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mercredi 5 novembre 2014

CIA: esperimenti di cancro con i presidenti dell’America Latina? da "informarexresistere."

FONTE:http://www.informarexresistere.fr/2014/11/05/cia-esperimenti-di-cancro-con-i-presidenti-dellamerica-latina/
Dal Venezuela al Paraguay, passando per il Brasile e l’Argentina. Uno spettro si aggira fra i leader latinoamericani, e non si tratta del ritorno della “revolucion”, ma della drammatica sfida che molti di loro hanno dovuto affrontare, talora perdendola, contro il cancro: a volte anche durante il loro mandato.
VENEZUELA: Lungo il calvario, terminato oggi con la morte, del presidente venezuelano Hugo Chavez. Una lotta che per mesi è stata avvolta nel mistero da quando, nel giugno del 2011, il leader bolivariano ha annunciato da Cuba che era stato operato pochi giorni prima per un «ascesso tumorale», senza precisare né la natura né l’organo raggiunto dalla malattia. Da allora, il governo di Caracas ha smentito le varie speculazioni pubblicate dalla stampa internazionale dove si è parlato principalmente di un cancro al colon – senza però chiarire la faccenda. Dopo i rumor, le versioni ufficiali. Quindi nuovi ricoveri fino alla notizia dell’addio.
COLOMBIA: È il 2 ottobre dello scorso anno quando il presidente colombiano Juan Manuel Santos, 61 anni, appare in tv insieme al suo medico e alla moglie, per informare i suoi concittadini della sua malattia e dell’operazione che dovrà affrontare: «Starò in clinica pochi giorni. Avrò alcune limitazioni fisiche, ma continuerò ad esercitare le mie funzioni di presidente della Repubblica», spiega durante il breve messaggio.
ARGENTINA: La sua omologa argentina, Cristina Fernandez de Kirchner, (58 anni) è stata più fortunata: nel dicembre del 2011 poche settimane dopo la sua rielezione, ha annunciato che sarebbe stata operata di un sospetto carcinoma alla tiroide, ma durante l’operazione alla quale si è sottoposta lo scorso 4 gennaio 2012 i medici hanno scoperto solamente la presenza di noduli nella ghiandola, senza nessuna cellula tumorale.
BRASILE: La brasiliana Dilma Rousseff (64 anni) era ancora in corsa per la presidenza quando, nell’aprile del 2009, ha informato che le era stato estirpato un tumore linfatico e si sarebbe sottoposta a una chemioterapia per combattere la malattia. Mesi dopo, e ormai eletta, ha dichiarato che il problema era stato risolto, anche se continua ad effettuare controlli oncologici ogni sei mesi. Se Roussef ha scoperto la sua malattia prima di essere eletta, il suo predecessore e compagno di partito, Luis Inacio Lula Da Silva (66 anni), ha annunciato che soffriva di un tumore alla laringe (è stato un grande fumatore) nell’ottobre del 2011. Dopo una serie di trattamenti nel celebre Ospedale Siro Libanese di San Paolo, dove è stata seguita anche Rousseff, nel dicembre scorso ha annunciato che il tumore si era ridotto del 75%, e che avrebbe dovuto affrontare una nuova terapia radiologica.
PARAGUAY: L’ex presidente paraguayano Fernando Lugo (60 anni) infine, estromesso nel giugno 2012 dopo un impeachment denunciato come «golpe parlamentare» dalla maggior parte dei Paesi latinoamericani, nell’agosto del 2010 ha scoperto di soffrire di un linfoma di Hodgkin, presente nell’inguine e nel torace, per cui ha dovuto affrontare una chemioterapia, ricorrendo anche lui all’Ospedale Siro Libanese di San Paolo, dove continua a presentarsi per controlli semestrali, anche se ha detto di considerarsi «assolutamente guarito».
Fonte: La Stampa

CIA: ESPERIMENTI DI CANCRO CON I PRESIDENTI DELL’AMERICA LATINA?

