per Adjupanrix. 2022-2023 IZSVe approfondisce gli studi sui vaccini H5 nel pollame. 2023 Parte KAPPA-FLU. 2023 EFSA valuta formalmente le strategie vaccinali H5 per l’Europa. 2024 HERA sottoscrive il contratto Seqirus per vaccino zoonotico H5 destinato anche agli esposti professionali. 2025 Nasce European Vaccines Hub. 2025 Siena entra nei trial umani H5. 2025 Il NITAG italiano suggerisce di considerare una scorta di vaccino zoonotico in ottica preparedness. 30 aprile 2026 Viene approvato il nuovo Piano Pandemico. 5 maggio 2026 Parte il pilota vaccinale H5 negli allevamenti italiani. 7 maggio IZSVe lo presenta pubblicamente. 22 maggio lo stesso Centro celebra i progressi dell’European Vaccines Hub. Questa sequenza non dimostra un progetto unitario occulto. Ma dimostra senza dubbio: UNA CONVERGENZA. Scientifica. Normativa. Industriale. Veterinaria. Pandemica. 18. LE DOMANDE CHE RESTANO Alla fine di questa inchiesta, le domande sono forse ancora più importanti delle risposte. Perché proprio quei cinque allevamenti? La probabilità di incontro con H5 selvaggio costituiva un criterio specifico di scelta? Ogni eventuale virus breakthrough sarà sequenziato? Saranno ricercate mutazioni associate all’adattamento ai mammiferi? I dati prodotti dal pilota potranno confluire in KAPPA-FLU, EVH, EURL o altre reti europee? Quale rapporto operativo esiste fra IZSVe e Siena nello sviluppo dei vaccini pandemici? Quali ricercatori pubblici coinvolti nella valutazione dei vaccini possiedono brevetti o collaborazioni industriali sulla stessa tecnologia? Quali soglie attivano MiRiK e DISPATCH dopo un cluster veterinario? Quando un lavoratore esposto passa dalla semplice sorveglianza all’indicazione vaccinale? Perché l’Italia predispone contemporaneamente vaccinazione del pollame e scorte di vaccino H5 per l’uomo? Quanto del nuovo paradigma pandemico nasce dalla grande crisi aviaria del 2021/22? E infine: SIAMO DAVANTI SOLTANTO A UNA NUOVA STRATEGIA DI CONTROLLO DI UNA MALATTIA ANIMALE, O ALLA COSTRUZIONE DI UN SISTEMA MOLTO PIÙ AMPIO NEL QUALE LA GESTIONE DELL’H5 PARTE DAL SELVATICO, ATTRAVERSA L’ALLEVAMENTO E ARRIVA FINO ALLA PREPARAZIONE DELLA RISPOSTA PANDEMICA UMANA? I documenti consentono ormai di rispondere almeno a una parte della domanda. Quel sistema più ampio esiste. Ciò che resta da capire è quanto i singoli pezzi siano già operativamente collegati e con quali finalità specifiche vengano utilizzati i dati prodotti da ciascun livello. CONCLUSIONE DEL DOSSIER IL FILO CHE UNISCE I DOCUMENTI Questa inchiesta è partita da cinque allevamenti. Seguendo i documenti siamo arrivati: agli uccelli migratori; all’epidemia 2021/22; alla vaccinazione animale; alla strategia DIVA; all’IZSVe; alla sorveglianza genomica; a KAPPA-FLU; all’European Vaccines Hub; a Siena; a HERA; ai vaccini H5 per l’uomo; e infine al nuovo Piano Pandemico italiano. Non abbiamo bisogno di sostenere che una pandemia sia programmata. Non abbiamo bisogno di attribuire intenzioni che i documenti non dimostrano. È sufficiente formulare la domanda che emerge dalla sequenza dei fatti: PERCHÉ TUTTI QUESTI PEZZI STANNO CONVERGENDO SULL’H5 NELLO STESSO PERIODO? E soprattutto: CHI CONTROLLA LA CATENA CHE VA DAL VIRUS ANIMALE ALLA DECISIONE PANDEMICA? È questa la domanda che riteniamo debba essere posta pubblicamente. Perché quando ricerca, industria, sorveglianza veterinaria, salute umana, vaccini, finanziamenti e procedure emergenziali entrano nello stesso ecosistema, la trasparenza non è un dettaglio. È parte della sicurezza sanitaria stessa. spillovervaccinazione aviaria Raffaella Laghi Raffaella Laghi 170 posts

vendredi 14 août 2026

INCHIESTA AVIARIA H5: FUORI IL VIDEO DI 60 SECONDI! Patto Internazionale Sanitari e Cittadini!

