mercredi 5 novembre 2014

CIA: esperimenti di cancro con i presidenti dell’America Latina? da "informarexresistere."

FONTE:http://www.informarexresistere.fr/2014/11/05/cia-esperimenti-di-cancro-con-i-presidenti-dellamerica-latina/
Dal Venezuela al Paraguay, passando per il Brasile e l’Argentina. Uno spettro si aggira fra i leader latinoamericani, e non si tratta del ritorno della “revolucion”, ma della drammatica sfida che molti di loro hanno dovuto affrontare, talora perdendola, contro il cancro: a volte anche durante il loro mandato.
VENEZUELA: Lungo il calvario, terminato oggi con la morte, del presidente venezuelano Hugo Chavez. Una lotta che per mesi è stata avvolta nel mistero da quando, nel giugno del 2011, il leader bolivariano ha annunciato da Cuba che era stato operato pochi giorni prima per un «ascesso tumorale», senza precisare né la natura né l’organo raggiunto dalla malattia. Da allora, il governo di Caracas ha smentito le varie speculazioni pubblicate dalla stampa internazionale dove si è parlato principalmente di un cancro al colon – senza però chiarire la faccenda. Dopo i rumor, le versioni ufficiali. Quindi nuovi ricoveri fino alla notizia dell’addio.
COLOMBIA: È il 2 ottobre dello scorso anno quando il presidente colombiano Juan Manuel Santos, 61 anni, appare in tv insieme al suo medico e alla moglie, per informare i suoi concittadini della sua malattia e dell’operazione che dovrà affrontare: «Starò in clinica pochi giorni. Avrò alcune limitazioni fisiche, ma continuerò ad esercitare le mie funzioni di presidente della Repubblica», spiega durante il breve messaggio.
ARGENTINA: La sua omologa argentina, Cristina Fernandez de Kirchner, (58 anni) è stata più fortunata: nel dicembre del 2011 poche settimane dopo la sua rielezione, ha annunciato che sarebbe stata operata di un sospetto carcinoma alla tiroide, ma durante l’operazione alla quale si è sottoposta lo scorso 4 gennaio 2012 i medici hanno scoperto solamente la presenza di noduli nella ghiandola, senza nessuna cellula tumorale.
BRASILE: La brasiliana Dilma Rousseff (64 anni) era ancora in corsa per la presidenza quando, nell’aprile del 2009, ha informato che le era stato estirpato un tumore linfatico e si sarebbe sottoposta a una chemioterapia per combattere la malattia. Mesi dopo, e ormai eletta, ha dichiarato che il problema era stato risolto, anche se continua ad effettuare controlli oncologici ogni sei mesi. Se Roussef ha scoperto la sua malattia prima di essere eletta, il suo predecessore e compagno di partito, Luis Inacio Lula Da Silva (66 anni), ha annunciato che soffriva di un tumore alla laringe (è stato un grande fumatore) nell’ottobre del 2011. Dopo una serie di trattamenti nel celebre Ospedale Siro Libanese di San Paolo, dove è stata seguita anche Rousseff, nel dicembre scorso ha annunciato che il tumore si era ridotto del 75%, e che avrebbe dovuto affrontare una nuova terapia radiologica.
PARAGUAY: L’ex presidente paraguayano Fernando Lugo (60 anni) infine, estromesso nel giugno 2012 dopo un impeachment denunciato come «golpe parlamentare» dalla maggior parte dei Paesi latinoamericani, nell’agosto del 2010 ha scoperto di soffrire di un linfoma di Hodgkin, presente nell’inguine e nel torace, per cui ha dovuto affrontare una chemioterapia, ricorrendo anche lui all’Ospedale Siro Libanese di San Paolo, dove continua a presentarsi per controlli semestrali, anche se ha detto di considerarsi «assolutamente guarito».
Fonte: La Stampa

CIA: ESPERIMENTI DI CANCRO CON I PRESIDENTI DELL’AMERICA LATINA?