In una serie di suoi discorsi pubblici Hugo Chavez ha definito come “epidemia” i casi di cancro che stanno colpendo molti presidenti latino-americano, definendo tutto ciò un fenomeno strano ed allarmante. Il cancro ha colpito Chavez in primis, il presidente paraguayano Fernando Lugo, Dilma Rouseff e Lula da Silva (Brasile), Crisitina Fernandez (Argentina). Tutti loro sono conosciuti come politici di centro-sinistra che lottano per accelerare il processo di integrazione dell’America Latina e per liberarsi del dominio degli Stati Uniti nell’emisfero occidentale. Chavez ha parlato di imperi che sono pronti a tutto pur di raggiungere i loro obiettivi.
La risposta di Washington non si è fatta attendere. Victoria Nuland, portavoce ufficiale del Dipartimento di Stato americano, ha definito le parole di Chavez “orribili e riprovevoli”. Cioè esse sono state percepite dall’amministrazione Obama come una accusa di utilizzo di particolari tecnologie biologiche per causare il cancro tra i leader latino-americani colpevoli di non perseguire una politica amichevole nei confronti degli Stati Uniti.
Naturalmente, Hugo Chavez non è così maleducato. Ha capito che Washington avrebbe richiesto prove. Così il presidente ha spiegato la propria posizione dicendo di non aver mai incolpato nessuno, ma che piuttosto ha fatto utilizzo della libertà di pensiero di fronte ad una strana serie di eventi di difficile spiegazione. La sua ansia è ben compresa, poiché per scongiurare il rischio di morte si è dovuto sottoporre ad una serie invasive chemioterapie a Cuba. E l’ansia è destinata a rimanere. Come compaiono queste malattie? Come un tumore maligno ha potuto colpire un uomo sano, …
… militare in pensione, ex giocatore di baseball, regolare frequentatore di palestre nonché corridore agonista? Perché solo i politici populisti incappano in questi problemi e ciò non accade mai ai presidenti di destra che favoriscono l’Impero?
Il dottor Salomon Yakubowicz, un popolare dottore venezuelano, specialista in diete e frequente visitatore dell’ambasciata degli Stati Uniti, si è precipitato a chiudere la questione. Egli ha detto in modo autorevole, non usando note preparate dalla CIA, che sono i presidenti stessi ad essersi attirati questi problemi. Ha asserito che Lula da Silva ha fumato troppo. Christina Fernandez si è sottoposta a troppe procedure per il ringiovanimento del viso e del collo. Il paraguayano Lugo non ha usato alcuna protezione durante i numerosi rapporti sessuali avuti durante la sua vita; il linfoma è una cosa comune in questi casi ed egli deve essere già grato a Dio per non aver sviluppato l’AIDS. Chavez deve biasimare solo se stesso per non aver vissuto in armonia con i bioritmi, lavorando di notte, mangiando male: questo è ciò che la sua malsana tendenza a espletare troppe attività testimonia. I circoli di opposizione ed i media a favore degli Stati Uniti hanno fatto da cassa di risonanza a queste affermazioni: Chavez ed i suoi amici populisti sono soggetti a stress, paura del futuro e soffrono di manie di persecuzione vedendo “cospirazioni dell’impero” ovunque.
Eppure la spiegazione dell’epidemia ventilata da Chavez è stata presa sul serio. Studiosi di politica non dubitano che i servizi speciali americani stiano conducendo un’operazione su vasta scala per neutralizzare i “ribelli leader latino-americani”. Hanno studiato la storia; sanno come il Pentagono e la CIA abbiano usato sostanze radioattive, biologiche ed armi chimiche sul continente e ricordano eventi mostruosi in cui sono stati utilizzati esseri umani come cavie, nel totale silenzio dei mass media.
C’è solo una piccola possibilità che un approfondito resoconto del programma statunitense sulle armi biologiche possa mai vedere la luce. La maggior parte degli archivi è classificata, i file più riprovevoli sono progressivamente eliminati e gli studiosi, che miravano a rendere nota la verità sugli esperimenti criminali, sono morti in strane circostanze.
Nel 1947 cioè poco dopo la sua istituzione, la C.I.A. è stata colta in flagrante mente compiva tali esperimenti. Gli agenti della F.B.I. e della C.I.A. “proteggevano” i medici degli Stati Uniti che in Guatemala infettarono 2000 guatamaltechi per studiare la sifilide e la gonorrea. Il consenso ai guatamaltechi sulla loro volontà a sottoporsi a tali esperimenti non è mai stato chiesto.
Il Presidente del Guatemala Alvaro Colom ha definito questi esperimenti un crimine contro l’umanità. Barack Obama ha dovuto chiedere scusa in una conversazione telefonica con il Guatemala. Ha detto che gli esperimenti erano in contraddizione con i valori degli Stati Uniti. Ma quale contraddizione! Gli esperimenti ed i valori degli USA sono ben allineati.
Fu sempre nel 1947 che la CIA lanciò il programma di test su “materiale umano” dell’LSD (dietilamide dell’acido lisergico). Più tardi l’intelligenza militare degli Stati Uniti ha portato il programma ulteriormente avanti e ha utilizzato i suoi risultati “sul campo” nell’Estremo Oriente ed in Europa occidentale.
Nel 1953 la CIA ha lanciato il progetto MK ULTRA. Esso aveva ad oggetto lo studio dei modi per influenzare “il comportamento umano ed il modo di pensare degli uomini tramite l’aiuto di farmaci e microrganismi. Gli “studi” della Cia e dei laboratori militari hanno incluso la dispersione di batteri patogeni nella metropolitana di New York. Come si vede, gli sperimentatori non ha risparmiato neanche i propri compatrioti. In questo modo è stato attuato il contagio intenzionale di 240 città della provincia americana nonchè dei quartieri poveri di Washington, San Francisko e del Minnesota. Alcuni esperimenti sono stati condotti nei tropici, a Panama City per esempio. Nel 1970 la CIA e il Pentagono lanciarono un programma di test per sperimentare armi genetiche super segrete. Una missione strategica fu assegnata a degli scienziati con lo scopo di ottenere una massiva riduzione della popolazione nei paesi potenzialmente ostili. La Cina, l’Iran, l’India ed il Pakistan sono stati presi di mira dai genetisti americani che da tempo hanno superato i “successi” del medico nazista Mengele.
