Affichage des articles dont le libellé est Alzheimer. Afficher tous les articles
Affichage des articles dont le libellé est Alzheimer. Afficher tous les articles

samedi 6 mai 2023

Megachiroptera: Perché non c’è una cura per la malattia di Alzheimer?

 

jeudi 22 juillet 2021

Database Italia: CORRELAZIONE TRA ALLUMINIO E AUTISMO – SCIENZIATO LEADER NELLA RICERCA MESSO IN GINOCCHIO DA GATES E BIG PHARMA - VIDEO: Des doses importantes d'aluminium retrouvées dans des cerveaux d'autistes. Pr Christopher Exley

https://www.databaseitalia.it/correlazione-tra-alluminio-e-autismo-scienziato-leader-nella-ricerca-messo-in-ginocchio-da-gates-e-big-pharma/ 

Qui il link alla mia copia di questo video:

https://www.dropbox.com/s/nj62jmodshypsuw/des%20doses%20importantes%20d%27aluminium%20retrouv%C3%A9es%20dans%20des%20cerveaux%20d%27autistes%20%28pr%20chris%20exley%29.mp4?dl=0

In descrizione sotto il video (che è contenuto anche nell'articolo di Database Italia): Pubblicato il giorno 29 nov 2017 ▶▶▶ CLIQUEZ SOUS LA VIDÉO POUR ACTIVER LES SOUS-TITRES Le Pr Christopher Exley, biologiste, est le spécialiste international de l'aluminium. Il vient de publier ses derniers travaux : des doses importantes d'aluminium ont été observées dans le cerveau de personnes décédées et diagnostiquées autistes. Il s'agit d'une découverte d'une importance majeure ! ▶ Voir l'étude : http://ow.ly/YDhb30gT1EC Cette interview a été réalisée le 27 novembre 2017, dans le cadre du colloque « L'aluminium dans notre vie quotidienne, état des connaissances scientifiques internationales » organisé par l'association E3M au Palais du Luxembourg. En savoir plus sur l'aluminium vaccinal : ▶ Site internet : http://vaccinssansaluminium.org/decou... ▶ Facebook : https://www.facebook.com/vaccinssansa... ▶ Twitter : https://twitter.com/vaccinssansalu Help us caption & translate this video! https://amara.org/v/cwV2/

vendredi 12 septembre 2014

ALZHEIMER, PARKINSON: A CHI GIOVA IL DILAGARE DELLE MALATTIE NEUROLOGICHE? - Ingegneria clandestina. Scienzata francese denuncia una pandemia di MALATTIE NEUROVEGETATIVE ANCHE TRA ADOLESCENTI E TRA BAMBINI

