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dimanche 28 juin 2026

RETE L'ABUSO: Il Vaticano cerca di proteggersi dal rafforzamento UE sulle norme penali italiane in materia di abusi sessuali

Leggi on line il comumicato: https://retelabuso.org/2026/06/28/il-vaticano-cerca-di-proteggersi-al-rafforzamento-ue-sulle-norme-penali-italiane-in-materia-di-abusi-sessuali/ ...Le ingerenze della e con la chiesa in Italia sono da sempre dominanti. Oggi, mentre in Europa si replica il disastro economico che negli USA ha visto fallire molte diocesi condannate a risarcire le vittime di abusi, la chiesa si "infiltra" nelle istituzioni italiane per evitare che ciò avvenga anche nella penisola Francesco Zanardi by Francesco Zanardi 28 Giugno 2026 Reading Time: 7 mins read A A In Europa si sta replicando quanto è già accaduto a partire dal 2000 negli Stati Uniti, dove abbiamo visto fallire a decine intere diocesi costrette dai tribunali a risarcire le vittime sopravvissute agli abusi sessuali del clero. Se pure al momento in Europa (Italia a parte) i danni economici sono meno gravi di quelli che la Chiesa ha subito negli Stati Uniti, al momento la Francia, la Spagna, il Portogallo, la Svizzera, il Belgio, la Polonia, la Repubblica Ceca, la Germania, l’Irlanda hanno iniziato ad avviare risarcimenti economici alle vittime. Effettuando un acquisto di almeno 30 euro noi doneremo 1 euro alla tua non profit preferita. Devi solo scaricare l’App MD e scansionare il QR code presente sullo scontrino. L’Italia detiene il 43% dei sacerdoti di tutta Europa, il 12,7% nel mondo (dato dell’Osservatorio permanente a cura di Mark Vincent Healy) e il danno economico nella sola Italia è consistente quasi quanto quello che la Chiesa ha subito in Europa. Se pure le cifre dei risarcimenti dati in Europa siano irrisorie confronto a quelle costrette dai tribunali in USA, parliamo di una media di 60.000€ a vittima, Italia esclusa una bella cifra in totale. Per fare un esempio, l’Italia che oggi conta di fatto un totale di casi censiti dall’Osservatorio permanente della Rete L’ABUSO (28 giugno 2026) pari a 1.178 casi (ovvero il 3,80% escluso l’indotto laico) con un numero di vittime censito pari a 4.761 vittime sopravvissute. In soldoni varrebbe a dire risarcimenti per un totale solo in Italia pari a 285.660.000 di euro. Una cifra di certo non indifferente, calcolando che il dato del nostro osservatorio è in grave difetto rispetto a quello che produrrebbe una commissione governativa indipendente. Oggi l’Italia è un’autentica bomba pronta ad esplodere dentro la Chiesa. Di pochi giorni fa la notizia già anticipata dall’UE dopo la petizione n. 0354/2023 che la Rete L’ABUSO ha depositato il 13 dicembre del 2023, che la Presidenza del Consiglio e i rappresentanti del Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio sull’aggiornamento delle norme penali in materia di abusi sessuali e sfruttamento sessuale dei minori. Dona adesso Le norme riviste copriranno un maggior numero di reati, prevederanno pene più severe e garantiranno un’azione penale più efficace, anche attraverso l’allungamento dei termini di prescrizione. Un “Grosso guaio in Vaticano”, il quale da un po’ di tempo tuttavia ha già messo le mani avanti, cosciente che le connivenze col governo italiano non avrebbero potuto fare più di tanto di fronte alla direttiva UE, quindi l’unica soluzione è quella di intervenire dentro le istituzioni dello Stato, per ritardare e penalizzare più possibile la ratifica della norma UE. Esattamente come accadde alla ratifica della Carta di Lanzarote che, grazie alle “distrazioni” del legislatore, in Italia è praticamente inutile. In quel caso riuscirono, a differenza del resto d’Europa, a sollevare dall’esibizione del cosiddetto certificato anti pedofilia l’intera categoria del volontariato, a cui guarda caso la Chiesa appartiene. Ma questo non è il solo handicap: il certificato anti pedofilia per funzionare necessita che l’obbligo di denuncia sia applicato a tutti i cittadini. Cosa che invece in Italia è limitato solo ai pubblici ufficiali, penalizzando così questa norma che in realtà sarebbe molto efficace in quanto vieta a chi già pregiudicato per reati sessuali di poter tornare a lavorare con i minori. La storpiatura concessa invece dal legislatore non solo permette che i sacerdoti pregiudicati per reati sessuali, scontata la condanna, tornino a contatto con i minori, ma fa sì che in Italia, non solo la Chiesa ma l’intera categoria del volontariato diventi rifugio sicuro per i pedofili. Sondaggio anonimo Un grosso rischio in Italia in quanto la nuova norma che UE si appresta a inserire, si muove ed ha efficacia qualora le precedenti norme siano state correttamente ratificate. Nel caso italiano è disastrosa, vediamo perché. I punti che l’Italia si appresta a valutare sono i seguenti. “Un canale sicuro e indipendente attraverso il quale i bambini, compresi quelli con disabilità, possano denunciare gli abusi subiti proprio all’interno delle istituzioni deputate a proteggerli.” In assenza di un obbligo generalizzato di denuncia per tutti i cittadini, e quindi della possibilità che siano gli adulti a segnalare gli abusi subiti dai minori, questo obiettivo incontra un ostacolo insormontabile. Un bambino, infatti, spesso non è nelle condizioni di comprendere pienamente l’abuso subito, né tantomeno di denunciarlo autonomamente. Il fatto che oggi il Governo italiano continui a consentire alla Chiesa di gestire internamente i casi di abuso che si verificano al proprio interno equivale, in sostanza, ad affidare il controllo al soggetto stesso che dovrebbe essere sottoposto a verifica: è come mettere Dracula all’Avis. “Standard nazionali di supervisione, affinché una persona o un luogo già condannati non possano continuare ad accogliere bambini.” Anche questo obiettivo risulta compromesso dalla mancanza