Fonte:
https://elargentinodiario.com.ar/.../atilio-boron.../
Pubblicato
il 27/04/2022 dal quotidiano El Argentino
Di Carlos
Pronzato e Lois Pérez Leira
Il
sociologo, politologo, professore, scrittore argentino ed ex vice-rettore
dell'UBA (Università di Buenos Aires), Atilio
Borón, ha analizzato con precisione e nel dettaglio il conflitto tra Russia
ed Ucraina, denunciando che si tratta di uno scenario orchestrato dalla RAND,
un enorme “laboratorio di idee” (think tank) degli Stati Uniti che da anni
pianifica questa guerra.
- Cosa
pensa del conflitto russo-ucraino?
Prima di
tutto vedo con orrore questa tragedia. Ciò che sta accadendo in Ucraina è
terribile. C’è però un rischio: fermarsi a questa prima impressione e smettere
di interrogarsi sulle cause di tutto questo. Come si è arrivati ad una
situazione del genere? Quando è iniziata la guerra c'è stato molto dibattito,
nel quale è passata l’idea, che ancora persiste nell'opinione pubblica, che ci
sia un Paese aggressore ed un Paese aggredito. Inoltre in questo caso nel film
c'è un cattivo ed è il Presidente Putin, poi c’è un eroe o una specie di
“ragazzino” di Hollywood, il quale è Zelensky; ma indagando a fondo, si scopre
che il problema ha caratteristiche totalmente diverse. La Russia stava per
essere attaccata dalla NATO. Il piano era già stato elaborato in un documento
molto importante dalla RAND Corporation degli Stati Uniti, con sede a Santa
Monica (California).
- Che
cos'è la RAND Corporation e qual è
il suo obiettivo?
La RAND è
un enorme think tank, impiega oltre 1.800
persone tra scienziati sociali e funzionari amministrativi. Hanno elaborato
un documento nel 2019 ad uso
esclusivo delle autorità degli Stati Uniti, il quale è passato inosservato,
perché era riservato.
Ma ne è
trapelato un riassunto alla stampa e ciò ha provocato uno scandalo, che è stato
messo a tacere rapidamente. In esso si delinea la strategia per spingere la
Russia ad entrare in guerra con l'Ucraina. Cioè l'idea era di costringerla, con
una serie di provocazioni, in modo che non avesse altre alternative che reagire
e dire: "Fino a qui questa è la linea rossa e se viene superata
attaccheremo". Tutto questo è stato preparato nel 2019 , mentre nel 2022 è
stato eseguito alla lettera, come si può vedere leggendo il documento titolato:
“Sovraccaricare e sbilanciare la Russia".
Questo
documento è davvero impressionante, poiché in esso si specificano tutti i passi
da compiere affinché la Russia entri in guerra. Ad esempio quello di
intensificare le sanzioni economiche; schierare "armi letali" (Sic)
in Ucraina attraverso la NATO; impedire alla Russia di continuare a vendere gas
e petrolio ai Paesi europei affinché gli Stati Uniti possano vendergli il
proprio gas.
A parte
questo, si raccomanda di tagliare tutti
i legami della Russia con l'Europa; di porre fine alla neutralità di Paesi come
la Svezia e la Finlandia e di aumentare ancor di più le misure coercitive
Quindi
tutto ciò che è accaduto negli ultimi
due mesi era già stato scritto nel 2019.
È come
una sceneggiatura cinematografica, un copione cinematografico, che si è
compiuto passo dopo passo. Quindi l'obiettivo era molto chiaro. La Russia era
già circondata dal Baltico al Mar Nero da Paesi che avevano già permesso
l'installazione di basi militari della NATO dotate di armi di distruzione di
massa. La Bielorussia, che è un alleato di ferro della Russia, non lo ha
permesso. Ma è l'Ucraina il Paese più importante, perché è una sorta di cuneo
che penetra nel territorio russo.
Questa
era la linea rossa che Putin ha detto di non oltrepassare, per una ragioni
tecnico- militare e di estrema sicurezza nazionale: l'installazione di missili
terra-aria degli Stati Uniti al confine tra l'Ucraina e la Russia farebbe sì
che questi possano arrivare con la loro carica letale a San Pietroburgo oppure
a Mosca in cinque minuti. Questo significa privare completamente i russi del
tempo minimo di allerta per preparare la loro difesa. Ecco perché esigono che
la NATO non si installi in Ucraina.
- Qual è
il ruolo dell'Ucraina in questa trama elaborata negli Stati Uniti?
