jeudi 31 janvier 2013

Su La Testa!: ENI: SARDEGNA A MORTE

Su La Testa!: ENI: SARDEGNA A MORTE:

ENI: SARDEGNA A MORTE

L'Eni avrebbe intenzione di realizzare sulla costa nord occidentale della Sardegna, nel sito industriale di Porto Torres, un parco serbatoi con una capacità di un milione e 650 mila metri cubi di combustibile.

Così, nel Golfo dell'Asinara a seguito di questo imponente progetto industriale, potrebbero transitare seicento petroliere all'anno, quadruplicando il traffico navale rispetto a quello legato al polo chimico.

L'intervento del quale non si conoscono le procedure autorizzative avviate, ricade in un'area di bonifica e ripristino ambientale dell'area industriale e dell'area marina antistante lo stabilimento industriale di Porto Torres.


All'interno del perimetro dell'area definito dal decreto del Ministero dell'ambiente del 26 febbraio 2003 sono presenti:Polo Petrolchimico: stabilimento Syndial S.p.A., Sasol Italy S.p.A., EVC S.p.A., Turris Espansi, Turris Pack, Coseplast, Isoex, SarEuroplast, Officina meccanica Ormes; Laterizi Torres della Sarda Laterizi;  Distoms S.r.l.;  Deposito costiero ENI S.p.A.;
Deposito costiero ESSO Italiana S.r.l.;  Deposito costiero Liquigas S.r.l.; Ex Ferriere Sarde; Endesa S.p.A.; Wanda (impianto itticultura dismesso).


Nello stesso contesto territoriale giace l'area marina costiera prospiciente il sito di bonifica di interesse nazionale di Porto Torres.


Su La Testa!: ENI: SARDEGNA A MORTE

Su La Testa!: ENI: SARDEGNA A MORTE:


ENI: SARDEGNA A MORTE

L'Eni avrebbe intenzione di realizzare sulla costa nord occidentale della Sardegna, nel sito industriale di Porto Torres, un parco serbatoi con una capacità di un milione e 650 mila metri cubi di combustibile.

Così, nel Golfo dell'Asinara a seguito di questo imponente progetto industriale, potrebbero transitare seicento petroliere all'anno, quadruplicando il traffico navale rispetto a quello legato al polo chimico.

L'intervento del quale non si conoscono le procedure autorizzative avviate, ricade in un'area di bonifica e ripristino ambientale dell'area industriale e dell'area marina antistante lo stabilimento industriale di Porto Torres.


All'interno del perimetro dell'area definito dal decreto del Ministero dell'ambiente del 26 febbraio 2003 sono presenti:Polo Petrolchimico: stabilimento Syndial S.p.A., Sasol Italy S.p.A., EVC S.p.A., Turris Espansi, Turris Pack, Coseplast, Isoex, SarEuroplast, Officina meccanica Ormes; Laterizi Torres della Sarda Laterizi;  Distoms S.r.l.;  Deposito costiero ENI S.p.A.;
Deposito costiero ESSO Italiana S.r.l.;  Deposito costiero Liquigas S.r.l.; Ex Ferriere Sarde; Endesa S.p.A.; Wanda (impianto itticultura dismesso).


Nello stesso contesto territoriale giace l'area marina costiera prospiciente il sito di bonifica di interesse nazionale di Porto Torres.


Su La Testa!: SNAM: GASDOTTO PER FORZA

Su La Testa!: SNAM: GASDOTTO PER FORZA:


SNAM: GASDOTTO PER FORZA



Il progetto per la costruzione del gasdotto "Rete Adriatica", elaborato dalla Snam Rete Gas SpA (partner per la distribuzione la società British Gas), prevede che la struttura attraversi 10 regioni italiane, tre parchi nazionali, uno regionale e 21 aree protette dall'Unione europea, per una lunghezza complessiva di 678 chilometri. 

Nel tratto relativo alle regioni Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche, le 28 località attraversate dal gasdotto sono classificate 14 in zona sismica 1 e 14 in zona sismica 2.Anche la centrale di compressione, localizzata a Sulmona, ricade in zona sismica di primo grado; molte altre aree coinvolte dal progetto per la costruzione del gasdotto sono caratterizzate da particolare e grave rischio sismico.

Su La Testa!: SICILIA: DANNO COLONIALE

Su La Testa!: SICILIA: DANNO COLONIALE:


SICILIA: DANNO COLONIALE


Schermi e paraventi eterni. Un esempio? La società K Energy srl avente sede legale in Siracusa, via del Teatro numero 1, con istanza del 25 maggio 2009 (prot. 20643) indirizzata all'assessore per l'industria, autorità competente al conferimento dei titoli minerari nell'ambito della Regione siciliana, ha chiesto che venga ad essa accordato, ai sensi della legge regionale del 3 luglio 2000, numero 14, un permesso di ricerca di risorse geotermiche convenzionalmente denominato «Campo Geotermico di Sciacca», in un'area estesa di 46.000 ettari che interessa i comuni di Bisacquino, Bivona, Burgio, Cala Monaci, Caltabellotta, Cattolica Eraclea, Cianciano, Lucca Sicula, Ribera, Sambuca di Sicilia, Sciacca e Villafranca Sicula. 

Con nota del 1o aprile 2010, l'assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica utilità avviava la fase di notifica pubblica della richiesta, con successiva registrazione nel Bollettino ufficiale per gli idrocarburi e delle georisorse (BUIG) n. 5-31 maggio 2010 e chiusura della procedura di pubblico interesse sulla stessa area di ricerca il 4 agosto. 


L'area di ricerca è estesa su una superficie comprendente zone siti di interesse comunitario e zone di protezione speciale e soprattutto il bacino idrotermale di Sciacca, di antica tradizione terapeutica e lo stabilimento delle stufe vaporose di San Calogero, sul Monte Kronio. Ma che importa.



mercredi 30 janvier 2013

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Bronchiti croniche? Tumori? Ecco la verità vera!

Su La Testa!: BASTA POTERE & DENARO AI BANCHIERI

Su La Testa!: BASTA POTERE & DENARO AI BANCHIERI:


BASTA POTERE & DENARO AI BANCHIERI

di Gianni Lannes



Ecco come ci hanno ingannato i camerieri del potere finanziario, sotto mentite spoglie politiche. Mediante il Decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.) del 12 dicembre 2006 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 291 del 15 dicembre 2006) viene modificato l'articolo 3 dello Statuto della Banca d’Italia che così recitava: «In ogni caso dovrà essere assicurata la permanenza della partecipazione maggioritaria al capitale della Banca da parte di enti pubblici o di società la cui maggioranza delle azioni con diritto di voto sia posseduta da enti pubblici». Il decreto è firmato dall’allora presidente del Consiglio Romano Prodi, dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dal ministro dell'EconomiaTommaso Padoa Schioppa. Con questa modifica è stata eliminata l'ultima norma che prevedeva la presenza dello Stato in Bankitalia.

Il 28 novembre 2006 l'Assemblea straordinaria dei partecipanti al capitale della Banca d'Italia ha approvato il nuovo statuto. Il nuovo articolo abroga il vincolo del controllo pubblico di Banca d'Italia, e dei soggetti che possono possedere delle quote, la cui titolarità resta disciplinata dalla legge. Non sono in vigore norme che disciplinano i soggetti ammessi alla partecipazione del capitale.