FONTE:  http://www.informarexresistere.fr/2011/11/28/alzheimer-parkinson-a-chi-giova-il-dilagare-delle-malattie-neurologiche/
ALZHEIMER, PARKINSON: A CHI GIOVA IL DILAGARE DELLE MALATTIE NEUROLOGICHE?
novembre 28
20:402011
- DI SOPHIE CHAPELLE – Bastamag.net -
Un milione di malati di Alzheimer in Francia. Una «pandemia neurologica» le cui vittime risultano essere sempre più giovani e le cause perfettamente accertate. Eppure le autorità sanitarie preferiscono guardare altrove, come denunciano la scienziata Marie Grosman e il filosofo Roger Lenglet. Intervista.
Basta!: Qual è la rilevanza delle malattie che assediano i nostri cervelli?
Marie Grosman (1) : Il numero dei malati di Alzheimer e di autismo aumenta in modo vertiginoso in numerosi paesi, soprattutto in quelli più sviluppati. In Francia, dal 1994 si è passati da 300.000 malati di Alzheimer a circa un milione oggi. E se non si interviene questa cifra raddoppierà ogni venti anni. Il numero delle persone che soffrono di autismo è aumentato in Francia di 17 volte nel corso degli ultimi cinquanta anni. Allo stesso modo si osserva un’enorme progressione dei tumori al cervello nei bambini (20% in più in dieci anni). Anche il Parkinson e la sclerosi a placche, di cui sono affette rispettivamente 100.000 e 80.000 persone, sono in aumento. Ciò dovrebbe analogamente sollecitare un’azione contro le cause di queste malattie!
Roger Lenglet (2): Tutti i dati citati nel nostro libro sono scientificamente dimostrati e non semplici ipotesi. Siamo di fronte a una pandemia neurologica in costante peggioramento. Le autorità forniscono sempre una spiegazione rassicurante. Ripetono che queste malattie non hanno cause conosciute, se non l’invecchiamento della popolazione. Ma l’età è una condizione della malattia e non una causa. La malattia si presenta spesso alla fine della vita poiché questo è il tempo necessario per il suo manifestarsi. Non bisogna dimenticare che si tratta di patologie il cui tempo di latenza, dall’esposizione alle sostanze tossiche al comparire dei sintomi, è rilevante. 
E sempre più giovani sono colpiti dall’Alzheimer. Ne risultano affetti da 30.000 a 50.000 soggetti di età compresa tra i 13 e i 60 anni.
Oggi nasciamo e viviamo in «un mondo neurotossico». Secondo voi, si tratta della principale causa dello sviluppo delle malattie neurodegenerative?
R.L.: Si ha l’abitudine di ragionare secondo uno schema «pasteuriano»: un virus = una malattia. In un mondo in cui i prodotti chimici sono divenuti onnipresenti, i loro effetti si combinano e le malattie divengono multifattoriali. Ma i principali responsabili sono noti. Grazie a uno studio epidemiologico del 1995, per esempio, si sa che un tasso di 100 microgrammi per litro di alluminio nell’acqua di rubinetto raddoppia o triplica il numero dei casi di Alzheimer. È un potente fattore che può scatenare la malattia. A ciò si aggiunge la sinergia tra i prodotti, quali per esempio mercurio e piombo, che aggrava in maniera considerevole la loro nocività, come è noto a tutti i tossicologi (3).
I bambini sono particolarmente sensibili alle sostanze neurotossiche?
M.G. : L’esposizione alle molecole neurotossiche comincia dall’inizio della vita nell’utero. All’interno del ventre materno la parete della placenta, che protegge il feto, non blocca tali sostanze che hanno la tendenza ad accumularsi nel cervello in sviluppo. Mercurio, piombo, cadmio, ftalati, pesticidi e solventi fanno parte di questa ridda che ha effetti principalmente sulla tiroide. Più tali sostanze sono presenti nel cordone ombelicale, meno il feto dispone di ormoni tiroidei. Tale carenza può provocare un’alterazione irreversibile dello sviluppo cerebrale. Si è inoltre a conoscenza del fatto che più numerose sono le otturazioni dentali (piombature) della madre più il tasso di mercurio nel cervello del nascituro è elevato (4). Le madri di bambini autistici hanno avuto in media una esposizione maggiore al mercurio odontoiatrico durante la gravidanza (5).
Un quarto delle controindicazioni riguardano effetti collaterali neurotossici: anche i farmaci sono chiamati in causa?
R.L. : Sì. Anche i farmaci contro le neuropatie causano altri disordini neurologici e questi effetti possono essere insidiosi e duraturi, soprattutto in seguito ad un consumo protratto per mesi, o addirittura per anni. Così gli antidepressivi modificano le funzioni cognitive, diminuendo la memoria breve, provocano tremori, difficoltà di concentrazione, eccetera. Certi malati di Parkinson hanno sviluppato la malattia dopo l’assunzione di medicinali. Quando un farmaco per l’Alzheimer provoca «confusione» nel paziente, si ritiene che sia la malattia la responsabile e non il farmaco. Bisogna rendersi conto che tutte le patologie neurologiche possono essere indotte dai medicinali. Ma una tale problematica è rimossa come se il farmaco fosse sacralizzato. In neurologia i giovani praticanti tuttavia imparano che la prima questione da porsi nei confronti di un paziente affetto da una patologia neurologica riguarda i farmaci che ha assunto.
