(...)"Il punto principale che Ratzinger sta
sostenendo qui è che l’autorità dell’ufficio di insegnamento della
Chiesa non si basa su sé stessa, e quindi la Chiesa non è essa stessa la
norma della fede. La Chiesa afferma il primato dell’autorità di Dio,
della sua Parola, in breve, della rivelazione divina, sull’autorità
didattica della Chiesa, che è un’autorità derivata da Cristo.
Certo,
la Chiesa ha autorità didattica, anzi partecipa all’autorità della
Scrittura, ma “è solo una regola secondaria”, dice Yves Congar,
“misurata dalla regola primaria, che è la Rivelazione divina”. Forse
possiamo chiarire meglio questo punto distinguendo tra la “ragione
formale” della fede e l’autorità didattica della Chiesa. La prima è la
ragione per cui crediamo qualcosa, ad esempio che Gesù Cristo è vero Dio
e vero uomo. Lo crediamo in virtù della rivelazione divina. “La
rivelazione divina è quindi la ragione senza la quale non ci sarebbe
motivo di avere fede”. Quest’ultima – l’autorità ecclesiastica – è il
mezzo che la Chiesa ha “per evitare di perdere questa preziosissima
rivelazione”. Il cardinale domenicano Caetano (1469-1534) spiega quali
sono questi mezzi:
E
affinché non appaia alcun errore nella proposta o nella spiegazione
delle cose da credere, lo Spirito Santo ha fornito una regola creata,
che è il senso e la dottrina della Chiesa, in modo che l’autorità della
Chiesa sia la regola infallibile della proposta e della spiegazione
delle cose che devono essere credute per fede. Pertanto, nella fede
concorrono due regole infallibili, cioè la rivelazione divina e
l’autorità della Chiesa; tra loro c’è questa differenza: la rivelazione
divina è la ragione formale dell’oggetto della fede, mentre l’autorità
della Chiesa è il ministro dell’oggetto della fede."(...)
(...)"1. È possibile che l’mRNA venga integrato o ritrascritto in alcune cellule. 2.
È possibile che le pseudo-uridine in una particolare posizione della
sequenza, come descritto nell’articolo, inducano la formazione di una
proteina spike che è sempre costitutivamente attiva. Ma sembra molto
remota come ipotesi. 3. È possibile che la nanoparticella contenente
mRNA venga captata dai batteri normalmente presenti a livello basale
nel sangue. In effetti, l’esistenza di un microbiota ematico in
individui clinicamente sani è stata dimostrata negli ultimi 50 anni."(...)
Il vescovo Strickland che dà la vita per le sue pecore: “Non mi tirerò mai indietro nel proclamare la Verità”
Di Redazione Blog di Sabino Paciolla|Luglio 26th, 2023|
Di
seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo
blog l’articolo scritto da Kevin Wells e pubblicato su Crisis Magazine.
Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le
eventuali richieste. Ecco l’articolo nella nostra traduzione.
Il vescovo Joseph Strickland di Tyler, Texas, USA
Come
Cristo, il vescovo Strickland capisce che il dovere di un pastore è
quello di diventare, senza esitazione, un sacrificio per le sue pecore.
Quando
ieri il vescovo più solitario d’America ha allungato le braccia e si è
allontanato dal suo letto nell’oscurità dell’alba del Texas orientale, i
pesci piccoli sonnecchiavano sul fondo del lago Bellwood e le praterie
di bestiame rimanevano immobili prima che i raggi del sole iniziassero a
incrostare le loro pelli.
I cassieri del Dollar Tree
sulla Broadway Avenue e i camerieri dell’Happy’s Fish House e dello
Stanley’s Famous Barbecue stavano dormendo quando il vescovo Strickland
ha guardato nel suo cellulare.
Lì ha visto le “sue”
parole. Stava lasciando la “setta bergogliana” e la Chiesa cattolica,
portando con sé tutta Tyler. Un gruppo che sostiene di essere “I Vescovi
del Patriarcato Cattolico Bizantino” ha digitato la notizia, l’ha
attribuita al vescovo e ha pubblicato un tweet.
In canonica il caffè non aveva ancora iniziato a gocciolare.
Nel
caldo torrido dell’estate texana, quando i pini smettono di crescere e i
manovali dei ranch si rilassano nel loro lavoro, il vescovo di Tyler ha
smesso di cercare il fresco dell’ombra. Che ci crediate o no, è
arrivato ad abbracciare il deserto della sua vita, anche se questo lo
porterà alla rovina. Mentre il caffè si preparava, ha inviato un tweet
per spiegare che il “messaggio inventato e scurrile” non proveniva da
lui.