Il
Governo ucraino per un quarto di secolo ha rispettato la richiesta russa, ma
nel 2014 sono cambiati il Governo ed il suo orientamento a causa di un colpo di
Stato apertamente orchestrato dagli Stati Uniti, attraverso la promozione di
violente manifestazioni in piazza Euromaidan. Il ruolo principale di questa
ingerenza è stato assunto dal sottosegretario agli Affari euroasiatici
dell'amministrazione Barack Obama, Victoria Nuland, una superguerriera
nord-americana sposata da molti anni con un super falco di nome Robert Kagan,
uno dei principali consulenti in materia di politica estera degli ultimi
governi degli Stati Uniti. Kagan è uno dei teorici neoconservatori più
guerrafondai e genocidi dell'establishment diplomatico nord-americano. Nuland
ha partecipato di persona all'Euromaidan, incitando gruppi di opposizione,
soprattutto neonazisti e violenti, a prendere d'assalto il Palazzo del Governo.
Ci sono anche foto e video di lei che consegna biscotti e bottiglie d'acqua ai
manifestanti.
Ad un
certo punto l'Ambasciatore nord-americano attraverso una telefonata,
preoccupato per la questione, chiede a Victoria Nuland: "Signora, non sarà
troppo quello che stiamo facendo, non dovremmo consultare i nostri partner
dell'Unione Europea?". Visto che Nuland non stava solo incitando la
violenza di questi gruppi radicali di destra con le insegne naziste tatuate
sulle braccia o sulle divise, ma proponeva anche chi dovesse essere il
Presidente ad interim dell'Ucraina dopo la destituzione del Presidente Viktor
Yanukych. Il preferito di Nuland era Oleksandr Turchynov, "Turchy",
come lo chiamava lei. Un uomo di totale fiducia di Washington, un agente al
servizio dell'impero. Preoccupato per la sfrontatezza dell'ingerenza
l'Ambasciatore nord-americano in Ucraina le chiede, durante una conversazione
telefonica intercettata: "Signora, non le sembra eccessivo questo, non
crede che dovremmo concordare il nome del nuovo mandatario con i Governi
dell'Unione Europea?". Questo è il momento in cui lei pronuncia la famosa
frase "che vada a quel Paese l'Unione Europea!", rivelando così la
vera natura del rapporto tra Washington ed i suoi lacchè in Europa. In breve:
hanno propiziato quel colpo di Stato, hanno cambiato il Governo con un
burattino della Casa Bianca ed è così che è iniziato il conflitto.
Tutti i
precedenti governi ucraini dalla caduta dell'URSS al 2014 erano stati fedeli
alla tesi della neutralità. Con il nuovo Governo ed i suoi successori vengono
avviate le trattative per l'adesione dell'Ucraina alla NATO e viene lanciata
una campagna di sterminio della parte russofona dell'Ucraina, che è radicata
nel Donbass, nel sud-est del Paese. Nonostante questo genocidio abbia mietuto
quasi 15.000 vittime, né la NATO, né l'ONU, né il Consiglio per i Diritti Umani
dell'ONU, né l'Unione Europea hanno aperto la bocca, tanto meno organismi come
Human Rights Watch, diligenti pedine della Casa Bianca, attente al più piccolo
incidente della polizia a Cuba, in Nicaragua o in Venezuela, ma cieche, sorde e
mute di fronte al massacro che stava annientando i russofoni in Ucraina.
Fu allora
che dopo 15 anni, dico 15 anni perché ci fu una grande conferenza sulla
sicurezza europea organizzata a Monaco di Baviera nel febbraio 2007, lo stesso
Putin propose di raggiungere un accordo speciale di sicurezza reciproca con gli
Stati Uniti e la NATO, che in un certo senso era poco meno che considerare un
possibile ingresso della Russia nella NATO. La risposta di Bush figlio e dei
Paesi europei, tutti vassalli ignobili del Governo degli Stati Uniti fu
negativa e dispregiativa. Potremmo anche dire russofoba.
È importante che sia ben chiaro come i Governi
europei siano ancora più ipocriti di quelli che abbiamo avuto in America
Latina. Essi hanno ignorato la proposta di Putin, nonostante le sue insistenti
rivendicazioni, non hanno prestato alcuna attenzione ad essa, così dopo 15 anni
di negligenza e negazionismo del genocidio della popolazione ucraina di lingua
russa, il Presidente russo ha deciso di lanciare la sua operazione militare su
quel Paese.
