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lundi 31 juillet 2023

RIE RETE INFORMAZIONE EUROPEA: 🔴🔴🔴LA "PROVA REGINA" CHE HITLER È STATO IN SUDAMÉRICA, BEN OLTRE LA FINE DELLA 2° GUERRA MONDIALE🔴🔴🔴

 https://t.me/canaleFAHRENHEIT912/16067

🇨🇴 31.07.2023 Colombia


🔴🔴🔴LA "PROVA REGINA" CHE HITLER È STATO IN SUDAMÉRICA, BEN OLTRE LA FINE DELLA 2° GUERRA MONDIALE🔴🔴🔴

Abel Basto, investigatore argentino dopo aver lavorato per ben 3 decenni alla sua ricerca è giunto alla "prova regina" che conferma con un grado di certezza del 100% che la foto scattata a Tunja in Colombia nel 1954 è di Hitler.

Il generale americano Eisenhower il 9 ottobre 1945 dichiara "ci sono ragioni per credere che Hitler è ancora vivo".

Secondo Abel Basti, Hitler è stato trasferito il 22 aprile 1945 in Spagna e poi con un U-Boot in Patagonia (Argentina).

Un documento della CIA desecretato mostra una foto e la dicitura "Hitler si trovava con il sig. Philip Citroen". Citroen era un agente segreto olandese che lavorava per gli americani. Basti ricorda che il principe Bernardo d'Olanda era il protettore di Hitler, oltre che un nazista ed il "cervello della fuga di Hitler".

"Tutto quello che era Nazista, è stato evacuato ad occidente (tecnologie, divise militari, uomini ed altre risorse) per porlo al servizio nella lotta contro il comunismo" dichiara Basti.

Abel Basti ha trovato le "orme" di Hitler, oltre che in Argentina e Colombia, anche in Cile, Brasile, Perù e Paraguay. Pero' Basti ha trovato la "prova regina" a Tunja in Colombia. La foto è stata scattata in un Hotel chiamato Recidencia Colonial.

Seguendo la citazione del documento della CIA "Foto restituita al suo proprietario", Basti è riuscito a mettersi in contatto con un nipote di Philip Citroen.

Poi, trovata la foto originale, ha potuto iniziare le analisi scientifiche che davano la veridicità alla sua scoperta: analisi della carta e analisi biometriche. Visibile anche nella mano l'ustione dell'attentato del 1944, subita durante l'Operazione Valchiria.

A Tunja (Dipartimento di Boyacá, Colombia) viveva un suo vecchio amico, il Prof. Julius Sieber, Rettore dell'Università Pedagogica e Tecnologica della Colombia.
Secondo le ricerche di Basti, Hitler era andato a visitare il suo vecchio amico Sieber e la foto era destinata al Principe d'Olanda che chiedeva una prova dello stato di salute del Führer.

Basti ha anche raccolto numerose testimonianze di persone che conoscevano Sieber e che hanno visto Hitler nelle Terme di Paipa in Boyacá, Colombia.

👉🏼 Fonti:

https://youtube.com/watch?v=9NjJjCUynFE&feature=share

https://youtu.be/i0zF1p0GDsc

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mercredi 21 avril 2021

Verbitsky: Non fidatevi di Bergoglio, è un grande attore.

 Copio/incollo da:

https://www.libreidee.org/2013/03/verbitsky-non-fidatevi-di-bergoglio-e-un-grande-attore/

