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mercredi 10 juin 2026

lundi 18 septembre 2023

Sabino Paciolla: La sconcertante affermazione dell’Arciv. Victor Manuel Fernández, nuovo Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede

https://www.sabinopaciolla.com/la-sconcertante-affermazione-dellarciv-victor-manuel-fernandez-nuovo-prefetto-della-congregazione-per-la-dottrina-della-fede/

 

(...)"Il punto principale che Ratzinger sta sostenendo qui è che l’autorità dell’ufficio di insegnamento della Chiesa non si basa su sé stessa, e quindi la Chiesa non è essa stessa la norma della fede. La Chiesa afferma il primato dell’autorità di Dio, della sua Parola, in breve, della rivelazione divina, sull’autorità didattica della Chiesa, che è un’autorità derivata da Cristo.

Certo, la Chiesa ha autorità didattica, anzi partecipa all’autorità della Scrittura, ma “è solo una regola secondaria”, dice Yves Congar, “misurata dalla regola primaria, che è la Rivelazione divina”. Forse possiamo chiarire meglio questo punto distinguendo tra la “ragione formale” della fede e l’autorità didattica della Chiesa. La prima è la ragione per cui crediamo qualcosa, ad esempio che Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo. Lo crediamo in virtù della rivelazione divina. “La rivelazione divina è quindi la ragione senza la quale non ci sarebbe motivo di avere fede”. Quest’ultima – l’autorità ecclesiastica – è il mezzo che la Chiesa ha “per evitare di perdere questa preziosissima rivelazione”. Il cardinale domenicano Caetano (1469-1534) spiega quali sono questi mezzi:

E affinché non appaia alcun errore nella proposta o nella spiegazione delle cose da credere, lo Spirito Santo ha fornito una regola creata, che è il senso e la dottrina della Chiesa, in modo che l’autorità della Chiesa sia la regola infallibile della proposta e della spiegazione delle cose che devono essere credute per fede. Pertanto, nella fede concorrono due regole infallibili, cioè la rivelazione divina e l’autorità della Chiesa; tra loro c’è questa differenza: la rivelazione divina è la ragione formale dell’oggetto della fede, mentre l’autorità della Chiesa è il ministro dell’oggetto della fede."(...)

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samedi 10 décembre 2022

vendredi 6 mai 2022

Diego Fusaro: La profezia di Ratzinger su Putin: l'intrigo dietro la sua caduta, le parole a sorpresa sulla Russia - VIDEO E ARTICOLO

https://www.radioradio.it/2022/05/ratzinger-putin-russia-usa-guerra/.

https://m.facebook.com/watch/?extid=TWT-UNK-UNK-UNK-IOS_GK0T-GK1C&v=521307619737196&ref=sharing&_rdr

 

La resistenza estrema di Ratzinger e della Chiesa da lui guidata alla voragine del nichilismo dilagante,

 si misurò non solo dal suo magistero filosofico-teologico che era incardinato sulla tradizione, 

ma anche dalle posizioni tutto fuorché allineate in ambito geopolitico. 

Le posizioni di #Ratzinger erano un segnalatore decisivo dell'indisponibilità della sua #Chiesa alla normalizzazione nichilista. 

Emblematica fu l'elegante , quanto spietata, stroncatura del Presidente Obama, icona globale del progressivismo neoliberista #USA.

Mentre il mondo intero cedeva ad una conformistica esaltazione di #Obama, ossia della nuova maschera dell'imperialismo atlantista, Ratzinger non nascondeva il proprio dissenso integrale verso chi incarnava compiutamente lo sfaldamento della famiglia naturale. 

Altrettanto emblematica fu l'apertura di Ratzinger a Vladimir #Putin e a quella #Russia che era tornata con forza ad incarnare il principio del multipolarismo e della resistenza all'imperialismo. 

APPROFONDIMENTI SU: https://www.radioradio.it/

 Nel 2016 così riferì Ratzinger del proprio incontro con Putin, svoltosi il 13 marzo del 2007. 

Disse di aver parlato in tedesco e di aver trovato un uomo toccato dalla profondità della fede. 

È interessante questo aspetto: Ratzinger aveva esaltato la Russia di Putin e l’aveva valorizzata sia sul ruolo geopolitico, il ruolo di grande potenza, sia per il richiamo di Putin alla Chiesa ortodossa e alla trascendenza.