Poi si è inginocchiato e ha iniziato a pregare
Maria, alla quale ha consegnato il suo sacerdozio. È attraverso il suo
rapporto con la Madre di Dio, che si è intensificato nel corso degli
ultimi otto anni, che lei gli indica il Golgota e lo guida: Joe, lì c’è
la tua casa”.
Stranamente, il luogo senz’acqua ai piedi
dell’Agnello macellato è diventato il pavimento di un palazzo per il
vescovo dalla voce dolce. Sa che il suo lavoro sul Golgota potrebbe
ucciderlo – o almeno uccidere la sua carica di vescovo – ma questo luogo
solitario della crocifissione gli ha permesso di appoggiare il capo
contro il cuore di Cristo e di nascondersi nelle sue ferite.
In
questa landa solitario, è diventato uno con San Carlo di Foucault,
Sant’Antonio del Deserto, San Paolo l’Eremita e altri asceti che hanno
barattato le comodità nel tentativo di vivere come Gesù, il Poverello di
Nazareth, che non aveva un posto dove posare il capo. Anche il vescovo
Strickland è a corto di posti dove posare il capo. È la sua testa,
infatti, che è la storia della Chiesa di oggi.
Negli
ultimi tempi, il vescovo Strickland ha sentito una parentela con
Giovanni Battista. Erode tagliò la testa del Battista perché aveva
gridato al peccato, annunciato il pentimento e proclamato con coraggio
la Buona Novella del Salvatore del mondo. Alla radice, però, Giovanni fu
decapitato per un unico motivo: i suoi seguaci stavano crescendo. La
voce solitaria nel deserto doveva essere uccisa.
Più le cose cambiano, più rimangono uguali.
Il
mese scorso, Papa Francesco ha ordinato un’indagine formale sul vescovo
Strickland, guidata dal vescovo emerito Gerald Kicanas di Tucson e dal
vescovo Dennis Sullivan di Camden, New Jersey. Secondo The Pillar, un
sacerdote della diocesi di Tyler, interrogato durante la visita, ha
detto che gli intervistatori “stavano già facendo domande su chi potesse
essere adatto a sostituire [Strickland]”.
Perché il
Papa ha ordinato la visita apostolica? Le opinioni sono innumerevoli
come le galassie, ma per motivi di spazio della rubrica, quella che
segue è una cristallizzazione a campione. La destra cattolica sosterrà
che Francesco voleva la testa di Strickland a causa della sua franchezza
e dei suoi gomiti taglienti quando affronta il peccato moderno e le
questioni oscure della Chiesa. (L’indagine non era dovuta alla sua
visita al Dodger Stadium).
La sinistra cattolica
sottolineerà l’avventatezza e l’imprudenza di Strickland e sosterrà che
la sua messa in discussione della leadership del Santo Padre ha portato
alla sua scomparsa, quando lo scorso maggio ha twittato: “È tempo per me
di dire che rifiuto il programma [di Papa Francesco] di minare il
Deposito della Fede”. Useranno questa dichiarazione come prova per la
visita, nonostante molte dozzine di vescovi americani, a denti stretti,
tiepidi e con i piedi per terra, la pensino come il vescovo Strickland.
So che questo è vero; più di qualcuno ha condiviso con me i propri
pensieri in via ufficiosa.
Più precisamente: perché la testa del vescovo Strickland è sul ceppo di Erode?
Provo
a fare un’ipotesi sul giorno esatto in cui il capomastro iniziò ad
affilare. Il 12 novembre 2018, in una giornata fredda e grigia, a
Baltimora. Fu allora, al di fuori della riunione annuale dei vescovi,
che il vescovo Strickland si inginocchiò su una strada acciottolata per
pregare il Rosario. Alcuni membri del suo gregge del Texas orientale lo
hanno esortato a pregare, così il pastore è andato. Non sapeva o non gli
importava che i cattolici americani si trovavano fuori dall’elegante
hotel del centro, in collera per lo scandalo McCarrick e per il virtuale
silenzio dei vescovi in seguito a esso (McCarrick, un cardinale
pedofilo. a cui fu ordinato una vita appartata e di preghiera da
Benedetto XVI. McCarrick fu “liberato” dall’isolamento da Papa Francesco
è inviato in giro per il mondo, in particolare a tessere rapporti con
la Cina. Quando lo scandalo della pedofilia divenne pubblico nelle aule
del tribunale, Papa Francesco lo spretò, ndr).
