Affichage des articles dont le libellé est Giulietto Chiesa. Afficher tous les articles
Affichage des articles dont le libellé est Giulietto Chiesa. Afficher tous les articles

mercredi 5 mars 2025

jeudi 13 juillet 2023

"LA CASA DEL SOLE", CIOÉ I COLLABORATORI DI GIULIETTO CHIESA. IL LAVORO DELLA SETTIMANA👇

La settimana de La Casa Del Sole TV


A tutti i cacciatori di Verità la Casa del Sole TV
 
 
Continuate a sostenerci! Abbiamo bisogno di voi ora più che mai!
Grazie per tutto quello che fate per noi.

 

Per sostenerci:

☀️https://casadelsole.tv/sostienici/
☀️PayPal: https://www.paypal.com/paypalme/casadelsoletv
☀️IBAN: IT63P0326822300052392596590 SWIFT: SELBIT2BXXX (c/c intestato a La Casa Del Sole Edizioni)


Ci vogliono prede del mainstream, ci avranno Cacciatori di Verità!

Clicca sulle immagini per vedere i video!



Email Image
Email Image
Email Image
Email Image
Email Image
Email Image
Email Image
Email Image
Email Image

Ci vogliono prede del mainstream, ci avranno Cacciatori di Verità.
Un grande abbraccio fiducioso,
Margherita Furlan e tutto lo staff

Per sostenerci:
☀ ️https://casadelsole.tv/sostienici/
☀ ️PayPal: https://www.paypal.com/paypalme/casadelsoletv
☀ IBAN: IT63P0326822300052392596590  SWIFT: SELBIT2BXXX  (c/c intestato a La Casa Del Sole Edizioni)

 
 
🌈   Guarda Casa Del Sole TV qui:
☀️ Telegram: t.me/CASADELSOLETV
 
 
☄️ Guardaci nel DIGITALE TERRESTRE:
📲Tele Ambiente, Lazio, Umbria, Campania (Benevento, Caserta), Toscana (Grosseto, Siena, Arezzo) canale 78
📲Ran TV, Friuli - Venezia Giulia, Slovenia, canale 89
📲111 TV, Liguria, Lombardia, canale 111
📲Tele Carnia, Friuli - Venezia Giulia, canale 690
📲Telemare TV, Friuli Venezia Giulia, canale 18
📲RTUA TV, Umbria, Lazio (Viterbo), Toscana (Siena) canale 18
📲Prima Free TV, Emilia Romagna canali 116 e 213, Veneto canali 116 - 91 - 86, Friuli - Venezia Giulia canale 286, Trentino - Alto Adige canale 628
📲Tele Iblea, Sicilia canale 110 Caltanissetta provincia - canale 13 Ragusa provincia
📲 Antenna Sud, Puglia, canale 13
📲 Tele Idea, Toscana, Lazio, Umbria canale 190
📲 Tele Vallo, Basilicata canali 645 e 669, Campania (Salerno), canale 686
 
🌏 Seguici sui SOCIAL:
 
 
Ascoltaci in PODCAST:

dimanche 23 octobre 2022

RADIO RADIO: "TUTTO QUESTO DA NOI NON SI È DETTO": LA VERITÀ SUL DISCORSO DI PUTIN ▷ L'ESPERTA: "CI HA AVVISATI🔴Putin: “Una sfida per tutti” – Discorso integrale 30 settembre 2022

 

 

👇👇👇👇👇

https://casadelsole.tv/putin-una-sfida-per-tutti-discorso-integrale-30-settembre-2022/

TRADUZIONE DEL DISCORSO DI PUTIN DEL  30 SETTEMBRE 2023, A CURA DI MARGHERITA FURLAN (VEDI IL VIDEO DI RADIO RADIO QUI SOPRA).

RICORDO CHE MARGHERITA FURLAN È STATA UNO DEI PRINCIPALI (CREDO LA PRINCIPALE) COLLABORATORI DI GIULIETTO CHIESA.

Qualche passaggio del discorso di Putin. Che, a mio avviso, vale per la Russia tanto quanto vale per l' Italia e per ogni Paese  libero e consapevole:

"Ci tengo a sottolineare ancora una volta: è proprio nell’avidità, nell’intenzione di preservare il proprio potere illimitato, che ci sono le vere ragioni della guerra ibrida che l’“Occidente collettivo” sta conducendo contro la Russia. Non vogliono la nostra libertà, ma vogliono vederci come una colonia. Non vogliono cooperare in modo paritario, ma piuttosto derubarci. Vogliono vederci non come una società libera, ma come una folla di schiavi senz’anima.