di un obbligo di denuncia. Se i reati non vengono denunciati, il responsabile difficilmente sarà processato e condannato; di conseguenza, non entrerà nei registri previsti dalla normativa a tutela dei minori. Ne deriva che il sistema di controllo risulta, nella maggior parte dei casi, inapplicabile. “Un meccanismo nazionale per riconoscere e risarcire le vittime del passato, indipendentemente dai limiti temporali previsti dalla legge, come hanno già fatto Svizzera, Spagna e Francia.” Vale la medesima considerazione. Senza una denuncia, un procedimento giudiziario e una sentenza definitiva di condanna, sarà estremamente difficile per una vittima vedere riconosciuto e dimostrare il proprio status di sopravvissuto agli abusi, con tutte le conseguenze che ciò comporta sul piano del riconoscimento e dell’eventuale riparazione. “Un’inchiesta nazionale per dare finalmente al Paese la verità che ancora manca: quanti bambini vengono abusati all’interno delle sue istituzioni.” Questo è, probabilmente, il punto più preoccupante, perché rischia di vanificare quanto già realizzato in molti Paesi europei attraverso commissioni d’inchiesta realmente indipendenti. Un’inchiesta nazionale affidata a uno Stato che, fino ad oggi, ha mostrato una sostanziale connivenza con il clero difficilmente potrebbe essere considerata indipendente. Al contrario, rischierebbe di cancellare, con un solo atto, il passato e le responsabilità non soltanto della Chiesa, ma anche dello Stato italiano. L’Italia è infatti l’unico Paese europeo che, nonostante i ripetuti richiami degli organismi sovranazionali per la violazione di convenzioni internazionali, come la Convenzione di Lanzarote e la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, continua a non adottare interventi adeguati. Già nel 2019 le Nazioni Unite avevano evidenziato le gravi carenze del sistema italiano; nel marzo scorso l’ONU è tornata a richiamare il Governo italiano, chiedendo nuovamente conto del mancato rispetto degli obblighi assunti in materia di tutela dei minori. Nel 2019 l’ONU, a seguito di una istanza della Rete L’ABUSO, non a caso chiedeva all’Italia di: (21) Accoglie favorevolmente il piano nazionale per la prevenzione e la lotta contro gli abusi e lo sfruttamento sessuale dei bambini 2015-2017 e la rivitalizzazione dell’Osservatorio per contrastare la pedofilia e la pornografia infantile, il Comitato è preoccupato per i numerosi casi di bambini vittime di abusi sessuali da parte di personale religioso della Chiesa Cattolica nel territorio dello Stato Membro e per il basso numero di indagini criminali e azioni penali da parte della magistratura italiana.Con riferimento alle sue precedenti raccomandazioni (CRC / C / ITA / CO / 3-4, par. 75) e al commento generale n. 13 (2011) sul diritto del bambino alla libertà e contro tutte le forme di violenza nei suoi confronti e prendendo atto dell’Obiettivo 16.2 per lo Sviluppo Sostenibile, il Comitato raccomanda all’Italia di: (a) Adottare, con il coinvolgimento attivo dei bambini, un nuovo piano nazionale per prevenire e combattere l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei bambini e assicurarne l’uniforme implementazione su tutto il suo territorio e a tutti i livelli di governo; (b) Istituire una commissione d’inchiesta indipendente e imparziale per esaminare tutti i casi di abuso sessuale di bambini da parte di personale religioso della Chiesa Cattolica; (c) Garantire l’indagine trasparente ed efficace di tutti i casi di violenza sessuale presumibilmente commessi da personale religioso della Chiesa Cattolica, il perseguimento dei presunti autori, l’adeguata punizione penale di coloro che sono stati giudicati colpevoli, e il risarcimento e la riabilitazione delle vittime minorenni, comprese coloro che sono diventate adulte; (d) Stabilire canali sensibili ai bambini, per i bambini e altri, per riferire sulle violenze subite; (e) Proteggere i bambini da ulteriori abusi, tra l’altro assicurando che alle persone condannate per abuso di minori sia impedito e dissuaso il contatto con i bambini, in particolare a livello professionale; (f) Intraprendere tutti gli sforzi nei confronti della Santa Sede per rimuovere gli ostacoli all’efficacia dei procedimenti penali contro il personale religioso della Chiesa Cattolica sospettato di violenza su minori, in particolare nei Patti Lateranensi rivisti nel 1985, per combattere l’impunità di tali atti; (g) Rendere obbligatorio per tutti, anche per il personale religioso della Chiesa Cattolica, la segnalazione di qualsiasi caso di presunta violenza su minori alle autorità competenti dello Stato Membro; (h) Modificare la legislazione che attua la Convenzione di Lanzarote in modo da garantire che non escluda il volontariato, compreso il personale religioso della Chiesa Cattolica, dai suoi strumenti di prevenzione e protezione. Ad oggi nulla di quanto raccomandava l’ONU già nel 2019 è stato attuato dal Governo italiano. La Rete L’ABUSO ha scoperto quanto sta attualmente accadendo proprio all’interno del governo, grazie a personaggi facoltosi che tuttavia millantano crediti che non hanno e che verosimilmente si stanno muovendo nelle retrovie vaticane che li ha “assunti”. Dona il tuo 5Xmille e sostieni le vittime Previous Post Contesto della situazione del Concordato nella Repubblica Ceca Francesco Zanardi Francesco Zanardi Sopravvissuto agli abusi sessuali di un sacerdote, dal 2010 mi batto perchè non accada ad altri. Potevo ma non mi sono sentito di fare il giornalista, ho preferito rimanere un umile blogger, che vuole vivere degnamente la propria vita, illuminato dalla luce di una nobile causa. Fondatore e Presidente dell'unica Rete italiana di sopravvissuti agli abusi del clero, Rete L'ABUSO, riconosciuta dalle Nazioni Unite di Ginevra. Tra i fondatori di ECA Global, oggi presente in 42 paesi in quattro continenti.