Monsignor
Strickland è stato l’unico vescovo a pregare con i laici cattolici quel
giorno. Qualche ora prima, in una grande sala, si era trovato in mezzo
ai suoi confratelli e aveva parlato candidamente dell’insegnamento della
Chiesa riguardo all’attività omosessuale. Con umiltà si è chiesto se i
vescovi credessero davvero alla dottrina della Chiesa riguardo a ciò che
il catechismo definisce un atto e un modo di vivere “intrinsecamente
disordinato”.
Prima di quel giorno, il vescovo
Strickland era solo un vescovo mariano di una diocesi di provincia, un
santo bifolco destinato a essere ignorato. Dopo quel giorno d’autunno,
però, i capi cominciarono a riunirsi.
Nel 2019 ho
incontrato il vescovo Strickland dopo che aveva letto il mio libro, I
sacerdoti di cui abbiamo bisogno per salvare la Chiesa. Abbiamo
condiviso il pranzo in una remota parrocchia del Texas orientale e
abbiamo mangiato panini sotto un cielo azzurro che si stava
inghiottendo. Dopo aver finito, mi chiese se non mi sarebbe dispiaciuto
che entrasse in chiesa a pregare. Si inginocchiò sul pavimento
piastrellato davanti al tabernacolo per una trentina di minuti.
Poi ha raccontato una piccola storia.
Quando
sono diventato vescovo per la prima volta, un signore è venuto da me e
mi ha detto: “Vescovo Strickland, ci piace molto il suo carattere. Lei è
come un bicchiere d’acqua alto e fresco”. Quando l’ha detto, mi sono
sentito abbastanza bene per questo e per me stesso.
“Poi
sono passati alcuni anni e ho iniziato a leggere un libro sulla
necessità che i sacerdoti facciano un’Ora Santa quotidiana. Da allora
faccio almeno un’Ora Santa al giorno. Oggi ho bisogno di andare a Cristo
in adorazione come ho bisogno di acqua e di aria. … È stato durante uno
di quei giorni di adorazione che ho sentito Maria parlarmi
interiormente. Ha detto che non aveva bisogno di un vescovo per essere
un fresco bicchiere d’acqua; voleva che io fossi un calice versato del
preziosissimo sangue di suo Figlio. … Mi stava chiamando a prendere la
croce di suo Figlio e a seguirlo quotidianamente nell’annuncio e
nell’insegnamento della pienezza del Vangelo e della dottrina della
Chiesa, a prescindere da quanto le cose fossero difficili.
Ricordo
di aver detto chiaramente quel giorno: “Non mi tirerò mai indietro nel
proclamare la Verità”. … In un certo senso, Maria mi stava chiamando a
morire quel giorno. In un certo senso, credo, mi stava chiedendo di
accettare il martirio che deriva dalla sola predicazione della Verità”.
Avete
sentito una dichiarazione simile dal vostro vescovo? Conoscete un solo
vescovo americano che abbia espresso il desiderio di morire da martire?
Perché
i vescovi sono rimasti in silenzio dopo le parole del nuovo prefetto
del Dicastero per la Dottrina della Fede, l’arcivescovo argentino Víctor
Manuel Fernández, che la settimana scorsa ha detto di non escludere la
benedizione delle unioni omosessuali? Il vescovo portoghese Americo
Aguiar, coordinatore principale della prossima Giornata Mondiale della
Gioventù, ha dichiarato la scorsa settimana: “Non vogliamo convertire
questi giovani a Gesù Cristo”. Questa affermazione non solo è
sconcertante, ma sembra provenire dal settimo anello dell’inferno,
eppure praticamente tutti i vescovi americani non ne hanno fatto
menzione.
Tra i membri votanti del Sinodo sulla
sinodalità scelti dal Papa ci sono i cardinali Blase Cupich, Wilton
Gregory e Robert McElroy: progressisti confermati, con precedenti di
guida delle diocesi più vicine alle loro ideologie. Ognuno di questi
cardinali ha invitato padre James Martin (un altro membro votante del
Sinodo invitato dal Papa) nel proprio territorio; ognuno di loro ha
anche permesso la celebrazione di “Messe dell’Orgoglio” nella propria
diocesi. Questi uomini sono gli elettori dello stesso Sinodo che il
cardinale tedesco Gerhard Müller, ex prefetto della Congregazione per la
Dottrina della Fede, ha definito una “acquisizione ostile della Chiesa
di Gesù Cristo”. Ha detto che se il Sinodo avesse successo, segnerebbe
“la fine della Chiesa cattolica”.