 

Il nostro pensiero e la nostra filosofia rappresentano una minaccia diretta per loro, per questo attaccano i nostri filosofi. La nostra cultura e la nostra arte sono un pericolo per loro, per questo stanno cercando di vietarle. Anche il nostro sviluppo e la nostra prosperità rappresentano una minaccia per loro: cresce la concorrenza. Loro non hanno affatto bisogno della Russia, NOI ne abbiamo bisogno.

L’Occidente conta sull’impunità, su come farla franca su tutto. Di fatto, l’hanno fatta franca fino ad oggi.

Le élite occidentali negano non solo la sovranità nazionale e il diritto internazionale. La loro egemonia ha un pronunciato carattere di totalitarismo, dispotismo e apartheid. Dividono sfacciatamente il mondo in loro vassalli, nei cosiddetti paesi civilizzati, e in tutti gli altri, che, secondo il piano dei razzisti occidentali di oggi, dovrebbero aggiungersi alla lista dei barbari e dei selvaggi. Le false etichette – “paese canaglia”, “regime autoritario” – sono già pronte, stigmatizzano interi popoli e stati. Non c’è niente di nuovo in questo: le élite occidentali sono rimaste tali e quali – colonialiste. Discriminano, dividono i popoli in “prime” e in “altre” classi.

Vale la pena ricordare all’Occidente che iniziò la propria politica coloniale nel Medioevo, per proseguire la tratta mondiale degli schiavi fino al genocidio delle tribù indiane in America, al saccheggio dell’India, dell’Africa, e alle guerre di Inghilterra e Francia contro la Cina, a causa delle quali fu costretto ad aprire i propri porti al commercio di oppio. Quello che hanno fatto è stato drogare intere nazioni, sterminare di proposito interi gruppi etnici per la terra e per le risorse, inscenare una vera e propria caccia alle persone come fossero animali. Tutto ciò è contrario alla natura stessa dell’uomo, alla verità, alla libertà e alla giustizia.

È noto come siano stati ripetutamente elaborati piani per intervenire in Russia, cercando di sfruttare i tempi difficili dell’inizio del XVII secolo e il periodo di sconvolgimenti dopo il 1917, ma hanno fallito. L’Occidente è comunque riuscito ad impadronirsi della ricchezza della Russia alla fine del XX secolo, quando lo stato fu distrutto. Ci hanno chiamato amici e partner, ma in realtà ci hanno trattato alla stregua di una colonia: trilioni di dollari sono stati sottratti al Paese con una serie di manovre. Tutti noi ricordiamo tutto, non abbiamo dimenticato nulla.

Il diktat statunitense si basa sulla forza bruta, sulla legge del primato. A volte è ben confezionata, altre volte non lo è, ma l’essenza è la stessa: la legge del pugno. Da qui il dispiegamento e il mantenimento di centinaia di basi militari in ogni angolo del mondo, l’espansionismo della NATO, i tentativi di formare nuove alleanze militari come AUKUS e simili. Si sta inoltre lavorando attivamente per creare un collegamento politico-militare tra Washington-Seoul-Tokyo. Tutti gli stati che possiedono o aspirano a possedere un’autentica sovranità strategica e sono in grado di sfidare l’egemonia occidentale sono automaticamente inclusi nella categoria dei nemici.

Rispondiamo ad alcune domande molto semplici per noi stessi. Voglio ora tornare a quanto ho detto, voglio rivolgermi a tutti i cittadini del Paese, non solo ai colleghi che sono qui in aula, a tutti i cittadini della Russia: vogliamo avere, qui, nel nostro Paese, in Russia, al posto di mamma e papà, i “genitore uno”, “genitore due”, “genitore tre” (sono totalmente impazziti!)? Vogliamo davvero che le perversioni che portano al degrado e all’estinzione siano imposte ai bambini nelle nostre scuole fin dalle elementari? Vogliamo che venga insegnato loro che oltre alle donne e agli uomini ci sono presumibilmente altri generi e che venga loro proposto un intervento di riassegnazione del sesso? Vogliamo tutto questo per il nostro Paese e per i nostri figli? Per noi tutto questo è inaccettabile, abbiamo un futuro diverso, il nostro.