Tra gli spacciatori dei titoli di Stato italiani (elenco stilato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze) troviamo Goldman Sachs, di cui Mario Monti è stato consulente fino a tutto l’anno 2011.


 


Nel 2005, anche grazie alla preziosa e corposa consulenza tecnica, soprattutto del professor Giacinto Auriti, una sentenza del giudice di Pace di Lecce condannò la Banca d'Italia per "esproprio illecito" di moneta ed illegittimo signoraggio monetario. Secondo il magistrato che accolse la richiesta di un cittadino pugliese membro dell'Associazione difesa degli utenti dei servizi bancari e finanziari (Adusbef) difeso dall'avvocato Antonio Tanza, vice-presidente nazionale Adusbef, la Banca centrale europea (BCE) e la sua "articolazione" italiana, ovvero la Banca d'Italia, si erano appropriate illegalmente della moneta italiana con l'emissione dell'euro, e che quindi, non esisteva  il debito pubblico, trattandosi invece di credito pubblico e la massa monetaria messa in circolazione nell'ambito dei Paesi aderenti al sistema dell'euro apparterrebbe alla collettività dei cittadini con la conseguenza che ciascuno potrebbe rivendicare il reddito, pro quota, derivante dalla stampa e dalla circolazione di questa massa monetaria, oggi invece percepito dalla Banca centrale europea e poi ridistribuito tra le diverse Banche centrali nazionali.

Sulla base di accurati approfondimenti, il giudice di pace Cosimo Rochira sentenziò che “la proprietà della moneta, la politica monetaria e i suoi proventi siano di competenza esclusiva dello Stato e per riflesso della collettività nazionale. Conseguentemente, per il periodo preso in esame 1996/2003, la sottrazione del reddito di signoraggio in danno della collettività (quota attribuita a soggetti privati dalla Banca d'Italia) può determinarsi, alla luce dei criteri precedentemente esposti e dei prospetti analitici di calcolo sopra riportati, in complessivi euro 5.023.632.491, corrispondente a un danno medio rilevato per cittadino residente alla data del 31 dicembre 2003 di 87 euro;

L'ex Governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio evitò in extremis il pignoramento della propria scrivania il 20 dicembre 2005, qualche giorno prima di dimettersi travolto dagli scandali che riguardassero anche l'ex patron della Banca Popolare di Lodi, Giampiero Fiorani, e la contiguità con gli scalatori di Banca Antonveneta, più noto al pubblico come "I Furbetti del quartierino".

Come richiamato da un dispaccio dell'Ansa del 19 dicembre 2005 la Banca d'Italia «"ha evitato in extremis, il pignoramento della scrivania del Governatore della Banca d'Italia Fazio, che doveva essere eseguito domattina alle ore 10,00 da un ufficiale giudiziario, per effetto della sentenza emessa dal Giudice di Pace di Lecce il 15 settembre 2005, che aveva condannato Via Nazionale, diramazione della Bce, a rimborsare un socio Adusbef, per l'illecito diritto di signoraggio, quantificato da una perizia tecnica in 5 miliardi di euro, ossia 87 euro per ogni cittadino italiano residente". Lo aveva reso noto l'Adusbef, precisando che Palazzo Koch "ha infatti inviato un vaglia cambiario 276,68 euro (87 euro più le spese), corrispondente all' importo precettato, a favore di Giovanni De Gaetanis, il socio Adusbef che assistito dall'avvocato Antonio Tanza aveva proposto e vinto il ricorso pilota davanti al Tribunale di Lecce, che aveva dichiarato, seppur in prima istanza, nullo un diritto feudale di signoraggio (come la carica del Governatore) quantificato in 5 miliardi di euro". La sentenza del tribunale di Lecce è "il primo colpo giudiziario in assoluto al diritto di signoraggio. Il signoraggio è un antico istituto derivante dal sovrano che, battendo moneta, ne garantiva il valore nel tempo ed incambio di quella specifica garanzia feudale (come la carica a vita del Governatore della Banca d'Italia), tratteneva una parte di quell'oro. 

Oggi che neppure le riserve auree garantiscono più la moneta, al punto che è sparita la scritta pagabili al portatore, è rimasto quel diritto feudale di signoraggio i cui proventi vengono incamerati dalla Banca d'Italia, che non appartiene più allo Stato ma a banche private ed altri soggetti che incassano parte di tale introiti". "I cittadini quindi hanno continuato a pagare quella che è diventata una sorta di tassa agli istituti di credito, in violazione dello stesso statuto della Banca d'Italia che all'articolo 3, comma 3, parla chiaro: la banca appartiene allo Stato. Quindi, è stata la conclusione del giudice, la sottrazione del reddito da signoraggio in danno alla collettività è di 87 per singolo cittadino residente alla data del 31 dicembre 2003, per un controvalore di 5.023.632.491 euro, che deve essere restituito"».


Italia: culla del diritto ma tomba della giustizia. Infatti,  una sentenza della Cassazione a Sezioni Unite, pubblicata il 24 luglio 2007, pur non entrando nel merito del signoraggio, accolse il ricorso della Banca d'Italia, poiché non compete ai giudici sindacare il modo in cui gli Stati svolgono le funzioni di politica monetaria, di adesione ai trattati internazionali e di partecipazione agli organismi sovranazionali. Contro la sentenza del giudice di pace la Banca d'Italia aveva infatti presentato ricorso per Cassazione chiedendone l'annullamento oltre che la condanna al risarcimento danni per "lite temeraria" per il cittadino pugliese; le Sezioni Unite civili della Suprema Corte, cassando punto per punto le motivazioni del giudice di pace, hanno accolto il ricorso di via Nazionale sottolineando, tra l'altro, che accettare un simile pronunciamento, comunque, metterebbe in discussione le scelte con cui lo Stato, attraverso i suoi competenti organi istituzionali, ha configurato la propria politica monetaria, in coerenza con la decisione di aderire ad un sistema elaborato in ambito europeo e di fare parte delle istituzioni create all'interno di detto sistema;

Nella sentenza numero 16751 depositata il 24 luglio 2007, i giudici di Piazza Cavour sanciscono quindi che tra le funzioni che rientrano nelle prerogative della sovranità degli Stati (come le politiche monetarie, nel caso specifico), non può interferire alcuna giurisdizione, sia civile che penale, tanto meno amministrativa o dei giudici onorari. L'autore della citazione in giudizio per la Banca d'Italia è stato quindi condannato al pagamento di circa 1.500 euro per le spese processuali. La Suprema Corte non ha accolto la richiesta di risarcimento danni per "lite temeraria", constatando la buona fede del cittadino pugliese.


Prima del 1° gennaio 2002, anno nel quale anche nel nostro Paese è entrato in circolazione l'euro a seguito della sottoscrizione deltrattato di Maastricht, l'Italia - senza alcuna consultazione popolare - ha volontariamente devoluto la prerogativa sovrana del conio della moneta alla Banca centrale europea adottando l'euro come valuta avente corso legale nel Paese, due erano i modi più frequenti per approvvigionarsi della nuova moneta necessaria al finanziamento del sistema economico: l'acquisizione di titoli del debito pubblico effettuata mediante operazioni di mercato aperto, con le quali veniva fornita nuova moneta al Ministero del tesoro. Sino al 1981, per proteggersi dai casi nei quali la domanda di titoli del debito pubblico era inferiore all'offerta, per la Banca d'Italia vigeva l'obbligo di acquisto dei titoli non collocati sul mercato. In pratica la Banca d'Italia non poteva rifiutare il finanziamento del fabbisogno pubblico, anche a costo di creare base monetaria in eccesso.