Che le parole
apocalittiche di Müller si avverino o meno, egli è un pastore come
Strickland, che vede i lupi zannuti e li confligge. Numerosi fedeli
cattolici credono in ciò che Müller pensa: il Sinodo sulla sinodalità è
stato comandato per sovvertire e distorcere la dottrina morale della
Chiesa. Le ragioni sono molteplici, ma per prima cosa un paio di
cardinali favorevoli agli omosessuali sono stati nominati da Papa
Francesco per ricoprire i ruoli di leadership sinodale più importanti.
Il
peso dell’identità di un vescovo cattolico è quello di morire per
proteggere il suo gregge. Negli anni passati, i vescovi sembravano
sapere che il fulcro della loro vocazione era l’identificazione con
Cristo crocifisso, che ha proclamato la verità e protetto la dottrina
della Chiesa fino alla sua morte. Come Cristo, il vescovo Strickland
capisce che il dovere di un pastore è quello di diventare, senza
esitazione, una vittima per le sue pecore.
Guardatevi
intorno. I pastori americani risiedono in quelle che sembrano ville o
palazzi. Molti hanno chef, autisti e cache. Il loro copricapo non è una
corona di spine, ma una mitria su misura. E le loro pecore? Rimangono in
una Chiesa cattolica post-Covid? No. I cattolici fuggono dalla Chiesa
nel 2023 come gli israeliti dal faraone. E molti di quelli che rimangono
non sono formati nella loro fede, come milioni di antilopi che
pascolano nei campi in mezzo a leoni accucciati.
Per
fortuna, però, quei pochi vescovi santi che sono rimasti sono diventati
come pastori che camminano sulle colline irlandesi, che rimangono in
sintonia con le anime e le pecore in travaglio del loro gregge. Si
arrampicano sulle rupi, scendono nei burroni, confliggono con le cause
reali del pericolo e del male e riportano le pecorelle smarrite tra le
braccia di Cristo. La paternità spirituale – la vera pastorizia –
richiede uno sforzo spirituale, fisico e intellettuale. La pastorizia
richiede audacia; una salvaguardia sacrificale delle anime e
l’ancoraggio del gregge al dogma, alla dottrina e al Sacro Cuore di
Cristo. Questa è l’unica azione richiesta ai vescovi in una società che
si sta rapidamente paganizzando.
Fatto curioso: il
vescovo Kicanas e Sullivan hanno visitato Tyler, in Texas, per
intervistare il vescovo Strickland durante la veglia della Natività di
Giovanni Battista. Con la corruzione che pesa nella Chiesa di oggi, non
sorprendetevi se sentirete la notizia che il vescovo ha perso la testa;
che è stato rimosso dalla sua posizione di vescovo di Tyler. Tuttavia,
ha giurato a Maria che avrebbe accettato il dolore, persino la propria
morte, pur di proclamare la Buona Novella di Gesù Cristo e il Vangelo –
anche quando molti nella Chiesa di oggi sembrano intenzionati a
cambiarlo.
Se il vescovo Strickland perderà
effettivamente la testa, mi batterò. Non sono un utente di Twitter o di
hashtag, ma inizierò in due modi:
Numero 1. #DefundTheUSCCB.
No.
2. Chiamerò i vescovi fedeli che sono rimasti in silenzio mentre la
nostra Chiesa cattolica implodeva, e hanno taciuto mentre il loro
fratello perdeva la testa.
Dal venerabile Fulton Sheen:
“Chi salverà la nostra Chiesa? Non i nostri vescovi, non i nostri
sacerdoti e religiosi. Dipende da voi, dalla gente. Voi avete le menti,
gli occhi e le orecchie per salvare la Chiesa. La vostra missione è fare
in modo che i vostri sacerdoti si comportino da sacerdoti, i vostri
vescovi da vescovi e i vostri religiosi da religiosi”.
Kevin Wells
Kevin
Wells è un ex scrittore della Major League Baseball, oratore cattolico e
autore di Priest and Beggar: The Heroic Life of Venerable Aloysius
Schwartz (Ignatius Press). Il suo best-seller The Priests We Need to
Save the Church è stato pubblicato da Sophia Institute Press nel 2019.
Una prossima scadenza importate è la
fine di questo mese di febbraio entro cui il Governo Meloni dovrà
decidere se firmare o meno il contratto con l’OMS e cedere la nostra
sovranità sanitaria adottando il passaporto vaccinale internazionale che
è parte integrante del Portafoglio Digitale Europeo (European Identity
Digital Wallet) che dal prossimo mese di marzo entrerà in fase
sperimentale.