vendredi 10 mars 2023

EventiAvversiNews: “Pandemia” Covid-19: PERCHÉ L’ITALIA?

 

https://www.eventiavversinews.it/pandemia-covid-19-perche-litalia/

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Perché l’Italia?

Per suggerire che non ci sia stato alcun evento virale aberrante nell’Italia settentrionale nella primavera del 2020 e teorizzare che l’Italia sia stata scelta come trampolino di lancio per l’operazione Covid, come indicano le prove, dobbiamo chiederci:

Perché il Nord Italia è stato scelto come palcoscenico per questa sceneggiatura pandemica?

L’Italia aveva i mezzi e il movente?

Per evocare una piaga postmoderna di Potëmkin e la necessità percepita di ribaltare l’ordine sociale ed economico di un paese, l’Italia possedeva tutti gli ingredienti già pronti. Con i suoi tassi già in aumento di polmonite interstiziale, panoplia di problemi respiratori superiori indotti dall’inquinamento e alti tassi di cancro, il Nord Italia aveva bisogno solo di una piccola fiamma per far divampare un incendio di vittime. Quella scintilla è arrivata sotto forma di isteria generata dai media, ordini di blocco e protocolli ospedalieri letali.

Ma l’Italia aveva anche un’altra motivazione che diventa evidente una volta che si comprende la storia del Covid  attraverso la lente del denaro, del potere, del controllo e del trasferimento di ricchezza.