https://youtube.com/shorts/RMgZo3yfZLk?si=W_jXR1wZ0MShMDRJ@@@@@@@@@@@@@@@..Consenso informato alimentare INCHIESTA AVIARIA H5: FUORI IL VIDEO DI 60 SECONDI! 🐔❌La propaganda dei normalizzatori si ferma dove iniziano i documenti ufficiali. Abbiamo racchiuso in un Reel brevissimo e inattaccabile le prove dello scandalo biotecnologico che tocca direttamente le tavole delle famiglie italiane. Nel video sveliamo ciò che i media nascondono: 📄 Le ammissioni scritte dello Stato (FOIA 3): il Ministero ammette formalmente di non possedere studi indipendenti sulla sicurezza dei tessuti edibili cotti o crudi. 🚫 Il paradosso dell'export (Art. 1, comma 6): l'Europa blinda le dogane per il rischio di Silent Shedding (escrezione silente), costringendo i consumatori italiani a consumare queste carni in un mercato chiuso. ⚖️ Il grimaldello legale della Cassazione: l'ordinanza n. 24015 del 24 luglio 2026 stabilisce che la conformità burocratica non esime i supermercati dalla responsabilità civile per omissione informativa. Non consumare a scatola chiusa. Difendi il tuo diritto al consenso informato alimentare! 🐓🐓🐓🐓🐓🐓🔽🔽⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️ https://youtube.com/shorts/RMgZo3yfZLk?si=W_jXR1wZ0MShMDRJ

mercredi 29 juillet 2026

BECCIOLINI NETWORK: VACCINO per l'AVIARIA: è GUERRA legale – con Daniele GIOVANARDI e Paola PERSICHETTI | Alla Mezza

https://m.youtube.com/watch?v=ZbV-tj-TA1E Accessi agli atti, denunce alle Procure e una diffida ai sindaci: cosa sta accadendo sulla vaccinazione contro l'aviaria? Faremo il punto sui documenti acquisiti, sulle iniziative legali già avviate e sui prossimi passi, analizzando i fatti e le implicazioni della vicenda. Ne parleremo in diretta con Paola Persichetti e Daniele Giovanardi. ------------------------ Ne parleremo in diretta con Paola Persichetti e Daniele Giovanardi. 🔴🔴🔴 ATTENZIONE 🔴🔴🔴: QUESTO VIDEO È PARTICOLARMENTE IMPORTANTE. BISOGNA DIFFONDERLO IL PIÙ POSSIBILE. PER CAPIRE PERCHÈ È IMPORTANTE: guarda l'immagine su Telegram👇 e leggi la spiegazione: https://t.me/c/1325374785/135170 👇"La diretta su Youtube delle 12:30 di oggi con Paola PERSCHETTI e Daniele GIOVANARDI è stata "ATTENZIONATA". A VOI OGNI CONSIDERAZIONE il simbolo (!) significa NON IDONEA e/o VISIBILITÀ LIMITATA NDR: L' immagine su Telegram: https://t.me/c/1325374785/135170 https://m.youtube.com/watch?v=ZbV-tj-TA1E&pp=0gcJCaMLAYcqIYzv

lundi 29 juin 2026

PATTO INTERNAZIONALE: L'Australia sta per ripetere tutti gli errori catastrofici commessi con il COVID, arrivato in ritardo, questa volta con l’influenza aviaria H5N1