In altre parole, si sta
aprendo un’altra finestra di Overton che rappresenta una delle PRIORITÀ
chiave dei prossimi 12 mesi per la nostra società per la difesa dei
diritti costituzionali e umani nel nostro paese. Sia chiaro che chi può
far cambiare la situazione siamo soltanto noi. Non esiste alcuna
possibilità di aiuto che possa arrivare dall’esterno o chicchessia:
“uomo della domenica”.
Il 27 dicembre
2022, come Associazione ContiamoCi, abbiamo scritto al Primo Ministro
On. Meloni per esortarla a non firmare il contratto con OMS, motivando
in modo oggettivo la nostra raccomandazione. Copia delle lettera la
trovate in fondo alla pagina.
Ovviamente,
il neo Primo Ministro non ci ha risposto. Ma visto come stanno andando
le cose, bisogna premunirsi e decidersi a disinnescare le loro “trappole
di marketing emozionale” a livello dei meccanismi di base, invitando
direttamente la gente a NON aderire e a NON attivare l’Identità Digitale
che per il cittadino e la nostra società comporta soltanto gravi
rischi. Il problema è ricostruire la consapevolezza nelle persone dai
fatti, non in modo emozionale. Aiutarli a ripristinare, laddove
possibile e d’interesse, il ragionamento e il pensiero critico.
Alcuni dati prima di entrare nel merito dell’ID digitale.
Ad
oggi risulta che 33 milioni d’italiani utilizzino lo SPID come sistema
di riconoscimento digitale verticale, cioè che non mette in connessione
le nostre informazioni sensibili contenute nei vari sistemi e data base
tramite cui si accede. 32 milioni, invece, sono quelli dotati di carta
d’identità elettronica (CIE) che diventerà obbligatoria, alla scadenza,
per quelli che sono ancora dotati di quella cartacea. Il Documento
d’Identità Digitale (sistema d’identità unico), nella testa del governo e
dell’Ue, rappresenta il superamento dello SPID. Sarà molto
probabilmente offerto gratuitamente e l’adesione non può essere che
volontaria. Ricordo un vecchio adagio: “Quando ti offrono qualcosa di
gratuito, ricordati che il prodotto in vendita sei tu”.
Ma cos’è e in cosa consiste l’Identità Digitale?
L’Identità
Digitale (o Digital Identity Wallet o Portafoglio digitale) è uno
spazio elettronico unico, centralizzato, dove tutti i dati personali,
sensibili, possono essere raccolti, conservati e gestiti in modo
integrato da aziende e governi, da remoto. Tramite i quali ogni utente
può, via internet, essere tracciato, identificato e collegato in modo
univoco ad una persona fisica, con un QR code. Questo significa la fine
dell’anonimato su internet e della privacy. Ogni commento, ogni dato
sanitario, ogni pagamento e ogni “twitt” può essere ricondotto a te,
come persona. Significa anche che i governi e le aziende possono
decidere le condizioni del tuo accesso o meno ai loro servizi e/o alle
loro strutture sulla base di quei dati e delle opinioni espresse.
Rappresenta
il salto evolutivo, pianificato, del Green Pass che con il suo QR code,
durante l’emergenza sanitaria, dettava le condizioni d’accesso alla
vita sociale (potevi accedere solo se avevi fatto la dose prevista),
controllava e tracciava il numero di dosi fatte di vaccino di ciascuno
di noi. A tutti gli effetti, un “lasciapassare” che è stato progettato
per essere applicato a tutti i settori della vita umana e a diventare in
prospettiva, nel suo sviluppo esteso, anche una vera “tessera
annonaria” per i razionamenti, anticipati da anni dai vari governi, di
beni quali: energia, carburante, spostamenti, carbon footprint, ecc.
Il
punto d’arrivo del Green pass è, quindi, l’Identità Digitale che
completa il progetto di sorveglianza e controllo delle persone tramite
questa “gabbia digitale”. In pratica viene applicata una libertà
subordinata alla “buona condotta” del singolo individuo, che dipenderà
dalla declinazione del cosiddetto “bene comune” che lo stato (etico)
definirà arbitrariamente. Come già avvenuto con gli otto mesi di
lockdown durante il Covid.