Nell’emisfero occidentale è stata Cuba a subire la maggior parte degli attacchi biologici made in USA. Almeno 300 mila cubani hanno sofferto di febbre emorragica dengue. 150 uomini, tra cui 50 bambini, sono morti. I “mosquitos” cresciuti nei laboratori della Georgia e della Florida sono stati portati sull’isola in diversi modi. Anche il personale militare sovietico di stanza a Cuba è stato oggetto di febbre dengue e sono stati registrati dei morti.
Lo scrittore guatemalteca Persi Francisko Alvarado, che ha lavorato 20 anni per l’intelligence cubana negli Stati Uniti, ha pubblicato un articolo sull’uso dell’impianto di cancro quale arma da parte della C.I.A. Egli ha fornito elementi concreti sull’esistenza di decine di laboratori di guerra biologica sul suolo americano. Fort Detrick, un reparto di virologia, è un luogo dove sono stati ottenuti molti sinistri successi.
Gli studiosi venezuelani di politica spesso commentano il potenziale uso di armi sperimentali che emanano radiazioni elettromagnetiche e direzionabili da parte dei servizi speciali degli Stati Uniti. È possibile che l’arma sia già operativa per attacchi selettivi contro il “i politici invisi agli USA”. Una vittima non muore subito ma dopo qualche tempo, caratteristica positiva che permette di fuggire senza lasciare tracce.
Una domanda viene spontanea: cosa ha portato i capi del governo americano ad autorizzare le attività della CIA volte alla “neutralizzazione” (uso proprio questo termine) dei presidenti – populisti?
Si può supporre con grande credibilità che la sconfitta al IV vertice americano (novembre 2005), quando la squadra degli Stati Uniti ha cercato di imporre l’accordo del libero commercio (ALCA) sull’emisfero occidentale, ha contribuito a questo tipo di decisione. Alla cerimonia di apertura l’ospite allora presidente argentino Nestor Kirchner ha dichiarato che l’integrazione sarebbe potuta diventare una realtà solo nel caso in cui fossero state attuate misure appropriate per eliminare sproporzioni di sviluppo. In caso contrario, il “libero mercato” avrebbe ulteriormente indebolito l’America Latina e fatto crescere il suo debito estero. Rivolgendosi a Bush ha detto che la politica imposta dagli Stati Uniti ha aggravato la povertà del continente e ha anche portato all’instabilità e alla caduta di governi democraticamente eletti. Kirchner ha invitato i partecipanti al vertice a ricercare una nuova strategia di sviluppo regionale che avrebbe potuto incontrare l’interesse dei latino-americani. Presto un nuovo modello di integrazione – l’Unione delle Nazioni Sudamericane – UNASUR sarebbe nato. Durante gli anni della sua esistenza l’Unione ha impedito alla CIA l’attuazione di colpi di stato sia in Bolivia, sia in Ecuador, per esempio. Ha incoraggiato il dialogo tra vicini in conflitto e ha facilitato il ripristino della democrazia in Honduras.
Grazie a Chavez e ai fratelli Castro l’ALBA (Alternativa Boliviana per l’America Latina), un’alleanza di integrazione, creata nel 2004, ha ottenuto un impulso potente. È stata fondata per fungere da contrappeso alla ALCA, basandola sui principi dell’ideologia anti-imperialista al fine di garantire la sicurezza energetica dei partecipanti. Il Petocaribe (giugno 2005) è stato un successo dovuto agli sforzi da parte di Chavez. L’alleanza prevede forniture di idrocarburi preferenziali dal Venezuela ai Caraibi e Centro America Stati. Ciò pone fine agli abusi commessi da compagnie petrolifere transnazionali.
Un altro importantissimo evento è stato il forum tenuto a Caracas all’inizio del dicembre 2011 che ha avuto come risultato la creazione della Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC). La nuova alleanza comprende 33 membri dell’emisfero occidentale, esclusi USA e Canada.
Chavez ed i suoi amici vedono il nuovo blocco come un necessario contrappeso alla dittatura degli Stati Uniti nella OAS. Il CELAC nel prossimo decennio diventerà la forza più influente dell’emisfero occidentale. L’OAS dovrà rinunciare alla sua presentazione permanente negli Stati Uniti per conservare la sua posizione nella regione.
Naturalmente Washington non è conciliante con l’idea di una America Latina sempre più indipendente, ignorando le grida perentorie dei dittatori e le minacce di usare la forza. Il primo tentativo di sbarazzarsi dei “presidenti ostili” non è riuscito. Rafael Correa si ferma nei tempi duri del tentativo di colpo di stato in Ecuador. I cecchini addestrati della CIA mancarono il bersaglio. Hugo Chavez ha sconfitto il cancro e sta con fiducia guardando alle elezioni dell’ottobre 2012. Cristina Fernandez ha consultato i medici in tempo e lo sviluppo critico della malattia è stato prevenuto. Anche se il pericolo è ancora lì.
Gli Stati Uniti si stanno tuffando nella crisi più profonda della loro storia. La fase di stallo della élite si fa più acuta. Non hanno pietà per le proteste dei loro connazionali e non saranno più teneri con gli stranieri.
Nil Nikandrov
Fonte originale: strategic-culture.org
Traduzione per comedonchisciotte a cura di ALESSIA