In una serie di suoi discorsi pubblici Hugo Chavez ha definito come “epidemia” i casi di cancro che stanno colpendo molti presidenti latino-americano, definendo tutto ciò un fenomeno strano ed allarmante. Il cancro ha colpito Chavez in primis, il presidente paraguayano Fernando Lugo, Dilma Rouseff e Lula da Silva (Brasile), Crisitina Fernandez (Argentina). Tutti loro sono conosciuti come politici di centro-sinistra che lottano per accelerare il processo di integrazione dell’America Latina e per liberarsi del dominio degli Stati Uniti nell’emisfero occidentale. Chavez ha parlato di imperi che sono pronti a tutto pur di raggiungere i loro obiettivi.
La risposta di Washington non si è fatta attendere. Victoria Nuland, portavoce ufficiale del Dipartimento di Stato americano, ha definito le parole di Chavez “orribili e riprovevoli”. Cioè esse sono state percepite dall’amministrazione Obama come una accusa di utilizzo di particolari tecnologie biologiche per causare il cancro tra i leader latino-americani colpevoli di non perseguire una politica amichevole nei confronti degli Stati Uniti.
Naturalmente, Hugo Chavez non è così maleducato. Ha capito che Washington avrebbe richiesto prove. Così il presidente ha spiegato la propria posizione dicendo di non aver mai incolpato nessuno, ma che piuttosto ha fatto utilizzo della libertà di pensiero di fronte ad una strana serie di eventi di difficile spiegazione. La sua ansia è ben compresa, poiché per scongiurare il rischio di morte si è dovuto sottoporre ad una serie invasive chemioterapie a Cuba. E l’ansia è destinata a rimanere. Come compaiono queste malattie? Come un tumore maligno ha potuto colpire un uomo sano, …
… militare in pensione, ex giocatore di baseball, regolare frequentatore di palestre nonché corridore agonista? Perché solo i politici populisti incappano in questi problemi e ciò non accade mai ai presidenti di destra che favoriscono l’Impero?
Il dottor Salomon Yakubowicz, un popolare dottore venezuelano, specialista in diete e frequente visitatore dell’ambasciata degli Stati Uniti, si è precipitato a chiudere la questione. Egli ha detto in modo autorevole, non usando note preparate dalla CIA, che sono i presidenti stessi ad essersi attirati questi problemi. Ha asserito che Lula da Silva ha fumato troppo. Christina Fernandez si è sottoposta a troppe procedure per il ringiovanimento del viso e del collo. Il paraguayano Lugo non ha usato alcuna protezione durante i numerosi rapporti sessuali avuti durante la sua vita; il linfoma è una cosa comune in questi casi ed egli deve essere già grato a Dio per non aver sviluppato l’AIDS. Chavez deve biasimare solo se stesso per non aver vissuto in armonia con i bioritmi, lavorando di notte, mangiando male: questo è ciò che la sua malsana tendenza a espletare troppe attività testimonia. I circoli di opposizione ed i media a favore degli Stati Uniti hanno fatto da cassa di risonanza a queste affermazioni: Chavez ed i suoi amici populisti sono soggetti a stress, paura del futuro e soffrono di manie di persecuzione vedendo “cospirazioni dell’impero” ovunque.
Eppure la spiegazione dell’epidemia ventilata da Chavez è stata presa sul serio. Studiosi di politica non dubitano che i servizi speciali americani stiano conducendo un’operazione su vasta scala per neutralizzare i “ribelli leader latino-americani”. Hanno studiato la storia; sanno come il Pentagono e la CIA abbiano usato sostanze radioattive, biologiche ed armi chimiche sul continente e ricordano eventi mostruosi in cui sono stati utilizzati esseri umani come cavie, nel totale silenzio dei mass media.
C’è solo una piccola possibilità che un approfondito resoconto del programma statunitense sulle armi biologiche possa mai vedere la luce. La maggior parte degli archivi è classificata, i file più riprovevoli sono progressivamente eliminati e gli studiosi, che miravano a rendere nota la verità sugli esperimenti criminali, sono morti in strane circostanze.
Nel 1947 cioè poco dopo la sua istituzione, la C.I.A. è stata colta in flagrante mente compiva tali esperimenti. Gli agenti della F.B.I. e della C.I.A. “proteggevano” i medici degli Stati Uniti che in Guatemala infettarono 2000 guatamaltechi per studiare la sifilide e la gonorrea. Il consenso ai guatamaltechi sulla loro volontà a sottoporsi a tali esperimenti non è mai stato chiesto.
Il Presidente del Guatemala Alvaro Colom ha definito questi esperimenti un crimine contro l’umanità. Barack Obama ha dovuto chiedere scusa in una conversazione telefonica con il Guatemala. Ha detto che gli esperimenti erano in contraddizione con i valori degli Stati Uniti. Ma quale contraddizione! Gli esperimenti ed i valori degli USA sono ben allineati.
Fu sempre nel 1947 che la CIA lanciò il programma di test su “materiale umano” dell’LSD (dietilamide dell’acido lisergico). Più tardi l’intelligenza militare degli Stati Uniti ha portato il programma ulteriormente avanti e ha utilizzato i suoi risultati “sul campo” nell’Estremo Oriente ed in Europa occidentale.
Nel 1953 la CIA ha lanciato il progetto MK ULTRA. Esso aveva ad oggetto lo studio dei modi per influenzare “il comportamento umano ed il modo di pensare degli uomini tramite l’aiuto di farmaci e microrganismi. Gli “studi” della Cia e dei laboratori militari hanno incluso la dispersione di batteri patogeni nella metropolitana di New York. Come si vede, gli sperimentatori non ha risparmiato neanche i propri compatrioti. In questo modo è stato attuato il contagio intenzionale di 240 città della provincia americana nonchè dei quartieri poveri di Washington, San Francisko e del Minnesota. Alcuni esperimenti sono stati condotti nei tropici, a Panama City per esempio. Nel 1970 la CIA e il Pentagono lanciarono un programma di test per sperimentare armi genetiche super segrete. Una missione strategica fu assegnata a degli scienziati con lo scopo di ottenere una massiva riduzione della popolazione nei paesi potenzialmente ostili. La Cina, l’Iran, l’India ed il Pakistan sono stati presi di mira dai genetisti americani che da tempo hanno superato i “successi” del medico nazista Mengele.
Nell’emisfero occidentale è stata Cuba a subire la maggior parte degli attacchi biologici made in USA. Almeno 300 mila cubani hanno sofferto di febbre emorragica dengue. 150 uomini, tra cui 50 bambini, sono morti. I “mosquitos” cresciuti nei laboratori della Georgia e della Florida sono stati portati sull’isola in diversi modi. Anche il personale militare sovietico di stanza a Cuba è stato oggetto di febbre dengue e sono stati registrati dei morti.
Lo scrittore guatemalteca Persi Francisko Alvarado, che ha lavorato 20 anni per l’intelligence cubana negli Stati Uniti, ha pubblicato un articolo sull’uso dell’impianto di cancro quale arma da parte della C.I.A. Egli ha fornito elementi concreti sull’esistenza di decine di laboratori di guerra biologica sul suolo americano. Fort Detrick, un reparto di virologia, è un luogo dove sono stati ottenuti molti sinistri successi.
Gli studiosi venezuelani di politica spesso commentano il potenziale uso di armi sperimentali che emanano radiazioni elettromagnetiche e direzionabili da parte dei servizi speciali degli Stati Uniti. È possibile che l’arma sia già operativa per attacchi selettivi contro il “i politici invisi agli USA”. Una vittima non muore subito ma dopo qualche tempo, caratteristica positiva che permette di fuggire senza lasciare tracce.
Una domanda viene spontanea: cosa ha portato i capi del governo americano ad autorizzare le attività della CIA volte alla “neutralizzazione” (uso proprio questo termine) dei presidenti – populisti?
Si può supporre con grande credibilità che la sconfitta al IV vertice americano (novembre 2005), quando la squadra degli Stati Uniti ha cercato di imporre l’accordo del libero commercio (ALCA) sull’emisfero occidentale, ha contribuito a questo tipo di decisione. Alla cerimonia di apertura l’ospite allora presidente argentino Nestor Kirchner ha dichiarato che l’integrazione sarebbe potuta diventare una realtà solo nel caso in cui fossero state attuate misure appropriate per eliminare sproporzioni di sviluppo. In caso contrario, il “libero mercato” avrebbe ulteriormente indebolito l’America Latina e fatto crescere il suo debito estero. Rivolgendosi a Bush ha detto che la politica imposta dagli Stati Uniti ha aggravato la povertà del continente e ha anche portato all’instabilità e alla caduta di governi democraticamente eletti. Kirchner ha invitato i partecipanti al vertice a ricercare una nuova strategia di sviluppo regionale che avrebbe potuto incontrare l’interesse dei latino-americani. Presto un nuovo modello di integrazione – l’Unione delle Nazioni Sudamericane – UNASUR sarebbe nato. Durante gli anni della sua esistenza l’Unione ha impedito alla CIA l’attuazione di colpi di stato sia in Bolivia, sia in Ecuador, per esempio. Ha incoraggiato il dialogo tra vicini in conflitto e ha facilitato il ripristino della democrazia in Honduras.
Grazie a Chavez e ai fratelli Castro l’ALBA (Alternativa Boliviana per l’America Latina), un’alleanza di integrazione, creata nel 2004, ha ottenuto un impulso potente. È stata fondata per fungere da contrappeso alla ALCA, basandola sui principi dell’ideologia anti-imperialista al fine di garantire la sicurezza energetica dei partecipanti. Il Petocaribe (giugno 2005) è stato un successo dovuto agli sforzi da parte di Chavez. L’alleanza prevede forniture di idrocarburi preferenziali dal Venezuela ai Caraibi e Centro America Stati. Ciò pone fine agli abusi commessi da compagnie petrolifere transnazionali.
Un altro importantissimo evento è stato il forum tenuto a Caracas all’inizio del dicembre 2011 che ha avuto come risultato la creazione della Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC). La nuova alleanza comprende 33 membri dell’emisfero occidentale, esclusi USA e Canada.
Chavez ed i suoi amici vedono il nuovo blocco come un necessario contrappeso alla dittatura degli Stati Uniti nella OAS. Il CELAC nel prossimo decennio diventerà la forza più influente dell’emisfero occidentale. L’OAS dovrà rinunciare alla sua presentazione permanente negli Stati Uniti per conservare la sua posizione nella regione.
Naturalmente Washington non è conciliante con l’idea di una America Latina sempre più indipendente, ignorando le grida perentorie dei dittatori e le minacce di usare la forza. Il primo tentativo di sbarazzarsi dei “presidenti ostili” non è riuscito. Rafael Correa si ferma nei tempi duri del tentativo di colpo di stato in Ecuador. I cecchini addestrati della CIA mancarono il bersaglio. Hugo Chavez ha sconfitto il cancro e sta con fiducia guardando alle elezioni dell’ottobre 2012. Cristina Fernandez ha consultato i medici in tempo e lo sviluppo critico della malattia è stato prevenuto. Anche se il pericolo è ancora lì.
Gli Stati Uniti si stanno tuffando nella crisi più profonda della loro storia. La fase di stallo della élite si fa più acuta. Non hanno pietà per le proteste dei loro connazionali e non saranno più teneri con gli stranieri.
Nil Nikandrov
Fonte originale: strategic-culture.org
Traduzione per comedonchisciotte a cura di ALESSIA

