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lundi 21 août 2023

Oasi Sana, Maurizio Martucci: IL CASO – Radio Vaticana, 25 V/m come (parte) del Governo Meloni vorrebbe per l’Italia. Come una bomba atomica – ESCLUSIVA OASI SANA

https://oasisana.com/2023/08/21/il-caso-radio-vaticana-25-v-m-come-parte-del-governo-meloni-vorrebbe-per-litalia-come-una-bomba-atomica-esclusiva-oasi-sana/

Nell’ultimo Consiglio dei Ministri prima di Ferragosto, il Governo Meloni non ha approvato la norma sull’innalzamento dell’elettrosmog. S’è rischiato di legalizzare l’innalzamento dei limiti soglia d’irraggiamento delle antenne telefoniche fino a 24, 30, 40 o 61 V/m. Valori oggi illegali e pericolosi per umanità e ambiente, una forzatura osteggiata da parte dell’esecutivo che ha bloccato la manovra prima dell’approvazione. La vicenda rimanda al caso di Radio Vaticana: tra 1990 e il 2003 interessò oltre 170.000 persone a nord di Roma per un livello d’elettrosmog senza eguali in Italia prodotto da 33 antenne: furono registrati valori fino a 25 V/m sullo sfondo di morti per leucemia e tumore con tassi superiori alla media nazionale. Dal libro d’inchiesta “Manuale di autodifesa per elettrosensibili” (Terra Nuova) del giornalista-scrittore Maurizio Martucci, ecco la storia del ‘caso Radio Vaticana’, tornato d’attualità dopo il fallito blitz delle compagnie telefoniche sull’innalzamento dell’elettrosmog, oggi nelle media dei cautelativi 6 V/m. Ma Adolfo Urso, ministro del made in Italy e delle imprese, ha annunciato l’arrivo di un DPCM Meloni, cioé il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. La questione è quindi ancora aperta.

Maurizio Martucci sul blitz 5G: “vi spiego cos’è successo nel Governo, nell’informazione e sui social” – INTERVISTA BECCIOLINI NETWORK

La Stampa, La Verità e Radio Radio: bugie, rabbia e insulti per aiutare il 5G ‘possibile cancerogeno’. E Il Foglio s’inventa un decreto-Salvini

Come una bomba atomica. Due sessioni di giudizio in primo grado nel Tribunale di Roma. Due in Corte d’Appello sempre nella Capitale e ben tre volte dinnanzi la Corte Suprema di Cassazione. L’ultimo verdetto con sentenza n°23262 è datato 24 Febbraio 2011, l’ultima tappa di un’estenuante iter processuale durato dieci anni che ha visto Radio Vaticana protagonista di un’inedita condanna per ‘molestie permanenti e invasive’, ovvero ‘getto pericoloso di cose’ (articolo 674 Codice Penale): per la prima volta nella storia giudiziaria italiana,  l’onda elettromagnetica è stata equiparata ad un’arma, un corpo contundente teso ad offendere la salute di un essere umano, accertate le accuse di inquinamento elettromagnetico per sforamento dei limiti consentiti dallo Stato italiano, suffragate dall’insopportabile conta di centinaia di casi anomali di morti per linfomi, leucemia e tumore, avanzata dall’Asl e da associazioni ambientaliste, Codacons e una schiera di cittadini della zona investita dalle onde anomale di un impianto di trasmissione radiofonica costruito su circa 430 ettari (33 antenne alte quasi 100 metri che per anni hanno trasmesso in tutto il mondo il messaggio della Santa Sede con un’irradiazione a 360 gradi, utilizzando una potenza di trasmissione nell’ordine di centinaia di migliaia di watt, registrate persino nella misura di 25 V/m). “In questo campo, analoghi si trovano solo gli studi sull’esposizione alla bomba atomica”.