Dal 1981, con il cosiddetto "divorzio" fra la Banca d'Italia e il Ministero del tesoro, inauguratasi con l'asta dei BoT del luglio 1981, iniziava un nuovo regime di politica monetaria, che esimeva la Banca d'Italia dal garantire in asta il collocamento integrale dei titoli offerti dal Governo, liberandola dal precedente obbligo, anche se la prassi fu di fatto mantenuta sino all'adozione della moneta unica; il secondo sistema di monetizzazione del debito, in caso di disavanzo pubblico, era quello di chiedere alla Banca centrale di emettere moneta e versarla sul conto che il centro di spesa del Governo, gestito dal Ministro del tesoro, aveva aperto presso la Banca d'Italia; dall'abuso di questa pratica, negli anni '70 e '80, l'economia nazionale ebbe gravi danni a causa del susseguirsi di tassi di inflazione sempre più elevati, come ugualmente accadde per i tassi di interesse, causando un abnorme e inarrestabile aumento del debito pubblico, che ha raggiunto la soglia di 1.800 miliardi di euro, pari a 30.000 euro di gravame sulle spalle di ognuno dei 60 milioni di residenti; negli anni successivi, venne mostrata maggiore attenzione alla quantità di moneta emessa ricercando, per le nuove emissioni, una corrispondenza tra la quantità di moneta immessa nel sistema e la ricchezza reale prodotta dal Paese giungendo, nel 1993, alla chiusura del Conto di tesoreria; tale chiusura fu stabilita con la legge 26 novembre 1993, n. 483, la cui applicazione portò all'azzeramento del conto di tesoreria e, conseguentemente, del debito contratto dal Ministero del tesoro verso la Banca d'Italia.

Più recentemente, a causa della crisi greca e della speculazione sull'euro da parte della grande finanza internazionale e delle grandi banche di affari, l'Unione europea ha deliberato aiuti per 750 miliardi di euro e la BCE, contravvenendo ai Trattati che impongono una netta separazione tra politica monetaria e Governi, ha deciso di acquistare titoli pubblici degli Stati aderenti in difficoltà, senza peraltro rendere trasparenti tali iniziative ai mercati ed ai cittadini, sia in termini di masse monetarie impegnate che di titoli pubblici acquistati in quali Stati.


Nonostante la crisi sia stata generata dai banchieri e dalle principali banche di affari, che hanno speculato con i CDS (Credit Default Swap) e derivati OTC (Over The Counter) negoziati al di fuori dei mercati regolamentati per un controvalore di 600.000 miliardi di dollari,12 volte più del PIL (prodotto interno lordo) che ammonta a 50.000 miliardi di dollari, attentando alla sovranità degli Stati con la complicità delle agenzie di rating e delle compiacenti banche centrali, anche l'Europa con la ingente massa monetaria ben superiore ai 750 miliardi di euro, fornisce liquidità a buon mercato (i tassi di riferimento BCE sono fissati all'1 per cento) per speculare contro l'euro ed indebolire le economie reali degli Stati sovrani.

Goldman Sachsla banca di cui il Governatore Draghi era vice-presidente per l'Europa e Monti il consulente particolare, ai tempi in cui venivano falsificati i conti della Grecia, assieme ad altre banche di affari, è stata accusata dalla Procura di Pescara di una gigantesca frode fiscale ai danni dello Stato italiano con il meccanismo dei dividend washing (lavaggio dei dividendi); altre banche di affari, come UBS, Deutsche Bank Depfa e JP Morgan, sono state rinviate a giudizio dal pubblico ministero di MilanoAlfredo Robledo per truffa ai danni del Comune di Milano per aver collocato strumenti derivati rischiosi, che ammontano a ben 35,5 miliardi di euro complessivi, come emerso nel corso dell'indagine conoscitiva sull'utilizzo degli strumenti di finanza derivata nelle pubbliche amministrazioni svolta dalla 6a Commissione permanente (Finanze e tesoro) del Senato.


Il 19 maggio 2010, a margine del processo che si stava celebrando a Milano sui derivati,  il pubblico ministero Robledo ha affermato che l'Italia non è la Grecia ma ha una particolarità, è l'unico Paese europeo con contratti derivati in capo a comuni, province e regioni che prima o poi scoppieranno e nessuno è in grado di dire che cosa succederà. La politica dovrebbe intervenire, con la possibilità di rinegoziare i contratti, ma a livello di Stati. Tali affermazioni sarebbero state rese in una pausa dell'udienza del processo in cui 4 banche, Ubs, Deutsche, Depfa e Jp Morgan rispondo di truffa aggravata per 100 milioni di euro ai danni del Comune di Milano insieme ad altri 13 imputati come persone fisiche. Ha spiegato il magistrato Robledo: "Io pongo il problema indipendentemente da quello che sarà l'esito di questo processo".


Sul sito del Ministero dell'economia e delle finanze, Dipartimento del tesoro, direzione II, a firma della dottoressa Maria Cannata, dirigente generale, è stato pubblicato l'elenco degliSpecialisti in titoli di Stato. Si può leggere in una nota datata 8 febbraio 2010 che, a decorrere dall'8 febbraio 2010, a seguito del cambio di denominazione sociale richiesto da una delle controparti, ai sensi dell'art. 3, comma 3, del regolamento di cui al decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica 13 maggio 1999, n. 219, l'elenco degli specialisti in titoli di Stato è composto, in ordine alfabetico, dai seguenti operatori: Banca IMI SpA; Barclays Bank PLC; BNP Paribas; Citigroup Global Markets Ltd; Commerzbank A.G; Crédit Agricole Corp. Inv.Bank; Credit Suisse Securities (Europe) Ltd; Deutsche Bank A.G; Goldman Sachs Int. Bank; HSBC France; INGBankN.V; JP Morgan Securities Ltd; Merrill Lynch Int; Monte dei Paschi di Siena Capital Services Banca per le Imprese SpA; Morgan Stanley & Co. Int. PLC; Nomura Int. PLC; Royal Bank of Scotland PLC; Société Générale Inv. Banking UBS Ltd; UniCredit Bank A.G.


Sarebbe utile sapere dal primo ministro uscente, il golpista per contoterzi Monti Mario e dal suo predecessore Berlusconi Silvio (già tessera P 2 numero 1816), se alla chiusura del conto di Tesoreria, il Ministero dell'economia e delle finanze abbia corrisposto a suo tempo denaro (o altre utilità) alla Banca d'Italia in cambio della chiusura del medesimo conto e, in particolare, se la contropartita fosse rappresentata da titoli del debito pubblico; se il debito derivato da una procedura che non ha comportato alcun costo per la Banca d'Italia, eccetto i minimi costi di produzione della cartamoneta, ossia il reddito da signoraggio sia da considerare un debito senza alcun fondamento economico e giuridico e, quindi, non possa formalmente considerarsi tale.