Dipende dal fatto che questi farmaci rappresentano un mercato in piena espansione? 4,3 miliardi di dollari nel 2009 soltanto per i medicinali contro l’Alzheimer…
M.G. : In effetti le malattie neurodegenerative e neuropsichiatriche rappresentano un mercato straordinario e garantiscono un profitto eccezionale sugli investimenti: il 39% all’anno secondo André Syrota, direttore dell’Inserm [Istituto nazionale di sanità e ricerca medica, ndt]. Per le pandemie cardiovascolari il profitto sarebbe nell’ordine del 37%.
R.L.: Si privatizza la malattia riducendola a un prodotto finanziario oltraggiosamente redditizio. Questi farmaci assicurano una certezza d’investimento totalmente inconcepibile per un mondo in piena instabilità finanziaria. Una vera e propria mercificazione delle pandemie.
Con situazioni di conflitto d’interesse?
M.G. : L’associazione Formindep ha fatto scoppiare lo scandalo sui conflitti d’interesse degli esperti dell’Haute Autorité de Santé (HAS) [Alta Autorità Sanitaria, ndt] che hanno formulato le raccomandazioni per i farmaci anti-Alzheimer. Il medico a capo della Commissione per la Trasparenza della HAS era allo stesso tempo remunerato da ditte farmaceutiche, un fatto vietato dal regolamento. Ancora prima della sanzione del Consiglio di Stato la HAS ha rettificato la propria raccomandazionesulla materia.
R.L. : Gli attori economici formano una lobby tenace, impegnata a mantenere il rimborso dei medicinali allo scopo di evitare la fine delle prescrizioni e del mercato connesso. Nel caso di farmaci inefficaci e pericolosi, l’apparato medico usa sempre la stessa espressione: «Il farmaco consente d’integrare i pazienti affetti nei circuiti assistenziali». In assenza di ciò, non ci si occuperebbe più del paziente? Eppure esistono sia un’assistenza non strettamente medica che l’accompagnamento necessario per i malati.
Da qui l’importanza d’assicurare l’indipendenza di chi è preposto alla vigilanza sul farmaco?
R.L. : Una perizia accurata sul farmaco è possibile. La rivista medica indipendente Prescrire ha previsto tutti gli scandali sanitari collegati ai farmaci di questi ultimi decenni grazie alle sue contro-perizie. È fondamentale che la Previdenza Sociale e lo Stato, che dispongono di consistenti risorse, si avvalgano di questo gruppo di esperti indipendenti. Stesso discorso per ciò che concerne le Casse Mutue: devono costituire un gruppo di esperti che consenta loro di assicurare una funzione di controllo critico nei confronti di quei farmaci che non dovrebbero essere autorizzati e, a maggior ragione, che non dovrebbero essere rimborsati.
M.G. : Abbiamo bisogno di periti che non abbiano alcun conflitto d’interesse con i laboratori farmaceutici. Da venti anni ci viene risposto che «i migliori lavorano già per i laboratori» e «privarsi di queste competenze» (6) avrebbe un costo. Tuttavia, il lavoro condotto dal Réseau Environnement Santé [Ente non governativo francese, ndt], che ha portato al divieto dell’uso del bisfenolo A nei contenitori alimentari, dimostra la grande importanza delle informazioni in possesso del cittadino-utente.
Che cosa ne è della prevenzione?
R.L. : La questione più rilevante è proprio la quasi inesistente attività di prevenzione, mentre i problemi sanitari sono consistenti e la maggior parte delle cause note. Bisogna attendere che la prevenzione divenga redditizia per metterla in atto? Dobbiamo prendere le distanze dall’approccio esclusivamente terapeutico e rivalutare la tossicologia, che consente di determinare gli effetti delle sostanze chimiche sugli organismi viventi identificando le patologie indotte. In Francia i corsi di formazione di tossicologia sono stati soppressi, mentre occorrerebbe fare l’opposto. I tossicologi sono considerati dei rompiscatole che vi vengono a dire: «Il prodotto, per il quale avete un mercato, fa morire delle persone».
Come vi spiegate che i responsabili politici trascurino le cause dell’ecatombe?