 

Ripeto, la dittatura delle élite occidentali è diretta contro tutte le società, compresi gli stessi popoli dei paesi occidentali. Questa è una sfida per tutti. Questa negazione totale dell’uomo, la sovversione della fede e dei valori tradizionali, la soppressione della libertà assumono le caratteristiche di una “religione al contrario” – un vero e proprio satanismo. Nel Discorso della Montagna, Gesù Cristo, denunciando i falsi profeti, dice: “Dai loro frutti li riconoscerete”. E questi frutti velenosi sono già evidenti alle persone – non solo nel nostro paese, in tutti i paesi, comprese molte persone nello stesso Occidente.

 

 

 

samedi 2 juillet 2016

Come fa Giulietto Chiesa a sapere tante cose sulla Russia passata e attuale? - Putinfobia al Circolo della Stampa di Milano

https://youtu.be/4MA7yeknh0I

Interessantissimi anche i minuti (che nel video ovviamente non ci sono) in cui Giulietto Chiesa racconta di come, in quanto inviato del Partito Comunista Italiano, egli (Chiesa) fosse guardato con sospetto  dalle autorità russe perchè "sapeva troppe cose".

Come poteva sapere certe cose? Chi lo informava?

 Semplice: appena arrivato in Russia come giornalista, gli era apparso ovvio che doveva imparare il russo se voleva parlare di quel popolo e di quella nazione  con cognizione di causa.
Nessun collega giornalista parlava russo. Quindi scrivevano tutti per il proprio giornale sulla base della traduzione dal russo degli organi di informazione.
Ma non potevano parlare con la gente. Quindi l' "anima" russa non la conoscevano. Nè conoscevano il vero significato di ciò che la gente e i giornali e i libri dicevano.
E la gente russa differisce tantissimo dal resto dell' Europa, anche sul piano culturale: la gente russa legge tantissimo e capisce cosa sta accadendo nel Paese.E, se vede che anche tu capisci e parli volentieri con gli altri per capire ancora meglio, ti invita a mangiare a casa e ti diventa amica.

Ecco: il segreto di Chiesa stava nel fatto che parlava (russo) con la gente ( anche con la vecchietta sveglia...); tutta un' altra mentalità rispetto alla nostra povera Italia, dove dolorosamente mancano la lettura, la cultura, la discussione e il buon senso e il normale rapporto tra le persone.

mardi 5 mai 2015

PROVOCAZIONE IN TRANSDNISTRIA? - Dalla pagina FB di Giulietto Chiesa di oggi, 5 maggio 2015

Un lettore chiede delucidazioni a Chiesa sulla Transdnistria.

Buona sera Sig. Chiesa, mi chiamo G. F. e la seguo ormai da un anno e mezzo sia su Pandoratv, su FB e anche attraverso altri canali come ad esempiO You Tube. Oggi mi è capitato di leggere una notizia che riguardava la Transnistria sul sito Intopic.it; dove si parlava di due articoli (uno russo ed uno ucraino con annessi link per controllare la veridicità) nei quali, in maniera opposta, si diceva la stessa cosa. Ho letto di una possibile prossima crisi proprio in quella regione sostenuta (e forse voluta) dagli USA allo scopo di indurre la Russia ad una reazione, cosa che finora fortunatamente ancora non è avvenuta. La cosa che mi ha incuriosito è che dopo circa 30 min. l'articolo era sparito e non c'è stato verso di recuperarlo da internet, sono riuscito solo a trovare notizie simili ma datate marzo-aprile 2014. Quindi la mia domanda è: questa notizia potrebbe essere reale?
La ringrazio anticipatamente se mi vorrà rispondere e per il lavoro che lei ed il suo staff state portando avanti.
PS grazie a voi ho cominciato ad aprire gli occhi!
Cordiali saluti"