A conti fatti, ci troviamo di fronte ad un attivo di patrimonio, che si è formato come diretta conseguenza di una devoluzione della sovranità monetaria ad organo diverso dallo Stato, a cui questo dovrebbe appartenere di diritto, ed essendo innanzi ad un attivo formatosi con uno scambio che appare vantaggioso per la sola Banca d'Italia, con sicuro danno dei cittadini i quali, oltre ad avere subito un danno a causa dell'innalzamento dei prezzi generato dall'inflazione causata dalla stampa di una ingente ed eccessiva quantità di moneta al fine di coprire il disavanzo pubblico, hanno visto trasformare il valore di questa moneta ceduta al Tesoro, da positivo in negativo, cioè in debito pubblico che dovrà essere coperto con tassazione presente e futura, nei loro confronti.


Perché i governi Prodi, Berlusconi & Monti non si sono attivati con iniziative di competenza per richiedere ed ottenere l'annullamento unilaterale di tale debito?


Almeno gli ultimi 5 governi italiani dovrebbero chiarire, anche in sede internazionale, la genesi del signoraggio che arricchisce gli oligarchi ed i banchieri centrali impoverendo i cittadini. A maggior ragione alla luce della crisi generata dai banchieri e dalle banche di affari, che hanno speculato sulla sovranità monetaria appioppando derivati a piene mani ad enti locali per un valore di 35,5 miliardi di euro arrivando a frodare il fisco italiano con il cosiddetto lavaggio dei dividendi.


La prima cosa da fare se in Italia ci fosse un Governo tutela il bene comune, sarebbe  di espungere dall'Albo di riferimento degli specialisti in titoli di Stato tutte le banche coinvolte. Alla luce delle "malefatte" bancarie, spesso avvenute in Italia con il concorso diretto del controllore, ossia di quella Banca d'Italia le cui quote azionarie sono riferibili alle stesse banche vigilate in un rapporto singolare che mina l'autorevolezza delle istituzioni, il nuovo Governo dovrebbe promuovere l'introduzione immediata di una pesante  tassa sulle banche, per risarcire anche in via indiretta utenti, consumatori, enti locali, piccole e medie imprese e clienti costretti a subire costi dei servizi bancari più onerosi al mondo.

Per stampare una banconota da 5 euro o una da 500 euro bastano 30 centesimi di euro e consideriamo anche che tale banconota non è più legata all’oro (non ha più ‘copertura’ e non è più ‘convertibile’). Questo vuol dire che il Signore moderno, ossia chi oggi fabbricamoneta (ad esempio la BCE in Europa o la Federal Reserve negli USA) ha un potere enorme. Infatti questi organi privati possono ricattare o comunque influenzare intere Nazioni. Basti pensare che la Banca Mondiale (di proprietà della Federal Reserve e della Banca d’Inghilterra, a loro volta tutt’e due private e padrone anche del Fondo Monetario Internazionale) nega prestiti a quei Paesi che non accettano di privatizzare il settore dell’acqua potabile! E questo è solo un esempio.


Soluzione - Eliminare la banconota è un’azione peggiorativa in quanto sparisce, per le Banche, il ‘costo’ e aumenta al 100% il signoraggio sulla moneta elettronica. Inoltre la moneta è sottoposta ad un interesse (ad. es. 3%) che fa lievitare il debito dei Cittadini di un Paese sovrano oltre il valore nominale della moneta stessa! In pratica una moneta (banconota) da 100 euro costa al cittadino 103 euro e al Banchiere solo 30 centesimi. Questo è il signoraggio. Si potrebbe ovviare a tutto ciò in un modo molto semplice: basterebbe infatti che lo Stato, finalmente Sovrano, emettesse moneta senza debito, come fa, ad esempio, con le monete metalliche (naturalmente quelle con valore nominale maggiore del valore intrinseco, ad esempio i pezzi da 50 centesimi, 1 e 2 euro). I più smaliziati avranno capito ora la presa in giro del defunto governatore Duisenbergnei confronti di Tremonti (associato Aspen Institute, già finanziato dal Club Bilderberg) quando quest'ultimo chiedeva di sostituire le monete metalliche da 1 e 2 euro con banconote di pari valore e l'ex governatore (morto in circostanze misteriose) rispose dicendo: "Ma il sig. Tremonti sa che così facendo il suo Paese perderebbe il diritto di signoraggio sulla massa di denaro sostituita?".

Dal momento che la banconota non ha un corrispettivo in oro (le banconote sono convertibili in dollari USA ma dal 1971 il Dollaro USA non è più convertibile in oro) non c’è ragione che ad emetterla sia una entità privata né tanto meno che questa entità abbia un monopolio su tale emissione. Inoltre le spese per servire questo prestito (interesse) sarebbero evitate e lo Stato, ovvero tutti noi, avrebbe la REALE autonomia di gestione del Paese.


Sappiamo che i politicanti nostrani sono collusi con ogni interesse immaginabile (banche, petrolio, armi, droga, prostituzione eccetera) ma la domanda che dobbiamo porci è molto semplice. Perché un politico dovrebbe rifiutare la responsabilità di creare denaro per il popolo?  Tutti i parassiti politici piazzati alla guida dell'Italia hanno sempre indebitato lo Stato chiedendo denaro in prestito ad una ristretta cerchia di banchieri privati. Questi banchieri internazionali creano il denaro dal nulla e senza nessuna contropartita, semplicemente stampandolo. Gran parte delle tasse versate dal cittadino servono a pagare gli interessi su quel debito inestinguibile, eterno, costituito da carta straccia.
   
 
  