dimanche 17 mars 2013

Su La Testa!: AMERICA LATINA: I SEGRETI DELL'ORRORE USA

Su La Testa!: AMERICA LATINA: I SEGRETI DELL'ORRORE USA: di Gianni Lannes



AMERICA LATINA: I SEGRETI DELL'ORRORE USA





di Gianni Lannes

Ecco le prove: l'archivio segreto degli orrori degli Stati Uniti d'America negli anni '70. Ma che piacevole sorpresa. Quanto è striminzito il mondo affaristico: una tela del ragno. Il Presidente della Repubblica uscente,Giorgio Napolitano ha ricevuto al Quirinale in pompa magna, come se migliaia di persone notoriamente ammazzate per ordine di Kissinger fossero bruscolini.

Enrico Sassoon (co-fondatore di Casaleggio Associati)

Henry Kissinger, esatto, proprio lui: il criminale mondiale su cui pende un mandato di cattura internazionale che però nessuno osa arrestare. L’ex braccio destro di Richard Nixon ha partecipato, tra l’altro ad una conferenza organizzata dall’Aspen Institute Italia (di cui è membro Enrico Sassoon, fondatore della Casaleggio Associati, società che dirige Beppe Grillo), al fianco di Napolitano, Tremonti, Lapo Elkann, eccetera. Quante interconnessioni da portare in luce.