Un paese finanziariamente in bancarotta con un settore finanziario alla disperata ricerca di salvataggi e una struttura di comando gestita da banchieri centrali con un governo asservito e compiacente.

Per ragioni estranee alla cattiva salute dei suoi cittadini, l’Italia è stata soprannominata “il malato in Europa” negli ultimi dieci anni dal settore finanziario dell’UE.

Come gran parte dell’Europa, il governo italiano ha dovuto affrontare pressioni economiche estreme nel 2019.

Mentre l’Europa nel suo insieme era economicamente stagnante, l’Italia è ufficialmente entrata in recessione all’inizio del 2019 . Le ansie nell’Eurozona erano elevate con la preoccupazione che il “problema italiano” si sarebbe diffuso e avrebbe innescato un tracollo in un’economia globale già in bilico.

Il debito pubblico italiano è cresciuto rapidamente fino a diventare il quarto più grande al mondo e il più grande nell’UE. Questo debito schiacciante stava mettendo a dura prova l’Ue creando tensioni tra Roma e Bruxelles .

A maggio 2019 si diceva che la crisi finanziaria italiana “ponesse gravi minacce agli obiettivi monetari della Banca centrale europea” e, se non frenata, “potrebbe infrangere la fiducia del mercato nell’intera area dell’euro, mettendo l’UE in grossi guai”.

Il previsto tsunami del collasso finanziario” che ha visto in faccia i banchieri centrali europei è giunto al culmine nel 2019.

Senza tempo da perdere, è stato proposto il collaudato piano di salvataggio per salvare i grandi investitori. Il commissario europeo per l’Economia, Paolo Gentiloni, ha avvertito: “Potrebbero essere necessari 1,5 trilioni di euro (1,63 trilioni di dollari) per” affrontare questa crisi “.

Tutte le chiacchiere sull’industria finanziaria che manda in bancarotta la nazione saccheggiando fondi pubblici, i politici che  distruggono i servizi pubblici per volere di grandi investitori e le depredazioni dell’economia dei casinò sono state spazzate via con il nuovo racconto di una crisi innescata dallo “scoppio del Covid-19 .’

I predatori che hanno visto i loro imperi finanziari andare in pezzi hanno deciso di chiudere la società e saccheggiare il mondo nel tentativo di salvare i loro imperi finanziari in rovina.

Per non risolvere i problemi che avevano creato, questi predatori finanziari avevano bisogno di una copertura.

Una storia di copertura abbastanza grande da mascherare gli innumerevoli crimini finanziari che hanno commesso e sopprimere i problemi sociali che hanno creato.

Quella copertuna necessaria è apparsa magicamente sotto forma di un “nuovo virus”.

Alla fine, la Banca centrale europea (BCE) ha accettato un salvataggio di 1,31 trilioni di euro (1,46 trilioni di dollari) delle banche europee, seguito dall’UE che ha accettato un fondo di recupero di 750 miliardi di euro per gli stati e le società europee.

Questo grosso pacchetto di “crediti a lungo termine e ultra economici a centinaia di banche” è stato venduto al pubblico come un programma necessario e utile per attutire l’impatto della pandemia di coronavirus su imprese e lavoratori.

Nell’ambito del piano di ripresa dell’UE, i 750 miliardi di euro sono stati divisi in due parti. Uno includeva 500 miliardi di euro da assegnare come sovvenzioni in base alle “esigenze di ripresa” di ciascun paese. All’Italia era destinata la fetta più grande della torta.

“Il malato d’Europa” ha dunque ricevuto l’infusione di cui aveva tanto bisogno.

Conclusione

Tre anni dopo, l’indispensabile verità della storia italiana è che una volta che si gratta sotto la superficie della narrazione ufficiale della pandemia di Covid, si scopre essere un pozzo senza fondo di distorsioni, manipolazioni e vere e proprie bugie.

Eventuali decessi in eccesso nella primavera del 2020 nel Nord Italia sono stati il prodotto delle condizioni di salute già esistenti in una popolazione che invecchia, della cancellazione delle infrastrutture sanitarie esistenti, della mancanza di cure, del massiccio inquinamento industriale che crea condizioni croniche, dell’isteria generata dai media, dei selvaggi blocchi del governo e dell’assassinio amministrativo del già fragile.

Queste morti iatrogene di persone fragili sono state il risultato del dispotismo dell’ordine sociale e della sanità pubblica e servivano a dare l’impressione che circolasse “un virus mortale”.