Fare la predica ai cattivi, con un unico obiettivo: evitare che i buoni si ribellino davvero. «Quando celebrerà la sua prima messa in una via di Trastevere o nella stazione Termini di Roma, e parlerà delle persone sfruttate dagli insensibili che hanno chiuso il loro cuore a Cristo», avverte Horacio Verbitsky, «ci sarà chi si dichiarerà entusiasta del tanto invocato rinnovamento ecclesiastico». Ma guai a lasciarsi fuorviare dalle parole di un “professionista” consumato come Jorge Bergoglio, ammonisce il prestigioso giornalista argentino, grande accusatore del nuovo pontefice «populista e conservatore», pronto a soccorrere i poveri solo dopo aver fatto terra bruciata attorno ai veri difensori del popolo, civili e religiosi. Il copione del film è già scritto: «I giornalisti amici racconteranno che ha viaggiato in metro o in bus», e i fedeli «ascolteranno le sue omelie recitate con i gesti di un attore nelle quali le parabole bibliche coesisteranno con la parola chiara del popolo». Tutto questo, mentre le redazioni di Buenos Aires vengono tempestate di telefonate: i parenti dei desaparecidos sono indignati, addolorati, amareggiati.

«Tra le centinaia di chiamate e e-mail ricevute», scrive Verbitsky su “Página 12”, quotidiano argentino vicino al governo democratico di Cristina Bergoglio visto dal quotidiano argentino "Página 12"Kirchner, il giornalista ne sceglie una, quella di Graciela, la sorella del sacerdote gesuita Orlando Yorio, che sostenne di esser stato “consegnato” da Bergoglio nelle mani dei torturatori dell’Esma, la famigerata scuola della marina trasformata in lager per dissidenti. «Non posso crederci», dice Graciela Yorio, subito dopo la fatidica fumata bianca in piazza San Pietro. «Sono cosi sconvolta e arrabbiata, che non so cosa fare». Bergoglio? «Ha ottenuto quello che voleva». Suo fratello l’aveva avvertita: «Vuole diventare Papa: è la persona più indicata per coprire il marciume, è un esperto nel dissimulare». Piange, al telefono, anche il fratello del religioso perseguitato, Alfonso, detto “Fito”. Una vita intera dedicata a difendere la memoria di Orlando, che denunciò Bergoglio come responsabile del suo rapimento e delle torture che patì per 5 mesi, nel 1976. L’incubo di padre Yorio adesso è diventato realtà: è diventato Papa, per giunta col nome di Francesco d’Assisi, l’uomo che non è ancora riuscito ad archiviare in modo convincente le ombre del passato.

Un disinvolto uomo di potere, lo accusa Verbitsky, pronto anche a resistere ai tribunali impegnati a ricostruire la tragedia argentina: davanti al Tribunal Oral Federal 5, scrive il giornalista su “Página 12”, Bergoglio sostenne che era venuto a conoscenza solo recentemente, cioè dopo la dittatura, del caso dei bambini scomparsi, sottratti ai genitori sequestrati e poi fatti sparire. Peccato però che il Tribunal Oral Federal 6, che ha giudicato il piano sistematico di appropriazione di figli dei detenuti-desaparecidos, avesse ricevuto documenti imbarazzanti per il nuovo Papa: quel tribunale, scrive Verbitsky, provò che «già dal 1979 Bergoglio era consapevole della situazione», tant’è vero che – almeno in un caso, su sollecitazione del suo superiore, il capo dei gesuiti Pedro Arrupe – intervenne in modo attivo nella vicenda. «Dopo aver ascoltato il racconto dei familiari di Elena de la Cuadra, sequestrata nel 1977, al quinto mese di gravidanza, Bergoglio avrebbe consegnato un documento al vescovo ausiliare di La Plata, Mario Picchi, chiedendogli di intercedere presso il governo militare». Picchi scoprì che Elena aveva dato alla luce una bambina, poi affidata ad altri. «Si trova presso Padre Arrupeuna famiglia per bene e non tornerà indietro», avrebbe comunicato Bergoglio ai parenti della madre “desaparecida”.