R.L. : Le relazioni dell’Eliseo con i laboratori farmaceutici condizionano interamente la politica sanitaria pubblica adottata in Francia. Il principale consulente sanitario di Nicolas Sarkozy è Arnold Munnich, un genetista il cui gruppo di ricerca detiene vari brevetti. Si chiede ai ricercatori di concentrarsi sulle predisposizioni genetiche, mentre questo fattore riguarda non più del 3% delle malattie neurodegenerative. Colpisce un elemento: il cospicuo trasferimento di personale da incarichi di responsabilità pubblica verso i settori farmaceutici e chimici privati. Il governo Sarkozy ha ridotto da 5 a 3 anni il termine minimo per potere inserirsi nel comparto dell’industria privata dopo avere occupato un impiego pubblico. Allo stesso modo, il governo prevede iniziative volte ad affiancare alla ricerca pubblica quella dell’industria privata, consentendo ai laboratori farmaceutici di travasare allegramente per sé le risorse pubbliche allocate per la ricerca.
M.G. : Gli speculatori gioiscono di questa collusione con l’industria farmaceutica. E le assicurazioni private si inseriscono fameliche in questo mercato: il perseguimento di questa politica dello struzzo significa morte certa per la Previdenza Sociale e la spartizione dell’attuale regime obbligatorio tra società assicurative private.
Perché in questo comparto non ci sono un maggior numero di processi e azioni legali?
R.L. : Questi processi avranno luogo per forza. Per il momento i decisori fanno blocco. Ma, dopo il riconoscimento ufficiale della neurotossicità dei prodotti chimici e in particolare quelli farmaceutici, si aprirà un varco per le controversie intentate dai pazienti. Ciò che è accaduto per l’amianto negli Stati Uniti, dove sono state vinte 300.000 cause dopo il riconoscimento della sua tossicità.
M.G. : Bisogna battersi a livello collettivo, affinché le class action (azione legale collettiva) siano consentite, unico strumento atto a riequilibrare il rapporto di forza tra le multinazionali, le loro risposte allucinanti e i cittadini. La Francia ha intenzione di darne autorizzazione, fatta eccezione per il settore sanitario (7). In Francia, dove il tabacco fa più di 66.000 morti ogni anno, si è verificato che un solo querelante abbia perduto il processo. Negli Stati Uniti ci sono interi Stati che hanno obbligato le multinazionali del tabacco a stipulare degli accordi.
R.L. : Ci sono inoltre soluzioni individuali capaci di prevenire l’esposizione alle sostanze neurotossiche. Nessuno può proteggersi del tutto, ma sono possibili delle specifiche condotte per ciò che concerne l’alimentazione, il giardinaggio, l’uso dei telefoni cellulari e le altre fonti di pericolo per il cervello. Ci si può rifiutare di farsi applicare l’amalgama dentaria ed esigere ceramiche o composti a base di resina. Si è realizzata la rivoluzione pasteuriana, resta da fare la rivoluzione tossicologica. Nella sanità pubblica ogni acquisizione di consapevolezza è necessariamente ansiogena. Si deve mettere in atto un nuovo «igienismo » che si accordi con la realtà che ci circonda, avendo coscienza che, in assenza di un azione collettiva, la legislazione e le norme di protezione resteranno in balia delle pressioni degli industriali.
Marie Grosman, Roger Lenglet, Menace sur nos neurones, éditions Actes Sud, 2011, 283 pagine.
Note:
1. Marie Grosman è professore di scienze della vita e della terra, specializzata in salute pubblica e salute ambientale. Ha pubblicato lavori scientifici sui fattori ambientali delle malattie neurodegenerative.
2. Roger Lenglet, filosofo e giornalista d’inchiesta, è autore di numerosi libri su indagini prevalentemente riguardanti la salute, l’ambiente e le lobby industriali. È membro della Société Française d’Histoire de la Médecine e del comitato patrocinatore dell’associazione Anticor (Associazione per la lotta contro la corruzione).
3. Toxicologie industrielle et intoxications professionnelles, Robert Lauwerys, Masson, 2007.
4. Mercury Burden of Human Fetal and Infant Tissues, Gustav Drasch e altri, European Journal Pediatrics, vol. 153, n° 8, marzo 1994, pp. 607-610.
5. A Prospective Study of Prenatal Mercury Exposure from Maternal Dental Amalgams and Autism Severity, David A. Geier e altri, Acta neurobiologiae experimentalis, vol. 69, 2009, pp. 189-197.
6. Ciò che ha dichiarato in particolare il Ministro della Sanità, Xavier Bertrand, il 27 ottobre 2011 all’Assemblea Nazionale. Si opponeva a un emendamento che proibiva agli esperti qualunque conflitto d’interessi, e che infine è stato ritirato.
7. I senatori hanno adottato il 27 ottobre 2011 un emendamento che autorizza le associazioni delle vittime di un farmaco nocivo a condurre un’azione legale di gruppo, di cui potranno beneficiare successivamente tutti i pazienti coinvolti.
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ANTONELLA SACCO