Sorial (M5S): " Stabilità? Governo si prepara a massacrare gli italiani"



Ajoutée le 4 nov. 2014
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Carlo Sibilia (M5S) Elettrodotto sequestrato! Una buona notizia...finalmente! M5sParlamento M5sParlamento

Wren Lewis: Perchè l’Eurozona ha un Problema Tedesco


Su Mainly Macro Simon Wren Lewis conferma che il problema europeo non è un problema di stati spendaccioni o di mancate riforme strutturali in tutti i paesi tranne che in Germania. Al contrario, è un problema di repressione dei salari nella sola Germania che ha spiazzato tutti gli altri. Purtroppo molti continuano a vedere la Germania come un modello da seguire invece di risentirsi per quanto accaduto e pretendere una riparazione, come sarebbe giusto fare.


di Simon Wren Lewis - Da vocidallestero.blogspot.it

Quando, quasi un anno fa, Paul Krugman fece 6 interventi nel giro di 3 giorni che insistevano sulla posizione della Germania riguardo ai problemi macroeconomici dell’eurozona, perfino io pensai che forse stava un po’ esagerando, anche se non c’era nulla in quello che scriveva su cui non fossi d’accordo. Ma visto che la posizione tedesca si è dimostrata intransigente nei confronti dei continui problemi europei, mi sono ritrovato a fare la stessa cosa qualche mese fa (123456), anche se a un ritmo un po' più lento. Ora sembra che tutto il mondo (a parte la Germania ovviamente) dica la stessa cosa: ecco un esempio particolarmente chiaro da Matt O’Brien.


Qui non discuterò la macroeconomia, la darò per scontata:

1)    La politica monetaria della BCE è stata decisamente troppo timida dall’inizio della Grande Recessione, in parte a causa dell’influenza dei suoi membri tedeschi.

2)    Ciò, unito all’austerità, ha portato alla seconda recessione europea, e l’austerità continua a essere una palla al piede per la domanda aggregata. Il principale sostenitore dell’austerità è la Germania.



3)    Praticamente chiunque fuori dalla Germania concorda sul fatto che uno stimolo fiscale nell’eurozona, sotto forma di investimenti pubblici, con un Quantitative Easing (QE) sotto forma di acquisti di debito pubblico da parte della BCE, siano necessari per agevolare una rapida fine di questa seconda recessione (vendere, ad esempio, Guntram Wolff), e il principale ostacolo è il governo tedesco.

La domanda che voglio porre è perché la Germania abbia così successo nel bloccare o rimandare queste misure. A prima vista la risposta è ovvia: la Germania è l’economia dominante dell’eurozona. Ma è troppo facile: il PIL tedesco è meno di un terzo di quello dell’eurozona, mentre quello combinato di Francia, Italia e Spagna è quasi la metà. Può essere che in passato queste tre nazioni non siano riuscite a coordinarsi a sufficienza per opporsi alla Germania, in parte perché la Francia ci tiene molto al rapporto bilaterale franco-tedesco. Ma oggi questo problema non sembra esserci.

Il mistero rimane finchè continuiamo a considerare queste disputecome questioni di interesse nazionale, anzichè come una battagliasulle idee. La Germania è in pratica l'unica nell’eurozona a non registrare un grande differenziale negativo tra prodotto effettivo e potenziale, e ad avere una bassa disoccupazione. Perciò, potreste sostenere, non è nell’interesse tedesco permettere all’eurozona di espandere la propria domanda, e di aumentare l’inflazione. Ma la Germania ha ottenuto questa posizione perché ha spiazzato i suoi partner dell’eurozona moderando i propri salari prima del 2007. Se i discorsi politici fossero governati dalla macroeconomia di base, ci sarebbe da aspettarsi da parte di tutti gli altri paesi un grande risentimento per quanto accaduto, e che chiedessero alla Germania di sistemare le cose ripristinando la competitività relativa attraverso una maggiore inflazione.

Queste ultime due affermazioni contengono la chiave del mistero. Anche se quasi tutti riconoscono i problemi di competitività interni all’eurozona, quasi nessuno dice che tali problemi sono stati causati dalla politica tedesca. Al contrario, come suggerisce Edward Hughes ad esempio, pensano che “il costo del lavoro tedesco è basso non perché i tedeschi non sono pagati molto, ma perché sono molto produttivi, e alla fin dei conti, nonostante tutte le lamentele sulle partite correnti, questo è il modello di cui gli altri membri dell’eurozona (inclusa la Francia) non solo hanno bisogno, ma sono costretti a seguire: alti salari e alta produttività”. Sospetto che molti sarebbero d’accordo con questo ragionamento.

