https://www.sabinopaciolla.com/identita-digitale-loccasione-del-grande-risveglio/
Una prossima scadenza importate è la
fine di questo mese di febbraio entro cui il Governo Meloni dovrà
decidere se firmare o meno il contratto con l’OMS e cedere la nostra
sovranità sanitaria adottando il passaporto vaccinale internazionale che
è parte integrante del Portafoglio Digitale Europeo (European Identity
Digital Wallet) che dal prossimo mese di marzo entrerà in fase
sperimentale.
In altre parole, si sta
aprendo un’altra finestra di Overton che rappresenta una delle PRIORITÀ
chiave dei prossimi 12 mesi per la nostra società per la difesa dei
diritti costituzionali e umani nel nostro paese. Sia chiaro che chi può
far cambiare la situazione siamo soltanto noi. Non esiste alcuna
possibilità di aiuto che possa arrivare dall’esterno o chicchessia:
“uomo della domenica”.
Il 27 dicembre
2022, come Associazione ContiamoCi, abbiamo scritto al Primo Ministro
On. Meloni per esortarla a non firmare il contratto con OMS, motivando
in modo oggettivo la nostra raccomandazione. Copia delle lettera la
trovate in fondo alla pagina.
Ovviamente,
il neo Primo Ministro non ci ha risposto. Ma visto come stanno andando
le cose, bisogna premunirsi e decidersi a disinnescare le loro “trappole
di marketing emozionale” a livello dei meccanismi di base, invitando
direttamente la gente a NON aderire e a NON attivare l’Identità Digitale
che per il cittadino e la nostra società comporta soltanto gravi
rischi. Il problema è ricostruire la consapevolezza nelle persone dai
fatti, non in modo emozionale. Aiutarli a ripristinare, laddove
possibile e d’interesse, il ragionamento e il pensiero critico.
Alcuni dati prima di entrare nel merito dell’ID digitale.
Ad
oggi risulta che 33 milioni d’italiani utilizzino lo SPID come sistema
di riconoscimento digitale verticale, cioè che non mette in connessione
le nostre informazioni sensibili contenute nei vari sistemi e data base
tramite cui si accede. 32 milioni, invece, sono quelli dotati di carta
d’identità elettronica (CIE) che diventerà obbligatoria, alla scadenza,
per quelli che sono ancora dotati di quella cartacea. Il Documento
d’Identità Digitale (sistema d’identità unico), nella testa del governo e
dell’Ue, rappresenta il superamento dello SPID. Sarà molto
probabilmente offerto gratuitamente e l’adesione non può essere che
volontaria. Ricordo un vecchio adagio: “Quando ti offrono qualcosa di
gratuito, ricordati che il prodotto in vendita sei tu”.
Ma cos’è e in cosa consiste l’Identità Digitale?
L’Identità
Digitale (o Digital Identity Wallet o Portafoglio digitale) è uno
spazio elettronico unico, centralizzato, dove tutti i dati personali,
sensibili, possono essere raccolti, conservati e gestiti in modo
integrato da aziende e governi, da remoto. Tramite i quali ogni utente
può, via internet, essere tracciato, identificato e collegato in modo
univoco ad una persona fisica, con un QR code. Questo significa la fine
dell’anonimato su internet e della privacy. Ogni commento, ogni dato
sanitario, ogni pagamento e ogni “twitt” può essere ricondotto a te,
come persona. Significa anche che i governi e le aziende possono
decidere le condizioni del tuo accesso o meno ai loro servizi e/o alle
loro strutture sulla base di quei dati e delle opinioni espresse.
Rappresenta
il salto evolutivo, pianificato, del Green Pass che con il suo QR code,
durante l’emergenza sanitaria, dettava le condizioni d’accesso alla
vita sociale (potevi accedere solo se avevi fatto la dose prevista),
controllava e tracciava il numero di dosi fatte di vaccino di ciascuno
di noi. A tutti gli effetti, un “lasciapassare” che è stato progettato
per essere applicato a tutti i settori della vita umana e a diventare in
prospettiva, nel suo sviluppo esteso, anche una vera “tessera
annonaria” per i razionamenti, anticipati da anni dai vari governi, di
beni quali: energia, carburante, spostamenti, carbon footprint, ecc.
Il
punto d’arrivo del Green pass è, quindi, l’Identità Digitale che
completa il progetto di sorveglianza e controllo delle persone tramite
questa “gabbia digitale”. In pratica viene applicata una libertà
subordinata alla “buona condotta” del singolo individuo, che dipenderà
dalla declinazione del cosiddetto “bene comune” che lo stato (etico)
definirà arbitrariamente. Come già avvenuto con gli otto mesi di
lockdown durante il Covid.
L’ID
Digitale è esattamente il sistema tecnologico di gestione della società
in vigore in Cina, cui ambiscono molti degli stati occidentali
cosiddetti democratici. In tutti questi, il processo di sorveglianza
sociale completo è già in atto da anni con strumenti parziali e meno
evoluti, e non vedono l’ora d’introdurre quello elettronico dotato di QR
code. I cinesi per come si comportano possono avere accesso o meno alle
operazioni di pagamento. Possono andare o meno in vacanza. Possono
accedere o meno ai trasporti pubblici, agli impianti sportivi, alle
discoteche. Controllano anche i loro contatti per distinguere e trattare
in modo differenziato i “cittadini buoni e quelli cattivi”. A tutti gli
effetti, un sistema soft di segregazione e trattamento differenziato e
stratificato dei gruppi di persone e singoli cittadini, controllato da
remoto. Da far invidia alle più orride serie TV distopiche di Netflix
degli ultimi 20 anni (che garantiscono tramite la programmazione
predittiva, tecnica persuasiva subliminale, una progressiva
desensibilizzazione delle masse) con un potenziale d’applicazione molto
vasto, grazie alla tecnologia 5G, al denaro elettronico e al
riconoscimento facciale.