 Ratzinger si mostrava consapevole dei rapporti di forza nello scacchiere geopolitico internazionale e sapeva che la Russia di Putin svolgeva il ruolo di fortilizio e di resistenza al nichilismo della globalizzazione atlantista. 

Putin, lasciava intendere Ratzinger, aveva ben compreso come il conflitto contro il nichilismo globalista attrazione statunitense dovesse di necessità passare anche per il recupero del senso di trascendenza la cui messa in commercio era uno dei principali motivi che spingevano il pontefice Ratzinger a proclamarsi lontano da Obama. 

 Era alla Russia ortodossa identitaria di Putin più che all’America di Obama che Ratzinger si sentiva vicino.

 Ratzinger sapeva bene che l’inimicizia tra la civiltà del nulla di marca atlantista e la Russia di Putin poneva uno scontro culturale.

 Al nulla dell’americanizzazione, della dittatura del relativismo, si opponeva la tendenza tellurica di una Russia indisponibile a lasciarsi ridurre a succursale a stelle e strisce.

 Fu anche questa la motivazione che determinò l’acuirsi dell’idiosincrasia dei mercati verso il pontificato di Ratzinger. 

 Vi è a tal riguardo un articolo di Germano Dottori: “Perché ci serve il Vaticano”, apparso sul quarto numero di Limes nel 2017. Dottori sostiene che fu questa la vera causa dell’avversione verso Ratzinger da parte dell’ordine globalista. 

A suffragarlo sarebbero il desiderio espresso dal Pontefice con il patriarcato di Mosca. 

Chissà forse Ratzinger fu fatto cadere nel 2013 anche per questa sua apertura alla Russia ortodossa.

mercredi 30 juin 2021

Andrea Cionci:Per Benedetto XVI, la data delle sue "dimissioni" ha un nesso anche col primo lunedì di Carnevale

https://www.liberoquotidiano.it/articolo_blog/blog/andrea-cionci/27778923/papa-benedetto-xvi-scelse-data-presunte-dimissioni-nesso-primo-lunedi-carnevale-rosenmontag-tedesco-festa-famosa.amp?

(...)  "  Che senso avrebbe questo ennesimo messaggio “criptico”, come ce ne sono tantissimi in “Ultime conversazioni”? Diversi studiosi ripetono, sulla base di contingenze MOLTO PIU’ ESPLICITE di questo messaggio, che la sua rinuncia è del tutto nulla, un gigantesco “scherzo”, e con ottima probabilità papa Ratzinger l’ha costruita appositamente invalida per difendersi dai modernisti che lo costrinsero a dimettersi, dato che non aveva più alcun potere. Questo è dimostrato dal fatto, ripreso dai media, che il Segretario di Stato aveva silurato il Presidente dello IOR Gotti Tedeschi senza che Benedetto ne sapesse niente. La Declaratio invalida – secondi tali studiosi - ormai definitivamente consegnata alla storia e al diritto canonico, sarebbe dunque una trappola per lasciare tempo alla Chiesa modernista di svelarsi, finché un giorno non si scoprirà che il conclave del 2013 era del tutto invalido".

jeudi 27 mai 2021

Andrea Cionci: Benedetto XVI, la rinuncia è invalida: il parere del giurista Patruno

https://www.liberoquotidiano.it/articolo_blog/blog/andrea-cionci/27378245/benedetto-xvi-rinuncia-invalida-parere-giurista-patruno.amp

"  (...)  una questione che, nonostante rimanga pressoché ignorata da media laici e cattolici, costituisce il nodo chiave e ineludibile di tutto ciò che riguarda le turbolenze in seno alla Chiesa cattolica. Capire se papa Benedetto XVI abbia abdicato oppure no, non è esattamente una questione secondaria:  E’ TUTTO. Se le sue “dimissioni” non sono valide, il conclave che ha eletto nel 2013 il card. Bergoglio era invalido, quindi “il papa Francesco” non sarebbe mai esistito, sarebbe un antipapa, come tale non assistito dallo Spirito Santo. Nulla di quanto fatto da lui in otto anni di pontificato sarebbe valido e tutti i pontefici eletti nella sua linea successoria sarebbero altrettanti antipapi. Quindi, la Chiesa cattolica sarebbe finita, almeno per come la conosciamo, a meno che non venga riconosciuta l’invalidità. (...)