Nel processo sul sequestro dei gesuiti Orlando Yorio e Francisco Jaclis, continua Verbitsky, Bergoglio arrivò a dichiarare per iscritto che nell’archivio episcopale non c’erano documenti sui detenuti scomparsi. A smentirlo ha provveduto il nuovo direttore dell’archivio, José Arancedo, che «inviò al giudice Martina Forns una copia del documento sull’incontro del dittatore Videla con i vescovi Raúl Primatesta, Juan Aramburu e Vicente Zazpe», nel quale «fu discusso con straordinaria franchezza su cosa si doveva dire e cosa non dire sui detenuti scomparsi, che erano stati assassinati, dal momento che Videla voleva proteggere chi li aveva uccisi». Nel suo libro “Chiesa e dittatura”, Emilio Mignone indica Bergoglio come esempio di un pastore che, anziché difenderle, consegna le pecore al lupo. «Bergoglio – aggiunge Horacio Verbitsky – mi raccontò che, in una delle sue prime messe da arcivescovo, cercò di avvicinare Mignone per dargli spiegazioni, ma il presidente fondatore del Cels alzò la mano indicandogli di fermarsi».

E ora? «Non sono sicuro che Bergoglio sia stato eletto per coprire il marciume che ha ridotto all’impotenza Joseph Ratzinger», scrive Verbitsky su “Página 12”. «Le lotte interne della curia romana seguono una logica così imperscrutabile che i fatti più oscuri sono in genere attribuiti allo spirito santo, sia che si tratti delle manovre finanziarie per le quali lo Ior è stato escluso dal meccanismo del clearing internazionale, dal momento che non ottempera alle normative per il controllo del riciclaggio del denaro, sia che si tratti dei casi di pedofilia che si sono verificati a livello mondiale e per i quali Ratzinger ha chiesto perdono in quanto massimo rappresentante della Chiesa cattolica. Non mi sorprenderebbe che Bergoglio, con il pennello in mano, iniziasse una crociata moralizzatrice per imbiancare i sepolcri degli apostoli». Quello di cui invece Verbitsky si dichiara sicuro è che il nuovo Leonardo Boffvescovo di Roma sarà semplicemente «un surrogato, un succedaneo di scarsa qualità», come quelli che le madri indigenti utilizzano «per ingannare la fame dei propri figli».

Il brasiliano Leonardo Boff, escluso dal sacerdozio da Ratzinger in quanto fondatore della “teologia della liberazione”, che impegna la Chiesa a schierarsi con decisione dalla parte degli ultimi e contro il potere che li opprime, coltivava la speranza che sarebbe stato eletto Papa un francescano vero, l’americano di origine irlandese Sean O’Malley, che regge la diocesi di Boston, piegata dai tanti indennizzi pagati a bambini molestati dai sacerdoti. «Si tratta di una persona molto legata ai poveri, avendo lavorato molto nei Caraibi e in America Latina, sempre a contatto con gli umili», sostiene Boff. La sua elezione sarebbe stato «un segnale di quello che potrebbe essere un Papa davvero nuovo, un Papa di una nuova tradizione». Invece, sul trono di Pietro ora siede un gesuita che si fa chiamare Francesco, come il santo di Assisi, nonostante la sua reale biografia tracci il profilo di «un populista conservatore, come lo sono stati Pio XII e Giovanni Paolo II», assolutamente «inflessibili sulle questioni dottrinali», nonostante l’apertura Sean O’Malleyverso il mondo e l’attenzione – esibita e spettacolare – verso le masse dei diseredati.

Nei tre lustri durante i quali è stato a capo dell’arcidiocesi di Buenos Aires, sostiene Verbitsky, monsignor Bergoglio si è mosso innanzitutto da politico, unificando l’opposizione contro il primo, vero governo democratico e popolare dell’Argentina post-dittatura. «Adesso potrà farlo su un’altra scala, ma questo non implica che si lascerà l’Argentina alle spalle», aggiunge Verbitsky. «Se Papa Pacelli ricevette finanziamenti dalla Cia per sostenere la Democrazia Cristiana e impedire la vittoria comunista alle prime elezioni italiane del dopoguerra, e se Wojtyla fu l’ariete che aprì il primo spiraglio nel Muro di Berlino, il Papa argentino potrà giocare lo stesso ruolo nel mondo latinoamericano». Parlano da soli «i suoi trascorsi nella Guardia de Hierro», il settore giovanile del peronismo di destra, che ancora oggi rivendica il diritto argentino sulle isole Malvine-Falkland. Battaglie, conclude “Página 12”, che potrebbero consentire a Bergoglio di proseguire lungo la sua tradizionale e ambigua linea politica: «Apostrofare gli sfruttatori e predicare mansuetudine presso gli sfruttati».