L’ID
Digitale è esattamente il sistema tecnologico di gestione della società
in vigore in Cina, cui ambiscono molti degli stati occidentali
cosiddetti democratici. In tutti questi, il processo di sorveglianza
sociale completo è già in atto da anni con strumenti parziali e meno
evoluti, e non vedono l’ora d’introdurre quello elettronico dotato di QR
code. I cinesi per come si comportano possono avere accesso o meno alle
operazioni di pagamento. Possono andare o meno in vacanza. Possono
accedere o meno ai trasporti pubblici, agli impianti sportivi, alle
discoteche. Controllano anche i loro contatti per distinguere e trattare
in modo differenziato i “cittadini buoni e quelli cattivi”. A tutti gli
effetti, un sistema soft di segregazione e trattamento differenziato e
stratificato dei gruppi di persone e singoli cittadini, controllato da
remoto. Da far invidia alle più orride serie TV distopiche di Netflix
degli ultimi 20 anni (che garantiscono tramite la programmazione
predittiva, tecnica persuasiva subliminale, una progressiva
desensibilizzazione delle masse) con un potenziale d’applicazione molto
vasto, grazie alla tecnologia 5G, al denaro elettronico e al
riconoscimento facciale.
Tutte le
tecnologie sono di per sé neutre, ma è l’uso che se ne fa che le rende
utili o dannose per l’essere umano. Noi vogliamo una tecnologia che sia
al servizio dell’uomo, lo aiuti a migliorarsi e a migliorare la sua
condizione di vita. Non viceversa, cioè quello che hanno in mente i
nostri governanti: “l’uomo al servizio della tecnologia e del potere”.
Vogliamo vivere una vita piena e libera, non sopravvivere vessati da
sociopatici disadattati. Quello che abbiamo già vissuto con il Covid nel
nostro paese, e i preoccupanti segnali di continuità del nuovo governo,
devono necessariamente farci riflettere e aprire la mente con i
circuiti ossidati dal lavaggio del cervello Covid.
Esperti
e scienziati è da tempo che ci mettono in guardia ma i loro
avvertimenti non vengono mai ripresi dai giornali mainstream e le
persone, come sempre, sono tenute al buio. Il pericolo non solo è molto
concreto, ma anche molto serio.
L’infrastruttura
che supporterà l’ID Digitale centralizzata è prevista dal PNRR e sarà
finanziata, a debito (altra gabbia, quella finanziaria, classica),
dall’Ue. Con la scusa della Salute pubblica stanno indirizzando tutti
gli investimenti del nostro governo dove interessa esclusivamente loro,
verso un inquietante sistema di controllo e vigilanza della popolazione.
È
opportuno, quindi, iniziare a sensibilizzare tutte le persone al fatto
di NON attivare il documento d’identità digitale o portafoglio digitale.
Ricordiamo,
poi, come ragionano i nostri governanti, la loro “forma mentis”, sia
italiani che europei. Ormai dovremmo averlo capito molto bene. Però
guardiamo i fatti concreti, sganciandoli dai 3 anni di cosiddetta
pandemia Covid.
Un’occasione ce la
offre JEAN-CLAUDE JUNCKER, ex-presidente della Commissione Europea dal
2014 al 2019 con le sue esternazioni “senza freni” dovute al senso di
onnipotenza, superiorità, disprezzo e indifferenza verso i cittadini
europei. Qui di seguito la sua descrizione dei cardini su cui si muove
storicamente il processo decisionale della Commissione Ue: “Prendiamo
una decisione, poi la mettiamo sul tavolo e aspettiamo un po’ per
vedere che succede. Se non provoca proteste né rivolte, perché la
maggior parte della gente non capisce niente di cosa è stato deciso,
andiamo avanti passo dopo passo fino al punto di non ritorno“. (Fonte: 2000: AUSLAND – DIE BRÜSSELER REPUBLIK).
Decidono
quello che interessa loro e poi applicano il principio millenario della
“rana bollita” e del “popolo bue” che è anche il principio della setta
dei Fabiani. Tony Blair è uno dei suoi rappresentanti. Vi ricordo che è
stato indagato per crimini di guerra. Ne abbiamo molti (troppi) anche in
Italia in posizioni di potere.
Giocano
con i termini per confondere le persone e raggirarle.Usano l’Inglese a
sproposito come forma di scherno e di test per raccogliere i riscontri e
sondare.
L’accettazione dell’ID
Digitale è volontaria, nessuno ce la può imporre. L’adesione è, quindi,
una libera scelta della singola persona. Faranno però di tutto e di più
per “incentivarci” a aderire o di tutto per costringere ad accettarla
chi non vorrà aderire.