Purtroppo esso non coglie la realtà. Le differenze internazionali di produttività si verificano per molte ragioni, e cambiano con lentezza. I problemi attuali dell’eurozona derivano dal fatto che una nazione – la Germania – ha permesso una crescita dei propri salari nominali molto al di sotto della media del resto dell’eurozona, cosa che ha spiazzato tutti gli altri. (Questo post mostra come la crescita reale dei salari tedeschi sia stata ben al di sotto della crescita della produttività in ciascun anno tra il 2000 e il 2007). All’interno di un’unione monetaria, questa è una politica di "beggar thy neighbour" (fregare i propri partner, ndt)

In altre parole, come suggerisce Simon Tilford, la Germania è vista da molti nell’eurozona come un modello da seguire, anziché come la fonte dei propri attuali problemi (egli suggerisce anche, plausibilmente, che l’influenza tedesca subito dopo il 2010 è stata un riflesso della sua posizione di creditore, ma sostiene che l’importanza di questo fattore ora dovrebbe essere in diminuzione). Naturalmente in termini generali la Germania può avere molte caratteristiche che gli altri paesi a ragione dovrebbero voler emulare, come gli alti livelli di produttività, ma il motivo per cui i suoi interessi nazionali non sono allineati con quelli degli altri partner dell’eurozona è perché tra il 2000 e il 2007 la sua inflazione è stata troppo bassa. Questo di per sé non è una virtù (a prescindere dai motivi giusti o sbagliati che l’hanno causata), e quindi se solo avessero un po’ di senno gli altri membri dell’unione dovrebbero essere molto critici nei confronti della posizione tedesca.

Penso che l’attuale problema dell’eurozona acquisti più senso se ci focalizziamo meno sugli interessi nazionali divergenti e ci concentriamo invece sui punti di vista macroeconomici. La prospettiva tedesca, che vede il problema dell'eurozona in termini di governi spendaccioni e mancanza di “riforme strutturali” al di fuori della Germania, è totalmente inadatta a comprendere l’attuale posizione dell’eurozona. Ciò nonostante è un punto di vista condiviso anche da troppe persone all'esterno della Germania.

Le cose stanno ora cambiando. Come chiarisce questo report della Reuters, le relazioni tra Draghi e la Bundesbank si sono costantemente deteriorate, visto che Draghi inizia a capire la realtà macroeconomica (anche se ho ancora dubbi sull’attuale posizione della BCE, espressi chiaramente in questo discorso di Benoît Cœuré, essa è molto più sensata di qualsiasi cosa venga dalla Bundesbank o dal governo tedesco). Sì, come nota Tilford, non è ancora chiaro se questo significherà un cambiamento significativo delle attuali politiche, o solo qualche piccolo aggiustamento come abbiamo visto finora.

Il tutto potrebbe dipendere dalla posizione di paesi come l’Olanda. Essi hanno sofferto tanto quanto la Francia a seguire le regole fiscali dell’eurozona  per implementare una dannosa contrazione fiscale. Come notano Giulio Mazzolini e Ashoka Mody “per l’Olanda […] meno austerità sarebbe stato sicuramente meglio”. Ma fino ad ora, i politici olandesi (e la banca centrale) sembrano seguire la linea tedesca: questa medicina è per il loro bene.Se riusciranno ad ammettere i propri errori e sostenere una sorta di “grande accordo” che preveda espansione fiscale anziché austerità in tuttal’eurozona, e un vero programma di QE da parte della BCE, allora forse si potrà fare qualche vero passo avanti. Alla fine questo non è il problema tedesco dell’eurozona, ma un problema creato dalla visione macroeconomica che i politici tedeschi hanno deciso di sposare.

(Traduzione di Malachia Paperoga)


Fonte: vocidallestero.blogspot.it

PTV News – 5 novembre 2014 - MH17: gli olandesi si svegliano

MH17: gli olandesi si svegliano / L’Europa paga per Kiev / Poroshenko in crisi manda l’esercito / Lady Pesc tra Palestina e Israele

Dall'ISIS ad Alexis Carrel,un grande sconosciuto - Vitali - Croce ACCADEMIA DELLA LIBERTA'

In Grecia: viaggio all'alba della nostra coscienza da "informare.over-blog.it/"



In Grecia: viaggio all'alba della nostra coscienza

- di Gabriele Adinolfi -
Sono stato in Grecia per la prima volta nella vita.
Lo so: è imperdonabile avere atteso così tanto per collegarmi con quel passato, con quella matrice e con quel patrice – oso inventare il termine – che esprime l'alba della nostra coscienza. Non di quella grammaticale ed espressiva, come l'intendono i più ma di quella sintattica e ontologica della mia stirpe che viene dall'alto, in ogni senso del termine, e che si articola in un unum sottilmente tale al di là delle manifestazioni: l'unum classico elleno/romano e quello preistorico, ancestrale e sempre attuale: elleno/romano/germanico.
Presenti
Sono andato in Grecia insieme ad Arrigo nell'anniversario dell'assassinio di Giorgos e Manolis per partecipare all'omaggio ai Caduti.
La città, ci avevano detto, avrebbe dovuto essere in stato d'assedio ma non è andata così: di nemici neppure l'ombra. Almeno quindicimila greci di tutte le età e quasi tutti di ceto popolare erano accorsi al rito. Tra questi diverse donne molto vecchie e qualche invalido.
Non meno di cinquemila bandiere greche e di trecento vessilli di Alba Dorata.
Accorsi lì, al richiamo sacro del sangue, solo Casapound e Lealtà Azione. Pare che ci sia stato anche un tedesco dell'Npd e nessun altro, da nessun luogo.
Il sangue, il sacro e lo spirito. Roba poco familiare per il gossip della reazione populista e dell'esibizionismo tribale che si entusiasma di più per le teorie monetarie o le ipotesi geopolitiche che per l'autenticità.
Da brividi
In Grecia invece sono autentici, almeno per ora.
L'omaggio è stato da brividi. Per due ore consecutive hanno rullato i tamburi. Alle 19, l'orario del duplice omicidio, è stato acceso un braciere olimpico e tutti abbiamo acceso candele o torce.
Hanno pronunciato poche parole alcuni, tra questi il padre di un Caduto e il camerata sopravvissuto, ferito ai polmoni. Accanto ai loro nomi si è invocato “Paròn”, ovvero Presente! E poi Athanatoi!, Immortali.
Quindi il corteo si è avviato verso il cimitero; lì ci hanno aperto e abbiamo lasciato le nostre candele accese accanto alla tomba.
L'ultimo saluto “Athanatoi” lanciato dall'ingresso del cimitero è rimbalzato di bocca in bocca per tutto il corteo di quindici o forse ormai ventimila persone e la sua eco marziale che si perdeva lontana ha aggiunto suggestione a suggestione.
Delfi e le Termopili
L'indomani abbiamo voluto raggiungere in macchina i posti più sacri. Delfi dove l'Omphalos piovuto dal cielo è attorniato dai templi e dominato armoniosamente da Apollo, quell'Apollo che come ammonisce l'oracolo “ritornerà e allora sarà per sempre”.
Per raggiungere quell'Apollo lucente che t 'insegna “conosci te stesso” e “diventa ciò che sei” abbiamo attraversato Eleusi, Tebe e fiancheggiato Cheronea, dove i nostri antenati ebbero la meglio sulla falange macedone. Tra Delfi e le Termopili, che sono sulla stessa linea d'aria, si staglia il Parnaso. Alle Termopili non può non stringerti il cuore e toglierti il fiato il monumento a Leonida e ai suoi con immortalata la risposta ai persiani che gli avevano promesso la vita e la libertà in cambio delle armi “venite a prenderle!
Sul luogo ove caddero poi gli ultimi c'è l'iscrizione antica: "O viandante, annuncia agli Spartani che noi qui morimmo in obbedienza alle sue leggi"
Qui, in quest'asse Delfi-Termopili, tutto è scritto, tutto è e non necessita altro.
Una Grecia divisa
Attraversare la Grecia significa anche apprezzarne la geografia, gli sbalzi climatici, le asperità di un terreno spesso ingrato, le ragioni per cui in gran parte non è popolata e così le cause che sono all'origine della sua crisi attuale che, detto per inciso, è meno evidente che in Italia o in Francia, forse per maggior dignità o per maggiore orgoglio.
Le campagne, spopolate, si sono prestate troppo facilmente ad abbandonare le colture per ottenere per esempio in cambio sovvenzioni per i pannelli solari. Non è stato fatto sistema nell'impresa. La forza mercantile navale non regge il confronto con le potenze emergenti. Per lungo tempo il sistema politico ha mantenuto la pace sociale con l'assistenzialismo improduttivo, poi le manovre speculative in Borsa, tutte americane, hanno fatto saltare il sistema. La Grecia si è avviata ad una polarizzazione sociale con la distruzione delle classi medie. Il ceto dominante si è allineato in quest'offensiva contenitrice di classe, le sinistre hanno fatto la scelta di rappresentare le classi povere nello sterile e opportunistico parassitismo parlamentare.
La sola forza che si è mossa facendo “organizzazione di classe” anzi “organizzazione di popolo” è Alba Dorata e si capisce perché fa paura a tutti: rappresenta, animale rarissimo ai nostri giorni, un'alternativa possibile, reale, concreta e per quello la perseguitano.
Il segno
Infine l'ultimo giorno ad Atene, ritorno all'Acropoli e poi salita sul Licabetto, il colle sacro di Atena.
Lì abbiamo incontrato una enorme tartaruga che si nutriva di bacche.
La tartaruga che Piè Veloce Achille non raggiungerà mai, la tartaruga della Testudo, della Tortuga e di Casapound. Un segno soprattutto se la incontri sul colle sacro dove nulla di questo genere può accadere per caso, una riprova che in Grecia è sempre Alba ed è sempre d'oro perché vi regna Apollo
J'aurais aimé être à tes côtés Gabriele. Aussi je te remercie de me faire partager ce moment de recueillement tourné vers des origines si profondes et symboliques. Cependant hélas, je pense que la France ne se porte pas mieux que la Grèce car elle perd sa fierté et s'enfonce dans l'immonde et le glauque. Avec retard et distance géographique je crie donc pour nos camarades et pour toujours : PRESENTS !
Alix Grabè