mardi 20 avril 2021

Desaparecidos: La chiesa in Argentina aiutò i carnefici - 7 agosto 2012

 Copio/incollo da:

https://www.libreidee.org/2012/08/desaparecidos-la-chiesa-in-argentina-aiuto-i-carnefici/

Una vera e propria valanga di dichiarazioni è uscita dalla bocca dell’ex dittatore Jorge Videla durante gli ultimi interrogatori. Le informazioni ricavate hanno messo fine ad un lungo dibattito sui modelli di transizione dal regime alla democrazia in Argentina, durante l’ultimo periodo della dittatura militare. In molti nello Stato del Sud America criticavano la riapertura dei processi per crimini contro l’umanità, sostenendo che l’obiettivo di giungere ad una condanna penale rischiava di ostacolare il raggiungimento della verità. Gli stessi esaltavano, invece, il modello sudafricano consistente nell’ottenere informazioni in cambio dell’impunità. Ciononostante, in Argentina, sono già state pronunciate oltre 250 sentenze di condanna al termine di processi che hanno garantito tutti i diritti alla difesa, tanto che vi sono state anche due dozzine di sentenze di assoluzione. Il flusso di informazioni, però, non solo non si è arrestato, ma è addirittura aumentato, portando a galla molte testimonianze e verità storiche.

Le successive confessioni del condannato Videla a diversi giornalisti che lo hanno intervistato in carcere hanno fatto luce sulla complicità con il regime Videla mentre riceve la comunionedei grandi imprenditori, dei principali partiti politici e perfino della Chiesa Cattolica. Nell’ultima intervista, l’ex dittatore ha sostenuto che il nunzio apostolico Pio Laghi, l’ex presidente della Conferenza Episcopale Raul Primatesta e altri vescovi, hanno fornito al suo governo consigli su come gestire la situazione dei detenuti “desaparecidos”. Secondo quanto rivelato da Videla, la Chiesa si spinse addirittura ad “offrire i suoi buoni uffici” affinché il governo informasse della morte dei figli tutte le famiglie che si fossero impegnate a non rendere pubblica la notizia e smettere di protestare. Questo dimostra che la Chiesa non solo era a conoscenza dei crimini della dittatura militare, ma ne era addirittura complice; come risulta dai documenti segreti pubblicati in libri e articoli e la cui autenticità l’Episcopato è stato costretto a riconoscere dinanzi alla giustizia.

La prova di un coinvolgimento attivo dell’Episcopato per garantire il silenzio dei familiari delle vittime sembra ormai accertato. Lo stesso silenzio che la Chiesa aveva adottato sul caso desaparecidos. Videla ha dichiarato che, dal regime, non vennero fornite informazioni sui desaparecidos affinché nessuna madre si chiedesse “dove è sepolto mio figlio per portargli un fiore? Chi l’ha ucciso? Perché? Come l’hanno ucciso? A nessuna di queste domande fu data risposta”. Il ragionamento fu lo stesso che Videla fece il 10 aprile 1978, nel corso di un cordiale pranzo alla presenza della commissione esecutiva dell’Episcopato. Secondo la nota informativa inviata dai vescovi al Vaticano, Videla aveva detto loro che «sarebbe ovvio» affermare che nessuno è desaparecido, che «sono morti», ma che una tale affermazione avrebbe «alimentato una serie di domande sul luogo della sepoltura. Era Pio Laghi, allora nunzio apostolicoforse una fossa comune? E in tal caso: chi li ha messi in questa fossa? Insomma, una serie di domande alle quali il governo non poteva rispondere sinceramente per le conseguenze a carico di alcune persone», vale a dire per proteggere i sequestratori e gli assassini.