Nel più assoluto silenzio dei media e, naturalmente, della politica impegnata in una faticosa opera di autoreferenzialità, almeno in Italia, la Corte di Giustizia della Comunità Europea ha blindato il diritto di informazione sulle scelte e sulle valutazioni finanziaria ed economiche della BCE. Con la sentenza resa nella causa T590/10 viene stabilità la legittimità del rifiuto, da parte della BCE, di fornire a due giornalisti britannici documenti relativi alla crisi economica in Grecia. Costituisce quindi facoltà della Banca Centrale negare l’accesso ai suoi documenti adducendo il “pregiudizio” alla politica economica europea che ne deriverebbe dalla pubblicazione. La decisione resa dalla Corte di Giustizia è inquietante perché sicuramente lesiva del diritto di informazione e di conoscenza del cittadino. Quel cittadino che sta pagando, in Grecia come in Spagna ed in Italia, errori, incapacità, inadeguatezze e forse anche comportamenti criminali ascrivibili alle scelte finanziarie ed economiche di “poteri” autorizzati ad agire senza il controllo della Politica. La sig.ra Gabi Thesing è giornalista presso la Bloomberg Finance LP, che esercita le proprie attività a Londra con il nome Bloomberg News. Il 20 agosto 2010, ha chiesto alla BCE l’accesso a due documenti intitolati «L’impatto su deficit e debito pubblici degli swap negoziati fuori borsa. Il caso della Grecia» e «L’operazione Titlos e la possibile esistenza di operazioni analoghe con impatto sui livelli di debito e deficit pubblici della zona euro». La BCE ha negato l’accesso a tali documenti adducendo a motivazione la tutela dell’interesse pubblico per quanto riguarda la politica economica dell’Unione europea e della Grecia. La sig.ra Thesing e la Bloomberg Finance LP hanno contestato tale decisione dinanzi al Tribunale. È legittimo domandarsi, in tale contesto, se il significato di quel diniego sia davvero espressione di una tutela dell’interesse generale o non piuttosto la strada obbligata per coprire irregolarità, scorrettezze se non illeciti sui quali i Governi e le autorità centrali (compresa la stessa BCE) hanno “chiuso gli occhi”. Una colpevole indifferenza durata per decenni di attività economica e finanziaria senza riguardo, nemmeno, per le poche regole di disciplina e comportamento esistenti. Una situazione creatasi perché nel tempo, i governi e le banche, hanno tollerato, se non avallato, ogni tipo di operazione finanziaria; anche al limite del sostenibile e del lecito. Con la conseguenza che il “tollerare” rinvia a precise responsabilità della politica e delle autorità nazionali, dimostratesi incapaci di disciplinare la delicata materia finanziaria e l’attività del mercato. Non sorprenderebbe scoprire che una tale tolleranza sia stata a lungo alimentata da connivenze, da pratiche corruttive, da “scambi di favore” di ogni genere. Non si può infatti dubitare del “peso” enorme che i mercati hanno sulla politica e nemmeno si può dubitare della differente evoluzione dell’Unione Europea Economica rispetto a quella politica ( che fatica e non poco ad arrivare ). Una considerazione che richiama l’idea del “ricatto” e che non sarebbe necessario immaginare ed ipotizzare sul tavolo di chi oggi gestisce la “crisi”, se fin dell’inizio ciascuno avesse fatto il proprio dovere ed avesse assolto al proprio ruolo. Dubbi che aumentano – con il rischio di diventare certezza – allorché documenti di interesse pubblico vengono secretati nel nome di una non bene definita tutela generale. Forse, che scoprire l’illecito possa destabilizzare? Ma occorrerebbe chiarire definitivamente chi risulterebbe danneggiato da quei documenti. Non certo quei milioni di cittadini europei che hanno pagato con la perdita della dignità e con la più assoluta povertà gli interessi di una finanza che ormai non tollera alcun controllo.

Riferimenti utili: 

http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/elenco_specialisti/Elenco_Specialisti_in_titoli_di_Strato_-_Dal_6_Luglio_2012.pdf


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Su La Testa!: ENI: SARDEGNA A MORTE

Su La Testa!: ENI: SARDEGNA A MORTE:

ENI: SARDEGNA A MORTE

L'Eni avrebbe intenzione di realizzare sulla costa nord occidentale della Sardegna, nel sito industriale di Porto Torres, un parco serbatoi con una capacità di un milione e 650 mila metri cubi di combustibile.
In tal modo nel Golfo dell'Asinara a seguito di questo imponente progetto industriale potrebbero transitare seicento petroliere all'anno, quadruplicando il traffico navale rispetto a quello legato al polo chimico.

L'intervento del quale non si conoscono le procedure autorizzative avviate, ricade in un'area di bonifica e ripristino ambientale dell'area industriale e dell'area marina antistante lo stabilimento industriale di Porto Torres.


All'interno del perimetro dell'area definito dal decreto del Ministero dell'ambiente del 26 febbraio 2003 sono presenti:Polo Petrolchimico: stabilimento Syndial S.p.A., Sasol Italy S.p.A., EVC S.p.A., Turris Espansi, Turris Pack, Coseplast, Isoex, SarEuroplast, Officina meccanica Ormes; Laterizi Torres della Sarda Laterizi;  Distoms S.r.l.;  Deposito costiero ENI S.p.A.;
Deposito costiero ESSO Italiana S.r.l.;  Deposito costiero Liquigas S.r.l.; Ex Ferriere Sarde; Endesa S.p.A.; Wanda (impianto itticultura dismesso).


Nello stesso contesto territoriale giace l'area marina costiera prospiciente il sito di bonifica di interesse nazionale di Porto Torres. 

La zona a terra interna alla perimetrazione occupa una superficie di circa 1.830 ettari ha nel territorio del comune Porto Torres (provincia di Sassari) ed è caratterizzata dalla presenza di nuclei industriali di notevole entità, quali: il polo petrolchimico: costituito da 19 unità (di cui alcune chiuse nel 1992) in cui si ha la produzione di cloro-soda, dicloroetano, VCM, PVC, polietilene, poliolefine, benzene, detergenti, derivati del carbone, fertilizzanti, cicloesano, ciclesanone, fenolo, rumene, solventi organici, acido solforico, anidride italica. Lo stabilimento petrolchimico è nato agli inizi degli anni '60 ad opera della Sarda Industria Resine (S.I.R.) ed ha un'estensione complessiva pari a 1.165 ettari. All'interno dello stabilimento, la società Syndialrappresenta la maggior presenza industriale, ma sono anche presenti attività gestite dalla EVC (Italia) S.p.A. e dalla Sasol S.p.A. (già Conda Augusta) ed operano inoltre autonomamente altre piccole realtà.
 

Inoltre, c'è pure la centrale Endesa Italia di Fiume Santo: impianto termoelettrico in cui viene utilizzato come combustibile Orimulsion e carbone. All'interno dell'area sono già presenti il Porto commerciale ed il Porto industriale di Porto Torres nonché un'elevato numero di serbatoi di stoccaggio di materie prime e prodotti petroliferi. 

L'area marina perimetrata ha un'ampiezza complessiva pari a circa 2.700 ettari e si estende, fra la diga foranea del porto industriale e la foce del fiume Santo. L'intera area perimetrata risulta fortemente antropizzata e le numerose attività presenti comportano un notevole impatto su un territorio che si trova inserito in un contesto ambientale di notevole pregio, come il Golfo dell'Asinara (area marina protetta).


In aggiunta, sono presenti stabilimenti che producono DCE/CVM, PVC e prodotti chimici, depositi di prodotti petroliferi, discariche, aree con presenza di notevoli quantità di coperture in eternit, aree industriali dismesse, una centrale di produzione termoelettrica, l'area marina antistante il polo industriale.


L'area di stabilimento è caratterizzata soprattutto da un inquinamento da composti organici, sia in fase disciolta che in galleggiamento, nelle acque di infiltrazione superficiale e in quelle dell'acquifero calcarenitico. All'interno dell'insediamento Syndial sono presenti numerosi impianti dismessi e, nel settore occidentale dello stabilimento, discariche controllate e non controllate.


Nel sito Endesa Italia di Fiume Santo nel febbraio 2000 si è verificato il versamento accidentale di circa 700 metri cubi di combustibile Orimulsion a seguito della rottura di una tubazione di ricircolo. L'area marina antistante il sito di Porto Torres presenta diversi gradi di compromissione in relazione alla vicinanza al porto industriale, alla città di Porto Torres ed alla foce del Rio Mannu.
 
I codici di sicurezza adottati per analoghi serbatoi descrivono tali materiali come infiammabili, estremamente infiammabili, nocivi per inalazione, nocivi per ingestione, irritante per gli occhi, le vie respiratorie, pelle, pericolo di effetti irreversibili, possono provocare il cancro, altamente tossici per gli organismi acquatici, possono provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente, possono ridurre la fertilità, l'inalazione dei vapori può provocare sonnolenza e vertigini.
  