RELATED ARTICLES


Vai al minuto 1.52 di questo video di Tanker Enemy Dossier 6 (11 settembre 2014)
http://passaparoladesso.blogspot.it/2014/09/tanker-enemy-dossier-6-11-settembre-2014.html

jeudi 11 septembre 2014

[SUBLIMEN] La Svizzera ha imposto a McDonald la divulgazione di tutti gli additivi

Fonte:amadeusoft@tiscali.it [SUBLIMEN] SUBLIMEN@yahoogroups.com

samedi 21 septembre 2013

Contre l'Alzheimer (http://sante.planet.fr/alzheimer-les-aliments-miracle.291721.35627.html?xtor=EPR-32-449930[Medisite-Evenementielle]-20130921

Contre l'Alzheimer (http://sante.planet.fr/alzheimer-les-aliments-miracle.291721.35627.html?xtor=EPR-32-449930[Medisite-Evenementielle]-20130921

  • 1.Un petit café, ça fait du bien !
  • 2.Des gâteaux aux graines de sésame
  • 3.Du jus de pomme contre Alzheimer
  • 4.Epinards et germe de blé : faites le plein de vitamines B !
  • 5.Ne vous privez plus de chocolat !
  • 6.Un verre de vin de temps en temps
  • 7.Poissons : privilégiez le saumon et les sardines
  • 8.De la bière pour éliminer l’excès d’aluminium
  • 9.Curcuma, un puissant anti-inflammatoire !
  • 10.Buvez du jus de myrtille

    --------SILICE
    Segale 600 mg per 100 g
    Miglio 500 mg per 100 g
    Patate 200 mg

    Pillole per il Cervello

    Caffeina, ginko biloba, melissa, vitamina B1: ecco i principi naturali in
    grado di migliorare le funzioni cognitive...

    di Marco Medeot - 25/09/2013 

    >> 
    http://goo.gl/F7fWO5 

    Pillole per il Cervello

    Non sarebbe fantastico se esistessero alcune sostanze in grado di farti
    diventare più intelligente?
    In effetti, sono in pochi a sapere che in natura è possibile trovare alcuni
    principi attivi in grado di migliorare le facoltà cognitive…
    Sembra fantascienza, vero? Eppure queste sostanze sono supportate da diverse
    prestigiose ricerche scientifiche. Se vuoi sapere quali principi attivi sono
    utili a rafforzare la memoria, l'attenzione e la vigilanza nonché la
    correttezza delle informazioni ricevute, allora leggi con attenzione questo
    articolo. 

    BACOPA MONNIERI

    Questa pianta contiene alcune sostanze chiamate bacosidi che si sono
    dimostrate utili ad aumentare la memoria e a facilitare l’apprendimento.
    Come funzionano i bacosidi? Sembra che il meccanismo di azione risieda
    nell'aumento dell’attività della protein-chinasi e nella sintesi di nuove
    proteine principalmente nelle cellule dell'ippocampo (l'area del cervello
    connessa alla memoria). 
    Come se non bastasse, i bacosidi sembrano essere potenti antiossidanti,
    dalle proprietà antifatica, e persino antidepressive. 
    Pensa che in uno studio scientifico, il gruppo che ha usato circa 300 mg di
    questo estratto ha migliorato la velocità di elaborazione delle informazioni
    visive. Un'altra ricerca conferma le proprietà nootropiche di questa pianta:
    i soggetti che assumevano l'integratore riducevano incredibilmente la
    quantità di informazioni dimenticate. 

    CAFFEINA E TEANINA

    Tutti sanno che la caffeina ci aiuta a rimanere svegli. Ma poche persone
    sono a conoscenza che la combinazione della caffeina con un aminoacido
    contenuto nel the, la teanina, ha degli effetti strabilianti. Uno studio ha
    voluto verificare gli effetti cognitivi e sull'umore di 250 mg di L-teanina
    e 150 mg di caffeina singolarmente o in combinazione. Come ci si aspettava,
    la caffeina ha ridotto i tempi di reazione ad un test sulla vigilanza e ha
    aumentato la precisione e la stanchezza percepita è diminuita. Ma la
    combinazione delle due sostanze ha portato a tempi di reazione ancora più
    veloci, ad un miglioramento dei test di memoria e della precisione nei test.
    Incredibile, vero?

    GINKGO BILOBA 

    Il Ginkgo biloba è forse la pianta più clinicamente testata per supportare
    le funzioni cerebrali. 
    Sono stati condotti almeno 40 studi in doppio cieco e poi riassunti ed
    ordinati in due meta-analisi. 
    Per chi non lo sapesse, la meta-analisi è una rivalutazione statisticamente
    sofisticata, generalmente basata raggruppando tutte le prove in doppio cieco
    per valutare al meglio rischi e benefici dell`assunzione della sostanza. I 6
    studi più importanti hanno dimostrato che il Ginkgo Biloba migliora in modo
    significativo le problematiche cognitive a dosaggi più tipicamente di 160 mg
    al giorno. La meta analisi conclude che il Ginkgo Biloba si è dimostrato uno
    strumento terapeutico davvero buono, soprattutto per problemi cognitivi
    legati alla insufficienza vascolare.
    Ci sono anche studi che valutano i benefici del Ginkgo sulla demenza
    non-vascolare. Ad esempio, la malattia di Alzheimer, che è una patologia
    degenerativa non vascolare, è associata a problemi di memoria e demenza. I
    ricercatori hanno riferito che circa il 30% per cento dei pazienti ha usato
    120 mg al giorno di Ginkgo Biloba ha ottenuto miglioramenti paragonabili a
    sei mesi di ritardo nella progressione della malattia. Ci sono inoltre dati
    che suggeriscono che dosi più alte (240 mg o più) potrebbero essere più
    efficaci, ma molto dipende dalla standardizzazione dell`estratto, che viene
    suggerita attorno al l 24-25% in ginkgo-flavoni glicosidi e al 6% in
    terpenoidi.