Io voglio fare il medico - #14N - Sciopero Sociale #1


Ajoutée le 5 nov. 2014
SONO LORENZO, HO 25 ANNI. #IOVOGLIO FARE IL MEDICO

Sono un neolaureato in medicina.

Non sono ancora un medico, in Italia infatti, per poter esercitare la professione, devi prima superare un Esame di Stato che ti permette di entrare nell’Ordine. Per poter studiare quello che mi piaceva ho dovuto affrontare un test d’ingresso, test che ogni anno impedisce a 5 studenti su 6 di proseguire il loro percorso di studi in un corso di laurea di loro interesse, bloccando di fatto le loro aspirazioni. Test che puntualmente, ogni anno, provoca scandali, strascichi legali, rivalità e invidie.

Per sei anni ho studiato e lavorato, ovviamente gratis, nel mio ospedale, visto che ero costretto, oltre alla normale attività didattica e pratica, a sottostare al primario, agli strutturati, agli specializzandi, per svolgere ruoli spesso ingrati e che nulla avevano a che fare con una reale crescita professionale nell’ambito universitario.

Mi sono laureato, con il massimo dei voti, e ho subito ripreso il lavoro in reparto, nonostante il concorso per proseguire il percorso formativo con la specializzazione sia oramai cambiato nelle sue modalità, perchè comunque, a meno che non te ne voglia andare, è comunque caldamente richiesta la tua presenza in reparto, vista la mole di lavoro da svolgere e la cronica situazione di carenza di personale, e perchè magari, nel caso in cui non dovessi entrare, un dottorato rappresenterebbe una boccata d’aria nella tua situazione attuale. E ho ripreso il lavoro, dovendo anche sostenere il tirocinio per l’esame di stato di abilitazione.

Ho trepidato mentre si svolgeva il primo concorso nazionale per l’accesso alle specializzazioni, sicuro che qualcosa sarebbe andato storto, perchè oramai, dopo i mesi passati davanti Montecitorio a chiedere ulteriori borse, dopo la lunghissima attesa per una bibliografia da studiare che mai è uscita, dopo anni di delusioni e rabbia repressa, non poteva andare tutto bene. E infatti così è stato.

Ma di sicuro questa ennesima beffa non fermerà la mia passione per la materia che ho scelto e per la quale ho fatto tanti sacrifici. Il mio compito resta sempre quello, lavorare al servizio della comunità per una salute come bene comune da difendere, per proteggere quell’immenso patrimonio che è il nostro sistema sanitario pubblico e universalistico. Non saranno arrivisti, baroni o politici incapaci a fermarci. 

Miscappaladiretta 05112014 Solidarietà a Gianni Lannes

Sla, dalle docce gelate alla piazza bollente



Ajoutée le 5 nov. 2014
Roma, 4 novembre 2014: i malati di Sla in piazza contro il Governo Renzi.
http://www.intelligonews.it/

mardi 4 novembre 2014

Comm. Vig. Rai con Maggioni. Domanda Liuzzi su Bilderberg, risposta Maggioni e commenti Airola



Per la versione originale clicca qui:
http://salvo5puntozero.tv/commissione...

24 Intervista al Direttore di Pandora TV del municipio7 romano



Ajoutée le 3 nov. 2014
Durante la manifestazione Italia a 5 stelle al circo massimo a Roma del 10-11-12/10/2014 gli attivisti del settimo municipio di Roma intervistano il Direttore di Pandora TV Giulietto Chiesa
M5SR7 https://www.facebook.com/M5SRoma7?ref...
Intervista Sara Peticca
Grafica Marco Candigliota
Riprese e Montaggio Enrico Chiarioni

Alberto Micalizzi, un bocconiano contro il "sistema" - Dalla Scuola di Studi Giuridici e Monetari "Giacinto Auriti"

FONTE: http://www.giacintoauriti.eu/notizie/81-alberto-micalizzi,-un-bocconiano-contro-il-sistema.html



Alberto Micalizzi, un bocconiano contro il "sistema"