Aspen Institute Italia (finanziato da David Rockefeller): Kissinger, Napolitano, Tremonti, lapo Elkann...
Mister Kissinger è il mandante dell’omicidio dello statista italiano Aldo Moro, barbaramente assassinato il 9 maggio 1978, alle ore 10 circa, in un palazzo di via Caetani a Roma (nel cuore della capitale tricolore).

Kissinger & Napolitano


Dopo la premessa, ora che parliamo? Semplice: di un intreccio particolare alla luce di numerosi documenti top secret, recentemente declassificati che ci portano diversi personaggi di rilievo, tra cui il nuovo Papa Bergoglio

Il marchio è inconfondibilmente nordamericano. Tra i più grandi promotori dell'Operazione Condor vi furono il segretario di Stato Henry Kissinger e il presidente Richard Nixon. Mente pratica della strategia era Kissinger(membro del potente Club mondiale dei 300 e del Bilderberg Group). Si trattava di una massiccia operazione di annullamento di  libertà e democrazia in Sudamerica negli anni Sessanta e Settanta.
Questo vasto piano criminale coinvolse in primo luogo la Central Intelligence Agency, il servizio segreto statunitense, oltre che apparati militari, organizzazioni di estrema destra, partiti politici e movimenti di guerriglia anticomunisti. Tutte queste organizzazioni furono utilizzate come strumento, in numerosi Stati, per rovesciare governi eletti democraticamente come quello di Salvador Allende in Cile. 

Furono stanziate dalla Casa Bianca sostanziose somme per portare a termine questo massiccio intervento politico, poiché gli interessi economici in gioco erano alti, vista la ricchezza, soprattutto di materie prime, dell'America Meridionale. La C.I.A. fornì sempre e comunque sostegno, copertura, assistenza e denaro ai golpisti sudamericani.
Le procedure per mettere in atto questi piani furono di volta in volta diverse, tutte però ebbero in comune il ricorso sistematico alla tortura e all'omicidio degli oppositori politici. Spesso ambasciatori, politici o dissidenti rifugiati all'estero furono assassinati anche oltre i confini dell'America Latina (anche in Italia). Alcune fra le nazioni coinvolte furono Cile, Argentina, Bolivia, Brasile, Perù, Paraguay e Uruguay.

La vasta operazione fu facilitata grazie ad una serie di colpi di stato tra gli anni cinquanta e settanta: il generale Alfredo Stroessner sale al potere in Paraguay nel 1954. Le forze armate brasiliane rovesciano il governo democratico di João Goulart nel 1964. Il generale Hugo Banzer prende il potere in Bolivia nel 1971 dopo una serie di colpi di stato. Forze armate schierate con il generale Augusto Pinochet assediano il palazzo presidenziale in Cile nel 1973, rovesciando il governo democratico di Salvador Allende. Una giunta militare capeggiata dal Generale Jorge Rafael Videla sale al potere in Argentina nel 1976.

Gli obiettivi ufficiali delle repressioni dei servizi segreti cooperanti erano i guerriglieri di sinistra, ma effettivamente si accanì contro ogni sorta di opposizione, politica, sociale, culturale ed umana. Venivano rapiti, torturati ed uccisi studenti inermi, giornalisti, intellettuali, professori universitari (soprattutto di facoltà umanistiche), sindacalisti, operai, madri e padri che cercavano i propri figli scomparsi, e sovente le violenze non si limitavano al singolo soggetto ritenuto "sovversivo", ma si estendevano anche ai familiari di questo.

 Nella zona del canale di Panamá la C.I.A. aveva installato una base di coordinamento e comunicazione, adibita al transito di materiali, mezzi, uomini e allo scambio di informazioni di Intelligence tra i vari servizi segreti degli stati collaboranti all'operazione. Le comunicazioni (eseguite di solito via telex) riguardavano piani di rastrellamento, tecniche di tortura da utilizzare, metodi per l'eliminazione dei prigionieri (come i voli della morte teorizzati in Argentina da Luis Maria Mendia e messi successivamente in pratica dalla fine degli anni settanta), e informazioni sulle organizzazioni sovversive clandestine.