Quando
interviene l'esercito russo, come qualsiasi altro esercito, le vittime
evidentemente proliferano e purtroppo molte persone innocenti muoiono. Putin
aveva già avvertito i Governi ucraini con questa piccola limitazione: "Non
c'è alcun problema se entrate nell'Unione Europea. Volete entrare, non c'è
nessun problema. Il problema è la NATO". Tuttavia, hanno insistito ed
insistono fino ad oggi sull'adesione dell'Ucraina alla NATO. Questo finirà con
la Russia che distruggerà l'Ucraina. Ma all'Europa, così come agli Stati Uniti
non interessa affatto che due o tre milioni di ucraini muoiano. Questa è la
triste verità. Ecco perché le provocazioni nei confronti della Russia
continuano, seguendo le indicazioni della relazione della RAND.
- Chi è
Zelenski e come arriva al potere?
Zelensky
è un mascalzone ingaggiato dalla Casa Bianca, il quale con la sua insistenza
nel far entrare la NATO in Ucraina, provoca il sacrificio del suo Popolo.
Inoltre rappresenta un ignobile paradosso: un ebreo che agisce in complicità
con gruppi profondamente antisemiti, che furono i più violenti nel perseguitare
gli ebrei ucraini e che fecero di Stepan Bandera, il carnefice degli ebrei, un
eroe nazionale. Così questa guerra è un'articolazione d’ interessi di
personaggi, di fazioni e di brutalità che si condensano nell'enorme sofferenza
che patisce il Popolo ucraino. La questione dell'ebraismo ha confuso molto
l'opinione pubblica, non così il Governo di Israele che è rimasto ai margini di
tutto questo. Perché non sono stupidi. Non è il primo ebreo traditore che si
allea con i neonazisti. C'è stato un comunicato del Governo di Israele e della
Knesset (il Parlamento israeliano) che ha condannato Zelensky per il suo
assurdo paragone tra l'Olocausto ebraico e l'attualità ucraina. E gli hanno
detto: "Stai minimizzando quello che è stato l'Olocausto, in più gli amici
con cui stai sono tra coloro che hanno continuato a praticare l'Olocausto dopo
la Seconda Guerra Mondiale".
Tuttavia
Douglas Mc Gregor, un colonnello in pensione dell'esercito degli Stati Uniti,
ha sostenuto che non importa quello che dice Zelensky, perché «è solo un
burattino della Casa Bianca", e lo ha detto con queste parole: "He is
the puppet from the White House". Quindi parlare con Zelensky è una
perdita di tempo. Questa affermazione è stata fatta durante un'intervista
rilasciata a Fox News, la quale si può trovare facilmente su YouTube. "È
con Biden che dobbiamo parlare", ha detto Mc Gregor. Ma Joe Biden sta
attraversando un processo accelerato di demenza senile, come lo si è visto
l'altro giorno, quando al termine di una conferenza si è girato verso la sua
destra e ha allungato la mano per salutare ... ad un fantasma. Questo ci dice
della gravità della situazione.
In questo
scenario è coinvolto anche lo stesso figlio di Biden, Hunter Biden, un corrotto
che per diversi anni ha gestito la più importante società di distribuzione del
gas in Ucraina. Moriva dalla voglia di fare affari con il gas degli Stati
Uniti, che sarebbe arrivato a prezzi molto più alti e che ovviamente avrebbe
prodotto maggiori profitti. Quando il padre vinse la presidenza, Hunter Biden
lasciò la sua posizione di amministratore delegato di quell'azienda e ne
divenne capo del dipartimento legale. Ma è lui che gestisce direttamente
quell'azienda. Questo ci parla del livello di corruzione che esiste in questa
guerra.
- Cosa
pensi della censura a livello mondiale imposta ai media russi?
La
censura che abbiamo visto nel caso della guerra in Ucraina non c’è stata
nemmeno all'epoca dell'Unione Sovietica. Ne sono assolutamente stupito. Perché
ti ricordi quando alle Olimpiadi dell'80 ci fu un attacco, un boicottaggio da
parte di molti Governi. Ma non ci fu alcuna politica di persecuzione nel
Comitato Olimpico Internazionale, nella FIFA o in qualsiasi altra
organizzazione sportiva internazionale. Ora Washington ha organizzato una
mobilitazione generale e l'impero non solo ha utilizzato i governi fantoccio
dell'Europa, oltre ad alcuni del sud-est asiatico come la Corea del Sud ed il
Giappone, ma ha mobilitato un'infinità di organizzazioni internazionali ed
imprese del settore privato. Naturalmente la stampa occidentale si è piegata
docilmente dietro agli editti imperiali e riproduce senza il minimo accenno di
rigore le menzogne diffuse dalla Casa Bianca. Nemmeno nell'epoca più acuta
della Guerra Fredda si proibiva la circolazione delle notizie prodotte
dall'Agenzia TASS o divulgate dalla Pravda.