Micalizzi
riceviamo e pubblichiamo la lettera di Alberto Micalizzi
SCHIENE DRITTE
Cari amici
Chi tra voi mi conosce meglio sa che queste poche righe sono scritte con il cuore. Sono reduce da una custodia cautelare seguita a fatti rispetto ai quali alcune vittime, in primis il sottoscritto soprattutto in quanto “docente di una prestigiosa università”, sono state scambiate per potenziali carnefici, e fatte oggetto di una campagna mediatica e denigratoria di inaudita violenza.
Ho 46 anni e qualcuno mi ha fatto osservare che oltre ad aver dedicato una vita allo studio dell’economia e della finanza, in fondo non ho mai aderito a logge massoniche né a “club” esclusivi, non ho mai avuto tessere di partito, non ho mai aderito a congregazioni religiose, ad associazioni sindacali, industriali o di “ex-studenti”, e non mi sono mai genuflesso verso baroni universitari o magnati dei media …..forse ho esagerato per un Paese dove si diventa primi ministri per designazione di Goldman Sachs.
PERO’ IN COMPENSO HO FATTO ALTRO…
ho ritenuto serio auto-sospendermi dal ruolo di ricercatore universitario all’avvio delle indagini, ho denunciato pubblicamente l’operato di soggetti quali NOMURA, MORGAN STANLEY, LEHMAN BROTHERS, STANDARD&POOR’S, MOODY’S e FITCH, tutti soggetti già inquisiti per reati quali manipolazione di mercato e truffa aggravata presso procure italiane ed estere, ho pubblicato articoli contro Blackrock, la Troika, il governatore della BCE, il MES, gli ultimi Ministri dell’economia ed altri comprimari nella corsa allo smembramento del Paese e dell’Europa.
Poi, essendo per carattere e per formazione abbastanza preciso nell’analisi quantitativa (lascito di anni di dottorato di ricerca), ammetto di aver posto una cura particolare alla predisposizione dei dati e delle evidenze documentali. Questo lo dico soprattutto a “beneficio” dei miei DETRATTORI, che hanno causato molto dolore alle persone a me care, ma non a me. Per curiosità informo questi signori che dopo due settimane di detenzione mi sono offerto volontario per tenere allegri corsi su finanza e mondialismo ai detenuti. Son fatto così…
Agli stessi detrattori dico che io sono in ottima forma, fisica e mentale, e che su di essi ho predisposto una quantità massiccia di dati, precisi e ben organizzati, che li inchiodano. Sono tre anni che tramano nell’ombra, ma adesso è il tempo della resa dei conti e conosceranno la mia determinazione. Millantatori, calunniatori, estorsori, giornalisti corrotti e furbetti di quartiere: per una volta applicherò quel principio di "égalité" che non ho mai sentito mio.
Infine, ho cattive notizie anche per i BANCHIERI e i loro MAGGIORDOMI che ho denunciato in passato e che stanno sfinendo questo Paese: ho ripreso la mia attività di monitoraggio e denuncia e farò fronte comune con i ricercatori, gli attivisti e gli economisti seri che sono disponibili ad organizzare un progetto di controffensiva, ma non più soltanto a colpi di Facebook….
Coraggio! C’è un Paese per cui lottare.… con la schiena sempre dritta, senza fretta ma senza tregua!
Un abbraccio a tutti
Alberto

La Russia ha stanziato 36 milioni di dollari per aiutare i rifugiati ucraini Pubblicato da Ennio Bordato da Russia.it




La Russia fornirà assistenza ai rifugiati provenienti dalla Ucraina per un importo di 36 milioni di dollari. Il decreto relativo è stato firmato dal Primo Ministro Dmitry Medvedev.
Questi soldi saranno spesi per le necessità sociali e quotidiane delle persone che vivono ancora in alloggi temporanei. La maggior parte del denaro sarà destinata al Ministero della Salute della Federazione Russa per fornire assistenza medica ai rifugiati. Secondo il Servizio Federale di migrazione della Russia, dal sud-est dell'Ucraina sono giunte in Russia in tutto 830 mila persone, di cui oltre 200 mila hanno ottenuto un rifugio temporaneo.

Suo!Figlio!E'!Iperattivo! Concerto per voci recitanti e percussioni



Ajoutée le 3 nov. 2014

Il Senso delle Parole - ESUBERO Pandora TV



Ajoutée le 3 nov. 2014
Occhio ragazzi! Le parole sono armi: bisogna sapersi difendere.
Esubero: un termine volutamente asettico per far passare dei licenziamenti di massa per necessità oggettive.

Il Ministero delle Emergenze della Russia sta preparando un nuovo convoglio di aiuti umanitari per il Donbass Pubblicato da Ennio Bordato -da Russia.it



ROSTOV na DONU, 3 novembre / TASS / Il Ministero delle Emergenze russo nella regione di Rostov sta preparando una nuova colonna di aiuti umanitari per Donezk e Lugansk, informa la Tass il vice capo del Centro nazionale per la gestione delle crisi del Ministero Oleg Voronov
"Attualmente nella regione di Rostov dove opera il Centro nazionale per la gestione delle crisi del Ministero ha organizzato il lavoro di concentramento dei carichi umanitari che formeranno il convoglio" ha detto.
Voronov hanno spiegato che l'assistenza umanitaria è stata organizzata su richiesta delle autorità di Donezk e Lugansk.
"Si tratta di medicinali e di carburante che verranno caricati sui camion nel centro di socorso di Noginsk da dove è partito, la scorsa settimana, il convoglio che ha portato a Donezk e Lugansk più di 2mila tonnellate di aiuti umanitari" ha spiegato Voronov.
Aiuto all’est Ucraina
Domenica scorsa il Ministero delle Emergenze ha portato nel Dombass un’altra parte degli aiuti umanitari. Durante il passaggio della colonna non si è riscontrato alcun problema ne nel Donbass, ne nella direzone opposta. Nei camion, destinati a Donezk e Lugansk, sono stati trasportati cibo, combustibili, materiali da costruzione e medicine. L'aiuto umanitario è stato distribuito ai magazzini.
E' stato il quinto convoglio di aiuti umanitari portato ai residenti del Donbass. I primi quattro convogli hanno portato, ai residenti delle regioni di Donezk e Lugansk, circa 7 mila tonnellate di aiuti.
Le posizioni di Kiev e di Mosca
Domenica scorsa il Ministero degli Affari Esteri dell’Ucraina ha rilasciato una dichiarazione in cui veniva detto che il Ministero non aveva ricevuto alcuna richiesta ufficiale russa e che di conseguenza non avrebbe dato il consenso formale all'invio di aiuti umanitari russi nel sud-est del paese.
A questo proposito il Ministero degli Esteri ucraino ha espresso una "forte protesta" nei confronti della federazione Russa la quale, secondo Kiev, avrebbe violato il confine di Stato dell'Ucraina. Inoltre, un rappresentante del Consiglio di Sicurezza ucraino ha affermato che la parte ucraina non ha partecipato alla progettazione del carico umanitario consegnato a Lugansk dalla Russia.
All'inizio della settimana scorsa il rappresentante permanente della Russia alle Nazioni Unite, Vitalij Churkin, ha detto che la Federazione Russa ha chiesto all'organizzazione mondiale di influire su Kiev allo scopo di facilitare la fornitura di aiuti. Inoltre la Russia ha offerto all'OSCE il controllo del carico del convoglio.

nocensura.com: Sciopero Forconi 2014: tornano i presidi dal 5 al 9 dicembre

nocensura.com: Sciopero Forconi 2014: tornano i presidi dal 5 al 9 dicembre



Tornano i Forconi con un nuovo sciopero che annuncia presidi in tutta Italia dal 5 al 9 dicembre. Ecco cosa chiedono.