Nel 1992 il giudice paraguaiano José Augustín Fernández scopri, durante un'indagine in una stazione di polizia di Asunción, archivi dettagliati che descrivevano la sorte di migliaia di sudamericani segretamente rapiti, torturati ed assassinati tra gli anni settanta e ottanta dalle forze armate e dai servizi segreti di Cile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Bolivia e Brasile. Gli archivi contavano 50.000 persone assassinate, 30.000 scomparse (desaparecidos) e 400.000 incarcerate. Questi archivi, universalmente ritenuti veritieri e attendibili, riferivano del coinvolgimento, in questa enorme operazione repressiva e di vero e proprio sterminio, anche dei servizi segreti di Colombia, Perù e Venezuela.  

La Guerra sporca in Argentina, chiamata dalla giunta militare Processo di Riorganizzazione Nazionale (Proceso de Reorganización Nacional), fu attuata in contemporanea con l'Operazione Condor. Tra il 1976 e il 1983 più di 30.000 persone furono assassinate dalle forze armate e dai carnefici della dittatura.

Argentina: foto desaparecidos


Il SIDE (servizi segreti argentini) diede supporto al generale boliviano Luis García Meza Tejada durante il colpo di stato che lo mise a capo dello stato. L'unità operativa Batallón de Inteligencia 601 dell'intelligence argentina partecipò attivamente al golpe, in collaborazione con le truppe paramilitari reclutate dal criminale di guerra nazista Klaus Barbie (ufficiale della Gestapo soprannominato Il Macellaio di Lione, rifugiatosi in sud america), e dal neofascista italiano Stefano Delle Chiaie (terrorista rifugiato che godeva della protezione dei servizi segreti italiani e americani).

Con l'Argentina della dittatura hanno intessuto rapporti particolari il senatore a vita Giulio Andreotti, mentre hanno macinato affari il piduista Licio Gelli (braccio destro di Eugenio Cefis: dietro l'omicidio di Enrico Mattei) nonché Giorgio Comerio, il famigerato affarista delle navi dei veleni e di armamenti (al quale la magistratura italiana ha sequestrato in casa in quel di Garlasco addirittura il certificato di morte della giornalista Ilaria Alpi e mappe di affondamenti nel Mediterraneo). Quante vecchie conoscenze di cronaca giornalisitica: il mondo è proprio piccolo.

Già dal 1964 i regimi militari brasiliani si prodigavano con estrema durezza e violenza nel reprimere e sopprimere i movimenti guerriglieri di sinistra, molto più attivi che in Cile o in Argentina.

Il pubblico ministero italiano Giancarlo Capaldo, che stava investigando su alcuni casi di sparizione di cittadini italiani (probabilmente sequestrati e uccisi da forze congiunte argentine, cilene, paraguaiane e brasiliane), accusò 11 militari brasiliani di essere coinvolti in tali crimini.

Nel Cile di Pinochet, subito dopo il colpo di stato, i servizi segreti locali riuscirono, grazie all'organizzazione dell'Operazione Condor, ad assassinare numerosi personaggi scomodi al regime all'estero, come Orlando Letelier. Pinochet godette anch'egli dell'aiuto del neofascista Stefano Delle Chiaie e degli Stati Uniti, in particolare potente Henry kissinger che gli commissionò il golpe del 1973 con il quale salì al potere.
Roma il 5 ottobre 1976 Bernardo Leighton, un politico democristiano andato in esilio in Italia dopo il colpo di stato di Pinochet, fu gravemente ferito durante un attentato alla sua persona,. Un'indagine ha rivelato che l'agente segreto Michael Townley, in qualità di delegato della DINA, incontrò, nel 1975 a Madrid, il terrorista Stefano Delle Chiaie e Virgilio Paz Romero, per organizzare l'assassinio di Leighton, protetti dalla polizia segreta franchista e dai servizi segreti italiani (Sismi e Sisde).
Orlando Letelier, ministro del governo di Salvador Allende destituito dal golpe, fu assassinato con un'autobomba il 21 settembre 1976, mentre si trovava in esilio a Washington. Ancora una volta la responsabilità è stata individuata nella DINA, in stretta collaborazione con la C.I.A.

In una lettera aperta apparsa sul Los Angeles Times il 17 dicembre 2004, il figlio di Orlando Letelier, Francisco, scrisse che l'omicidio del proprio padre era ascrivibile all'Operazione Condor, ovvero ad «una rete di intelligence utilizzata da sei dittatori sudamericani dell'epoca, per eliminare i dissidenti».