«Il primo ufficiale che ha confessato la partecipazione personale al massacro, il capitano della Marina Adolfo Scilingo, mi raccontò che quando il comandante delle Operazioni Navali lo aveva informato che i prigionieri sarebbero stati gettati in mare dagli aerei, gli aveva anche detto che si erano consultati con le autorità ecclesiastiche per trovare la soluzione più cristiana e meno violenta. Quando tornò turbato dal primo volo e si rivolse al cappellano della sua unità militare, il sacerdote lo tranquillizzò raccontandogli alcune parabole bibliche. Disse che era una morte cristiana Jacobo Timerman all'epoca del suo arrestoperché non avevano sofferto», dichiara il giornalista Jacobo Timerman.

Nel corso del primo processo contro esponenti della giunta militare, lo stesso Timerman raccontò che quando aveva chiesto per quale ragione non avevano applicato apertamente la pena di morte, uno degli ufficiali più alti in grado della Marina gli aveva risposto: «In questo caso sarebbe intervenuto il Papa e sarebbe stato difficile fucilare i detenuti se il Pontefice avesse fatto pressione». Il generale Ramon Diaz Bessone diede la medesima spiegazione alla giornalista francese Marie-Monique Robin: «Pensate alle pesanti critiche rivolte dal Papa a Franco nel 1975 per la fucilazione di appena tre persone. A noi ci sarebbe saltato addosso tutto il mondo. Non sarebbe stato possibile fucilare 7000 persone». Questo spiega perché, fino ad oggi, la Chiesa non ha scomunicato Videla e nessuno degli altri condannati, tra i quali il sacerdote cattolico Christian Von Wernich.

(Luca Michetti, “Argentina, l’ex dittatore Videla confessa: la Chiesa aiutò il regime con i desaparecidos”, dal newsmagazine “You-ng” del 3 agosto 2012, ripreso da “Megachip”).

dimanche 17 mars 2013

Su La Testa!: AMERICA LATINA: I SEGRETI DELL'ORRORE USA

Su La Testa!: AMERICA LATINA: I SEGRETI DELL'ORRORE USA: di Gianni Lannes



AMERICA LATINA: I SEGRETI DELL'ORRORE USA





di Gianni Lannes

Ecco le prove: l'archivio segreto degli orrori degli Stati Uniti d'America negli anni '70. Ma che piacevole sorpresa. Quanto è striminzito il mondo affaristico: una tela del ragno. Il Presidente della Repubblica uscente,Giorgio Napolitano ha ricevuto al Quirinale in pompa magna, come se migliaia di persone notoriamente ammazzate per ordine di Kissinger fossero bruscolini.

Enrico Sassoon (co-fondatore di Casaleggio Associati)

Henry Kissinger, esatto, proprio lui: il criminale mondiale su cui pende un mandato di cattura internazionale che però nessuno osa arrestare. L’ex braccio destro di Richard Nixon ha partecipato, tra l’altro ad una conferenza organizzata dall’Aspen Institute Italia (di cui è membro Enrico Sassoon, fondatore della Casaleggio Associati, società che dirige Beppe Grillo), al fianco di Napolitano, Tremonti, Lapo Elkann, eccetera. Quante interconnessioni da portare in luce.

Aspen Institute Italia (finanziato da David Rockefeller): Kissinger, Napolitano, Tremonti, lapo Elkann...
Mister Kissinger è il mandante dell’omicidio dello statista italiano Aldo Moro, barbaramente assassinato il 9 maggio 1978, alle ore 10 circa, in un palazzo di via Caetani a Roma (nel cuore della capitale tricolore).