Il Coordinamento Organizzato Nove Dicembre, sorto sulla scia del Forconi del 9 dicembre 2013, grida di nuovo alla protesta e annuncia presidi in tutta Italia dal 5 al 9 dicembre prossimo.

Il movimento Nove Dicembre si dichiara apartitico e in rappresentanza di tutto il popolo italiano. Nelle sue manifestazioni non ammette bandiere che rappresentino partiti politici, l’unica bandiera ammessa è il tricolore.

Il leader del movimento è Danilo Calvani il quale spiega che il coordinamento è una legittima difesa contro chi ha violato la Costituzione e uccide la Repubblica e le famiglie italiane. Il principio che regola il movimento è la collaborazione tra cittadini, l’adesione alle proteste, ai presidi e alle lotte è spontanea ma a regolarla ci sono regole scritte in uno statuto che contiene anche divieti e norme nel Codice Etico e nel Codice di Comportamento.

Il Coordinamento Organizzato Nove Dicembre sta organizzando una nuova protesta che vedrà protagonisti i suoi componenti dal 5 al 9 dicembre con presidi in tutta Italia. Gli ormai famosi blocchi dei Forconi saranno presenti nei punti strategici delle città per causare congestioni del traffico e disagi alla circolazione.

La richiesta del Coordinamento è lo scioglimento delle Camere, le dimissioni del Presidente della Repubblica più il disconoscimento dei fondi di salvataggio europei.

Nel volantino che annuncia la rivolta il Coordinamento annuncia che il 5 dicembre “iniziano le ostilità” con un ultimatum che scade il 9 dicembre.



Fonte: investireoggi.it

PTV News 4 novembre 2014 – Pronti a invadere la Russia

lundi 3 novembre 2014

Task Force Butler insieme alla "parte offesa" in un processo contro i fratelli Marcianò





"Nel 2013 mio fratello ed io subiamo una perquisizione ed un sequestro hardware consigliati al magistrato PM Maria Paola Marrali dalla stessa Polizia Postale di Imperia. Tra i denuncianti c'è il geologo toscano Massimo Della Schiava. Egli ama definirsi "debunker", ma se si visita il suo blog si capirà bene che tipo di debunking è il suo. Ebbene... FEDERICO DE MASSIS alias TASK FORCE BUTLER (ennesima utenza fake creata per diffamare impunemente) e MASSIMO DELLA SCHIAVA alias IL FIOBA sono amici su FACEBOOK e con costoro anche ANGELO NIGRELLI (sotto processo per diffamazione) e tutti gli altri personaggi collegati alla disinformazione sulla Rete nonché all'onnipresente C.I.C.A.P. Professionisti nel diffamare (senza che la magistratura intervenga in alcun modo) insieme ad uno "scienziato", geologo? Ebbene sì. Ecco chi sono coloro che la magistratura protegge! Ed è chiaro da quale parte stiano il Tribunale e la Polizia Postale di Imperia ."

ALTRA REALTA': MENTRE L'ITALIA DORME LA GERMANIA HA UN PIANO PER USCIRE DALL'EURO

ALTRA REALTA': MENTRE L'ITALIA DORME LA GERMANIA HA UN PIANO PER USCIRE DALL'EURO



Berlino ci sta pensando: sganciarsi dalla moneta unica prima che sia troppo tardi. “Euro auf wiedersehen“, arrivederci Euro, c’eravamo tanto amati. Alla base della ventilata svolta, ci sarebbe innanzitutto la decisione della Francia di non rispettare il vincolo del 3% e le difficoltà nel mantenere il rigore imposto dai trattati Ue nell’Eurozona e dalle volontà di Angela Merkel. Non solo, l’ipotesi che – si sussurra – circola a Berlino negli ambienti politici legati al partito cristiano-democratico della Cancelliera sarebbe ben delineato: nel caso di un collasso improvviso dell’euro (circostanza tornata d’attualità nelle utlime settimane), la Germania si starebbe preparando a un prepotente ritorno al caro e vecchio marco..

Euro addio? - Un piano che la Cancelliera Angela Merkel starebbe mettendo a punto nei dettagli, come scrive affaritaliani.it. Le autorità tedesche, ufficialmente, negano tutto. Ma stando ad alcune indiscrezioni che circolano con insistenza non solo in Germania ma anche a Bruxelles, nella fila della Cdu, il partito della Merkel, ci si starebbe preparando al crac della moneta unica, crollo a cui è bene non farsi trovare impreparati. In questo scenario semi-apocalittico il marco tornerebbe a circolare nelle tasche e nei caveau delle banchedeutsche. Chiaramente, le sempre più insanabili divisioni all’interno della Bce, con la Bundesbank a propria volta sempre più in fibrillazione per l’atteggiamento di Draghi, considerato troppo “morbido” nei confronti dei paesi in difficoltà, accrescerebbero la “voglia di marco. Ma non sarebbero queste le sole motivazioni che farebbero temere (o sperare) per il grande passo.

L’analisi - Di queste motivazioni ne parla oggi Il Foglio, con un’intervista all’economista americano Allan Meltzer che individua letre ragioni che potrebbero spingere la Germania ad alzare bandiera bianca, seguita da un mesto e ultimo saluto alla moneta unica. Le tesi di Meltzer, che come detto circolano pure a Berlino, sottolineano come in prima analisi “la situazione economica tedesca sia meno rosea di quanto non possa apparire da altri paesi dell’Eurozona, che nemmeno riescono a crescere di un punto percentuale di Pil all’anno”. Infatti “gli indici di fiducia degli imprenditori calano, le stime del Pil sono state tagliate dal governo stesso”. Poi ci sarebbe una “seconda ragione che consiglierebbe un ripensamento pragmatico” costituita e rappresentata dalla crescita pericolosa dei movimenti antieuropei, ora minoritari (ma comunque consistenti), e in prospettiva in grado di mettere a dura prova un già traballante equilibrio europeo (in questo senso il marco sarebbe politicamente, la risposta all’ascesa dell’Afd, il partito anti-sistema che chiede l’uscita dall’euro delle nazioni del Mediterraneo). Infine una terza motivazione, più colloquiale e scevra di tecnicismi, ma semplicemente convincente: “L’Euro così com’è oggi non funziona” spiega Meltzer – e se qualcuno sostiene che funziona, almeno dovrà ammettere che funziona


male“.http://www.liberoquotidiano.it/news/economia/11715358/Euro-addio—il-piano.html
http://altrarealta.blogspot.it/