In corso una trattativa Stato-lobby telefonica per favorire il 5G – IL FATTO QUOTIDIANO

Fiorenzo Marinelli: “5G, elettrosmog fermato per ora, pronti a quando riproveranno il blitz sulla salute pubblica” – INTERVISTA CASA DEL SOLE TV

Edita dalla Compagnia di Gesù, Radio Vaticana è la storica emittente radiofonica della Città del Vaticano progettata da Guglielmo Marconi nel 1931. Si trova nell’area della periferia romana di Santa Maria di Galeria: nonostante l’extraterritorialità del sito, le sue antenne sono state giudicate fuori legge per il superamento dei limiti di emissione elettromagnetica con una sentenza passata in giudicato, calcolata la prescrizione (con risarcimento dei danni per le vittime) nei confronti dell’unico imputato superstite (il cardinale Roberto Tucci, vertice del comitato di gestione dell’emittente vaticano nel biennio 1999-2000), deceduto nel 2009 padre Pasquale Borromeo (direttore generale dal 1999 al 2004), assolto l’ingegnere Costantino Pacifici (vide direttore tecnico nello stesso periodo). La Cassazione, sposando la tesi emessa dalla Corte d’Appello del 14 Ottobre 2009, ha affermato che “attraverso una ricognizione che eccede volutamente i confini temporali della contestazione penale per meglio significare con il criterio del ‘prima’ del ‘durante’ e del ‘dopo’ il carattere permanente e invasivo delle molestie, ha richiamato circostanze oggettive suscettibili di provare il carattere indubitabile, intenso e disturbante delle emissioni di onde, registrate per la loro intensità e rivelate oggettivamente da risonanze le più insolite e insospettabili in ordinari strumenti del vivere quotidiano diventati (in connessione con la intensità delle immissioni moleste) anomali e incontrollabili apparecchi di ricezione e amplificazione”.

Il 5G fa paura anche alla Meloni: salta l’aumento dell’elettrosmog. Vince la verità, ma c’è una trattativa Stato-Telco!

Per giungere a questa conclusione, i magistrati capitolini si sono serviti della perizia rinominata Studio Marconi: diretta da Andrea Micheli, è uno studio epidemiologico sul tasso di mortalità per leucemia e tumori del sistema emolinfoietico condotto nelle zone limitrofe Radio Vaticana e Maritele (adiacente stazione di trasmissione di proprietà della Marina Militare Italiana) che nel raggio di sei chilometri ha investito i comuni di Anguillara Sabazia, Formello, Campagnano e le zone periferiche di La Storta, Cesano, Polline Martignano, La Giustiniana e Isola Farnese. Il periodo esaminato rientrava nella forbice tra il 1990 e il 2003 (nel 2001 la popolazione interessata contava 177.079 cittadini, in totale sono state raccolte informazioni su 68.663 persone). Fortemente criticato dagli ambienti vaticani per mano della relazione affidata all’ex Ministro della Salute Umberto Veronesi, lo Studio Marconi ha individuato 211 decessi per malattie gravi, dei quali 69 relazionati a Radio Vaticana, 73 a Maritele e 69 per entrambe, una percentuale impressionante che ha portato la perizia a parlare di un “rischio superiore di almeno doppio rispetto a quello di riferimento (ossia il 100% più alto) per quel che riguarda gli studi di mortalità e uno superiore di almeno quattro volte quello di riferimento (ossia il 300% più alto) rispetto allo studio d’incidenza di leucemie infantili e linfomi”. Le conclusioni dello studio, depositate in tribunale nel 2010 (tre anni e otto mesi dall’incarico), per Radio Vaticana parlarono di una prova verificata, suggerendo “che vi sia stata un’associazione importante, coerente e significativa tra esposizione residenziale dell’emittente ed eccesso di rischio di morte per leucemia”,  mentre contro Maritele – verso cui le condizioni di prova non sono state identificate – “pur non potendo escludere che possano esistere condizioni di rischio”, non è stato possibile verificare le prove d’accusa. La protesta popolare, ai tempi del processo, montava inesorabile con numerose manifestazioni, sit-in, presidi e flash mob, confluendo nella costituzione del Coordinamento dei Comitati di Roma Nord e del comitato Bambini senza Onde (per protesta plateale molte mamme finirono per incatenarsi, chiedendo il sequestro dell’impianto pontificio). Nel 2012 una nota diffusa dal direttore generale della sala stampa del Vaticano padre Federico Lombardi (direttore dell’emittente radiofonica dal 1990 al 2006) ha annunciato la cessazione delle trasmissioni in onde medie e onde corte verso Europa e Nord America.