Kissinger & Napolitano


Dopo la premessa, ora che parliamo? Semplice: di un intreccio particolare alla luce di numerosi documenti top secret, recentemente declassificati che ci portano diversi personaggi di rilievo, tra cui il nuovo Papa Bergoglio

Il marchio è inconfondibilmente nordamericano. Tra i più grandi promotori dell'Operazione Condor vi furono il segretario di Stato Henry Kissinger e il presidente Richard Nixon. Mente pratica della strategia era Kissinger(membro del potente Club mondiale dei 300 e del Bilderberg Group). Si trattava di una massiccia operazione di annullamento di  libertà e democrazia in Sudamerica negli anni Sessanta e Settanta.
Questo vasto piano criminale coinvolse in primo luogo la Central Intelligence Agency, il servizio segreto statunitense, oltre che apparati militari, organizzazioni di estrema destra, partiti politici e movimenti di guerriglia anticomunisti. Tutte queste organizzazioni furono utilizzate come strumento, in numerosi Stati, per rovesciare governi eletti democraticamente come quello di Salvador Allende in Cile. 

Furono stanziate dalla Casa Bianca sostanziose somme per portare a termine questo massiccio intervento politico, poiché gli interessi economici in gioco erano alti, vista la ricchezza, soprattutto di materie prime, dell'America Meridionale. La C.I.A. fornì sempre e comunque sostegno, copertura, assistenza e denaro ai golpisti sudamericani.
Le procedure per mettere in atto questi piani furono di volta in volta diverse, tutte però ebbero in comune il ricorso sistematico alla tortura e all'omicidio degli oppositori politici. Spesso ambasciatori, politici o dissidenti rifugiati all'estero furono assassinati anche oltre i confini dell'America Latina (anche in Italia). Alcune fra le nazioni coinvolte furono Cile, Argentina, Bolivia, Brasile, Perù, Paraguay e Uruguay.

La vasta operazione fu facilitata grazie ad una serie di colpi di stato tra gli anni cinquanta e settanta: il generale Alfredo Stroessner sale al potere in Paraguay nel 1954. Le forze armate brasiliane rovesciano il governo democratico di João Goulart nel 1964. Il generale Hugo Banzer prende il potere in Bolivia nel 1971 dopo una serie di colpi di stato. Forze armate schierate con il generale Augusto Pinochet assediano il palazzo presidenziale in Cile nel 1973, rovesciando il governo democratico di Salvador Allende. Una giunta militare capeggiata dal Generale Jorge Rafael Videla sale al potere in Argentina nel 1976.

Gli obiettivi ufficiali delle repressioni dei servizi segreti cooperanti erano i guerriglieri di sinistra, ma effettivamente si accanì contro ogni sorta di opposizione, politica, sociale, culturale ed umana. Venivano rapiti, torturati ed uccisi studenti inermi, giornalisti, intellettuali, professori universitari (soprattutto di facoltà umanistiche), sindacalisti, operai, madri e padri che cercavano i propri figli scomparsi, e sovente le violenze non si limitavano al singolo soggetto ritenuto "sovversivo", ma si estendevano anche ai familiari di questo.

 Nella zona del canale di Panamá la C.I.A. aveva installato una base di coordinamento e comunicazione, adibita al transito di materiali, mezzi, uomini e allo scambio di informazioni di Intelligence tra i vari servizi segreti degli stati collaboranti all'operazione. Le comunicazioni (eseguite di solito via telex) riguardavano piani di rastrellamento, tecniche di tortura da utilizzare, metodi per l'eliminazione dei prigionieri (come i voli della morte teorizzati in Argentina da Luis Maria Mendia e messi successivamente in pratica dalla fine degli anni settanta), e informazioni sulle organizzazioni sovversive clandestine.

Nel 1992 il giudice paraguaiano José Augustín Fernández scopri, durante un'indagine in una stazione di polizia di Asunción, archivi dettagliati che descrivevano la sorte di migliaia di sudamericani segretamente rapiti, torturati ed assassinati tra gli anni settanta e ottanta dalle forze armate e dai servizi segreti di Cile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Bolivia e Brasile. Gli archivi contavano 50.000 persone assassinate, 30.000 scomparse (desaparecidos) e 400.000 incarcerate. Questi archivi, universalmente ritenuti veritieri e attendibili, riferivano del coinvolgimento, in questa enorme operazione repressiva e di vero e proprio sterminio, anche dei servizi segreti di Colombia, Perù e Venezuela.  