E lo Stato italiano che fa? Lascia fare infischiandosene a sazietà. Altro che legalità.

mardi 29 janvier 2013

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nocensura.com: L'Islanda vince sull’UE: non dovrà risarcire le banche staniere

nocensura.com: L'Islanda vince sull’UE: non dovrà risarcire le ba...:


L'Islanda vince sull’UE: non dovrà risarcire le banche straniere
La piccola isola tra i ghiacci ha vinto oggi una importante battaglia legale nei confronti dell’Unione Europea in materia di compensazioni per le perdite causate agli investitori stranieri a causa de fallimento di alcune banche islandesi avvenuto cinque anni fa.
di  Marco Santopadre

Il Tribunale dell’EFTA (Associazione Europea del Libero Commercio, alla quale aderiscono oltre ai paesi dell’UE anche Islanda, Liechtenstein e Norvegia), con sede a Lussemburgo, ha stabilito oggi che il governo dell’Islanda non ha violato la legislazione europea quando ha deciso di non risarcire gli investitori straneri della banca on-line Icesave, dipendente da una delle principali entità finanziarie fallite nel 2008.
Nella sentenza l’Efta spiega che l’Islanda non ha contravvenuto le normative europee vigenti al momento dei fatti quando decise di non risarcire gli azionisti stranieri, decisione tra l’altro avallata da un referendum appositamente convocato, attraverso il quale la maggioranza dei cittadini del paese valutarono di non investire denaro pubblico per ripianare i debiti con le banche private fallite. Il Tribunale dell’Efta ha anche stabilito che il governo islandese non ha compiuto un atto discriminatorio decidendo invece di risarcir gli azionisti del paese. 
Immediatamente dopo la sentenza, il Governo di Reykiavik si è detto molto soddisfatto per la decisione del tribunale dell’organismo internazionale che ha dato ragione all’Islanda, rimarcando che il giudizio é "definitivo e non può essere oggetto di ricorso".
Giudizio opposto da parte di vari governi europei secondo i quali c’è bisogno di una normativa più stringente per i casi simili a quelli che squassarono l’economia islandese nel 2008-2009. Piccata la Commissione Europea, secondo la quale “i rimborsi dei depositi bancari devono sempre essere garantiti, anche nel caso di una crisi sistemica”.

A investire il Tribunale dell’Efta del caso era stato un ricorso dell’Autorità di Vigilanza degli Accordi Efta contro il rifiuto dell’Islanda di pagare 3,9 miliardi di euro alla Gran Bretagna e all’Olanda. I governi di Londra e l’Aja avevano scelto di coprire le perdite dei propri cittadini, e successivamente avevano chiesto un indennizzo alle autorità di Reykjavik, richiesta impugnata dall'Islanda.
La Corte di Giustizia di Lussemburgo doveva stabilire se il governo islandese avesse l'obbligo di compensare con un risarcimento di 20 mila euro (26.000 dollari) i titolari dei conti aperti presso la Icesave, fililale online del colosso Landsbanki. Ma con la sentenza di oggi il tribunale ha respinto il ricorso ed ha dato ragione a Reykiavik, stabilendo un importante precedente.


Fonte: http://www.contropiano.org/it/esteri/item/14150

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Sconvolgente verità Beppe Grillo Casaleggio di Leo Zagami seconda Parte

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Rivelazione di un Massone su Beppe Grillo e Casaleggio Associati

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Su La Testa!: ACCUSO LO STATO ITALIANO

Su La Testa!: ACCUSO LO STATO ITALIANO: di Gianni Lannes


ACCUSO LO STATO ITALIANO

di Gianni Lannes


Non c'è dubbio: doveva essere un incidente stradale! Questa volta niente esplosivo o incendi. Doveva passare come una banale casualità. Ignoti hanno manomesso i freni dell'auto! Le conseguenze non sono state drammatiche per un caso fortuito! Volevano solo impedirmi di parlare pubblicamente a Radio Roma Capitale, o c'è dell'altro?

Ho un desiderio, niente di vendicativo: avere per le mani in alto mare per 5 minuti gli sciacalli di ieri. Tanto per fargli comprendere fino in fondo il valore della vita. 

So che devo guardarmi le spalle da alcuni apparati al vertice dello Stato italiano, più che dalla criminalitàorganizzata.

Due precisazioni a scanso di equivoci: dietro l'affare delle "navi dei veleni" ci sono gli Stati occidentali e quello italiano in particolare, comprese le multinazionali chimiche & nucleari. 

A provocare i terremoti artificiali in Italia sono i criminali del governo USA ed i macellai della Nato, col benestare di chi comanda dall'estero per conto terzi nel nostro Paese. Ormai sono emerse le prove e saranno pubblicate a breve. 

In conseguenza: milioni di persone in Italia si sono gravemente ammalate e migliaia muoiono ogni anno. Mezza Penisola è in balia dei terremoti innescati dalla mano militare. 

Fatevene una ragione: la gente deve sapere la verità! 

A tutt'oggi il magistrato applicato al caso dei miei attentati subiti in passato, non ha ancora cavato un ragno dal buco con l'ausilio dei carabinieri. Eppure ho sporto una dozzina di denunce documentate e circostanziate. Sono addirittura passati da casa a rubare un computer e qualcos'altro, nonostante la presenza all'ingresso dei carabinieri e non hanno lasciato segni di effrazione! Ma che bravi!

Ben due governi, Berlusconi e Monti hanno eluso le numerose interrogazioni ed interpellanze sul mio caso, non  fornendo alcuna risposta!

Il 19 luglio 2011 con una semplice telefonata (eventounico in Italia) e senza alcuna motivazione il Ministero dell'Interno ha revocato la scorta della Polizia di Stato e la vigilanza dei carabinieri sotto la mia abitazione. E temo che la protezione accordata per quasi due anni - come mi avevo confidato un giudice - sia stata in realtà un modo per controllarmi più da vicino. Infatti, il primo capo scorta (da me scoperto e fatto allontanare) era soggetto molto vicino ai Servizi Segreti.

Ergo: non ho più alcuna fiducia nelle istituzioni e nelle autorità italiane. 

Non sono un eroe, ma un uomo che non teme la morte! E' facile uccidere un essere umano; ma le sue idee non si possono ammazzare, mai. Esse si muoveranno nel cuore e nella mente di  altri. Esprimo il mio plauso alla trasmissione radiofonica Ouverture (a David e Andrea, in particolare) e a quanti stimano ed apprezzano il mio lavoro. 

Sono commosso: grazie per la solidarietà e gli attestati di stima fraterna.

C'è da arrestare un genocidio e salvare l'Italia!  

 





Su La Testa!: ANCORA MINACCE DI MORTE!

Su La Testa!: ANCORA MINACCE DI MORTE!:



29.1.13

ANCORA MINACCE DI MORTE!


Ho aperto ora la posta, come di consuetoed ho trovato una mezza dozzina di messaggi inviati da tale "max cady" chescrive dal seguente indirizzo:  <borniennio@yahoo.it>. Ignoro chi sia. Magari è solo un esaltato! Chissà!

A parte gli insulti gratuiti, questo mittente anonimo mi raccomanda un "crepa"; e subito dopo, mi anticipa che sarà lui a "mettermi una corda al collo"!