Cinque giorni prima dell'assassinio di Letelier, Henry Kissinger aveva cassato un comunicato del Dipartimento di Stato agli ambasciatori USA dove si chiedeva ai governi dei Paesi Sudamericani di cessare con gli omicidi politici. Secondo Kissinger questo documento è stato distorto dal NARA, poiché lui intendeva fornire all'ambasciatore USA in Uruguay un altro sistema per far pressioni sul governo di Montevideo, visto che costui temeva per la propria stessa vita.

Il governo degli Stati Uniti d’America, ed in particolare il segretario di StatoHenry Kissinger, sono a pieno titolo responsabili dell'instaurarsi delle dittature nell'America Latina in quel periodo. Ogni prospettiva di cambiamento nei paesi sudamericani, in vista di un maggior equilibrio e giustizia sociale, minava gli interessi di molte aziende statunitensi. Lo spauracchio del pericolo comunista era la facciata della preoccupazione che gli investimenti americani venissero scossi con l'emancipazione delle classi operaie e contadine.  

Gli USA investirono nelle dittature per ottenere un lauto profitto. I regimi militari smantellarono lo stato sociale, abolirono i sindacati e le pensioni, assicurando così profitti stellari alle compagnie straniere, che imponevano ritmi e condizioni di lavoro a operai e contadini. Le società estere costringevano, tramite i governi militari loro "vassalli", a commerciare prevalentemente con loro. A volte - ai paesi più piccoli - imponevano la monocoltura. Ma più spesso le grandi aziende rivendevano ai paesi sudamericani - a prezzo maggiorato - i beni che essi stessi producevano.

Papa Bergoglio


Ombre del Papa - Chi è Jorge Mario Bergoglio? Vale a dire il nuovo Pontefice del Vaticano? Una cosa è sicura: di certo non è un santo. Nel 1973, venne nominato “Provinciale” d’Argentina per la Compagnia di Gesù. In questa veste, Bergoglio divenne il gesuita di più alto livello nel Paese durante la dittatura militare guidata dal generale Jorge Videla (1976-1983). In seguito divenne vescovo e arcivescovo di Buenos Aires. Papa Giovanni Paolo II lo elevò al rango di cardinale nel 2001. Quando la giunta militare abbandonò il potere nel 1983, venne eletto il presidente Raúl Alfonsín il quale istituì la “Commissione della Verità”, per perseguire i crimini commessi durante la “guerra sporca”. La giunta militare era sostenuta segretamente da Washington. 

L’allora Segretario di Stato statunitense, Henry Kissinger, manovrò da dietro le quinte il colpo di stato militare del 1976. Il rappresentante di Kissinger in America Latina, William Rogers, due giorni dopo il colpo di stato gli disse: «Dovremo aspettarci una buona dose di repressione, probabilmente diversi spargimenti di sangue, in Argentina» (National Security Archive , 23 marzo 2006). Magari adesso al “Santo Padre” Bergoglio tornerà la memoria. 

D'ora in poi, nessuno potrà dire di non sapere! C'è un giudice a Berlino?




Documentazione segreta USA:
  






















http://www.gwu.edu/~nsarchiv/NSAEBB/NSAEBB73/780627.pdf





 

http://www.gwu.edu/~nsarchiv/NSAEBB/NSAEBB185/19760316%20Ambassadors%20conversation%20with%20admiral%20massera%200000A005.pdf


http://www.gwu.edu/~nsarchiv/NSAEBB/NSAEBB185/19760922%20Counter%20Subversion%20dia%20small.pdf










http://www.gwu.edu/~nsarchiv/NSAEBB/NSAEBB73/790619dos1.pdf



http://www.globalresearch.ca/operation-condor-campaign-by-us-backed-latin-american-dictators-to-hunt-down-torture-and-murder-tens-of-thousands-of-opponents/5325695




http://www.gwu.edu/~nsarchiv/NSAEBB/NSAEBB73/760525b.pdf








http://www.gwu.edu/~nsarchiv/NSAEBB/NSAEBB73/770202.pdf






















http://www.gwu.edu/~nsarchiv/NSAEBB/NSAEBB8/docs/doc06.pdf