La Guerra sporca in Argentina, chiamata dalla giunta militare Processo di Riorganizzazione Nazionale (Proceso de Reorganización Nacional), fu attuata in contemporanea con l'Operazione Condor. Tra il 1976 e il 1983 più di 30.000 persone furono assassinate dalle forze armate e dai carnefici della dittatura.

Argentina: foto desaparecidos


Il SIDE (servizi segreti argentini) diede supporto al generale boliviano Luis García Meza Tejada durante il colpo di stato che lo mise a capo dello stato. L'unità operativa Batallón de Inteligencia 601 dell'intelligence argentina partecipò attivamente al golpe, in collaborazione con le truppe paramilitari reclutate dal criminale di guerra nazista Klaus Barbie (ufficiale della Gestapo soprannominato Il Macellaio di Lione, rifugiatosi in sud america), e dal neofascista italiano Stefano Delle Chiaie (terrorista rifugiato che godeva della protezione dei servizi segreti italiani e americani).

Con l'Argentina della dittatura hanno intessuto rapporti particolari il senatore a vita Giulio Andreotti, mentre hanno macinato affari il piduista Licio Gelli (braccio destro di Eugenio Cefis: dietro l'omicidio di Enrico Mattei) nonché Giorgio Comerio, il famigerato affarista delle navi dei veleni e di armamenti (al quale la magistratura italiana ha sequestrato in casa in quel di Garlasco addirittura il certificato di morte della giornalista Ilaria Alpi e mappe di affondamenti nel Mediterraneo). Quante vecchie conoscenze di cronaca giornalisitica: il mondo è proprio piccolo.

Già dal 1964 i regimi militari brasiliani si prodigavano con estrema durezza e violenza nel reprimere e sopprimere i movimenti guerriglieri di sinistra, molto più attivi che in Cile o in Argentina.

Il pubblico ministero italiano Giancarlo Capaldo, che stava investigando su alcuni casi di sparizione di cittadini italiani (probabilmente sequestrati e uccisi da forze congiunte argentine, cilene, paraguaiane e brasiliane), accusò 11 militari brasiliani di essere coinvolti in tali crimini.

Nel Cile di Pinochet, subito dopo il colpo di stato, i servizi segreti locali riuscirono, grazie all'organizzazione dell'Operazione Condor, ad assassinare numerosi personaggi scomodi al regime all'estero, come Orlando Letelier. Pinochet godette anch'egli dell'aiuto del neofascista Stefano Delle Chiaie e degli Stati Uniti, in particolare potente Henry kissinger che gli commissionò il golpe del 1973 con il quale salì al potere.
Roma il 5 ottobre 1976 Bernardo Leighton, un politico democristiano andato in esilio in Italia dopo il colpo di stato di Pinochet, fu gravemente ferito durante un attentato alla sua persona,. Un'indagine ha rivelato che l'agente segreto Michael Townley, in qualità di delegato della DINA, incontrò, nel 1975 a Madrid, il terrorista Stefano Delle Chiaie e Virgilio Paz Romero, per organizzare l'assassinio di Leighton, protetti dalla polizia segreta franchista e dai servizi segreti italiani (Sismi e Sisde).
Orlando Letelier, ministro del governo di Salvador Allende destituito dal golpe, fu assassinato con un'autobomba il 21 settembre 1976, mentre si trovava in esilio a Washington. Ancora una volta la responsabilità è stata individuata nella DINA, in stretta collaborazione con la C.I.A.

In una lettera aperta apparsa sul Los Angeles Times il 17 dicembre 2004, il figlio di Orlando Letelier, Francisco, scrisse che l'omicidio del proprio padre era ascrivibile all'Operazione Condor, ovvero ad «una rete di intelligence utilizzata da sei dittatori sudamericani dell'epoca, per eliminare i dissidenti».