La risposta di iulietto Chiesa:
"Caro G., le notizie sono fondate. L'esercito ucraino ha già spostato batterie di missili terra-aria nella regione di Odessa. L'obiettivo potenziale sarebbe quello di abbattere aerei russi che potrebbero essere impiegati per impedire il blocco della Transdnistria e per portare rifornimenti alla popolazione. La Transdnistria si trova ora accerchiata. Da una parte la Moldova, repubblica guidata da quisling pro-europei, dall'altra l'Ucraina nazista. La Transdnistria è uno stato, molto piccolo, non riconosciuto praticamente da nessun paese, risultato delle disgregazione dell'URSS, ma che ha intensi rapporti politici, commerciali, industriali, economici con la Russia, essendo abitato in gran parte da russofoni e che non ha nessuna intenzione di ritornare all'intero della Moldova. La quale, a sua volta, sta diventando una colonia europea, con l'aggiunta del pericolo di essere assorbita dalla Romania (la quale ha precise mire espansive su quel territorio, favorita dalla affinità linguistica visto che in Moldova si parla rumeno e russo). Le merci passavano, prima del golpe ucraino, abbastanza facilmente attraverso la frontiera con la regione di Odessa. Adesso la tensione è molto alta. Il confine è spesso bloccato. Gli strateghi della Nato hanno già fatto i loro calcoli. Secondo informazioni attendibili ci sarebbero già state infiltrazioni di squadre di commandos (di incerta provenienza) sul territorio, in vista di una "insurrezione popolare". E' una delle diverse provocazioni (non l'unica) che la Nato e i servizi segreti occidentali stanno preparando per trascinare la Russia in un conflitto. L'Ucraina è lo strumento principale, non l'unico, di queste provocazioni."

jeudi 9 avril 2015

"LE TORRI POLACCHE" di Giulietto Chiesa - dalla sua pagina FB

"Leggo, trattenendo le risate, che la Polonia annuncia la costruzione di alte torri di osservazione (alte fino a 50 metri) per prevenire attacchi russi lungo i 200 chilometri della frontiera. Siamo tornati al medioevo. La patria di Chopin ha perso la testa. Mi auguro che la cosa riguardi solo qualche gruppo di imbecilli al vertice politico e militare del paese."

lundi 3 mars 2014

giuliettochiesa.globalist.it | Il baratro europeo di Kiev

LINK: giuliettochiesa.globalist.it | Il baratro europeo di Kiev



Il baratro europeo di Kiev

È il «popolo ucraino» quello della Maidan? Ecco, questa è la prima domanda da farsi.