L’unica pandemia è stata quella del governo violento e dell’assalto biomedico contro le persone.

Le prove dall’Italia nel 2020 smascherano la narrativa ufficiale del “Covid” per quello che è: un inganno organizzato a sangue freddo.

samedi 14 mai 2022

In russo. Descrizione in italiano: L'intervista dell'Ambasciatore della Russia S.Razov al canale televisivo “Russia 24” 12/05/2022

.Il 12 maggio 2022, l'Ambasciatore della Federazione Russa nella Repubblica Italiana Sergey Razov ha rilasciato un'intervista al canale televisivo Russia 24. Rispondendo alle domande del giornalista, il capo della missione diplomatica ha affermato che la maggior parte delle aziende italiane che operano nel mercato russo "non sono entusiaste della prospettiva di una possibile uscita", hanno paura delle sanzioni di Usa e Ue per il mancato rispetto del regime delle sanzioni contro la Russia. "Per quanto riguarda la situazione economica, in Italia è tutt'altro che brillante", ha aggiunto l'ambasciatore. Ha chiarito che negli ultimi 30 anni il paese ha registrato un'inflazione record, è di circa il 7%, la produzione industriale ad aprile è diminuita del 2,5%. Inoltre, secondo il diplomatico, rispetto al periodo della pandemia, i prezzi del gas per i produttori sono aumentati del 628%, i prezzi della benzina sono aumentati, inoltre, i prezzi dei generi alimentari sono aumentati del 10-20%. *** 12 мая 2022 г. Посол России в Италии С.С.Разов дал интервью телеканалу «Россия 24». Отвечая на вопросы журналиста, глава дипмиссии рассказал, что большинство итальянских компаний, работающих на российском рынке, "без всякого энтузиазма воспринимают перспективу возможного ухода", опасаются санкций со стороны США и Евросоюза за несоблюдение санкционного режима в отношении России. "Что касается экономической ситуации, то она в Италии далеко не блестящая", - добавил посол. Он уточнил, что за последние 30 лет в стране рекордная инфляция, она составляет около 7%, промышленное производство в апреле сократилось на 2,5%. Также, по его словам, по сравнению с пандемийным периодом, цены на газ для производителей выросли на 628%, поднялись цены на бензин, на 10-20% растут цены на продукты питания.

vendredi 15 octobre 2021

DATI PRECISI SULLA SITUAZIONE SCIOPERI IN ITALIA: MÉDIAS-PRESSE-INFO: Du Nord au Sud, l’Italie bloquée

 


 Du Nord au Sud, l’Italie bloquée: Impressionnante image du port de Trieste bloqué par une foule innombrable, plus de 6 000 personnes, en ce 15 octobre 2021, le D-Day, jour de l’entrée en vigueur du passe sanitaire pour tous les travailleurs italiens. Rappelons-nous Solidarnosc : les protestations des dockers de Danzig firent tomber le régime communiste de Pologne.

L’histoire se répèterait-elle ? Le régime sanitaire du banquier Mario Draghi, dictature néo-communisme des financiers capitalistes dont il est un digne représentant, fait face à d’immenses contestations du nord au sud de la péninsule.

Le port de Trieste a lancé l’assaut contre l’obligation du Green pass, le port d’Ancone a répondu présent, ainsi que ceux de Ligurie dont le grand port de Gênes, et d’autres, Gioia Tauro, Civitavecchia aux portes de Rome : le blocage des ports entrainent des perturbations logistiques conséquentes, les camions ne peuvent ni entrer ni sortir, ni charger ni décharger.

La catégorie des dockers n’est pas la seule sur le pied de guerre. De fortes protestations sont également en cours devant les usines turinoises. « Il n’y a que dans ce pays qu’il faut payer pour travailler, je suis ici depuis trente-deux ans et ce matin je ne peux pas entrer car je ne suis pas vacciné, ils nous privent de liberté », tonne un ouvrier de Fiat Avio à Rivalta Torinese qui conteste le laissez-passer vert obligatoire depuis l’aube avec des dizaines de personnes devant la porte 10 de l’usine aérospatiale.

« Le travail est un droit, des tests gratuits », lit-on dans un manifeste des travailleurs. « Ici parmi nous il y a aussi des gens vaccinés, expliquent-ils, mais nous ne croyons plus en ce gouvernement. Les citoyens sont exaspérés, la violence n’est jamais justifiée mais on n’en peut vraiment plus. Ils ont touché les fondements, l’article 1 de la Constitution, en oubliant que les gens survivent avec le travail ».