5G, appello internazionale di 52 tra scienziati, biologi, chimici, fisici e medici: Meloni non alzare l’elettrosmog in Italia, “stiamo già pagando costi sociali e sanitari”

dimanche 6 août 2023

Oasi Sana: 5G, appello internazionale di 52 tra scienziati, biologi, chimici, fisici e medici: Meloni non alzare l’elettrosmog in Italia, “stiamo già pagando costi sociali e sanitari”(contro il decreto-legge Omnibus pre-ferragostano)

https://oasisana.com/2023/08/04/5g-appello-internazionale-di-52-tra-scienziati-biologi-chimici-fisici-e-medici-meloni-non-alzare-lelettrosmog-in-italia-stiamo-gia-pagando-costi-sociali-e-sanitari/

Un appello internazionale indirizzato al Governo Meloni per non aumentare l’inquinamento elettromagnetico arriva a ridosso del Consiglio dei Ministri programmato lunedì 7 Agosto 2023 quando, tramite un decreto-legge Omnibus pre-ferragostano, per favorire il 5G l’esecutivo guidato da Fratelli d’Italia intende aumentare i limiti soglia di legge dell’elettrosmog. Ma si ipotizza anche l’adozione di un DPCM: “stiamo già pagando i costi sociali e sanitari dell’aver immesso nell’ambiente livelli di radiazioni artificiali da radiofrequenza che non sono del tutto compatibili con la vita. Un aumento ulteriore dell’esposizione della popolazione a radiofrequenza non è eticamente accettabile e neppure economicamente sostenibile“. L’appello è sottoscritto da un gruppo di 52 tra scienziati, medici, chimici, fisici e biologi anche di fama internazionale, nomi di spicco della ricerca indipendente tra molti italiani, tutti però, come tengono a precisare anche i meno noti, impegnati “da decenni sugli effetti biologici dei campi elettromagnetici e non abbiamo mai usufruito di fondi dell’industria delle telecomunicazioni, a dimostrazione di aver lavorato sempre nell’interesse esclusivo della salute pubblica“.

Governo Meloni, ecco perché non devi innalzare (ma abbassare) l’elettrosmog! – IL FATTO QUOTIDIANO

“I nostri studi, e più in generale le ricerche internazionali – si legge nell’appello oltre che all’esecutivo indirizzato anche a Parlamento, Regioni e Province autonome, visto che il decreto omnibus dovrà passare al vaglio anche delle commissioni parlamentari, sindaci e regioni in Conferenza unificata – da almeno vent’anni hanno ampiamente dimostrato che le esposizioni alla radiofrequenza producono danni alla salute e riducono i livelli di benessere nella popolazione“.

Tra i firmatari dell’appello, primo il biologo ed ex ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche Fiorenzo Marinelli, ci sono anche il noto pediatra ed epigenetista Ernesto Burgio intervistato di recente dal giornalista Maurizio Martucci sulla deriva transumanista della transizione digitale, l’oncologo svedese Lennart Hardell che ha pubblicato decine di studi sul rischio cancerogeno di telefoni cellulari e antenne, il professore emerito Henry Lai dell’Università di Washington (USA), David Gee (ex direttore dell’Agenzia Europea per la Protezione Ambientale), il medico Morando Soffritti presidente onorario della Fondazione Ramazzini, il fisico ed ex europarlamentare tedesco Klaus Buchner, Olle Johansson intervenuto nel 2019 al convegno internazionale promosso alla Camera dei Deputati dall’Alleanza Italiana Stop5G e già docente di neuroscienze di base e applicate nello svedese Karolinska Institute, la ricercatrice canadese Magda Havas e l’ex premio Nobel americano Devra L. Davis, già relatrice nella Maratona Stop5G trasmessa su La Casa del Sole TV. Tra le firme italiane, anche Daniela Caccamo docente di Biochimica Clinica all’Università di Messina e Massimo Scalia, ex di Fisica Matematica alla Sapienza Università di Roma.

