(...)"Quando il Dottor Zimmerman sentì come venivano citate le sue
conclusioni in merito, prese da parte un avvocato del dipartimento di
giustizia e gli spiegò che sì, era vero, non riteneva che in quel
preciso caso vi fosse correlazione, ma riteneva altresì che in alcuni
soggetti le vaccinazioni potevano eccome causare autismo, e di aver
personalmente seguito un caso simile. Mostrò al collegio di avvocati uno
studio che esaminava le cause e i percorsi di tale correlazione, spiegò
loro che l’avanzamento della ricerca mostrava che la correlazione tra
autismo e vaccini era presente e verificabile.
Il 15 giugno 2007 era un venerdì. Il Dr. Zimmerman doveva
testimoniare lunedì ad un altro caso sempre presso il tribunale
vaccinale. Gli venne notificato nel weekend che il Dipartimento di
Giustizia non aveva più bisogno dei suoi servizi. Venne di fatto escluso
da qualsiasi ulteriore partecipazione ai processi del tribunale per i
danni da vaccino, ma nonostante questo le sue dichiarazioni vennero
ripetutamente usate in molteplici casi successivi per sostenere che
“secondo la scienza” non c’era alcuna correlazione tra vaccinazioni e
autismo.
In
cui afferma senza alcuna possibilità di fraintendimento che esistono
casi in cui le vaccinazioni hanno provocato l’insorgenza di autismo nei
soggetti vaccinati. E di come tutto questo sia stato volutamente tenuto
nascosto.
Ma questo, ovviamente, non lo leggerete su Wired e nemmeno ve
lo dirà Piero Angela. Queste cose “La #Scienzah in cui credete” non ve
le racconta. Hey, autismo e vaccini? Tutte bufale, come no. E voi siete quelli intelligenti, giusto?"(...)
Egregio Presidente, Lei già in passato si è spesso distinto per interpretazioni della Costituzione molto singolari, diciamo “innovative”.
Ora accade che lei in occasione del consueto incontro con i
giornalisti per la consegna del “Ventaglio”, abbia colto la circostanza
per altre considerazioni fuori contesto e sul presupposto di una
ennesima e ancor più singolare interpretazione della Costituzione,
“ammonendo” il Parlamento che le Commissioni di inchiesta per il Covid e
per la scomparsa della compianta Emanuela Orlandi non possono
sovrapporsi ai giudici (meno che mai quelli della Corte costituzionale,
ovviamente).
Quanto accaduto ha un precedente illuminante: la
onorificenza da lei conferita a quel tal Silvio Brusaferro, Presidente
dell’Istituto Superiore di Sanità (quello che rassicurava il non
rimpianto Speranza Roberto che l’IIS non avrebbe diffuso i dati corretti
–e non allarmanti-) relativi alla c.d. epidemia da Covid.
Ora questa sua nuova e singolare “uscita”.
Egregio
Presidente, come sa, sul piano tecnico-giuridico la mia e la sua
interpretazione del diritto costituzionale non coincidono.
Lei,
tuttavia, deve sapere che al Parlamento che è (rectius, dovrebbe essere)
la sede e l’organo espressivo della volontà popolare sovrana, non
dovrebbero essere inviati messaggi preventivi e fuori contesto.
Infatti, il procedimento legislativo per la creazione delle due Commissioni parlamentari di inchiesta è ancora in corso.
E lei che fa? Già si pronuncia in corso di dibattito parlamentare influenzandone oggettivamente lo svolgimento.
E questo lei fa pur non conoscendo il testo dei relativi disegni di legge (oppure li conosce; e a che titolo?).
Lei
poi dovrebbe sapere che l’art. 82 della Costituzione non prevede
necessariamente l’atto legislativo (potendo le Commissioni parlamentari
di inchiesta essere costituite con provvedimento interno delle Assemblee
parlamentari).
Ma lei addirittura si spinge a censurare il
merito dei disegni di legge in questione, e lo fa preventivamente
consapevole dell’oggettiva influenza che può avere per prevenire la
costituzione e il lavoro delle Commissioni di inchiesta.
E questo lei fa senza che dal merito dei relativi disegni di legge emerga alcun profilo di incostituzionalità.
Ma quel che è sorprendente è che lei faccia dichiarazioni fuori da ogni sede propria e rivolgendosi a soggetti estranei.
Lei
ben sa che la sede propria è il suo Ufficio (nel senso fisico e
funzionale) e il momento è quello in cui lei è chiamato a promulgare la
legge con la sua firma; firma che lei certamente può rifiutare,
chiarendo però quali sarebbero i profili di incostituzionalità e
richiedendo nella dovuta forma scritta e doverosamente motivata, che il
Parlamento deliberi una seconda volta.
Cosa che, ove avvenga, la obbliga alla firma e promulgazione della legge.
Lei
poi, con parole, accenti e postura da vecchio saggio, ammonisce ancora
che la Commissione parlamentare non si può sovrapporre al lavoro della
magistratura.
E perché?
1. Il Parlamento, e solo il Parlamento, può decidere quale sia l’oggetto di indagine di una Commissione di inchiesta.
2. Fosse anche e direttamente l’attività della magistratura nel suo complesso (compresa la Corte costituzionale); o no?
3.
Secondo il suo ammonimento, non dovrebbe esistere neppure la
Commissione parlamentare di inchiesta sulla mafia, considerati i tanti,
travagliati e discussi processi che al riguardo sono stati celebrati
(ovviamente dai giudici).
4. Lei forse non ha adeguatamente
considerato il fatto che le sue considerazioni portano ad una
sostanziale abrogazione dell’articolo 82 della Costituzione,
devitalizzandolo.
5. Ma lei è il garante della Costituzione, non è il modificatore.
6.
D’altra parte, seguendo il suo ragionamento, su cosa dovrebbe indagare
una Commissione parlamentare di inchiesta che non “tocchi” i magistrati?
Ho riflettuto a lungo: sicuramente sui differenti metodi di coltivazione dei tulipani in Turchia e in Olanda.
Vi
è poi un aspetto di politica corrente e ora mi rivolgo alla maggioranza
che sostiene il governo e in particolare a “Fratelli d’Italia” (ah,
Mameli che hai combinato!…).
Cosa faranno ora i “Fratelli” dopo le chiassose esultanze alla Camera per l’approvazione dei due disegni di legge in questione?
Manterranno
la loro stessa determinazione al Senato o faranno come fa il Ministro
Carlo Nordio che “si inchina dinnanzi agli orientamenti del Capo dello
Stato”?
Nessun imbarazzo la Anna Bolena da Garbatella City, adusa
a cambiare posizione e idee con la stessa facilità con la quale si
cambiano le scarpe.
Joe Biden insegna.
Ma quel che più mi accora è che maggiore saggezza politica avrebbe avuto suo padre Bernardo.
Umanamente auguro le migliori cose a lei e famiglia.
Politicamente mi auguro che lei vorrà far dono al Popolo italiano delle sue dimissioni.
Precedenti ricerche avevano evidenziato qualche capacità del farmaco di ridurre le emozioni positive di chi lo assume.
Nell’abstract dello studio si legge:
“Questi risultati suggeriscono che il paracetamolo riduce l’empatia per il dolore.”
“Poiché
l’empatia regola il comportamento prosociale e antisociale, queste
riduzioni dell’empatia indotte dai farmaci sollevano preoccupazioni per i
più ampi effetti collaterali sociali del paracetamolo, che viene
assunto da quasi un quarto degli adulti negli Stati Uniti ogni
settimana.”
“Tachipirina e vigile attesa”: continuiamo ad unire i puntini