Ora è
molto peggio: non si può accedere a RT o a Sputnik se non attraverso complesse
manovre informatiche e tutto ciò configura un brutale attacco alla libertà di
stampa; il quale tuttavia non commuove i soliti custodi della democrazia, dei
diritti umani e della società civile nei nostri Paesi. La sciagurata
conseguenza di tutto questo è che l'opinione pubblica non sa quale sia la
verità, perché i padroni del mondo non vogliono che la sappia.
Insisto:
nemmeno nei momenti più aspri del confronto tra Stati Uniti e URSS c'è stata
una campagna di disinformazione di questo calibro. Evidentemente i Governi
europei sanno molto bene che per loro è fondamentale avere la popolazione
disinformata, in modo tale da satanizzare la figura di Putin e da transormare
Zelensky nel ragazzino del film che porta la Pace nel mondo, nonostante sia
complice di tanti crimini e morti, per i quali prima o poi dovrà rispondere.
- Cosa
pensi della posizione dell'Argentina all'ONU?
Ho
un'opinione negativa sulla posizione argentina. In questo contesto il voto del
nostro Paese all'Assemblea Generale dell'ONU, condannando la Russia per una
presunta invasione o per una presunta aggressione, è una delle decisioni più
sciagurate prese in materia di politica estera dal governo di Alberto Fernández.
In verità l'Argentina avrebbe dovuto astenersi. Se non voleva respingere la
proposta nord-americana, cosa molto difficile dato che il Paese è molto
vulnerabile alle pressioni degli Stati Uniti sul tema del FMI e del debito
estero, avrebbe comunque dovuto perlomeno astenersi, come del resto hanno fatto
metà dei paesi della CELAC. Lo hanno fatto Barbados, Belize, Brasile, El
Salvador, Guyana, Messico, Saint Kits, Saint Vincent/Granadines, Saint
Cristobal, Suriname e Trinidad/Tobago. I Paesi più dipendenti dagli Stati
Uniti, come l'Argentina, il Perù che sta vacillando, ed il Cile hanno condiviso
questa sciagurata decisione.
- Credi
possibile un accordo di Pace?
Penso che
andrebbe fatto subito, ma sono pessimista perché un accordo di Pace richiede il
consenso di due parti. E gli Stati Uniti non vogliono la Pace. Lo scopo del
manuale delle operazioni della RAND Corporation è quello di dissanguare la
Russia, per questo la guerra deve continuare il più possibile, anche se milioni
di ucraini moriranno. Ciò che i criminali della RAND hanno in mente è
riprodurre la palude in cui cadde l'URSS in Afghanistan. Inoltre vorrebbero
fare della Russia ciò che hanno fatto in Jugoslavia: la divisione di questo
grande Paese, come è la Russia. Farlo in sette o otto piccoli Stati che non
siano più in grado di essere rivali degli Stati Uniti. In altre parole la
Russia è molto grande, “too big” come dicono a Washington e per questo è
necessario balcanizzare la Russia affinché smetta di essere una grande potenza
che possa interferire od ostacolare i piani degli Stati Uniti. Raggiunto questo
obiettivo è necessario isolare la Cina e poi lanciarsi in forze contro il
gigante asiatico, usando la questione di Taiwan come pretesto.
- Erano
stati presi degli impegni da parte degli Stati Uniti con la Russia per impedire
l’allargamento ad est della NATO?
Non c'è
mai stato un trattato. È ciò che Putin ha chiesto quindici anni fa dopo la
Conferenza di Monaco. Quello che c'è è una promessa fatta da diversi leader:
Bush (padre), Helmut Kohl, Tony Blair, poi da Bill Clinton e ribadita da Bush
figlio. Nessuno di questi criminali di guerra ha mantenuto la promessa che la
NATO non sarebbe avanzata "di un centimetro verso est". Ciò fu
affermato nel 1992 dopo che l'URSS cadde tra la fine del '91 e l'inizio del
'92. Una volta disintegrata l'Unione Sovietica, lo promettono prima a Gorbaciov
e poi ad Eltsin. Nessuno ha mantenuto le parola data. E a partire dal 1997, sei
anni dopo il crollo sovietico e nonostante un anno prima, nel 1996, la Russia
avesse già sciolto il Patto di Varsavia, Clinton dà il via libera
all'espansione della NATO verso est.