Les camionneurs, d’autres salariés, de simples citoyens, beaucoup d’étudiants ont rejoint les manifestations un peu partout : à Florence, à Turin, à Milan devant le tribunal, l’université et le siège de la télévision d’Etat, la Rai, dans les petites villes et dans la capitale Rome, au cirque Maximus. Les préfectures et la police sont en alerte. Les initiatives contre le Green pass ont lieu devant les « entrées des entreprises » et « aux aéroports, ports, nœuds routiers, autoroutes et voies ferrées, visant à créer des désagréments pouvant entraver la régularité des services et des activités de la production », écrit dans une circulaire le ministère de la Sécurité publique.

Les yeux sont rivés sur les travailleurs du port de Trieste, qui ont rejeté l’offre du gouvernement des tests gratuits pour eux : 40 % des 950 salariés ne sont pas vaccinés, et à partir d’aujourd’hui ils bloqueront les opérations jusqu’à la suppression du laissez-passer sanitaire. En attendant, l’Association nationale des Transporteurs italiens, Trasportiunito, annonce qu’ « environ 80 000 chauffeurs de camions et autres véhicules répartis sur 98 000 entreprises manqueront à l’appel ». Les syndicats des transports calculent des chiffres qui, s’ils étaient confirmés, conduiraient à la paralysie de secteurs entiers et pas seulement de la logistique. Le Green Pass conduira à une catastrophe économique affirme le syndicat Serviziounito. Les coûts plus élevés proviendront du manque de productivité des chauffeurs suspendus et ne pourront être remplacés par manque de personnel. Cela pourrait également entraîner « des retards de livraison, environ 320 000 heures par jour de plus que la norme quotidienne ». De son côté, le syndicat Coldiretti souligne qu’« avec 85 % des transports commerciaux effectués sur la route en Italie, l’arrêt des camions et des camions met en péril les dépenses des Italiens. Surtout pour les produits les plus périssables comme le lait, les fruits et légumes qui ne peuvent pas atteindre les rayons des marchés ».

Une autre situation critique est celle des transports publics, où le pourcentage d’employés non vaccinés varie de 10 à 20 %. 

Le secteur agricole est impacté lui-aussi : l’activité agricole est liée aux cycles saisonniers et ne peut être arrêtée et il y a au moins 100 000 ouvriers agricoles non vaccinés travaillant dans les champs.

Au sein des Carabinieri, les gendarmes italiens, le passe sanitaire provoque également des remous : plus de 5 000 d’entre eux ne sont pas vaccinés. Le syndicat La Nouvelle Union des Carabiniers (Nsc) dénonce que des militaires sans passe sanitaire soient contraints de quitter leur logement dans la caserne. Comme on le lit sur la page Facebook du syndicat, il a été ordonné « à tous les carabiniers logés dans la caserne de quitter leurs dortoirs s’ils ne sont pas en possession du laissez-passer vert à minuit ». « Le commandement général aurait donné la disposition d’ordonner à ceux qui occupent les chambres de les quitter, en comparant le logement à un lieu de travail » ajoute le syndicat qui souligne : « aucun décret n’a jamais imposé une telle action qui soit sans précédent dans l’histoire de l’arme. » A ces « carabinieri » s’ajoutent quelques 7 000 policiers non-vaccinés. » Des forces de l’ordre dont le gouvernement a pourtant besoin pour imposer son passe sanitaire.

L’Armée de l’Air italienne, et c’est une première, manifeste aussi contre le Green Pass : le SIAM (Union Aeronautica Militare) a annoncé pour le vendredi 15 octobre 2021 à 07h00 le premier “sit-in” historique de l’histoire aéronautique devant les grilles d’entrée de la base militaire de Sigonella contre l’obligation du pass vert “payant “.

Si aujourd’hui le chef du gouvernement italien Draghi, ancien numéro un de la Banque Centrale Européenne, « l’un des personnages les plus influents de la gouvernance mondiale au service du « Grand Reset » » rappelle le blog Le courrier des stratèges, ne semble pas vouloir faire de concessions, demain est à haut risque et pourrait le faire reculer : l’agitation sociale et anti-passe-sanitaire ne fait que commencer en Italie…

Francesca de Villasmundo

Eric Clovis: En Italie les Manifestations se poursuivent de jour comme de nuit. Excellente tactique, ils sont nombreux, peuvent se relayer... En face les flics vont en avoir marre...

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https://t.me/trottasilvano/10971 

 https://twitter.com/EricClovis4/status/1449081415413506048?s=20