Giulietto Chiesa
martedì 28 gennaio 2014 23:43



da ilmanifesto.it
Scrivo queste note di ritorno da Mosca, e la prima cosa che mi colpisce è l'enorme divario tra ciò che stanno vedendo gl'italiani (e gli europei insieme a tutto il resto del mondo occidentale) e quello che vedono i russi. Non è solo questione di quantità. È che qui (quasi) non si vedono le squadre armate dei dimostranti della piazza Maidan e dintorni. Non si vedono i poliziotti bruciare vivi. Non si vedono le armi delle squadre - palesemente bene organizzate - di assalitori. Non si vedono i lancia-fiamme e le bombe molotov degli assalitori. Non si vedono le grandi catapulte che lanciano sugli schieramenti delle forze speciali antisommossa bombe incendiarie in quantità e di qualità tale che non è possibile pensare improvvisate.
Qui, nella civile Italia democratica, dove tutto il mainstream freme di sdegno contro i Notav «violenti», si descrivono le squadracce fasciste che ormai dominano la protesta di Kiev come vittime, come coloro che «muoiono per l'Europa». Anche a Mosca ci sono quelli che li definiscono «liberali», «democratici». Sono i «figli del capitano Grant» (grant in inglese vuol dire prebenda). Io vado, come al solito, controcorrente. E dico: Dio ci salvi da questi "nuovi europei". Presto ne avremo notizia anche dalle nostre parti, e saranno guai per tutti. Ma questo sarà il dopo.
Colpiscono la cecità e l'ignoranza - quasi peggio della menzogna - di gran parte dei commenti. Che pure vengono sparse a larghe mani. È il «popolo ucraino» quello della Maidan? Ecco, questa è la prima domanda da farsi. Invece tutti, qui, senza eccezione, hanno già deciso che il popolo ucraino è quello e non ce n'è altro. Povera Ucraina che ormai se ne va in pezzi! E poveri ucraini che saranno mandati allo sbaraglio, a massacrarsi tra di loro sul pianerottolo di casa nostra.
Allora viene subito un'altra domanda da porsi: chi ha eletto, a grande maggioranza, Viktor Janukovic presidente dell'Ucraina? Dove sono andati a finire i suoi elettori? Hanno tutti cambiato idea? Si sono accorti solo negli ultimi mesi che era un corrotto e un dittatore? Certo, un pasticcione indifendibile, che ora sarà cacciato tra gli applausi di Bruxelles e di Washington). Ma quanti di questi commentatori nostrani hanno ricordato che l'Ucraina non è solo la parte sud-occidentale, che è quella che in gran parte si chiamava Galizia, e che apparteneva al territorio polacco? Hanno dimenticato tutti che c'è un'altra Ucraina, quella dell'est e del nord, quella industriale delle grandi città di Kharkov, di Dnipropetrovsk, per esempio, quella che parla ancora adesso il russo e che ha una storia di milioni di famiglie intrecciate alla Russia.
Certo, si direbbe (se i commentatori di Repubblica, del Corsera , perfino del Fatto Quotidiano avessero letto i libri di storia) che fu «colpa» di Stalin, che promosse il Patto Molotov-Von Ribbentrop, se la Galizia venne incorporata nell'Ucraina Sovietica. Vero, verissimo. Come fu vero che le formazioni militari di Stepan Bandera combatterono al fianco dei nazisti. E in piazza Maidan sono proprio i «banderovzy» a guidare la danza.
Ma allora che cosa proponiamo all'Ucraina? Di tornare alle frontiere del 1943? Cedendo la Galizia alla Polonia? E quanti sarebbero gli ucraini d'accordo con questa idea? E poi che ne sarebbe della frontiera tra la Lituania e la Polonia? Perché sarà bene ricordare che, in questa eventualità, oltre un terzo dell'attuale Lituania, inclusa la capitale Vilnius, dovrebbe tornare in Polonia. Ma l'Europa di Altiero Spinelli non nacque proprio, anche, per avviare una fase pacifica di cooperazione che cancellasse tutte le frontiere? Certo - dicono i Ponzio Pilato che abbondano in questa Europa dell'austerità, che sta mettendo in ginocchio tutto il sud-Europa, a cominciare dalla Grecia - è il popolo ucraino che deve decidere da che parte stare: se con la Russia o con l'Europa.
Ma è solo questa l'alternativa? C'è anche - ma chissà perché nessuno ne parla - l'ipotesi di una Ucraina indipendente e sovrana, che sta in buoni rapporti con gli uni e con gli altri, che ne trae vantaggio per sé, contribuendo alla pace e alla sicurezza comune europea, senza farsi assorbire, per esempio, nella Nato.
Ecco, a me pare che stia qui la risposta - una delle risposte - a quello che sta accadendo in queste ore a Kiev e, ormai, in diverse altre province dell'ovest ucraino. L'Ue ha forzato la situazione in modi e forme inaccettabili per una politica di buon vicinato. E non è una ipotesi. Ben 34 leader europei si sono affaccendati in questi mesi sulle piazze ucraine, per premere su Yanukovic e per incitare (e foraggiare) le opposizioni. Si attende ora il commissario all'allargamento Fuele, poi la signora Ashton, poi una delegazione parlamentare europea. Cosa offrono? Un pesantissimo prestito del Fondo Monetario Internazionale che legherà l'Ucraina al carro dei mercati finanziari dell'Occidente. È aiuto? Io lo chiamerei ingerenza negli affari interni di un paese vicino.
Invece - due pesi e due misure - si condanna il cattivissimo Putin, che ha concesso 15 miliardi di dollari di prestito a tassi d'interesse ridicolmente più bassi di quelli dei mercati occidentali e, in più, regala due miliardi di dollari all'anno di sconti sul prezzo dell'energia. Anche questa è ingerenza? Probabilmente. Ma costa meno. E poi ci si dovrebbe chiedere: ma perché una tale accelerazione da parte europea? Non sanno che l'Ucraina è divisa? Perché forzare? Chi si vuole portare al potere a Kiev? Un altro gruppo di oligarchi (come fu fatto in Russia nel 1991) che chiederanno protezione alle banche svizzere e tedesche, offrendo in cambio l'Ucraina alla Nato? E chi è il pazzo, o l'irresponsabile, che pensa che la Russia di Putin accetterà, arrendendosi, a un gigantesco avvicinamento dell'alleanza militare ostile alla propria capitale?
Qualcuno punta a trasformare l'Ucraina in un mostruoso casus belli al centro dell'Europa: quello che si delinea è la rottura di tutti gli equilibri della sicurezza europea collettiva. È l'inizio di una rottura strategica tra Russia ed Europa. Agli ucraini non sarà dato di decidere pacificamente. Sarà un passaggio violento, e scorrerà il sangue. È stata l'Europa - promettendo sogni che non potrà soddisfare (e i primi a saperlo siamo proprio noi) - a volerlo.