Giova
ricordare come la NATO è stata creata nel 1949 per contenere la presunta
espansione comunista sovietica. L'URSS è scomparsa senza lasciare traccia, ma
la NATO, lungi dal dissolversi, si allarga, cresce ed oggi ha come obiettivo
non solo la Russia ma l'Asia, soprattutto la regione dell'Indo-Pacifico.
L'ultima dichiarazione del Segretario Generale della NATO dell'11 aprile
afferma che l'organizzazione deve riorientare i suoi sforzi al di là
dell'Europa, con un occhio rivolto all'Indo-Pacifico, perché è lì che si trova
la Cina che, secondo questo burocrate, è la più grande minaccia contro l'ordine
mondiale vigente. Ma sappiamo che è la NATO ad essere un'organizzazione
criminale che opera su scala mondiale ed è un pericolo per l'umanità.
- Quale
sarà l'esito del conflitto?
Io credo
che si concretizzerà l'occupazione della regione del Donbass da parte della
Russia, come è stato fatto con la Crimea, che Mosca vi stabilirà una sorta di
zona liberata, ma fortemente militarizzata con il fine di impedire che venga
attaccata con missili dall'Ucraina. Ritengo improbabile che in questo contesto
gli Stati Uniti o la NATO possano intervenire in Ucraina. Ma questo sarà un
sacrificio costoso per la Russia, necessario per scoraggiare la risposta
bellica dell'Ucraina contro le popolazioni filo-russe presenti nel sud e
nell'est ucraino, la quale potrebbe culminare in un nuovo genocidio. È
difficile dire quanto durerà questo accordo, ma non vedo molte alternative.
- Qual è
il ruolo della Cina?
La Cina
sta giocando come sempre sulla scena internazionale con molta cautela, con
molta prudenza. Ma lo fa con un messaggio molto chiaro: la responsabilità di
tutta la guerra e dei suoi orrori è degli Stati Uniti. Lo hanno detto i
principali portavoce del Governo cinese, lo ha detto il Ministero degli Esteri
ed alti funzionari del Partito Comunista Cinese. Il presidente della Cina, Xi
Jinping, non l'ha ancora detto chiaramente, ma non c'è dubbio che le
dichiarazioni precedenti siano state da lui approvate o motivate. Se le cose
continueranno così in Ucraina, egli lo farà sicuramente, perché a Xi non sfugge
che c'è una sequenza di attacchi: prima la Russia e poi toccherà alla Cina.
Ecco perché la Cina sta sostenendo, ovviamente con molta discrezione, sotto al
tavolo, gli sforzi della Russia nella guerra in Ucraina.
- Che
posizione ha preso la sinistra argentina?
In
America Latina la nostra sinistra ha una tendenza congenita alla confusione,
anche se meno rispetto a quella in Europa. La nostra è molto poco sensibile al
ruolo che l'imperialismo svolge sulla scena internazionale. Quando si osserva
che alcuni piccoli partiti o organizzazioni di sinistra, per lo più trotskiste,
chiedono di manifestare contro il governo di Cuba davanti alla sua Ambasciata
di Buenos Aires, mi ricorda quello che diceva Arturo Jauretche, quando definiva
la sinistra del nostro Paese come una "sinistra cipaya", colonizzata
dalla propaganda statunitense e docile; e questo voglio credere che lo faccia
inconsciamente, quello di divenire strumento delle politiche imperialiste.
Molte
volte si sente la sinistra argentina dire che «Putin è un autocrate» o di
essere quasi come l'esistenza di Satana nella storia. Ma Biden non è un
autocrate, vero? Quanti morti pesano sulla sua persona, dall'Iraq, dalla Siria,
dalla Jugoslavia e dalla Libia, tra i tanti altri Paesi? E Zelinsky non è un
autocrate? Che manda il suo popolo in un mattatoio per far entrare l'Ucraina
nella NATO. Tutto questo, unito alla censura della stampa e alla penetrazione
della propaganda "gringa", genera un'enorme confusione nella sinistra
e nel campo popolare. Ma fortunatamente ci sono sempre più settori che vedono
il film molto chiaro e alla fine la gente prenderà coscienza di quello che sta
succedendo in Ucraina.
Traduzione
a cura del Comitato Contro La Guerra Milano
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