Sull’entrata
in vigore del PORTAFOGLIO DIGITALE si basano anche le SMART
CITIES/cosiddette “Città dei 15 minuti” dell’agenda 2030 dell’ONU. Veri
“ghetti elettronici”. È tutto collegato.
Questo
passaggio chiave può diventare, quindi, un “giro di torchio” assoluto
per la sottrazione definitiva di tutti i nostri diritti costituzionali e
umani, non ultima la libertà. Pensare che i diritti ci siano dovuti per
definizione è stato il grande errore commesso durante l’emergenza
covid, che ci ha portati dove siamo oggi.
È
fondamentale quindi che la maggioranza dei cittadini italiani questa
volta non aderisca a questa iniziativa per fargli fare esattamente la
stessa fine dell’App IMMUNI.
Cosa si deve fare in particolare per non attivarla?
Quando
vi consegneranno i codici PIN e PUK del Documento di ID Digitale, da
abbinare a quelli della vostra carta d’identità elettronica (CIE), è
fondamentale non usarli, non andare sul sito indicato per NESSUNA
RAGIONE, NON aprire alcun vostro account e NON attivarlo, abbinando i
due PIN e PUK CONSEGNATI con quelli della vostra carta d’identità (CIE).
Se
lo farete, attiverete in automatico il vostro PORTAFOLIO DIGITALE /
IDENTITA’ DIGITALE con delega perenne allo stato e non potrete più
uscirne. Dobbiamo imparare dagli errori commessi per evitare che la
storia si ripeta…quindi, “Errare human est, perseverare diabolicum” ! A tutti noi la scelta.
" passata una settimana da quando
Seymour Hersh ha pubblicato la sua esclusiva Substack su come l’America
ha fatto fuori il gasdotto Nord Stream. La stampa tedesca tradizionale
ha risposto con uno scetticismo uniforme. La maggior parte dei resoconti
ha seguito l’esempio dei servizi giornalistici, riportando le smentite
dei funzionari americani e sottolineando che la storia è stata ben
accolta a Mosca. Alcuni interventi, come quello del media statale
Tagesschau, hanno tentato un debunking più completo, in questo caso
chiedendo a degli esperti di trovare delle falle nei dettagli della
storia di Hersh – con risultati non proprio eclatanti. L’altra tattica
principale è stata quella di attaccare la credibilità di Hersh, in modo
simile alla stampa americana. L’ultima notizia è che Bob Woodward pensa
che la storia di Hersh sia falsa, e poiché Woodward è anche un famoso
giornalista americano, questo significa scacco matto per Hersh, o
qualcosa del genere.
Lo sviluppo più
importante è un’intervista che Hersh ha rilasciato alla Berliner
Zeitung. È stata pubblicata ieri e contiene molti nuovi dettagli."(...)
(...)rilancio un articolo di Joseph Mercola pubblicato su The Epoch Times. Eccolo nella mia traduzione."(...)
(...)"Persone ai piani alti cercano la ritrattazione
Non
sorprende che persone altolocate stiano già cercando di imporre una
ritrattazione dell’articolo. Un avviso speciale dell’editore, datato
appena due giorni dopo la pubblicazione, afferma che:
“Si
avvisano i lettori che le conclusioni di questo articolo sono soggette a
critiche che sono al vaglio dei redattori. In particolare, le
affermazioni sono prive di fondamento e ci sono dubbi sulla qualità
della revisione paritaria”.
Come notato da Kirsch:[19]
“Stanno
attivamente cercando di far ritrattare il documento perché distrugge la
narrazione. Sono certo che ci riusciranno, perché le riviste sono
sottoposte a forti pressioni per censurare qualsiasi articolo
anti-narrativo. Il problema è che il sondaggio di Mark era del tutto
coerente con i miei sondaggi.
“Se
vogliono che l’articolo venga ritrattato, devono mostrarci i LORO
sondaggi. Ma ovviamente non hanno sondaggi perché hanno troppa paura dei
risultati.
“Quindi, invece di
raccogliere i loro dati, useranno argomenti come “non mi piace la
metodologia” o altre sciocchezze del genere. Non ci mostreranno MAI i
dati dei sondaggi che supportano la loro narrazione perché non ci sono.
“Ecco
perché non ci sono aneddoti di successo. NESSUNO è in grado di darmi il
nome di uno studio geriatrico statunitense in cui i decessi per tutte
le cause sono crollati dopo l’introduzione dei vaccini. In tutti i casi,
sono andati nella direzione sbagliata. La narrazione si sta dipanando
ad un ritmo accelerato, ma la comunità medica sta ancora combattendo la
verità”.(...)