    MELISSA OFFICINALIS

    La melissa è una pianta che viene usata generalmente per indurre uno stato
    di relax. Cosa c`entra quindi con le facoltà cognitive? In uno studio in cui
    si volevano valutare la capacità di varie dosi di Melissa sull'umore e sulla
    calma, si è constatato che alla dose più bassa (300 mg) i pazienti
    miglioravano le capacità di elaborazione matematica senza avere effetti
    sullo stato di calma o di ansia. Questo dato è estremamente interessante e
    ci dimostra come a volte il corretto dosaggio è fondamentale per ottenere
    l'effetto desiderato.

    VITAMINA B1 (TIAMINA) 

    La Vitamina B1 ricopre un ruolo fondamentale sul cervello. Nello specifico,
    la tiamina imita e potenzia l'azione dell'acetilcolina, un importante
    neurotrasmettitore coinvolto nella memoria. 
    Ovviamente esistono ricerche che confermano l'azione della tiamina sulle
    facoltà cognitive. In un test si sono valutati gli effetti dell'integrazione
    di vitamina B1 e folati sull`intelligenza. Mentre i folati non hanno avuto
    effetti positivi, la tiamina ha migliorato le funzioni mentali nei test
    d'intelligenza (QI) sia verbali che non verbali.

    FOSFATIDILSERINA 

    Si tratta di una sostanza davvero eccezionale che entra a far parte delle
    membrane cellulari. 
    Sono stati effettuati diversi studi per valutare gli effetti della
    fosfatidilserina su pazienti affetti da declino cognitivo. L'efficacia del
    trattamento rispetto al placebo è stata valutata sulla base dei cambiamenti
    che si verificavano sia sulle prestazioni cognitive che nel comportamento,
    utilizzando due scale di valutazione della memoria differenti. Sono stati
    osservati miglioramenti statisticamente significativi nel gruppo trattato
    con fosfatidilserina sia in termini cognitivi che comportamentali. La
    quantità di principio attivo usata era di 300 mg. La fosfatidilserina è
    utilizzata inoltre anche per alleviare i sintomi del disordine di attenzione
    nei bambini alla dose di 200 mg/die.

    BIBLIOGRAFIA

    The chronic effects of an extract of Bacopa monniera (Brahmi) on cognitive
    function in healthy human subjects. (2001). 
    Chronic Effects of Brahmi (Bacopa monnieri) on Human Memory (2002)-
    Roodenrys S, Booth D, Bulzomi S, Phipps A, Micallef C, Smoker J.- Department
    of Psychology, University of Wollongong, Woolongong, Australia.
    Haskell CF, Kennedy DO, Milne AL, Wesnes KA, Scholey AB (2008). The effects
    of l-theanine, caffeine and their combination on cognition and mood. Biol
    Psychol 77 (2): 113–22.
    Therapeutics - Review: Ginkgo biloba extract improves cognitive function in
    mild to moderate Alzheimer's disease
    Attenuation of Laboratory-Induced Stress in Humans After AcuteAdministration
    of Melissa officinalis (Lemon Balm)
    Ann Neurol. 1993 Nov;34(5):724-6. Evidence for a central cholinergic effect
    of high-dose thiamine.
    Epilepsy Research Volume 16, Issue 2, October 1993, Pages 157–163 - Thiamine
    and folate treatment of chronic epileptic patients: a controlled study with
    the Wechsler IQ scale.
    Aging (Milano). 1993 Apr;5(2):123-33. Cognitive decline in the elderly: a
    double-blind, placebo-controlled multicenter study on efficacy of
    phosphatidylserine administration.
    Kunin R, Kidd P. Pilot study of phosphatidylserine (PS) in young children
    with attentional and behavioral abnormalities. Unpublished;1998.

    >> http://goo.gl/F7fWO5 

  • Orzo 230 mg