CLICCA QUI SOTTO – LEGGI E SCARICA L’APPELLO IN VERSIONE INTEGRALE CON TUTTA L’APPENDICE BIBLIOGRAFICA DI LETTERATURA BIOMEDICA SUL PERICOLO E DANNO DA WIRELESS

Ecco alcuni passaggi salienti del contenuto dell’appello.

La radiofrequenza (RF) è stata associata a diverse problematiche sanitarie tra cui:

  • cancro (la RF è stata classificata dalla IARC come “possibile cancerogeno per l’Uomo” nel 2011, ma studi successivi hanno concluso che la radiofrequenza rientra nei parametri della Classe 2A, ovvero “probabile cancerogeno”, e della Classe 1 ovvero “cancerogeno certo”); 
  • malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer;
  • infertilità maschile e femminile;
  • aumento dello stress ossidativo (correlato a numerosissime malattie croniche);
  • alterazioni neuro comportamentali nei bambini nati da madri che usavano il cellulare in gravidanza;
  • disfunzioni immunitarie;
  • alterazioni del metabolismo dell’insulina;
  • aumento della permeabilità cerebrale e alterazioni del metabolismo cerebrale.
  • di radiazioni artificiali da radiofrequenza che non sono del tutto compatibili con la vita. Un aumento ulteriore dell’esposizione della popolazione a radiofrequenza non è eticamente accettabile e neppure economicamente sostenibile.

Servono, piuttosto, misure per tutelare la salute pubblica e l’ambiente. Piante e animali, infatti, risentono dell’esposizione cronica alla radiofrequenza, con danni

significativi soprattutto alle popolazioni di uccelli e di api. Un recente articolo del professor James Lin su “IEEE Microwave Magazine” del 3 Giugno 2023, la rivista della più prestigiosa organizzazione mondiale di ingegneri, conclude che le linee guida ICNIRP presentano gravi limitazioni:

  • proteggono solo da effetti termici acuti per esposizioni di alta intensità e di breve durata (30 minuti);
  • non sono applicabili alle esposizioni a lungo termine e di bassa intensità, come effettivamente avviene nei contesti di vita quotidiani;
  • si basano su informazioni obsolete;
  • non proteggono dalle radiazioni della tecnologia 5G, che ha caratteristiche di forte polarizzazione, molto diverse dalle generazioni precedenti della telefonia mobile, per le quali servirebbero ulteriori studi.

Le linee guida ICNIRP, quindi, non sono idonee a tutelare la salute umana e dovrebbero essere aggiornate secondo le più recenti pubblicazioni del settore.

La legislazione italiana (Legge 36/2001) prevede fortunatamente limiti più cautelativi perché i decisori di allora presero in considerazione due principi fondamentali e irrinunciabili:

 il Principio di Precauzione, originariamente sancito nel diritto internazionale dell’ambiente all’interno della Dichiarazione di Rio de Janeiro del 1992;

 il Principio di Minimizzazione ALARA (As Low As Reasonably Achievable), ovvero il più basso livello ragionevolmente ottenibile senza compromettere lo sviluppo tecnologico.

Per le suddette ragioni i sottoscritti Vi chiediamo:

1. di mantenere fermo il valore di attenzione di 6 V/m previsto dall’attuale legislazione (DPCM 8.07.2003);

2. di misurare il suddetto valore sulla media di 6 minuti che ha una precisa ragione biologica (è il tempo necessario alle cellule per dissipare il calore prodotto dal campo elettromagnetico) come previsto dal D.P.C.M. dell’8.07.2003, 4 ovvero si richiede di abrogare l’articolo 14, comma 8 lett. d) del D.L. 179/2012, che stabilì la misurazione nell’intervallo di tempo di 24 ore, che è del tutto arbitrario e privo di ragioni se non quella di diluire i valori misurati;

3. di portare l’obiettivo di qualità a 0,6 V/m;

4. di approvare una legge sul conflitto di interessi, al fine di obbligare gli esperti chiamati a fornire pareri scientifici in ambito istituzionale a dichiarare pubblicamente le fonti di finanziamento delle loro ricerche, le loro proprietà azionarie in aziende del settore e le consulenze in conflitto con l’interesse pubblico.