Cinque giorni prima dell'assassinio di Letelier, Henry Kissinger aveva cassato un comunicato del Dipartimento di Stato agli ambasciatori USA dove si chiedeva ai governi dei Paesi Sudamericani di cessare con gli omicidi politici. Secondo Kissinger questo documento è stato distorto dal NARA, poiché lui intendeva fornire all'ambasciatore USA in Uruguay un altro sistema per far pressioni sul governo di Montevideo, visto che costui temeva per la propria stessa vita.

Il governo degli Stati Uniti d’America, ed in particolare il segretario di StatoHenry Kissinger, sono a pieno titolo responsabili dell'instaurarsi delle dittature nell'America Latina in quel periodo. Ogni prospettiva di cambiamento nei paesi sudamericani, in vista di un maggior equilibrio e giustizia sociale, minava gli interessi di molte aziende statunitensi. Lo spauracchio del pericolo comunista era la facciata della preoccupazione che gli investimenti americani venissero scossi con l'emancipazione delle classi operaie e contadine.  

Gli USA investirono nelle dittature per ottenere un lauto profitto. I regimi militari smantellarono lo stato sociale, abolirono i sindacati e le pensioni, assicurando così profitti stellari alle compagnie straniere, che imponevano ritmi e condizioni di lavoro a operai e contadini. Le società estere costringevano, tramite i governi militari loro "vassalli", a commerciare prevalentemente con loro. A volte - ai paesi più piccoli - imponevano la monocoltura. Ma più spesso le grandi aziende rivendevano ai paesi sudamericani - a prezzo maggiorato - i beni che essi stessi producevano.

Papa Bergoglio


Ombre del Papa - Chi è Jorge Mario Bergoglio? Vale a dire il nuovo Pontefice del Vaticano? Una cosa è sicura: di certo non è un santo. Nel 1973, venne nominato “Provinciale” d’Argentina per la Compagnia di Gesù. In questa veste, Bergoglio divenne il gesuita di più alto livello nel Paese durante la dittatura militare guidata dal generale Jorge Videla (1976-1983). In seguito divenne vescovo e arcivescovo di Buenos Aires. Papa Giovanni Paolo II lo elevò al rango di cardinale nel 2001. Quando la giunta militare abbandonò il potere nel 1983, venne eletto il presidente Raúl Alfonsín il quale istituì la “Commissione della Verità”, per perseguire i crimini commessi durante la “guerra sporca”. La giunta militare era sostenuta segretamente da Washington. 

L’allora Segretario di Stato statunitense, Henry Kissinger, manovrò da dietro le quinte il colpo di stato militare del 1976. Il rappresentante di Kissinger in America Latina, William Rogers, due giorni dopo il colpo di stato gli disse: «Dovremo aspettarci una buona dose di repressione, probabilmente diversi spargimenti di sangue, in Argentina» (National Security Archive , 23 marzo 2006). Magari adesso al “Santo Padre” Bergoglio tornerà la memoria. 

D'ora in poi, nessuno potrà dire di non sapere! C'è un giudice a Berlino?




Documentazione segreta USA:
  






















http://www.gwu.edu/~nsarchiv/NSAEBB/NSAEBB73/780627.pdf





 

http://www.gwu.edu/~nsarchiv/NSAEBB/NSAEBB185/19760316%20Ambassadors%20conversation%20with%20admiral%20massera%200000A005.pdf


http://www.gwu.edu/~nsarchiv/NSAEBB/NSAEBB185/19760922%20Counter%20Subversion%20dia%20small.pdf










http://www.gwu.edu/~nsarchiv/NSAEBB/NSAEBB73/790619dos1.pdf



http://www.globalresearch.ca/operation-condor-campaign-by-us-backed-latin-american-dictators-to-hunt-down-torture-and-murder-tens-of-thousands-of-opponents/5325695




http://www.gwu.edu/~nsarchiv/NSAEBB/NSAEBB73/760525b.pdf








http://www.gwu.edu/~nsarchiv/NSAEBB/NSAEBB73/770202.pdf






















http://www.gwu.edu/~nsarchiv/NSAEBB/NSAEBB8/docs/doc06.pdf