Certo non prima di aver distrutto i paesi del sud Europa completamente senza possibilità di risollevarsi a quel punto la Germania  uscira' dall'Euro, mentre i  Italia si dorme alla grossa e ci si impoverisce sempre di piu' guidati da politici incompetenti e senza palle, ma verra' il giorno anche per loro di pagare le gravi colpe, svuoteremo le carceri per lasciare il posto a questa banda di ladri organizzati che sono i partiti politici italiani

Antar Raja

vedi anche "Gli smemorati di Berlino"
http://altrarealta.blogspot.it/2014/01/gli-smemorati-di-berlino.html

Marco Mori su Sentenza Corte Costotuzionale su trattati UE

IL PUNTO di Giulietto Chiesa: Elezioni in Donbass





Comunque le si voglia valutare, le elezioni nel Donbass registrano uno strepitoso successo dei ribelli al potere centrale di Kiev. Le immagini mostrano lunghe file e seggi affollati fino all'inverosimile, peccato che nessun mezzo d'informazione italiano le stia mostrando.

nocensura.com: Cos'è il TTIP? Ecco come banche e multinazionali vogliono governare!

nocensura.com: Cos'è il TTIP? Ecco come banche e multinazionali vogliono governare!



Cos'è Il TTIP ? La resa dell'Europa - Una pericolosa perdita sul piano Alimentare,Sociale ed Etico. Informare sullo strapotere delle multinazionali e delle banche è il minimo che possiamo fare.




La Campagna Stop TTIP Italia nasce a febbraio 2014 per coordinare organizzazioni, reti, realtà e territori che si oppongono all’approvazione del Trattato di Partenariato Transatlantico su commercio e Investimenti (TTIP).


Fonte: informatitalia.blogspot.com

PTV News Speciale – La mano dell’FBI su Twitter

dimanche 2 novembre 2014

"#Fuoridalleuro: O sovranità monetaria o default" - da beppegrillo.it/

FONTE:  http://www.beppegrillo.it/2014/10/fuoridalleuro_o_sovranita_monetaria_o_default.html
"Gli interessi sul debito pubblico stanno ammazzando il Paese e smantellando lo Stato Sociale. Gli interessi passivi annui sul debito pubblico sono destinati ad aumentare e a raggiungere quota 100 miliardi nel 2015. Dai 78 miliardi pagati dallo Stato per finanziare il proprio debito nel 2011 si passa agli 89 nel 2012 per salire ai 95 nel 2013 e per arrivare a quota 99,808 nel 2015. Negli ultimi 30 anni l'Italia ha pagato 3.100 miliardi di interessi sul debito, una mostruosità.
I miliardi che lo Stato destina al pagamento degli interessi sul debito sonosottratti ai servizi primari dei cittadini: pensioni, sanità, ammortizzatori sociali, istruzione, risorse per le PMI. Con l'euro il debito pubblico non potrà che continuare a crescere e gli interessi ad aumentare fino a quando lo Stato Sociale italiano non sarà completamente smantellato e diventerà un guscio vuoto. Un corpo spolpato dalla BCE.
Il debito pubblico va ridenominato in una nuova moneta associata al valore della nostra economia. Pagheremo quindi meno interessi sul debito. Lo Stato ricomincerebbe ad utilizzare il suo avanzo primario di cui già dispone (al netto degli interessi sul debito) per finanziare attività e welfare. Con l'Italia fuori dall'euro, le PMI italiane potranno tornare nuovamente competitive el'occupazione in crescita e gli investitori stranieri finanzieranno comunque il nostro debito che sarà sostenibile e onorabile.
Fuori dall'euro c'è salvezza, ma il tempo è scaduto. Riprendiamoci la sovranità monetaria e usciamo dall'incubo del fallimento per default. Per non finire come la Grecia. Fuori dall'euro o default. Non ci sono alternative.

L'euro e la nuova povertà #fuoridalleuro da beppegrillo.it

Link all'articolo integrale:
http://www.beppegrillo.it/2014/11/leuro_e_la_nuova_poverta_fuoridalleuro.html?s=n2014-11-01

"L'euro è il centro del problema. Ormai non lo sostengono soltanto i cosiddetti economisti critici, o qualche premio Nobel, ma anche gli economisti più vicini alla politica e alle sue regalìe, che temono un'implosione dell'euro a favore delle forze antisistema."

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Il Mezzogiorno dimenticato nell’epoca dell’euro
#Fuoridalleuro per salvare le imprese!
L'euro e la strage delle imprese #fuoridalleuro
L'Italia, il malato morente dell'Europa - The Spectator
La lemming economy

Luigi Di Maio (M5S): L'aria che tira "La politica ha fallito"

"La confessione del giornalista Udo Ulfkotte a Russia Today che racconta come le informazioni dei mainstream media sono manipolate con fini politici e propagandistici tramite l'intervento dei servizi segreti, nel suo caso della CIA". - da "beppegrillo.it"

Ecco il link all' intero articolo:
http://www.beppegrillo.it/2014/11/il_giornalismo_della_cia.html?s=n2014-11-02


"La confessione del giornalista Udo Ulfkotte a Russia Today che racconta come le informazioni dei mainstream media sono manipolate con fini politici e propagandistici tramite l'intervento dei servizi segreti, nel suo caso della CIA."



“Sono giornalista da 25 anni circa, da sempre indotto, educato e costretto a mentire e a non dire il vero al mio pubblico, ma ora da qualche mese, vedendo come i media tedeschi ed americani cercano di indurre la gente a fare la guerra in Europa, a fare la guerra alla Russia, ho deciso che non ci sto, non ci sto a manipolare la gente in questo modo, a fare propaganda contro la Russia."

" In passato io e i miei colleghi siamo stati corrotti per tradire il pubblico non solo nel mio paese ma ovunque in Europa.ed ora vi do un ottimo esempio di cosa capita se gli dici di no, che non ci stai.
In Germania abbiamo un eccellente servizio di soccorso per il traffico in elicotteri, amano chiamarsi gli Angeli in Giallo: una volta uno dei loro piloti si rifiutò di collaborare con il BND come “non ufficiale”. Ebbene fu licenziato dal servizio elicotteri, anche perchè il giudice cui si rivolse lo ritenne “inaffidabile” perchè aveva rifiutato l’offerta del BND.
Anch’io sapevo bene cosa mi sarebbe successo se non avessi cooperato coi servizi segreti. Pensate che per ben sei volte la mia casa fu perquisita perchè un pubblico ministero mi aveva accusato di “diffusione di segreti di Stato”… Sei volte! Tuttavia io credo con forza che la verità non si possa sopprimere, e prima o poi debba venire a galla. Non m’importa delle conseguenze, io ho avuto già 3 infarti, non ho figli per cui, se mi portano in tribunale o in galera penso che per il trionfo della verità ne sarà valsa la pena." Udo Ulfkotte, giornalista