Incredibile: pensavo ad una fine più spettacolare: magari una esplosione con un  grande botto. A quanto pare, dopo tante ruberie legalizzate a danno delpopolo italiano, in tempi di magra, l'intelligence (sic!) è fatta da pidocchiosi mentecatti di quart'ordine. 

Non ho tempo da perdere con gli squilibrati. In ogni caso, se qualcuno può identificare questo minus habens che si nasconde dietro uno pseudonimo, vorrei prontamente segnalarlo a chi di dovereper una lezione indimenticabile!

  


lundi 28 janvier 2013

Ipnosi di massa e controllo delle menti



Che i nostri cervelli subiscano continuamente dei veri e propri attacchi dall’esterno è, ormai, un fatto noto di cui siamo consapevoli. Quello che ci coglie impreparati è, invece, la scoperta di essere diventati oggetto di una vera e propria Ipnosi di Massa senza averne mai percepito la presenza. Eppure: parole, colori, suoni e tecniche - di cui non siamo mai stati consapevoli- vengono usati dai Media e dalla Pubblicità con lo scopo di ipnotizzarci. D’altra parte è risaputo che la gente crede a qualsiasi cosa le venga ripetuta abbastanza spesso per cui è semplice, per gli “ipnotizzatori”, architettare qualsiasi cosa serva loro per raggiungere gli scopi prefissati. Questo bombardamento continuo del nostro subconscio attraverso una versione unica delle informazioni condiziona pesantemente il modo in cui il conscio e il subconscio vedono se stessi e il mondo. Di conseguenza, Noi permettiamo alla totalità dei Media di programmare i nostri modelli di pensiero e di creare la nostra realtà. In poche parole: siamo diventati spettatori del Mondo invece che partecipanti senza che ce ne fossimo mai resi conto! Questo avviene dal momento che gli “ipnotizzatori” decidono le sorti dell’Umanità mentre noi stiamo seduti sugli spalti a guardarli giocare la partita. Non ci siamo neppure dovuti stendere sopra un divano per ascoltare le loro parole sussurrate nell’orecchio! A noi basta stare seduti sulla seggiola ad ascoltare chi legge il telegiornale…..gli attori, le voci di sottofondo della pubblicità e i vari presentatori; il gioco è fatto! I messaggi pian piano si insinuano nelle nostri menti fino a portarci a pensare come vogliono “farci pensare” coloro che possiedono: i Media, le Banche, le Case farmaceutiche, le Compagnie di armamenti, le Compagnie petrolifere, i politici ed altri ancora…. Può sembrare una visione apocalittica della situazione, ma corrisponde alla realtà attuale! Il dottor Welson Bryan Key, autore di tre libri sull’argomento: “Media Sexploitation”(Lo sfruttamento sessuale mediatico); “The Clam Plate Orgy” (L’orgia del piatto di molluschi); “Subliminal Seduction” (Seduzione subliminale) ha rivelato l’esistenza del Tachistoscopio, un proiettore con un otturatore ad alta velocità che fa lampeggiare messaggi ogni cinque secondi per 1/3 di millesimo al secondo. Questi messaggi non vengono percepiti ad occhio nudo, ma vengono incamerati dal subconscio.
Poi risalgono dal livello inconscio a quello conscio sotto forma di un pensiero, di un desiderio, di un’opinione…. Ormai esiste una Tecnologia tale per cui da un trasmettitore radio o televisivo si possono trasmettere messaggi subliminali sfruttando la lunghezza d’onda del trasmettitore stesso come “onda portante” attraverso cui si diffonde il messaggio stesso. Il problema si complica quando ci si rende conto che insieme allo sviluppo di tecniche di Ipnosi di massa sono state messe a punto anche quelle mirate ai singoli individui. Il “mind control” (controllo della mente) e il “brainwashing” (lavaggio del cervello) sono alcuni dei metodi riferiti alla persuasione forzata, ai sistemi di coercizione psicologica e ai meccanismi di influenza sui processi mentali di soggetti “nel mirino”. In parole semplici: i sistemi psicologici coercitivi sono programmi per la modifica dei comportamenti che si basano sull’uso della forza mentale e che sono posti in essere per far conoscere e abbracciare nuove idee, consuetudini, credenze o ideologie. Quanto di più pericoloso possa esistere!! Nel corso di simili piani di azione “il soggetto bersaglio” è progressivamente portato a percorrere una serie di step o passaggi pressoché invisibili. Una delle tecniche usate consisteva nell’usare un registratore chiamato “Cerephone”, che veniva inserito sotto il cuscino della vittima e ripeteva in continuazione alcuni messaggi. Questa era una forma di “dominio psichico” e il risultato era che la vittima finiva per essere ossessionata da quella frase e non riusciva a pensare a nient’altro. Il dominio psichico, l’immissione della “nuova” personalità, spesso seguiva alla elettroterapia, la distruzione della personalità naturale. Con il passare degli anni, le tecniche si sono raffinate ed il documento “Silent Wapons For A Quiet War” rivela l’impulso dato dalla Fondazione Rockefeller nel finanziare la ricerca presso la Harvad University , nell’ambito delle possibilità di controllo del pensiero umano attraverso il computer. Lo scopo è quello di sostituire totalmente il denaro cartaceo con il denaro elettronico rappresentato dalle carte di credito e, poi, di sostituire le carte di credito e le carte di identità con un microchip sottocutaneo. Nel 1994, la Intel Corporation firmò un contratto di cinque anni per mettere a punto tale dispositivo presso i suoi laboratori di Rio Rancho, nel New Mexico, Questo microchip sarebbe collegato a un computer globale con la scusa che tutte le transazioni finanziarie devono essere registrate dalla nuova Banca centrale mondiale. Il computer saprebbe tutto quello che c’è da sapere su di noi in ogni momento e sarebbe, anche, in grado di inviare messaggi nella direzione opposta - dal computer verso di Noi - programmando così la nostra coscienza. C’è da tremare sul serio!! Un altro aspetto importante da tener conto è che il “mind control” può essere effettuato anche attraverso il computer, che si trova sulla nostra scrivania. I virus subliminali – saltati fuori una dozzina di anni fa - spesso sono nascosti all’interno dei programmi salvaschermo, o “screensavers” oppure ben occultati dentro i prodotti applicativi più popolari. Il virus subliminale non cancella nulla sul disco fisso, ma invia messaggi subdoli che non vengono rivelati dalla parte cosciente della mente umana e sono indirizzati ad influenzare il comportamento di chi si trova a subire la somministrazione occulta di suggerimenti ed ordini. La prima traccia di un simile virus risale al 1996 e si trova in un video gioco di animazione chiamato “Endorfun”. Nella colonna sonora di questo gioco, erano stati inseriti 100 messaggi subliminali di positiva autoaffermazione del tipo: “amo il mondo e il mondo ama me” per arrivare a “per me va bene avere tutto quello che voglio”. Nel numero del Febbraio 1997, la rivista militare moscovita “Orienteer” pubblicò una testimonianza del maggiore russo I. Chernishev che riportava alcune prove circa l’esistenza di un generatore psicotronico in grado di produrre emissioni elettromagnetiche, che possono essere inviate sulle persone-bersaglio attraverso la linea telefonica, il televisore, la radiolina, il computer e persino attraverso le lampadine. Alla luce di quanto detto sembrerebbe quasi di non avere scampo dal momento che siamo sottoposti ad una “guerra silenziosa”, che spara situazioni al posto di proiettili. Situazioni azionate da processori di dati, invece che da polvere da sparo; da un computer, invece che da un fucile….agli ordini - per esempio - di un banchiere invece che di un generale. Una guerra, che non fa alcun rumore, non provoca alcuna evidente ferita fisica o mentale e non interferisce ovviamente con la nostra vita sociale e con la quotidianità. Una guerra subdola dal momento che non siamo in grado di riconoscere l’arma che ci colpisce, e quindi siamo portati a credere che tale arma non esista e che, magari, sia frutto della nostra fantasia...