1 - https://gia67.r.sp1-brevo.net/mk/mr/sh/SMJz09SDriOHUOQblr5Dlx7eyQS9/_eYCmNaOPgXq@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@ 2 - https://www.pattointernazionale.org/deja-vu-dellinfluenza-aviaria-laustralia-ripete-lo-stesso-copione/@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@ 1- Da maggio 2026 è partito in Italia un Progetto Pilota del Ministero della Salute su polli e tacchini, con vaccini ricombinanti HVT-H5 In sostanza c'è un nuovo progetto pilota sugli animali da allevamento ad uso umano per cui pare che la sperimentazione non venga fatta solo sugli animali ma anche direttamente sull'uomo che ne mangia la carne. Addirittura nel documento sperimentale si specifica che la carne non può essere esportata nei paesi europei ma solo consumata nella nazione in cui viene sperimentato questo nuovo tipo di vaccino-farmaco i cui effetti sono ancora sconosciuti. E' esattamente come è successo e continua a succedere per la sperimentazione del vaccino Covid tuttora in atto sull'umanità. Quindi i dati saranno forniti, come per la vaccinazione Covid, non anticipatamente rispetto all'immissione in commercio, (sull'efficacia, la tolleranza e i rischi genetici di tossicità e di modificazione genica nel breve, nel medio e nel lungo periodo) ma verranno indicati unicamente post inoculazione, solo dopo averlo sperimentato sia sui polli e tacchini e uova e sui loro derivati nelle nostre tavole. E questo sarebbe normale logico e tollerabile? Questa versione è la stessa che è successa con la sperimentazione genica Covid del 2020 che ha causato e continua a causare danni irreversibili per decine di anni come stiamo assistendo in ogni parte del mondo e in ogni tipo di malattia evidenziata post inoculazione. Non possiamo di conseguenza parlare di sicurezza, poiché la sperimentazione viene fatta direttamente su polli, tacchini e uova inviate direttamente sul tavolo degli italiani e solo degli italiani. Gli altri paesi europei non concedono l'esportazione di queste carni e derivati, comprese le uova. Questo è contro ogni regolamento, prima dell'immissione in commercio di qualsiasi farmaco, e tanto più di un vaccino ancora sperimentale. Vi invitiamo inoltre a leggere questo articolo con le considerazioni del dottor Peter McCullough 👇 https://www.pattointernazionale.org/deja-vu-dellinfluenza-aviaria-laustralia-ripete-lo-stesso-copione/ Puoi appoggiare il nostro progetto di Verità e Giustizia, diventando sostenitore, se puoi, anche con una piccolissima cifra: IT96O0538712904000004495471 (specificando libera donazione a sostegno) Oppure tramite PayPal: https://www.pattointernazionale.org/membership/ 2- ... L’intervista di Mike Ryan al dottor Peter McCullough su The Country Telegraph mette a nudo uno schema inquietante: l’Australia sta per ripetere tutti gli errori catastrofici commessi con il COVID, arrivato in ritardo, questa volta con l’influenza aviaria H5N1. Così come il COVID ha raggiunto le coste australiane mesi dopo aver devastato l’Europa e il Nord America, l’influenza aviaria H5 è arrivata in ritardo. E proprio come con il COVID, le autorità australiane stanno rispolverando lo stesso manuale fallimentare, ignorando le lezioni apprese a caro prezzo all’estero. Il modello americano per il fallimento L’esperienza statunitense ha dimostrato che le misure di biosicurezza non funzionano contro l’influenza aviaria. L’origine non è stata la migrazione naturale, bensì una ricerca di tipo “gain-of-function” condotta presso il laboratorio di ricerca avicola dell’USDA ad Athens, in Georgia , dove esperimenti di passaggio seriale hanno costretto il virus a infettare le anatre selvatiche. Una volta infettati gli uccelli acquatici, si è diffuso da un allevamento all’altro. L’USDA non ha mai smentito questa notizia. Per due anni, gli allevatori americani hanno diligentemente abbattuto i loro polli sani come “misura di biosicurezza”. Il risultato? Gli allevamenti si sono reinfettati ripetutamente. L’abbattimento è stato peggio che inutile: è stato controproducente. Ogni caso di influenza aviaria negli Stati Uniti si è verificato tra i lavoratori incaricati di uccidere i polli , poiché la forfora e il battito d’ali durante la macellazione di massa hanno aerosolizzato il virus. La soluzione era brutalmente semplice: smettere di abbattere gli animali e permettere che sviluppassero un’immunità naturale . Una volta che gli Stati Uniti abbandonarono la strategia di sterminio, la produzione di uova tornò alla normalità. 🇦🇺 L’Australia percorre lo stesso cammino La trascrizione mostra che i funzionari australiani stanno già usando lo stesso linguaggio che gli americani hanno sentito due anni fa: “misure di biosicurezza”, “zone di esclusione”, “limitare gli spostamenti”. Stanno testando uccelli marini morti con la PCR nasale, la stessa metodologia di test inaffidabile che ha generato falsi positivi durante il COVID. McCullough ha sottolineato l’ovvio: “Se non si testano gli uccelli, indovinate un po’? Non si troverà nessuna influenza aviaria“. Sono stati ritrovati due uccelli morti. Due. E già la macchina del panico si sta mettendo in moto, con l’industria avicola che chiede restrizioni alla movimentazione dei volatili e agli allevatori amatoriali che viene consigliato di coprire i loro pollai. 💊 La cura che esiste ma di cui non si parla-McCullough ha osservato che l’influenza aviaria negli esseri umani è “trattata molto bene” con l’antivirale orale oseltamivir, insieme a spray nasali e gargarismi. La sua azienda di prodotti per il benessere ha persino prodotto kit per l’influenza aviaria destinati agli agricoltori. Ma è prevedibile che le autorità sanitarie australiane si concentreranno esclusivamente sulla messa in scena della biosicurezza piuttosto che su protocolli di trattamento pratici, proprio come hanno fatto con i primi trattamenti per il COVID. 🧠 Formazione di massa, secondo round L’osservazione conclusiva di McCullough si applica perfettamente alla situazione australiana: la società è caduta in una sorta di “formazione di massa, un virus infettivo della mente” in cui le persone sono state “sopraffatte dalla paura” e “facilmente ingannate dalle agenzie governative che sembravano tutte cospirare contro il benessere della popolazione”. L’Australia, con i suoi prolungati lockdown, le restrizioni di raggio d’azione falsificate intorno alle abitazioni e ora questa reazione eccessiva all’influenza aviaria, si è dimostrata particolarmente vulnerabile. Come ha chiesto McCullough in modo perentorio: “Dov’è finita quella forza e quella indipendenza?”. La risposta sembra essere: sepolta sotto lo stesso panico burocratico che ha portato al fallimento la volta scorsa. Raffaella Laghi 161 posts