" Vi sono delle foto che risalgono a
qualche giorno addietro e che mostrano Giorgia Meloni mentre abbraccia
teneramente Zelensky, attore prodotto in vitro da Washington. Foto che
li ritrae mentre si scambiano sorrisi convinti di essere dal lato giusto
della Storia. quello di Washington e del suo imperialismo. Si sono
incontrati per la prima volta in presenza Giorgia Meloni e Zelensky dopo
lo scambio di teneri cinguettii su Twitter nei quali il Presidente
Consiglio italiano garantiva pieno sostegno per una guerra definita
giusta.
Curioso vedere Giorgia Meloni dalla parte
dell’imperialismo USA e dalla parte di quella globalizzazione
neo-liberale che prima di essere al governo proprio la Meloni criticava
in modo sferzante. Sono i paradossi del potere che una volta ottenuto
cambia radicalmente chi fino a prima lo criticava anche con buone
ragioni.
Quel che stupisce è che Giorgia Meloni e i suoi accoliti
si definiscono come il partito della Nazione, il partito della Patria e
della Sovranità. Tutte parole nobilissime ma che appaiono fuori luogo
nel contesto attuale nel quale Fratelli d’Italia, divenuta forza di
governo, ha completamente abdicato rispetto a quei valori. Fin da subito
il governo di Fratelli d’Italia si è allineato con i desiderata
dell’Unione Europea e con i desiderata delle agenzie di rating. Il
governo italiano anziché ribadire la propria neutralità si è schierato,
già con Mario Draghi naturalmente, dalla parte dell’imperialismo
americano.
Di quale sovranità potranno parlare allora Giorgia
Meloni e il suo partito? Forse di quella USA. Una cosa è certa: anche il
partito di Giorgia Meloni accreditatosi come forza di opposizione negli
ultimi tre anni si è rivelato forza sistemica a tutti gli effetti a tal
punto da dimostrarsi un peggioramento rispetto al già pessimo governo
precedente.
Come affermato nel video: “Pfizer vince. L’America perde”.
Il Congresso non indagherà; sono tutti comprati.
La comunità medica rimarrà in silenzio. I media tradizionali lo ignoreranno. YouTube lo censurerà.
È così che funziona la scienza.
Non vogliono sapere la verità, vero?
Un’ultima
nota: se un governatore di uno Stato degli Stati Uniti volesse sapere
se il vaccino funziona o meno, basterebbe fare un join tra due tabelle
del database (decessi e vaccinazioni) per avere immediatamente la
risposta (cioè che i vaccini peggiorano il problema per tutte le fasce
d’età). Ma nessuno vuole guardare perché nessuno vuole sapere la verità.
Anche i media tradizionali e la comunità medica non chiederanno mai di
fare questo per lo stesso motivo: troppo imbarazzante da
guardare. Così i decessi e le disabilità continueranno finché qualcuno
non avrà il coraggio di guardare i dati in chiaro."
(...)"Una volta i college americani, sia cattolici che non, richiedevano ai
loro studenti un corso di logica elementare, in cui si imparava, tra le
altre cose, che due proposizioni contraddittorie non possono essere vere
allo stesso tempo. Peccato che i college non lo richiedano più.(...)
(...)"Nelle parole di Francesco c’è spesso una
preoccupante assenza di sfumature, una propensione sregolata allo
slogan, alla semplificazione zeppa di strizzatine d’occhio a ciò che la
gente vuol sentire, un sentore di imprudente vanità che turba.
Il
rifiuto forse praeter-intenzionale di restituire la tridimensionalità
delle cose che se da una parte lo rende comprensibile anche ai ciucci,
dall’altra pare assicurarsi che i ciucci restino tali."(...)
"Carlson ha spiegato che se gli Stati Uniti fossero effettivamente
responsabili dell’attacco ai gasdotti Nord Stream, ciò significherebbe
una guerra diretta tra Stati Uniti e Russia:
Se facciamo saltare il gasdotto Nord Stream, perché la Russia non
taglierebbe i cavi internet sottomarini? Cosa succederebbe se le banche
di Londra non potessero comunicare con quelle di New York per un giorno
[…] Quale sarebbe l’effetto economico? […] Potremmo avere un vero e
proprio collasso. Potremmo ritrovarci molto rapidamente in condizioni da
terzo mondo. Questa è la posta in gioco. Le persone che stanno dietro a
tutto questo, i geni come Victoria Nuland, hanno considerato gli
effetti? Forse sì. Forse era questo il punto. (...)"