Tutte le
tecnologie sono di per sé neutre, ma è l’uso che se ne fa che le rende
utili o dannose per l’essere umano. Noi vogliamo una tecnologia che sia
al servizio dell’uomo, lo aiuti a migliorarsi e a migliorare la sua
condizione di vita. Non viceversa, cioè quello che hanno in mente i
nostri governanti: “l’uomo al servizio della tecnologia e del potere”.
Vogliamo vivere una vita piena e libera, non sopravvivere vessati da
sociopatici disadattati. Quello che abbiamo già vissuto con il Covid nel
nostro paese, e i preoccupanti segnali di continuità del nuovo governo,
devono necessariamente farci riflettere e aprire la mente con i
circuiti ossidati dal lavaggio del cervello Covid.
Esperti
e scienziati è da tempo che ci mettono in guardia ma i loro
avvertimenti non vengono mai ripresi dai giornali mainstream e le
persone, come sempre, sono tenute al buio. Il pericolo non solo è molto
concreto, ma anche molto serio.
L’infrastruttura
che supporterà l’ID Digitale centralizzata è prevista dal PNRR e sarà
finanziata, a debito (altra gabbia, quella finanziaria, classica),
dall’Ue. Con la scusa della Salute pubblica stanno indirizzando tutti
gli investimenti del nostro governo dove interessa esclusivamente loro,
verso un inquietante sistema di controllo e vigilanza della popolazione.
È
opportuno, quindi, iniziare a sensibilizzare tutte le persone al fatto
di NON attivare il documento d’identità digitale o portafoglio digitale.
Ricordiamo,
poi, come ragionano i nostri governanti, la loro “forma mentis”, sia
italiani che europei. Ormai dovremmo averlo capito molto bene. Però
guardiamo i fatti concreti, sganciandoli dai 3 anni di cosiddetta
pandemia Covid.
Un’occasione ce la
offre JEAN-CLAUDE JUNCKER, ex-presidente della Commissione Europea dal
2014 al 2019 con le sue esternazioni “senza freni” dovute al senso di
onnipotenza, superiorità, disprezzo e indifferenza verso i cittadini
europei. Qui di seguito la sua descrizione dei cardini su cui si muove
storicamente il processo decisionale della Commissione Ue: “Prendiamo
una decisione, poi la mettiamo sul tavolo e aspettiamo un po’ per
vedere che succede. Se non provoca proteste né rivolte, perché la
maggior parte della gente non capisce niente di cosa è stato deciso,
andiamo avanti passo dopo passo fino al punto di non ritorno“. (Fonte: 2000: AUSLAND – DIE BRÜSSELER REPUBLIK).
Decidono
quello che interessa loro e poi applicano il principio millenario della
“rana bollita” e del “popolo bue” che è anche il principio della setta
dei Fabiani. Tony Blair è uno dei suoi rappresentanti. Vi ricordo che è
stato indagato per crimini di guerra. Ne abbiamo molti (troppi) anche in
Italia in posizioni di potere.
Giocano
con i termini per confondere le persone e raggirarle. Usano l’Inglese a
sproposito come forma di scherno e di test per raccogliere i riscontri e
sondare.
L’accettazione dell’ID
Digitale è volontaria, nessuno ce la può imporre. L’adesione è, quindi,
una libera scelta della singola persona. Faranno però di tutto e di più
per “incentivarci” a aderire o di tutto per costringere ad accettarla
chi non vorrà aderire.
Sull’entrata
in vigore del PORTAFOGLIO DIGITALE si basano anche le SMART
CITIES/cosiddette “Città dei 15 minuti” dell’agenda 2030 dell’ONU. Veri
“ghetti elettronici”. È tutto collegato.
Questo
passaggio chiave può diventare, quindi, un “giro di torchio” assoluto
per la sottrazione definitiva di tutti i nostri diritti costituzionali e
umani, non ultima la libertà. Pensare che i diritti ci siano dovuti per
definizione è stato il grande errore commesso durante l’emergenza
covid, che ci ha portati dove siamo oggi.
È
fondamentale quindi che la maggioranza dei cittadini italiani questa
volta non aderisca a questa iniziativa per fargli fare esattamente la
stessa fine dell’App IMMUNI.
Cosa si deve fare in particolare per non attivarla?
Quando
vi consegneranno i codici PIN e PUK del Documento di ID Digitale, da
abbinare a quelli della vostra carta d’identità elettronica (CIE), è
fondamentale non usarli, non andare sul sito indicato per NESSUNA
RAGIONE, NON aprire alcun vostro account e NON attivarlo, abbinando i
due PIN e PUK CONSEGNATI con quelli della vostra carta d’identità (CIE).
Se
lo farete, attiverete in automatico il vostro PORTAFOLIO DIGITALE /
IDENTITA’ DIGITALE con delega perenne allo stato e non potrete più
uscirne. Dobbiamo imparare dagli errori commessi per evitare che la
storia si ripeta…quindi, “Errare human est, perseverare diabolicum” ! A tutti noi la scelta.