Fonte: popobawa.it - tratto da terrarealtime.blogspot.it

nocensura.com: Banche “bisognose” (!!!!)

nocensura.com: Dittatura-Bruxelles: più rigore per tutti, salvo l...: ..



Avanti tutta, contro di noi: attacco al lavoro e al welfare, stabilità dell’euro, blindatura del sistema bancario. E progressiva centralizzazione della vita del continente: in materia economica e fiscale ma anche diplomatica e militare. E’ l’obiettivo dei vertici della tecnocrazia europea, reduci da una cena riservata per mettere a punto il nuovo piano, che il settimanale tedesco “Welt am Sonntag” definisce “segreto”, perlomeno nei dettagli. «Le nostre discussioni hanno dimostrato che abbiamo bisogno di portare l’Unione economica e monetaria in una nuova fase», aveva annunciato Herman Van Rompuy dopo il vertice Ue di fine maggio. A quanto pare, aggiunge il giornale tedesco, le massime autorità europee starebbero mettendo a punto un nuovo progetto «per rafforzare l’euro e favorire la ripresa dell’economia nell’Eurozona».
L’oscuro tecnocrate belga Van Rompuy, membro di spicco del Gruppo Bilderberg e co-reggente dell’Unione Europea, si è riunito con il “collega” Van RompuyJuan Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea, cioè il super-governo dei non-eletti che stabilisce a Bruxelles le sorti di tutta l’Europa. Con loro, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, presidente dell’Eurogruppo, nonché il capo della Bce, Mario Draghi, altro esponente del Bilderberg oltre che del “Group of 30”, la lobby più potente del mondo, incaricata di “infiltrare” politici e governi per cambiare le leggi a vantaggio dell’élite industriale e finanziaria globale. I quattro super-tecnocrati hanno indicato quelli che definiscono «gli elementi costitutivi essenziali e un metodo di lavoro per raggiungere questo obiettivo», ovvero: l’ultimo giro di vite per ridurre ulteriormente quel che resta della sovranità nazionale degli Stati membri.
Nella cena di lavoro, racconta “Welt am Sonntag”, i quattro massimi esponenti della tecnocrazia europea intendevano «pianificare l’Europa del futuro». Work in progress: a grandi linee, il piano è già visibile, scrive il blog “Contropiano”. Obiettivo a breve scadenza: presentare una bozza del cosiddetto “piano operativo” al Consiglio europeo, a fine giugno. I punti chiave del progetto sono quattro: riforme strutturali comuni, politica di bilancio integrata, unione bancaria e unione politica. «Secondo quanto trapelato, il dossier prevede un rafforzamento dei poteri per le istituzioni europee sui bilanci nazionali, un ente di controllo europeo per il settore bancario con nuovi poteri, maggiore integrazione sulle politiche economiche, fiscali, di politica estera e di sicurezza e una riforma dei piani di welfare».
Sempre secondo la “Welt am Sonntag”, inizialmente il programma potrebbe essere introdotto solo nei 17 Paesi dell’Eurozona e non in tutti i 27 dell’Unione. La parte più concreta del nuovo disegno centralizzatore sembra quella dedicata al ruolo della Bce, che dovrebbe assumere un assetto costituito da tre elementi: vigilanza bancaria, assicurazione dei depositi e un fondo comune d’emergenza centrale per le banche “bisognose”. La filosofia dominante, osserva “Contropiano”, rimane quella del rigore, con drastica riduzione della spesa pubblica (non importa con quali conseguenze sociali) e, naturalmente, la “messa in sicurezza” dell’unico settore che stia a cuore al super-potere di Bruxelles: il sistema bancario privato.

BarrosoSoprattutto quest’ultima priorità – il salvataggio degli istituti di credito – viene ritenuta la risposta diretta ad uno dei maggiori problemi della crisi dell’euro, con le difficoltà delle grandi banche che minacciano direttamente interi paesi, come Irlanda e Spagna. Secondo il nuovo piano, l’attività di vigilanza bancaria passerebbe dalle singole banche nazionali all’Eurotower di Francoforte: decisione che i paesi già “stabilizzati” vivono come una intrusione. Riserve analoghe emergono anche rispetto ad un fondo di salvataggio europeo. «Specialmente in Germania, si può “vendere” questa idea solo se il fondo è finanziato dal settore finanziario stesso, come una tassa bancaria o una tassa sulle transazioni», affermano alcune fonti della Bce. «Sarebbe una assistenza a breve termine con il denaro dei contribuenti – il che significherebbe una sorta di unione fiscale che rientrerebbe dalla porta di servizio».
Maggiore consenso, ovviamente, sulle misure anti-sociali relative a lavoro e welfare. «Per prima cosa le “riforme strutturali”: è il refrain tedesco, che dall’inizio della crisi si è abbattuto come una clava sugli Stati dell’Europa mediterranea, costretti a tagliare i loro sistemi di protezione sociale e deregolamentare i loro mercati del lavoro». Proprio a questo punta anche il Fiscal Compact, il patto fiscale voluto fermamente dalla Merkel, che consentirebbe alla Commissione Europea di portare i paesi che non rispettano il pareggio di bilancio davanti alla Corte di giustizia europea. A livello politico, si accentua quindi il cosiddetto “deficit democratico” dell’Unione Europea, a cui si cercherà di rimediare magari fingendo di dare più potere al Parlamento Europeo, finora inutilmente eletto. Di fatto, gli Monti, Draghi e Junckerstrateghi dell’oligarchia finanziaria che occupano le istituzioni di Bruxelles auspicano un’Europa che parli “con una sola voce”, anche in materia fiscale, militare e persino diplomatica, con un unico seggio europeo al Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
«Ma la “banda dei quattro” – aggiunge “Contropiano” – rileva come per raggiungere questi obiettivi si richieda un quadro legislativo comune – e questo può far fallire il progetto». La Corte Costituzionale federale della Germania ha già messo in chiaro come il Parlamento Europeo non rappresenti adeguatamente i tedeschi, perché il criterio “una testa un voto” non tiene conto delle dimensioni e del potere dei singoli Stati membri, per cui Grecia e Germania sono teoricamente uguali. Secondo alcuni osservatori, il piano dei quattro massimi esponenti delle autorità europee sembrerebbe puntare più ad un effetto-annuncio che a passi concreti. «Difficile però ritenere che i poteri decisionali europei intendano giocare ancora in surplasse mentre la competizione globale e la crisi infuriano nelle maggiori economie capitaliste, Europa e Stati Uniti soprattutto».


Fonte: http://www.libreidee.org/2012/06/dittatura-bruxelles-piu-rigore-per-tutti-salvo-le-banche/